Post disutile

In realtà mi serve solo per testare FeedBurner, visto che i feed di Splinder fanno caa la merda. Intanto, come si nota in apertura, ne approfittiamo per una bella foto di Bea Flora, che male non fa.

Adesso proseguiamo.

USA, parte 1: cé un buon motivo per tifare John McCain, ed è da rintracciarsi nel fatto che Beltroni e i Beltroniani tifano Obama. Siccome Ron Paul non ce la farà, meglio che almeno venga il travaso di bile a Wally e ai suoi seguaci. Così, giusto per ridere, mica per cattiveria.
USA, parte 2: il governatore dello stato di New York si dimette per uno scandalo-prostitute. Qualcuno mi dirà che insomma succede di molto peggio uno può andare a puttane quanto gli pare no? Non tanto, uno perché la prostituzione è illegale, due perché il governatore Spitzer succitato aveva vinto le elezioni puntando sulla lotta allillegalità e alla prostituzione. Dal momento che lhanno beccato a sputtanare (letteralmente) 5000$ in un fine settimana, la figura di merda è stata così solenne che la credibilità è finita in frantumi e non ha potuto fare altro che dimettersi. Questo è possibile in USA, naturalmente, non certo qui. Pensate a Mele e Sirchia. Immaginate poi uno Spitzer italiano: tuonerebbe contro magistratura, ristoranti cinesi e parcheggiatori abusivi, verrebbe insignito di una medaglia  e infine riaccolto dai colleghi dogni sponda, commossi.

Reparto musica:
mi piglia ogni tanto questa cosa delle recensioni su Debaser. Il fatto è che, al solito, clicco "Invia" troppo presto per ansia da pubblicazione, e mi ritrovo un testo solo parzialmente soddisfacente. Purtroppo su Debaser non si può correggere un cazzo. Dunque, a questo link loriginale, di seguito la versione 2.0.

Lester Young – "Trio"



Un gigante
.

Basterebbe questa definizione, spesso abusata ma non certo in questo caso, per inquadrare la figura del sassofonista Lester Young, nato artisticamente negli anni 30 alla corte di Fletcher Henderson e Count Basie. Il suo stile sassofonistico si contrapponeva radicalmente a quello, dominante allepoca, di sua maestà Coleman Hawkins: un suono leggero e quasi privo di vibrato, lunghe linee di note rubate e un incedere pigro, languido, insinuante; semplice in apparenza, in realtà pieno di sottigliezze, sfumature, e arditezze armoniche. Un discorso musicale allusivo ed ellittico, quello di Lester, enigmatico quanto la sua personalità, che prese tutti in contropiede e fu presto imitatissimo, al punto di diventare irrinunciabile (almeno quanto quello di Hawkins) per lelaborazione del linguaggio jazzistico successivo.

Venendo al disco in questione, si tratta di una data in trio incisa per la Verve nel 1946, con Buddy Rich alla batteria e Aye Guy – ovvero Nat "King" Cole costretto a incidere sotto pseudonimo, probabilmente per motivi contrattuali – al pianoforte. Un set fatto di standard e di un brano originale, il blues "Back To The Land", firmato da Lester stesso. Un set di classe cristallina, dove Rich crea coi piatti un finissimo supporto, allinsegna della discrezione e dellunderstatement, e Cole si prodiga in una miriade di lirici, aggraziati ghirigori, riempiendo lo spazio del contrabbasso con un impressionante gioco della mano sinistra e inventando al contempo spirali di contromelodie avvolgenti che si intersecano a meraviglia con il sax morbido, discreto, elegantissimo di Pres ("The President", come lo chiamava la sua grande amica Billie Holiday). Lalbum privilegia tempi medi e ballad, vedi il succitato blues dapertura appunto, o unappassionata "The Man I Love" che si rifrange in un gioco di specchi deformanti grazie allinterplay di Lester e Nat. Spetta alla veloce ed eccitante "Ive Found A New Baby" piena di sospensioni ritmiche e spiazzanti "honk" che squarciano le linee di sax in maniera inaspettata e soprendente, il compito di alzare il tiro. In tutto, una decina di brani che in massimo quattro minuti riescono a distillare classe, inventiva e originalità da ogni battuta, e allo stesso tempo accessibili a chiunque. Mica bruscolini! Un capitolo fondamentale, da avere, per poi continuare ad esplorare la discografia del Presidente in lungo e in largo.

Nota: la ristampa contiene anche quattro brani dove Nat Cole suona con Harry "Sweets" Edison e Dexter Gordon. Per carità, si tratta sempre di un gran bellascoltare, anche se appare strano sentire quattro pezzi senza Lester Young in un disco di Lester Young… però si nota quanto il grandissimo Long Tall Dexter sia riconoscente a Mr. Porkpie Hat! Questo disco è incluso nel bellissimo cofanetto Verve che contiene tutte le incisioni di Pres per la rinomata etichetta di Norman Granz.

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