Category: tecnomerda


Il plebiscito per Renzi, lì per lì, l’ho preso così, tranquillone – come dire, ok, la cosa importante è che Peppe sia stato preso a ciabattate e che non sia emerso qualche minaccioso coagulo di estrema dx antieuropeista sbroc sbroc. Va beh che all’orizzonte non c’era, ma meglio esser sicuri. Insomma, Renzi col 40% o similia, uno stacco netto nettissimo. Dopo qualche giorno, cioè, oggi, mi viene in mente una cosa: siamo ad un punto di svolta. Nel modo di condurre le campagne elettorali in Italia, dico. Perché finora gli avgvsti, colti et preclari polytici di sx hanno sempre seguito alla lettera le indicazioni contenute in “Perdere Le Elezioni Sistematicamente For Dummies”, in particolare la regola n.1 del Decalogo dello Sfigato: mai pensare di sottrarre elettori all’Avversario, pena la contaminazione. L’elettore dell’Avversario, difatti, che cos’è? Le Cronache individuano un bruto che sa a mala pena leggere e scrivere (far di conto, in Italia, non è considerato importante, il sapere scientifico è merda), guarda solo Italia 1, Rete 4 e Canale 5, evade le tasse a più non posso, è un imprenditore veneto/lombardo (possibilmente colluso con la mafia) o in alternativa una sciampista col sogno di diventare velina, o un coatto analfabeta che vuol diventare calciatore. Detto elettore veniva sbeffeggiato e denigrato ovunque, nelle Cronache come nei cenacoli della Parte Sana del Paese. Che in quanto sana voleva pure restare incontaminata: non possiamo mica mescolarci a questa feccia, magari son pure contagiosi!

Falco grillaio

Ebbene, perseguendo questa strategia con stolida determinazione, i nostri ganzoni non sono mai riusciti ad andare al governo, se non un paio di volte in sgangherate coalizioni tenute insieme con lo sputo e pronte a cadere al primo scossone. Applicando il loro credo, ripetendo ogni tre per due “solo chi ci vota (o voterebbe) fa parte dell’Italia Migliore, gli altri sono una subrazza di evasori analfabeti”, hanno ottenuto sempre e solo i voti di chi li vota o voterebbe, senza convincere gli indecisi che hanno risposto con roboanti vaffanculi agli insulti. Allo stesso tempo, Peppe non ha fatto di meglio: merda, vaffanculo, tutti a kasa!1!1! ogni tre per due, chi non ci vota è colluso mafioso massone ki ti paka!1!!, con in più l’assordante massa di mongoloidi su internet che rendono veramente pesante l’atmosfera. Renzi deve aver capito, primo fra tutti i politici degli ultimi vent’anni, che se errare è umano, perseverare è diabolico. E quindi non ha insultato nessuno, lasciando che gli altri si fregassero con le proprie mani. Chapeau!

Di qui a dire che saran tutte rose e fiori, ewwywa Renzi etc etc è tutto da vedere. Purtuttavia, vedo esattamente in questo un fatto positivo e incoraggiante. Nel fatto che ci sia un astuto cervello che mette nel sacco, con una mossa quasi invisibile, un’ampia congerie di teste di merda.

Purtroppo, al realtà ha ancora una volta superato la fantasia, finendo dritta dritta fra le rive d’Acheronte. Giulio Andreotti è morto e lotta in mezzo a noi, ma forse nemmeno questo è sufficiente al fine di raddrizzare tutte le storture che il mondo non ha mai smesso di rimprovare ad Attanasio Pecora, l’uomo dietro a tutti i fatti di sangue dell’ultimo decennio, o secolo e mezzo forse sarebbe più appropriato sapete, perché il dispiegamento temporale dell’immanente non sempre si può condensare in pochi attimi e ogni teoria dell’azione-reazione si fa memento di un concetto più astratto e, al contempo, umile, terragno, graveolente delle porcida untuosità ch’è propria dello stolto, del contadino che ignaro dei massimi sistemi e delle grandi cause trascina per il campo l’aratro, forte solo di quella saggezza secolare ch’egli reifica sempre uguale, tetragona ed immune al cambiamento, mediante lo struscio di calzature pratiche ed ineleganti che si oppongono con pugnace antiestetismo all’ipostatizzazione pedunculare propugnata da Prada e da tutti coloro che, parimenti, ambiscono al livellamento dell’uomo su un sistema valoriale d’implicito razzismo e schematica conflagrazione di contrapposizioni fittizie che si propagano all’infinito su un orizzonte degli eventi ormai dato per scontato, per irrilevante, per nefando e incalcolabile nella sua cieca e totale devozione al Potere inteso come in [1];

ed appare pertanto necessità di vero il sostenere che, in situazione di emergenza data da conflitto di classe irrisolto e femminicidio senza tregua, sia forse necessario fare un passo indietro ed ammettere con sè stessi ed il mondo che sì, abbiamo oltrepassato un segno ed il debito del terzo mondo è solo una delle cause della crisi che porta tanta gente per bene a indebitarsi per poter acquistare sottobanco pancali di merda da riversare nel water in modo da intasare le fogne e dare un po’ di laboro agli idraulici e, di conseguenza, a quelle maestranze umilmente manovali con la salopette lurida e la matita dietro l’orecchio e le mani lerce di morchia che purtuttavia son necessarie al processo civile e un’orda di tecnocrati vorrebbe rimpiazzare con robot in fattezza di negro a costo zero, perché in realtà voi credete che ci siano i negri in giro, ma si tratta solo di ammassi di cavi e di ciccia, perché i negri veri sono tutti morti nell’Oceano Negro che è la tomba di tutti i negri, ma non tutti i giovani se ne possono accorgere e continuano a guardare le repliche dei Robinson scambiandolo per la realtà mentre invece è quello che vuol fargli credere Abberlusconi mentre fa il governo che lo processano per abuso fiscale e frode campidanese quando assunse un cameriere che fu in seguito lapidato perché adultero

e quindi in qualche modo giustificabile nella cultura d’origine, sebbene anch’essa minata alla base dall’avanzata dello scoccialriformismo in salsa diluita eppur ancora dannosa e cancerosa, un’infezione tumorale che neppure il bicarbonato agli escrementi di Tullio Simoncini (quel finocchiaccio) potrebbe curare nè tantomento guarire, quindi provate a traslare tutto questo complesso balzabbà di pensieri parole opere e omissioni in un feretro simbolico di significanza epistemologica e urgenza espressiva, ne uscirebbe fuori una merda totale e indegna di qualsiasi fruizione, persino nella grave circostanza di cui è stata vittima Laura Boldrini durante un’ispezione dell’interwebs in cui Appeppecrillo e Alfano le scrivevano le parolacce con la maschera di V for Vendetta sperando di non essere riconosciuti anche se poi con gli hacker speravano di entrarle nel cellulare (non è un doppio senso, e se ci vedete la malizia è la cultura maschilista che vi condiziona) per prendere le foto di lei nuda sulla spiaggia di Ibiza per poterle far girare in rete ma non c’erano e allora hanno usato una foto di una che le somiglia anche se in realtà non lo sappiamo perché in fondo chi le ha mai viste insieme a Laura e Boldrini e quella lì spacciata per lei nuda, ma è proprio per questo che al mondo esistono gruppi di merda come i Uochi Toki o i Cani e teste di cazzo che li ascoltano senza provare schifo, dio merda.

Dopo svariati anni di freGuentazione di narrazioni varie, nei vari ambiti (letterarie, cinematografiche, videoludiche, musical-storiografiche) ci si rende conto di alcuni punti fermi che caratterizzano la narrazione di successo. Non nel senso di migliore, nel senso proprio di quella che funziona meglio e si traduce nella forma dominante, di maggior successo appunto, altrimenti sarebbe come dire che i Pink Floyd sono meglio dei Valient Thorr mentre sappiamo tutti che non è vero, ma sto divagando. Insomma mentre giocavo a Skyrim pensavo a quanto sarebbe ganzo un giuoco del genere ma online, stile mmorpg o come cavolo si dice, open world online con un cazzigliaio di giocatori in contemporanea e quest che decollano a tutto bordone e si intrecciano. Ripensavo anche a quel gioiello che è Reamde di Neal Stephenson, librone di cui scrissi poco tempo fa. E insomma, mi dicevo, chissà all’arrivo della next-gen di console (perché si gioca solo alla console svaccati sul divano col birrone, il pc priva della componente svaccoziosa e dunque no grazie). Da lì alla riflessione su come si sviluppi la Narrazione Vincente del mmorpg è stato breve. Ma attenzione, non la possibile storia (per quello c’ha già pensato la narrativa), quanto piuttosto perché, fra storia e fruizione della medesima, il mmorpg funziona così bene ed è una narrazione figa. Dopo un po’ sono arrivato a questo punti:

1) Trama con Grandioso Obiettivo Finale che si raggiunge mediante crescita del personaggio;
2) Un antagonista ben caratterizzato e apparentemente imbattibile;
3) Una lunga catena di eventi – alcuni direttamente legati al Grandioso Obiettivo Finale, altri collaterali ma che rinforzano la verosimiglianza e la profondità del mondo virtuale;
4) Una comunità di giocatori che stabilisce il confronto, permette di scambiare le proprie esperienze, suggerire sviluppi futuri agli sviluppatori etc etc, in un forum moderato;
5) Aggiornamenti periodici che estendano la longevità del divertimento con nuovi dettagli (di mondo, di storia, di armi, di leggenda) senza alterare la sostanza.

Naturalmente il fatto che la Bethesda stia lavorando a The Elder Scrolls Online ha avuto il suo peso. Soprattutto il giramento di minchia nel caso uscisse solo su pc, in tal caso scenderemo in piazza e bruceremo bandiere della Bethesda, come fanno tutti i movimenti di protesta che… ehi, però aspetta un attimo. Movimenti di protesta. Politica. Mmorpg. Bethesda. C’è qualcosa che non torna.

Mi riviene in mente che ieri, ad un tavolo vicino al mio in un locale, c’erano i soliti infoiati che parlavano di politica. Ebbene, mi dicevo, se andiamo attraverso la storia italiano dal ventennio compreso ad oggi, che punti fermi troviamo? Almeno cinque cose che i governanti versicolore hanno offerto al popolo, tutti in maniera indistinta e necessaria:

1) Grandi discorsi roboanti dal contenuto salvifico e utopistico, ricco di ideali;
2) Un Invincibile Nemico causa di tutti i mali, dalla pioggia allo spread alle esondazioni nel Nerchio;
3) Un vasto numero di robe (dal calcio alle tribune politiche alle trasmissioni di Barbara D’Urso alle figscion ai cilm) attorno alla quale schierarsi in pro/contro facendo muro contro muro, e se una cosa ti piace sei X, altrimenti Y e comunque non ci parlo più con te;
4) Accogliere la lagne e i piagnistei di tutti;
5) Qualche riforma di facciata che dia l’idea del progresso e del cambiamento ma che non intervenga mai a fondo sull’essenza della nazione.

Confrontate punto per punto le robe qui sopra con quelle ancora più sopra. Pensateci bene. pensate a due più due uguale quattro. Fatto? Perché a questo punto mi si è aperta agli occhi la Verità Ultima: l’Italia in realtà è un mmorpg della Bethesda!!!!111!!! Dove noi siamo intrappolati come in Matrix e crediamo di essere la gente vera!11!!1! Mentre in realtà siamo solo due cose: o un NPC, o una persona che vive in un boiler connesso con la realtà virtuale sbroc sbroc tipo Matrix insomma. E quindi i produttori di Matrix hanno in realtà fatto quel film per farci capire, ma niente, non abbiamo capito un cazzo!  E come Mai’q il Bugiardo è passato attraverso i vari capitoli di Elder Scrolls, così ci sono i vecchi che si ricordano dei vari vecchi governi! Come in Skyrim ci sono i libri che parlano del passato avvenuto nei vecchi giochi, così noi c’abbiamo i libri di storia!!111! Metti che il primo capitolo sia stato The Italian Scrolls: Fascism, poi The Italian Scrolls II: The First Republic, poi The Italian Scrolls III: The Second Republic, poi The Italian Scrolls IV: Appeppecrillo, che è appena cominciato!!!!

Allora allora svegliatevi, ci hanno mandato un sacco di Neo, come Adam Kamion, Appepeppe, Giulietto Chiesa e David Icke, e noi non li abbiamo ascoltati! Altro che Bisdenbrgerg e Ammariomonti e la Trilaterale, il mondo è la Bethesda e dobbiamo ribbbellarci fate girare sveglia!!!!!!!!!!!111!!!!!!!!

Proprio l’altro giorno ho letto una notizia molto bella. In pratica si prevede che, grazie alle nuove tecnologie di estrazione e raffinamento del petrolio, nonché ad un consumo ottimizzato e più efficiente, gli USA per i il 2020 riusciranno a diventare indipendenti dal petrolio del Merdistan. Questo vuol dire tante cose, tutte quante fiche. Tanto per iniziare, è la confutazione pratica dell’idiotissima storia del picco del petrolio che tutti gli ecostronzi vanno a blaterare da anni. Non che ci volesse un genio a confutarla, basta farsi un paio di conti: ok le stime, ma le stime sono destinate a variare col progredire della tecnologia. Che valore ha la merda? Nessuno. Ma se uscisse un motore a merda, ecco che ne avrebbe un sacco, giusto? A quel punto ogni cesso convoglierebbe la merda ad un merdatore che la convertirebbe in compostaggio merdonico che fa partire le macchine a merda e bla bla bla, insomma, quello che voglio dire è che non bastano le risorse in sé per la stima, bisogna tener conto della tecnologia e della sua evoluzione, e in base a questa aggiornare le stime. Allo stesso modo le stime per il 2020 possono riservare ancora qualche sorpresa, è chiaro. Però penso che:

a)  in un ottica strettamente nazionale, questo porterà un sacco di lavoro, e probabilmente un sacco di gente si sposterà per lavorare alle nuove strutture petrolifere, dopo che altrettanti si saranno mossi per costruirle. Cultura, tecnologia, nuove possibilità di lavoro, economia. Esattamente quello che predicano i peppecrilli pauperisti della minchia maledetta, vero?

b) a livello internazionale, ciao ciao Merdistan. Il petrolio merdistano sarà sempre meno interessante per gli USA, che alla fine ci si puliranno il cazzo. Il Merdistan dovrà via via rivolgere i propri interessi a est (Cina, Russia) e nord (Europa).

c) per trattare col Merdistan, si può stringere le mano, ma sempre con una pistola carica nell’altra, che non si sa mai. Ed ecco che entra in gioco l’Eurogendfor, ovvero l’esercito integrato euro. Quello che i peppecrilli di turno, in quanto imbecilli, dipingono come gestapo della BCE che viene a farti esplodere casa se protesti contro AmmarioMorti. Vista la progressiva presa di potere dell’islamismo più hard in giro per il Merdistan, visto che starà sempre più a noi occuparcene, la cosa ha un senso perfetto. Magari in congiunzioni con partner energetici come la Russia o commerciali come la Cina.

Insomma, mi pare sempre più evidente che si vada verso un mondo multipolare, e le recenti difese finanziare erette dall’Europa per proteggersi da future crisi tipo l’ultima sembrano confermarlo. Il cammino indicato da Obama sembra quello dell’isolazionismo, da un certo punto di vista – se per il problema del fiscalsz cliffsz le varie megaditte fantozziane saranno costrette a calci in culo a ritornare indietro (e questa sarà una battagliona), la transizione diventerà irreversibile. Credo, eh – le mie sono riflessioni da non esperto che prova a fare qualche previsione. Anche Israele mi sembra andare abbastanza a briglia sciolta. Attorniata dal Merdistan, reagisce come può/deve e dialoga con gli altri, ma mi pare che la grande differenza sia che ora si invita, si consiglia, si chiede di evitare l’escalation, ma la questione viene lasciata in mano a Israele medesima, che ha approntato un sistema di difesa informatizzato superfico già solo dal nome (Iron Dome) e combatte pure sul fronte della guerriglia informatica (appunto).

Ovviamente, l’interazione col Merdistan non potrà mai cessare del tutto, specie se iniziano a sorgere movimenti islamisti pesi spinti dall’Arabia Saudita che forse vorrebbe fare capo ad una lega merdistana: qualora cessassero i rapporti commerciali, forse getterebbero la maschera e punterebbero sulla creazione di una lega panaraba merdistana sbroccatissima. Può darsi che, negli anni, continueranno guerriglie sporche e affondi economici, con un uso sempre più massiccio di droni che renderanno psicologicamente più problematico il sagrifizio jihadista (ahr ahr ahr) etc etc. Quello che è evidente è che la suddivisione per aree di influenze si sta manifestando in maniera sempre più forte. Una direzione di uscita è stata intrapresa, c’è da vedere quanto sarà accidentata, tortuosa, lunga e, in ultima analisi, positiva. Di una cosa possiamo stare certi: Maometto ha sostituito Marx nelle teste degli sbroccati. Perché anche se le cose le fanno per i cazzi loro in Merdistan, c’è sempre una mano occidentale dietro, altrimenti questi popoli sarebbero un branco di pacifici negri che suonano il bongo e fumano le canne. Lo dice pure una persona di amplissima cultura e lontana da qualsivoglia banale qualunquismo come l’augusto maestro F. Battiato, mica cotiche.

Ogni tanto esco da Skyrim e gioco alla vita normale, e fra le cose che faccio nel videogioco c’è pure quella di scrivere un blog letto da poche decine di mentencatti. In effetti, devo dire che la mia vita reale, dove sono una bellissima redguard (=negra) guerriera di nome Spruzzola (è pure il nome che ho dato alla mia gatta nel videogioco) che va in giro a prendere centinaia di rompicazzo a spadate in culo, è molto faticosa. Quindi devo rilassarmi un po’, capite. Perché non è mica come lì da voi che vi alzate, poi andate a lavorare, poi tornate a casa e comprate gli accendini dai negri e i prodotti bio coltivati ancora con la merda, e, per qualche arcano motivo, considerati buoni solo per questo. Una bella sega. Io devo scorazzare di qua e di là per una nazione intera a risolvere mille problemi del cazzo, e tutto questo perché io so parlare coi draghi e li posso prendere a calci in culo e sassate date bene nello sterno proprio ora che sono tornati a rompere i coglioni. Certo, mi levo anche le mie soddisfazioni, perché col mio durissimo lavoro in qua e in là ho comprato ben quattro case in altrettante belle città (a Whiterun, Riften, Markarth, Solitude), e non escludo di comprarne una prossima a Falkreath, se me lo permetteranno. A Morthal, Whinterhold e a Dawnstar non me l’hanno nemmeno proposto, ma sono merdose baraccopoli soffocate dal diaccio e dalla neve, e ogni catapecchia caccolosa di legno se la devono tenere stretta. Ah! Pezzenti di merda!

Vedete questa gnoccona qui sopra? E’ Aela la Cacciatrice, che è pure mia moglie. Già, perché qui  si fa il cazzo che ci pare, e se una coppia interracial (bianca lei, negra io) -bestial (siamo licantrope)- cannibal (solo io in quanto campionessa del daedra, che poi sarebbero robe ganze tipo i demoni, Namira) decide di sposarsi, maremma finocchia, lo fa e tanti vaffanculo al cazzo. Poi la mi’ moglie sta a casa a lavorare e guadagnare e io ogni tanto ripasso da casa a riscuotere la mia parte di moneta sonante. Potrei anche portarla in giro a sgarganare la gente di stiaffi, ma insomma, non mi va che rischi la vita sebbene sia una guerriera che levati, già prima di sposarmi m’è stiantata la povera Lydia e non voglio ripetere l’esperienza. Son dolori che ti segnano.

Vedete poi questa roba qui? E’ il cortile interno dell’Accademia di Magia di Winterhold. L’unica scuola di magia rimasta in tutta Skyrim, mica brodo di fagioli. Beh, io sono la preside dell’Accademia: un po’ come Albus Silente, ma senza essere vecchia e barbuta. Del resto, non è il mio unico titolo. Ho un curriculum lungo come una benda da mutilato in cui potrei scrivere:


– Preside dell’Accademia di Magia di Winterhold;
– Capo dei Compagni di Whiterun;
– Capo della Gilda dei Ladri di Riften;
– Membro effettivo della Gilda dei Bardi di Solitude;
– Campione di Nocturnal;
– Campione di Namira;
– Campione di Hermeus Mora;
– Ben vista da Malacath e sorella di sangue onoraria degli orchi di Largashbur;

e varie altre. Cioè, mica devo faticare a trovare lavoro. Dal semplice spaccare in due la gente, a farmi amici i demoni, a di tutto e di più. Sono poi i lavori in sè che son faticosi, dio cane, ma non certo trovarli, guarda. Cosa è preferibile, trovarli facilmente ma rischiarci la cotenna di continuo o trovarli con più difficolatà ma stare più tranquilli? Eh, son problemi anche i vostri. Ma non fatemi ride’!

Naturalmente, pure qui c’è di mezzo la politica. Il minchione qui sopra è Ulfric Manto della Tempesa, jarl della città di Winterhold. ‘Sto stronzo ha innescato una ribellione uccidendo il Re dei Re di Skyrim, mandando a fare in culo il Trattato Oro Bianco che legava Skyrim all’Impero, garantendo la pace per tutti al prezzo del culto di Talos. E’ un po’ come se un giorno il vostro coso, lì, Umberto Bossi si armasse di M16 e abbattesse Monti e poi proclamasse l’indipendenza padana e gli Stati Uniti fossero costretti a inviare soldati in giro per l’Italia, facendo scoppiare una bella guerra civile. Sai che bello, per voialtri poveri cristi? Ecco, uguale. Questa testa di rapanello di Ulfric fa leva su micragnosità nazionaliste come il citato culto di Talos, ma in realtà sfrutta la situazione per accrescere suo potere personale e poi odia i negri. Inutile dire che mi arruolerò presto nella Legione Imperiale per fargli il culo. Che merda, la politica.

Ora mi godo un po’ di relax, scrivendo questo post dall’internet cafè di Whiterun. La gente lì da voi, nella vostra realtà simulata, si lamenta troppo e rompe davvero le palle peggio di Ulfric. Andate quasi tutti quanti a fare in culo, per favore.

A me i selvaggi stanno sui coglioni, proprio perché sono selvaggi. Cioè, uno potrebbe starsene comodo, invece questi preferiscono vivere a contatto con la natura (= si cacano addosso e mangiano la merda), e questo dovrebbe essere una sorta di paradiso terrestre che noi abbiamo colpevolmente abiurato in favore di roba ributtante e poco spirituale, tipo un’aspettativa di vita superiore ai 35 anni e non dover contendere il cibo a lupi, tigri dai denti a sciabola, serpi e orrendi aracnidi versicolori. Questa premessa è indispensabile (forse) per parlare dell’ultima lacrimevolezza moralisteggiante che gira su Facebook: gli indios Kayapò, siti in qualche zona del Brasile, devono sloggiare e di corsa perché dalle loro parti sorgerà uno dei più grandi bacini idroelettrici dell’orbe. A quanto pare:

1) I Kayapò protestano dal 2006 almeno. Ora il presidente del Brasile, Dilma Rousseff, avrebbe finalmente dato l’ok: l’impianto si fa e il budello di tu’ ma’. Era dagli anni ’80 che si parlava del bacino di Altamira, e dopo proteste, rinvii e souncazzo, ora si parte.

2) Si era mosso pure Sting per loro, e questo li rende, a prescindere, colpevoli e odiosi.

Atahualpa lì e i suoi possono andare a stiantarselo nel tabarèn, ormai. Vorrei dire loro che dovrebbero innanzitutto incolpare Sting ed eliminarlo con una cerbottana avvelenata o col voodoo, insomma, quelle robe lì da selvaggi. E poi, chiaramente, di spostarsi. Il fatto è che, nell’ottica di un capo di stato, di nuovo, cosa è bene fare? Considerate che il Brasile è un paese del terzo mondo che sfrutta un miliardesimo delle sue imponenti risorse. Considerate che il Brasile sta crescendo, a fatica e un po’ alla volta. Considerate che un sacco di brasiliani vivono nella merda sperando di diventare un giorno calciatori dell’Atalanta, cioè alla fine vivono come i Kayapò ma senza la foresta. Bene, per far crescere il paese, una megaopera come questa è un’ottima cosa. Sia per l’energia che produrrà (e un paese che ha davanti a sè un sacco di sviluppo ed è così grande, di energia ne ha bisogno), sia per tutti gli investimenti e i ritorni economici, tecnologici etc etc. Insomma, questa centrale s’ha da fare.

“Ma sappiamo che una immagine vale mille parole, mostrando la realtà del prezzo reale della nostra borghese ‘qualità della vita’. Per il fabbisogno di radical chic muore un intero ecosistema e la popolazione residente.”

Una sega. Prezzo reale della nostra borghese “qualità della vita”, sì. Perché non fanno certo questa megacentrale per rifornire di corrente due spa e un centro di studi di poesia persiana. La megacentrale è un grande investimento a lungo termine che farà il bene di un sacco di brasiliani, già solo per l’indotto dei lavori, per l’energia prodotta per uso interno per quella venduta. Molto più di quel che possa fare la natura. Fanculo.E ora passiamo alle puppe.

E’ con viva preoccupazione che apprendiamo, io e quello trasparente qui accanto, la ferale notizia che Laura Pausini stia contemplando un’operazione per ridursi il balcone. Speriamo sia una fola, o che Laura ci ripensi. Non va bene un cazzo, dobbiamo protestare, agire, un sit-in, tutto, perché la situazione si fa grave come il dioboja. Nel frattempo il C.R.I.M.E. si è mobilitato, e questo ci rincuora.

La stampa è una merda ed è la forma di vita più infima. I blog pure. Incluso questo, che salta sul bandwagon del disastro-Concordia per parlare non di nautica (so una sega), non di morti e feriti (non mi pare il caso), non di De Falco (non sapevo lavorasse in capitaneria a Livorno, un giorno ci passo e mi faccio autografare i numeri dell’Uomo Ragno che scrisse negli anni ’80), ma di giornali di merda, tipo… tutti quanti. Che oltre a diffondere le comunicazioni nave/capitaneria, scavano nei particolari e nella prurigna. Tipo, ma lo sapete che c’era pure una donna assieme al comandante, in plancia? E non solo, la donna era una bionda moldava. Si può notare che:

1) se ci fosse stato un uomo, nessuno avrebbe detto pìo.
2) la donna in plancia fa già vizio a mille, vedrai coso lì tradiva anche la moglie.
3) è parso d’uopo aggiungere il colore e la nazionalità.

Questo perché si sa: bionda = troja, moldava = doppia troja. Il comandante inetto e testa di cazzo non poteva che aver portato un trojone in plancia, qualifica implicita nel “bionda moldava”. Posso solo immaginare il dolore di Marco Travaglio: l’ex presidente del consiglio non è azionista Costa.

E’ poi partita la megasollevazione internettara per Megaupload/Megavideo chiusi dal FBI a sprangate nei denti. Ora, presi per sè lato utente, erano servizi di merda, ma questo non importa. Entrambi fornivano un servizio premium a pagamento, che è come far pagare materiale piratato – cioè, avete presente i negri che vendono i cd e dvd piratati a cinque euro sul marciapiede? Stessa cosa. Il cicaleccio interwebbaro rappresenta quelli Megaupload come i martiri della libertà d’espressione minacciati dal potere tirannico. Eppure, se andiamo a vedere i capi d’imputazione (versione ridotta, versione completa), ci sono di mezzo attività non proprio edificanti come riciclaggio di danaro (money laundering) ed estorsione (racketeering). So benissimo che qualcuno dirà che sono accuse costruite ad arte. Beh, quel qualcuno si offra come consulente legale per la difesa, dopo aver esaminato tutte i carteggi e le indagini, no? Come, quel qualcuno non ne capisce un cazzo? Ah, ecco, mi sembrava… Perché se anche ci può essere un antipatico sincronismo con la manovra del SOPA, che comunque deve sempre passare, è anche vero che il reato andrebbe punito lo stesso, e essere su internet non ti rende automaticamente eroe o martire. L’interwebs si è trasformato in una sorta di nuova frontiera dove il conflitto legge/individuo assume toni sempre più epici e leggendari, e il delinquente per l’autorità diventa l’eroe popolano. Ma con una dialettica pezzente e da stadio per cui si urla “PRO!!11!” o “CONTRO!!!”

Leggo, con grado d’incazzatura montante, i vari reportasgz dalla Val Di Mimportauncazzo presidiata dai NoTAV, ennesima incarnazione del curioso sedicente progressismo italiano. Quello che si oppone strenuamento a qualsiasi cosa, in particolare al progresso di tipo tecnologico, perché comporta ingenti investimenti di capitali, partecipazioni pubbliche e private, modificazione dell’esistenza, rottura delle uova al fine di ottenere, un domani, una frittata. Tutto ciò viene sistematicamente aborrito secondo una logica demenziale che getta un ponte fra pensiero magico e ceneri decomposte dei discorsi di una qualsiasi vecchia assemblea studentesca (o, tanto è uguale, CSOA, o sede locale di partito comunista della libertà maoista della minchia al guaranà).

E’ un po’ una roba di questo tipo:

Progetto ==> investimenti;
investimenti ==> realizzazione;
realizzazione ==> lavoro;
lavoro ==> guadagno;
guadagno ==> MERDA.

Come dire: qualsiasi processo che parta da una pianificazione progettuale, comporti tutta una serie di investimenti, studi, ricerca, una grande pianificazione, lavoro a più livelli (dagli operai agli ingegneri agli informatici a…) che assorbirà gente da ogni settore qualificato e ne formerà almeno altrettanta, collaborazioni internazionali fra aziende e università, il tutto finalizzato ad una grande opera pubblica che si ripagherà nel tempo, snellirà il traffico, e faccia parte di una politica europea… ecco, anziché una miniera d’oro di cui essere contenti, è merda. Non fa una grinza, perché qualcuno ci guadagna anziché farlo gratis, e poi non si tutela la piccola e micragnosa dimensione locale, l’Amarone Paperone del sig. Badalassi e la Ba.Gon.Ghi. (Battelli Gonfiabili in Ghisa) SpA che dà lavoro a ben quattro persone tutte imparentate fra di loro, eh, ma coltiva biologico. Sostenibile. E ripudia il Danaro. E quindi il Capitalismo. E sospetto pure le Scie Chimiche, il Signoraggio e Isdraele.

Un manifesto come questo qui non è molto diverso, nei toni, da quelli della Lega. Per essere NoTAV basta essere onesti, perché se sei a favore della TAV sei un capitalista avido ignorante che vuole papparsi un sgugurbitoni di euri prestati dall’Europa (che va bene solo se spala merda su Abberlusconi) per fare questa TAV che farà parte della tratta Lisbona-Kiev. Un progetto in grande, che però il vero militante anarcoinsurrezionalista sbrocchista DOP deve rifiutare, perché soldi guadagno grandi imprese no piccoli no realtà locali speculazione cantiere sbroc sbroc. Ma vaffanculo.

Non ci credete? Andate al sito del Comitato NoTAV (http://www.notavtorino.org/). In home page si può leggere:

“Sono queste le Grandi Opere che hanno in mente: distruggere, aggredire, violentare. L’illegalità è la loro bandiera, l’impunità è la loro speranza. Parlavano di progetto da realizzare ‘con il consenso della popolazione’: ecco cosa avevano in mente. Con lo sgombero del presidio della Maddalena è iniziata il 27 Giugno 2011 una nuova fase di RESISTENZA per fermare la distruzione, per denunciare l’aggressione e la violenza, per fermare l’illegalità. E’ una lotta di resistenza che riguarda tutti, non solo i valsusini, è una battaglia di civiltà in difesa della democrazia. “

Sono già alla RESISTENZA. Perché l’Europa ha posto dei limiti di tempo, i Valcosesi presidiano e i coglioni resistenti per professione hanno iniziato a tirare pietre, massi etc. sui cantieri e relativi operai – sarebbe interessante vedere quanti di loro protestano giornalmente contro le morti bianche e gli incidenti sul lavoro.

E poi:

Una testimonianza commovente di pacifica democrazia

Non hanno uno straccio di motivazione di merito per quest’opera: solo slogan di un fantomatico sviluppo.
Non hanno risorse da investire nella realizzazione: vogliono solo mettere le mani sui contributi UE
Non hanno remore a procedere usando anche dati fasulli e procedure illegittime.
Non hanno un briciolo di autorevolezza, non avendo più un’etica su cui fondarla.
E allora ricorrono all’autoritarismo, al monopolio della violenza autorizzata e vigliacca: manganelli in mano a uomini che non hanno piena coscienza del contendere e di cui non è dato conoscere l’identità (Venaus 2005 insegna).

Ci picchiano per una questione di democrazia formale: manganelli benedetti dalle lobby europee conniventi, dai ministri e dai parlamentari, dai presidenti regionale e provinciale, dal sindaco di Torino, dalla partitocrazia tutta, dai corrotti e corruttori, dai concussi e concussori, dalla Confindustria e dai maggiori sindacati, dai faccendieri, dai mafiosi in doppio petto e dai loro manovali, dai cittadini disinformati dai media di questo regime.

Un regime che sembra tanto il risultato del “piano di rinascita democratica” del venerabile della P2, ora forse esercitato dalla più attuale P4 che pare essere il vero centro di comando in Italia.”

No, vi picchiano perché siete delle teste di cazzo e perché avete iniziato le ostilità per primi, ed è stato necessario chiamare la pula che (ovviamente) arriva in assetto antisommossa. Speriamo solo che non ci scappi un morto, perché ci manca giusto il Gesù Valsusino.

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa propongono questi qui. Basta andare a questa pagina (http://www.notavtorino.org/chisiamo.htm). 1,2,3, sbroc: sono contro chi calpesta diritti, democrazia e pace. Uh. Più che diritti e democrazia, porci comodi: lo stato vuole fare qualcosa che a te non piace, e se non ti da retta con le buone e ti gonfia di rimando quando lo attacchi con le cattive è stronzo merda fascista sbroc sbroc. Solita roba. Come solita roba è la demonizzazione perché-sì del guadagno di alcuni a fronte di una grande opera pubblica che nel lungo termine fa del bene a tutti.

Le ragioni (http://www.notavtorino.org/le_ragioni.htm) parlano chiaro e sbroccano duro.
La loro proposta alternativa (http://www.notavtorino.org/la_nostra_proposta.htm) scivola nel mongoloidico: localizzazione totale, ridurre la necessità di spostamento, mobilità sostenibile e non inquinante. Ma ci fosse una proposta concreta alternativa, uno studio, una fattibilità, un’analisi di costi e benefici – tutte cose che invece il progetto TAV ha, dio fionda. Almeno rispondi cifra con cifra e progetto con progetto.

Da notare che propongono un utilizzo più intenso della ferrovia già esistente e sottosfruttata. Dal momento che una linea ferroviaria può essere rappresentata come un grafo, il traffico della linea ferroviaria diventa un problema di flusso. Se dalla Francia arriva una ferrovia ad Alta Velocità e Alta Capacità, cosa conviene fare per instradare tutto il surplus di traffico e dirigerlo verso il resto d’Italia/Europa in tempi e costi ragionevoli? Aggiungere un arco di capacità adeguata al grafo è sicuramente la soluzione più rapida e più economica, rispetto all’ottimizzazione del flusso sulla linea preesistente – un problema di flusso massimo dai costi paurosi, visto il cattivo stato dell’infrastruttura ferroviaria. Certo, in realtà il non plus ultra sarebbe tornare alla vita nei campi nelle nostre piccole comunità ecosostenibili, vero?

In altri tempi e luoghi, per risolvere il problema dell’assedio al cantiere, si darebbe questa risposta:

Tranquilli che Ser Gregor Clegane vi calma i bollenti spiriti, dio ogiva.

Heliofail

Nota: articolo modificato dopo che mi hanno fatto notare uno svarione da terza elementare e qualche altra cosa. Ringrazio gli odiosetti ma gentyli Cane Nero, Pippo, Chester e Sciuscia. Come mi scuso? Ha piovuto, c’ho la scarpa sgonfia etc etc? No, sono pigro e non ho avuto abbastanza voglia di ricontrollare per bene. Sigh, dura la vita dello sbloggerz.

In treno si sentono un sacco di discorsi, soprattutto se ci vai cinque giorni alla settimana su sette, due volte al dì. Capita di sentir lo sbrocching articolarsi in mille forme versicolori, soprattutto se sei da solo e non stai discorrendo con nessuno. E così, stamani mi sono beccato due regazzuoli che facevano un discorso del cazzo e della minchia riassumibile in: Abberlusconi nucleare sbroc sbroc amico Putin sbroc sbroc progetto inutile sbroc sbroc fonti rinnovabili sbroc. Porca puttana, sempre le stesse robe. Credo ci sia un problema linguistico alla base, perché se è vero che il sole, il vento e le salamandre sono infinite e dunque sono fonti di energia rinnovabili, questo non significa che la tecnologia per sfruttarle sia sufficientemente potente, economica, in una parola conveniente. Faccio un disegnino?

Ehm no, non intendevo Jordan Carver. Intendevo altro, cioè che per es. il tanto decantato fotovoltaico è una colossale merda e ci vuole ben poco per capirlo. Premessa: il criceto grillesco eventualmente in ascolto farebbe meglio ad andarsene in Tasmania dove i fanno i cani senza il nucleare. Ecco, prendiamo adesso un paesino di tipo 3000 abitanti, posizioniamolo nella pianura pisana, chiamiamolo Montecchioli o un nome del genere.

a) Qual’é il fabbisogno energetico giornaliero dei montecchiolesi?
Parlando di elettricità di base, cioè dedicata agli elettrodomestici e alle robe casalinghe, la stima del consumo medio reperita in rete è sui 6,17 kw al giorno per famiglia. Immaginando una famiglia di quattro persone, possiamo rozzamente stimare che il fabbisogno kilowattorico giornaliero di Montecchioli = (3000/4)x6,17 = 4627,5 kwh, che diventano 1.689.037,5 kwh all’anno.

b) Che caratteristiche hanno i pannelli fotovoltaici?
Sono rettangolari, scuri, si basano su cellule di materiale semiconduttore come il brasato di silicio e sono ultrahightech, hanno pure bisogno di inverter e collettore, non è che li pigliate e li attaccate alla corrente così a cazzo. L’efficienza del pannello, allo stato attuale è del 19%, cioè il 19% dei raggi solari viene trasformato in energia elettrica, nei momenti di suprema efficienza teorica (che per semplificare consideriamo effettiva e pure costante). Particolare: per quanto la tecnologia migliori, questo NON ci garantisce che un giorno si arriverà ad un’efficienza del 100%.

c) I pannelli in commercio come sono?
Wikipedia alla mano, sono necessari in media 7,2mq per un pannello capace di erogare 1 kwp – un kw picco, cioè il potenziale massimo universale termoglobale raggiungibile in condizioni superottimali teoriche, che per semplificare supponiamo ci siano. Questo 1 kwp ci dà 1200 kwh di energia.  Se vogliamo fare i grandiosi, e lo vogliamo, ci sono pure pannelli di 5,147mq, il meglio che c’é in giro. Di solito, vedendo i preventivi delle aziende che installano fotovoltaico, per un impianto completo si va sui 9000-10000 euro.

d) E se Montecchioli volesse diventare comune green eco sbroc tutto solar-powered la natura ewwywa?
Sulla base di tutte le considerazioni fatte sopra, una centrale solare dedicata al sostentamento energetico casalinguo (escludendo quindi fabbriche, energia cittadina varia etc etc) dell’intera Montecchioli occuperebbe un impianto da 3.450.000/1200=2875 kwp che piglia circa 5 ettari, per circa 9 milioni di neuri. Questo solo per la corrente domestica di un paese di 3000 persone (per la cronaca, non esiste Montecchioli, me lo sono inventato ad hoc).

Naturalmente, dando per scontato che ci sia sempre il sole e che i pannelli funzionino al massimo teorico, e lo facciano sempre. Naturalmente, non consideriamo la complessa questione dello smaltimento dei pannelli. Naturalmente, tutti quelli che insistono sul solare via del futuro sbroc sbroc parlano perché hanno la bocca, visto che il rendimento e i costi sono inversamente proporzionali già solo per quanto riguarda l’elettricità familiare. E ancora più naturalmente, è assolutamente impraticabile per rifornire cittadine e città di medie-piccole dimensioni, figuriamoci nazioni intere.

Nel medio, lungo, lunghissimo termine il solare si rivela per quel che è, una costosissimo giocattolo à la page – ci risparmiate solo perché lo stato vi sovvenziona con settemila euro e a recuperare i duemila restanti ce la fate, in qualche anno, e poi potremmo dire che risparmiate per la durata di vita del pannello. Ma in realtà, se non ci fosse la sovvenzione statale, col cazzo che risparmiereste. E quindi, ben venga il progetto Ignitor, ben vengano i nuovi studi sulla fusione del MIT. Lì si ragiona, il solare è buono per sbroccare e spararsi le pose. Oppure per vendere terreni agricoli a prezzi da rapina, come stanno per fari molti proprietari di serre.

TANSTAAFL, YOU FREETARD!

Laltro giorno ho fatto una capatina al negozio di dischi per comprarmi "The Conjoined" dei Project: Failing Flesh (consigliaterrimi, per inciso – beh, altrimenti non li avrei comprati). Facendo la fila alla cassa, vedo che il tipo subito davanti a me ha la sua bella copia di "In Rainbows", lultimo disco dei Radiohead. Non voglio ora stare a fare una disquisizione musicologica – qualunque persona di sana di mente riconoscerebbe subito limmane superiorità dei P:FF nei confronti dei Radiohead dogni tempo e luogo. No, il discorso è relativo al grandissimo can-can messo in piedi dalluscita, qualche mese fa, del suddetto "In Rainbows", distribuito in formato elettronico dal sito della band, senza case discografiche, ad offerta libera, la mossa che avrebbe dovuto segnare linizio della rivoluzione e della liberazione dei musicisti dal giogo della discografia e blablabla. Io non ci ho mai creduto, e vedere "In Rainbows" nei negozi in una confezione normale, anziché nella ventilata edizione extralusso cd+vinile+custodia in pelle umana, è solo il segnale dellavvenuto scoppio di una bolla daria.

Ricapitoliamo le mosse dei frignoni inglesi.

– Scaduto il contratto
con la EMI dopo "Hail To The Thief", i Radiohead annunciano che non ne cercheranno altri. Vogliono vendere il loro prossimo disco esclusivamente tramite il sito internet, in formato digitale, e ad offerta libera: chi vuole se lo piglia gratis, chi vuole offre… quanto si sente.

– Trent Reznor
dice che "alè, figo, lo volevo fare anchio, aspettavo solo qualcuno che desse il segnale, minghia". Risposta: "Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!"

– Il 10 Ottobre scorso
, "In Rainbows" esce sul sito, che permette anche di ordinare e ricevere a casa il box lussuoso (40 sterline, quindi laggettivo non è tanto per). Già qui le cose appaiono fatte con il cazzo: la musica è scaricabile in MP3. Ora, far pagare in offerta libera degli MP3 è una merdata. Se, come si suppone, tu band hai dei fan dedicati che naturalmente vogliono le cose fatte per benino, non gli metti a disposizione degli stronzi MP3 che vanno benissimo per liPod ma meno per un ascolto figo nello stereo. Costava tanto mettere unimmagine del cd e il libretto in formato pdf, per dire? Questo avrebbe testimoniato maggior attenzione e comprensione del mezzo, che i tempi di Napster son finiti da quel dì e lADSL ce lha pure il majale (o almeno un suo amico).

– Non si riesce a sapere
, esattamente, quali siano le vendite di "In Rainbows" dopo due mesi e mezzo, questo lo sanno solo Yorke e compagni. Il fatto che i piani siano cambiati, e sia uscita una normale edizione da negozio (autoprodotta e distribuita dalla Baggars Banquet, storica indie inglese, e quindi un canale tradizionalissimo), lascia pensare che tanto bene le cose non siano andate. Il sacco è pieno di pive, ahimè.

Credo che il piano radioheadiano fosse una stronzata fin dalla partenza. Il primo motivo è quello del sonoro: mettere in vendita gli MP3, quando puoi mettere un pacchetto completo a prezzo comunque più basso della vendita in negozio (perché manca tutto il canale della distribuzione), è una vera minchiata. Gli appassionati di musica vogliono il cd tutto ammodino, si sa, non riuscirai a farli rinunciare così a ufo. Se come alternativa proponi una barile lussuoso da 40 sterline, beh, complimenti. Qualcosa va in stallo per forza. Io non spenderei una lira per degli MP3, e credo che molta gente abbia ragionato allo stesso modo, costringendo i Radiohead a tornare di nuovo nei negozi.

Ma, cosa più importante, che incidenza può avere questa mossa? Cambierà davvero qualcosa? Il mercato discografico sarà stravolto, i vertici di Sony, EMI, Universal e Time/Warner sono al suicidio? Manco per il cazzo. E vero che le vendite dei dischi sono calate negli ultimi anni, ed è vero che il fenomeno del p2p ha inciso e modificato la questione. Ne avevo pure già parlato qui. La vita per i musicisti si è modificata: una volta il tour serviva per promuovere al meglio un nuovo album, le cui vendite restavano la principale fonte di sostentamento dei musicisti stessi. Oggi le cose si invertono: si pubblica il disco per poi andare in tour incessantemente e in questo modo riuscire a campare. Sono moltissimi quelli che ormai concepiscono lalbum come motivo per andare in giro, magari per duecento giorni lanno tutti gli anni. E dopo essersi sbriciolati il culo così, riescono a malapena a campare.

Naturalmente, occorre che questo disco qualcuno lo pubblichi e lo metta nei negozi. E occorre quindi un contratto. E occorre la promozione che ti assicura una casa discografica, perché internet e le sue risorse da sole sono un validissimo canale addizionale, pure economico, ma insufficiente a far conoscere ad una nicchia di mercato un gruppo di esordienti. Al limite, gli esordienti molto "addati" sul proprio MySpace possono attirare lattenzione di una casa discografica – ci sono un sacco di A&R che passano giornate a visitare i siti MySpace per cercare nuovi gruppi interessanti. Ma dalla discografia non si scappa. Ergo, la "rivoluzione" dei Radiohead non avrebbe rivoluzionato un cazzo, al limite avrebbe potuto dare potere individuale a chi comunque era già noto e famoso come i Radiohead medesimi. Per tutti gli altri… its a long way to the top if you wanna rocknroll. Vale sempre.

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