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La paura fa 90, anzi, 270

(Scrivo questo post per cavalcare l’onda del momento, capitemi.)
La vittoria di Donald Trump non dovrebbe stupire molto, ma non per i motivi che pensate. Viene da lontano, cioè da una situazione che la politica si è coltivata dentro nel corso dell’ultimo quindicennio buono, e simile in tutto l’occidente: è il frutto di una popolazione sempre più spaventata da tutta una serie di fattori, alcuni reali, altri percepiti, ma che diventano tutti quanti reali quando alimentati dalla paura.  Dagli dei nemici (le elite finanziare, gli immigrati, il governo), dì cosa vorrai fare per loro, sparala grossa, colpisci lo stomaco. Chiaramente avere un avversario debole, dal punto di vista della stima e del carisma, come la Clinton ha aiutato molto. Ma alla fine dei conti Trump, con la sua retorica calcolatamente reazionaria e becera, ha toccato alcuni nervi scoperti e sentiti, come riportare il lavoro in America (che sia possibile non importa), mandar via gli immigrati irregolari che lo rubano (quanto sia vero non importa), impedire l’arrivo di rifugiati siriani (quanto sia vero e /o possibile non importa), restarcene fra di noi e fanculo tutti gli altri rompicoglioni che ci abbiamo rimediato solo casini (di nuovo), etc. Aggiungiamo pure l’errore classico della mentalità snob del “chi non vota per il mio candidato preferito è uno stronzo e non capisce un cazzo”, un perno granitico del consenso di Berlusconi, e la frittata è fatta. Un populista progressista come Sanders probabilmente avrebbe avuto chance maggiori, visto che affrontava gli stessi problemi ma con un punto di vista ed una retorica razionali – purtroppo il suo stesso partito gli ha remato contro. Vabbeh, pace. Comunque vada, si tratta di un presidente, non dell’Imperatore di Guerre Stellari, smettetela di rompere il cazzo, dio cane, non vi si regge. In questa fase ormai, che possiamo definire Era dei Demagoghi (tuoni e fulmini sullo sfondo), la verità è irrilevante di fronte a quello che vuoi sentirti dire o promettere, ed ogni evidenza contraria si limita a rafforzare l’opinione preesistente con tutta la forza del bastiancontrarismo.

Riassunto: la sbadataggine, la miopia, l’autoindulgenza delle classi politiche occidentali hanno preparato il brodo di coltura per l’ascesa di questi demagoghi, che ora passano a batter cassa. Un prossimo governo italiano a suon di Grillo e Lega lo vedo estremamente plausibile.

Ah, dimenticavo: sbroc sbroc.

presto_ce_i_negri

Preferire i propri simili e ripudiare i dissimili è un meccanismo difensivo talmente naturale da essere scritto proprio nel nostro firmware, quello che si definisce più correttamente “cervello rettile”. Lo fanno anche tutte le altre specie, e noi che fortunatamente ci siamo elevati al di sopra dell’orrido stato di natura possiamo fare qualcosa in più, tipo tutto ciò che si chiama civilizzazione, nel senso che va dalle prime capanne di merda essiccata al sole alle megalopoli high tech. Accade che gli episodi di inciviltà comunque avvengano sempre e comunque, perché la natura dell’uomo quella è, e il cervello rettile pure. Quindi, nell’attuale marasma di incertezze, il problema dell’immigrazione e dell’arrivo del diverso ai bordi del proprio paese è una bella minaccia, percepita o effettiva che sia. E in ogni caso scatena una reazione preventiva, ancor più esasperata dalla durezza dei tempi. Tutto ciò, visto dall’esterno e al comodo, si presta alle più svariate speculazioni giornalistiche e/o politiche. E ovviamente questo si rifrange nel malefico (ma spassosissimo, meno male che esiste) mondo dei social network. Strepiti e alti lai levati in direzione della gretta gente del piccolo villaggio che non vuole un camion di negri/che fa le barricate antinegro/che non vuole ospitare in un edificio locale i negri si sprecano da un pajo di giorni. Onestamente, sono cose di per sé molto brutte, perché è facile immaginare un contado livoroso che schiuma rabbia all’idea di doversi accollare il sostentamento pure di una manica d’immigrati, come se loro non c’avessero già abbastanza problemi, e che si adopra di prima persona per deviarli altrove. E’ la mentalità dei villici ignoranti, dei paesini piccoli, delle comunità di simili che conoscono solo simili e vogliono preservare tutto com’è, privi come sono della necessaria apertura mentale e della cultura per analizzare il presente e intravedere possibili futuri. La mentalità di piccoli paesi come Goro (3828 abitanti) o Capalbio (4139 abitanti).

E’ strano

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Quando la gente cominciava a farsi già le seghe su Marco Travaglio, questo blog, fedele alla sua stessa linea (quale? Ancora non la so) stava per Kim Kardashian – era pure mia amica di MySpace, era di casa insomma. Oggi i contatti con la Kim sono calati, ma insomma, simpatizziamo sempre. E quindi con rammarico apprendo che la nostra è stata rapinata in pieno centro a Parigi da cinque uomini, che l’hanno sequestrata e minacciata con le armi. Un’esperienza terrificante da non augurare a nessuno. E proprio quest’ultima considerazione mi stupisce, nella sua banalità: la notizia gira da qualche ora, eppure non ho letto “ben ti sta!11”, “troja!1!”, “dovevano sturparti e ucciderti!1!” e cose del genere. Ora, io che tutta la gente sia diventata un minimo più umana non ci credo. Suppongo semplicemente di aver tagliato via la peggior feccia da Facebook, e basta.

Hitlerjugend

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Buone abitudini: giovani, carini, rigorosamente bianchi e di varie sfumature biondo/moro/azzurro. Un’immagine di repertorio di almeno tre anni fa, di origine americana.

Cattive abitudini: la droga, il capellone, e, poteva mancare? Il negro, mi sembra ovvio!

Può sembrare una parodia, ma non è: le menti che hanno già partorito il Fertility Day hanno colpito ancora. Il tutto per un opuscolino tranquillino che contrappone vita sana a vita malsana. E in fin dei conti, ovviamente, la droga la spacciano i negri, quindi tanto vale partire subito con l’associazione di idee negri->droga, no?

Videla re del Venezuela

pepe

Negro: è stato il negro

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!!!11!!!1!1

Un fucile narcotizzante spara una siringa ipodermica (sì, di quelle che vi conficcate nel culo per iniettarvi gli anabolizzanti colla speranza di farvi crescere un po’ di barba e peluria per impressionare le tipe agli afterhour vegani, cari i miei finocchiacci) con una dose di tranquillizzante, anestetico o altre robe del genere. Il bersaglio, una volta colpito, comincia ad avvertire sonnolenza e, dopo un po’, perde i sensi e si addormenta. Dopo un po’ = ENTRO 45 MINUTI. Nei documentari naturalistici abbiamo visto questa scena molte volte, ma per ovvi motivi vediamo l’animale colpito e subito dopo medici/ricercatori/etologi/etc tutti intorno, perché è inutile riprendere e montare il processo di narcosi indotta. Fra colpo e perdita dei sensi, naturalmente, l’animale probabilmente diventerà impaurito ed irritabile, potenzialmente più pericoloso di come lo sia di solito.

Ora, pensate a questa situazione: un bambino finisce nella gabbia di un gorilla di 180 kg, in uno zoo. Voi, personale dello zoo, dovete salvare il bambino. Ok, il gorilla per ora è curioso ma tranquillo, tuttavia non si sa come reagirebbe se entrasse gente nella gabbia per portarlo via – potrebbe considerarlo “suo”, tentare di proteggerlo e di conseguenza diventare aggressivo, mettendolo in grave pericolo.  E scartate questa opzione. Narcotizzare il gorilla? Lo abbiamo visto, ci possono volere 45 minuti, e in quel tempo può anche impaurirsi e diventare pericoloso, mettendo di nuovo a rischio la vita del bambino. Resta un’unica via: uccidere il gorilla.

“Aveva un volto umano! Faceva le fusa!” E quel gorilla aveva accarezzato quel bambino come mai nessun umano avrebbe mai potuto fare! A tutta questa gente posso solo dire di andare a fare in culo. Deficienti, imbecilli, cretini e pure stronzi.

Pile-Driver

Premessa: la rubrica delle Pellicole Decrittate tratta solo ed esclusivamente di film mai guardati. Si basa sull’assunto che, da pochi elementi tratti dalla cartella stampa (trama, attori, produzione, nazionalità, sponsorizzazione) sia possibile a priori stabilirne pregi e difetti.

Synossi: Pasolini. Pasolini aveva capito tutto e conosceva tutto. Tutti gli intramagli d’Italia, il fascismo dei bidelli di scuola e della filatelia, la modernità che trasformava i contadini in parvenze di persone non più disposte ad affittargli i figlioli per cinque lire, il potere, tutto, porco dio, tutto. E nel suo libro Petrolio? Eh, sarebbero stati cazzi per tutti lì, sarebbe saltato tutto in aria, roba che nemmeno il Necronomicon. E quindi l’Italia si smobilita per metterlo a tacere – la faccia nascosta dell’Italia, quella che conta veramente. E cioè la P2, perché Pino Pelosi non era riuscito a sopraffare PPP (che, non lo sanno in molti, era praticante di alimortacci, l’arte pugnace delle borgate e dei proletari, obliterata dall’arrivo delle arti marziali in seguito al successo di Bruce Lee), quindi alla fine si vede che da una posizione riparata Abberlusconi preme il grilletto e infligge il colpo fatale, un colpo fatale occulto e cancellato dall’autopsia, infatti.

Morale implicita: ma lo vedete o no? Tutto ‘sto casino, i manfruiti, e poi? Non fanno una sega. Te vuoi anche dargli il matrimonio? Il prossimo passo cosa sarà, i negri?

Giudizio finale: fuggite, sciocchi!

Ho parecchi amici americani su Facebook che detestano visceralmente Donald Trump e postano, piuttosto spesso, articoli che ne mettono in luce tutti gli aspetti, oltre a qualche meme spassoso. E’ normale, visto che si tratta di un potenziale candidato alla presidenza della loro nazione. Mi fa un po’ ridacchiare invece quando certo antrumpismo viene da contatti italiani, tutti presi e partecipi manco dovessero votare loro. Ma si sa, lo sbroc non ha mai conosciuto confini, poi ci si può aggiungere che la scelta del presidente USA volenti o nolenti impatta tutti etc etc, protagonismi per interposta persona, sbroc di rimbalzo e via discorrendo. O, banalmente, pura e semplice antipatia per il personaggio. Ho sempre dato per scontato che avrebbe trovato simpatizzanti pure in Italia, e infatti ne ho avuto conferma non del tutto insospettabile a cena qualche tempo fa, fuori dall’interwebs: “Trump è ganzo perché dice quello che pensa e non è affatto politicamente corretto, como vorrei vederlo faccia a faccia con la Boldrini!” Come da manuale. Nel corso dell’ultima settimana invece ho visto contatti facebookari italiani condividere meme e post in favore di Trump, tutti regolarmente con un’immagine del magnate durante un comizio e una citazione virgolettata, di quelle politicamente scorrette sbroc sbroc tipo “faremo costruire il muro sul confine messicano al Messico!” o “via i Musulmani!” o similia. Lì per lì sono rimasto sorpreso, lo confesso. E non capivo nemmeno perché. Poi ho dato una scorsa ai profili dei condivisori di Trumperie varie: non troppo casualmente, tutti appassionati fan di Putin. Probabilmente lo sarebbero pure di Erdogan, non fosse musulmano!

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