Oh che palle, ci risiamo  

Tibet Tibet Tibet Dalai Lama Cina Oppressione Casino Morte Strage Monaci Pacifici Genocidio Culturale. Lo scrivo per attirare qualche incauto internauta da Wikio, nei prossimi giorni. Io non so bene che pensare, credo che solo Rasputin, come al solito, possa darmi consiglio.

Devo dirmi daccordo, il buon vecchio monaco pazzo ha parlato con la solita saggezza che lo contraddistingue. Perché insomma, la situazione è che cé casino nel Tibet perché i cinesi vanno lì a rompere i coglioni e le tradizioni minacciate e lantica cultura tibetana è a rischio e un sacco di altre cose, ok ok, fin qui ci siamo. Il punto è: ma perché, se è una questione che riguarda Tibet, Cina, India, ovvero tre posti in culo ai lupi, ce ne dobbiamo fregare noi? Siamo così irremediabilmente narcisi? La risposta, evidentemente, è un bel "sì".

Da noi in realtà si sa un cazzo del Tibet, tranne le persone che ci hanno a che fare per motivi di studio, lavoro, sounasegasusughi e compagnia cantante. Tramite un eccellente p.r. come il Dalai Lama, e splendide fotografie della natura locale, dei templi, di Kathmandu e tutto il resto, abbiamo ben presente solo la visione cartolinesca del Tibet, una sorta di Shangri-La tutto pace e meditazione. A me buddhismo e compagnia non stanno meno sui coglioni delle nostre religioni monoteiste del menga – anzi, il generico senso di fastidio è lo stesso. Via, insomma, la mia scorza rozza e insensibile non viene assolutamente toccata dallaura di pace e contemplazione che sembrerebbe promanare dal santuomo del Dalai Lama, ecco.

Quello che non sempre si considera, o conosce, è il regime feudale teocratico imposto dai pacifici monaci alla popolazione locale – un obbrobrio terrificante, ben ritratto in questo articolo di Michael Parenti. (via Kelebek, che nel post odierno poco mi convince). Larrivo della Cina di Mao spazzò via questo schifo feudalmedievale. E difficile entrare nella testa dei tibetani dellepoca – è possibile che anni di buddhismo li abbiano portati, con placida rassegnazione, ad accettare i soprusi della casta monacale, "perché sì". La conversione al maoismo, come tutte le conversioni totalitarie, comportava la cancellazione della cultura locale e la forzata adozione del sistema del nuovo padrone (la versione cinematografica e fighissima di tutto ciò, il Celeste Impero che tutto assorbe, la vedete nel bellissimo film "Hero"). Nel caso del Tibet il regime cinese, per quanto faccia cagare il cazzo, ne ha rimpiazzato uno ancora peggiore che fra le altre cose praticava schiavitù, servitù della gleba e tortura come se niente fosse. Adesso sta succedendo qualcosa di ancora poco chiaro, perché linformazione che arriva da laggiù è pesantemente manipolata, e i media la rifiltrano, ergo cé una bella tara da fare.

ll Tibet rivuole lautonomia e:

– i monaci picchiano a sangue minoranze cinesi;
– i tibetani protestano di fronte alle ambasciate cinesi allestero;
– il Dalai Lama fa appelli vari e tutta laria sa di ciliegi in fiore;
– il Dalai Lama è una pedina americana e ha funzioni meramente anticinesi e imperialiste (e ti pareva?);
– hora e siempre resistencia.

Scegliete pure quello che vi pare, anche selezioni multiple sono ammesse. Mi chiedo solo se i tibetani, oltre alla loro cultura in senso più ampio, rivogliano pure lorrido regime dei monaci che avevano fino al 59 o giù di lì. E mi chiedo se pure i sostenitori della resistenza tibetana credano che sia la cosa migliore. Capisco la questione di principio – schierarsi dalla parte dellinvaso, della "vittima" – e capisco molto meno, però, sostenere ciò che comunque è insostenibile come il vecchio regime tibetano. Non è meglio che detto regime non torni mai più, soprattutto alla luce della tanto decantata carta dei diritti umani di cui spesso ci si riempie la bocca? In sostanza, diogorilla, se le opzioni sono:

a) Tibet libero e autonomo, cultura tibetana libera, ripristino dellantico tibetanismo?
b) Tibet libero e autonomo, cultura tibetana libera?
c) Tibet sotto la Cina, cultura tibetana libera?
d) Tibet sotto la Cina e completamente cinesizzato?

mi sa che per i tibetani sarebbe preferibile b) o c), mentre i resistenzialisti a distanza pur di non arrivare a c) o d) vorrebbero assolutamente a).

Resta alla base un fatto: son cazzi della Cina e del Tibet, che sono grandi a sufficienza per vedersela da soli. <!– –>