Category: decrittazione np-completa


Con questo post rinverdisco, probabilmente, un’antica tradizione di questo blogbs che ormai era passata un po’ in sordina: dire quanto il PD sia il Partito Deficiente e quanto sia ovvia la vittoria di Abberlusconi dato il carattere, fondamentalmente cazzone ed irresponsabile, degli italiani. Oddio, in realtà su quest’ultima parte ci sarebbe già un post dell’ottobre 2009 che vi rivogo, gli aggiustamenti di traiettoria li saprete fare da voi e in caso contrario siete dei coglioni. Bene, torniamo a noi, ma brevemente che non ho poi così voglia. Insomma, no, c’è un accrocchio di spastici che non riuscità a governare e quindi vedrai che di qui a fine estate arriva un governo tennico, che speriamo sia obbligato ad esistere e impossibilitato a cadere, un governo che deve solo dire sì ad una serie di riforme necessarie per europeizzare questo posto di merda, w la Merkel già che ci siamo, speriamo mandi Ser Gregor Clegane a raddrizzare qualche schiena. Dicevo, a parte questo: possiamo notare alcune cose molto divertenti.

1) E’ Abberlusconi cambiato, in questa campagna elettorale? Assolutamente no, il suo stile è sempre quello che tanta fortuna gli ha portato negli anni. Nemmeno aveva dato avvisaglie di cambiare alcunché nel suo modo di fare, giusto solo una mezza idea di non candidarsi e lasciare il suo partito nelle mani di, boh, non so, uno dei suoi sgherri più fidati. Semmai, Abberlusconi ha trovato subito il tasto da picchiare, ovvero l’IMU e di riflesso Ammariomonti e più in generale le tasse. Vecchi sistemi che funzionano sempre, in una nazione incivile dove è sempre colpa di qualcun altro.

2) Il Partito Deficiente aveva già scritto il suo destino nel granito quando ha fatto fuori Matteo Renzi alle primarie. Perché era un figura sia giovane che carismatica, con in più esperienza politica (critcata da molti, elogiata da altrettanti, ma qui non importa) di prima mano. Non che voglia dire molto, eh,  pure Weltroni è stato sindaco… Comunque, ci scommetto il culo (vostro) che Abberlusconi ha messo da parte i piani di ritiro solo quando Bersani ha vinto le primarie. Non so se abbiate mai sentito le tipiche frasi degli anti-Renzi, roba tipo che eh, dio bestia, Renzi è uno stronzo perché ho sentito che tanti delusi dal PDL voterebbero PD se il candidato premier fosse lui, quindi meglio votare gente con un lungo curriculum di sconfitte tipo Bersani o Vendola! Ah! Coglioni di merda.

3) Appeppecrillo. Anche su di lui ho già scritto e non ripeto. Anche lui, come Abberlusconi, è un mezzo vate e un completo cazzaro, e anche lui va a toccare il portafogli con boiate epiche: se Abberlusconi restituisce l’IMU, Appeppecrillo istituisce il reddito di cittadinanza di 1000 euro garantiti al limone. Il che significa: gli italiani amano grufolare nella merda finché la barca tiene, poi quando il loro grufolìo comincia a far affondare la barca vogliono l’uomo della provvidenza e il capro espiatorio. Di conseguenza, come prima premier donna d’Italia ci vedrei benissimo Wanna Marchi.

Appare abbastanza evidente, ormai, che l’Italia non abbia alcun desiderio di pensare a lungo termine. Che voglia solo difendere uno status quo che bene o male permette il vivacchiamento, tanto poi si può sempre cucinare la pasta alla pomarola. Insomma, l’Italia è una tossica che mente a sè stessa e agli altri, e ogni volta che gli si presenta una via di uscita ci prova ma poi ci ricasca subito appena vede uno con l’aria da spaccino che gli dà le dosi. Come dicono i sempre amabili Lamb Of God, a quick fix for all that you think that you need.

Certamente possiamo trovare, in tutto questo macello, un aspetto positivo: Antonio (Di Pietro & Ingroia), Paola Binetti e Gianfranco Fini fuori dalla cazza. Anche queste sono, pur mediocri, soddisfazioni.

Perché nelle prossime ore queste parole (Barack Obama, Mitt Romney, democratici, repubblicani, USA, Stati Uniti, Camera, Senato, Casa Bianca, negri) saranno in testa all’hit parade di Google e non mi va di perdermi un boost di popolarità e quindi una bella alimentazione per il mio narcisismo. Ok, detto dello scopo fondamentale di questo post, è comunque d’uopo un minimo di commentino a caldo. E non tanto sul risultato che era, secondo me, abbastanza scontato. Quanto su un effetto collaterale che a molti sarà sfuggito: la fine della (pessima) strategia repubblicana dell’ultima dozzina d’anni, ovvero puntare sulla paura della parte più arretrata della nazione. E’ questo che portò fortuna a George Bush jr: quando, dopo otto anni di presidenza Clinton, gli USA erano un paese avanzatissimo e progredito, ecco arrivare un candidato che rassicurava il reazionariato più retrivo. Votatemi, faceva intendere Bush jr, e l’America non sarà più in mano ai comunisti di merda che vogliono vendere la marijuana in farmacia e fare l’aborto gratis e dare l’assistenza sociale ai negri che poi spendono tutto in crack e poi trafficano coi feti per farci le staminali e i mutanti e poi fanno sposare i finocchi e ci levano i fucili e il governo federale non vuole più il Signore Aggiesuggristo e i costumi e la morale. Si trattava di una massa numerosa di persone che però storicamente non si muoveva quasi mai per votare. George Bush jr e i suoi spaventarono questa massa al punto da spingerla a votare: datemi retta che vi riporto al vostro medioevo preferito. Se per due mandati ha funzionato, poi gli scricchiolii e le crepe hanno mandato tutto a fare in culo. John McCain scelse Sarah Palin come vice, mossa che diede una piccolissima spinta per la prima mezzora galvanizzando gli sciroccati dei Tea Parties, salvo poi trascinare tutto nella merda e nell’imbarazzo. Romney, oltre ad essere molto più mediocre di McCain, ha scelto un randista come Paul Ryan e ha proposto una sorta di randismo misto cristianista. Debacle totale, com’era pure prevedibile – soprattutto se blateri di aborto, gay e immagrazione in termini mongolitici alienandoti donne e latinos e senza dimostrare di avere la minima idea di cosa fare per l’economia e il lavoro del cittadino comune. Anzi, dimostrando con gaffe clamorose di non sapere nemmeno cosa sia, un cittadino comune. Resta fermo il grosso problema degli ultimi anni: una Camera avversa che renderà difficile ogni cosa.

Se in futuro i Repubblicani vorranno di nuovo governare, dovranno davvero liberarsi di tutta questa immondizia, far piazza pulita del reazionariato peso (o meglio, non farci più leva), e puntare su argomenti forti e candidati coi coglioni – per es. Rudy Giuliani, o gente com’era Bush sr o Dwight Eisenhower, che purtroppo mica crescono sugli alberi. Questo sembrerebbe banale da dirsi, ma non lo è: nella terra degli isterismi contrapposti e della politica intossicante, il tutto filtrato da una visione provinciale all’eccesso, cioè l’Italia, Repubblicani vs. Democratici viene visto come l’eterno conflitto Destra vs. Sinistra che si ripete uguale dal 1946, con sigle appena cambiate ma discosi del cazzo sempre uguali. Questo perché l’asse politico USA viene graduato su due cose, libertà individuale e libertà economica: il governo federale interviene su queste due, e Repubblicani e Democratici nella loro storia hanno intepretato quanto lo stato debba o non debba intervenire nella libertà del cittadino di essere esclusivo artefice della sua sorte (lo dico semplificando moltissimo). Un tipo di dibattito che parte da presupposti del tutto alieni dai nostri: usare questi ultimi, come fanno in tanti, porta a risultati del cazzo, come ogni dimostrazione che parta da premesse false.

Cosa succederà, ora, è difficile a dirsi. Gli States hanno un casino di roba da fare, ma spero che riescano a mettersi in carreggiata per bene perché comunque sono fichi (Il Boss Delle Torte è una trasmissione americana, Cortesie Per Gli Ospiti è italiana, questo chiude l’argomento in maniera definitiva), e allo stesso tempo che da noi entrino in gioco le politiche unionistiche in grado di renderci un continente più compatto e difeso dalla finanza e allo stesso tempo più capace di collaborare attivamente, senza andare al traino ogni due per tre. Ritengo sia un passo inevitabile perché il mondo va a suddividersi in aree, in diversi poli: USA, Russia, Cina, più avanti forse l’Europa (comunque alleata atlantica, essenziale in ottica anti-Russia). Multipolarismo di là da venire, eh, perché non è che ‘ste cose arrivino dal giorno alla notte, ma la strada sebbene turbolenta sembra quella. E siccome gli States sono un impero, le turbolenze in corso porteranno cambiamenti di rotta. Alcuni si sono già visti, vedi il non-intervento in posti come Libia o Siria. Suppongo che l’approccio generale verso l’esterno sarà ancora più cauto e difensivo, il che provocherà reazioni balorde negli sbrocconi anti-USA che lamenteranno l’ingerenza americana quando perdono a biliardo. Di altro boh… forse una maggior partecipazione degli alleati, qualora decidano di prendersi qualche responsabilità e creare un esercito comune senza aspettare sempre che Washington gli levi le castagne dal fuoco.

Siamo La Gente, Il Potere Ci Temono è al momento la più divertente pagina di tutta Facebook. E’ una roba stratosferica, piena di banner e stronzate tipo quello che vedete qui sopra, fatte con ammirevole cura: riprendono lo stile dei tipici banner da condivisione, pieni di slogan urlati/urlanti, italiano sgrammaticato, accostamenti di colore fra l’improbabile e il fastidioso, mezze verità e autentiche bugie… il tutto portato, ovviamente, all’eccesso e al parossismo. Ma, e questa la cosa più spassosa, molti deficienti indignados 24/7 li hanno ripubblicati come se fossero veri banner dei loro movimenti di rincorbelliti associati – tanto basta la grafica e qualche parola strategica tipo “Scandalo!”, “Vergogna!”, che il contenuto non viene nemmeno letto. Ahahaha, coglioni! Non c’è miglior dimostrazione per due cose contemporaneamente: 1) i media sono pieni di stronzate, internet anche di più, 2) informazione e controinformazione contengono un sacco di rumore, ma solo nella seconda il rapporto è così sfavorevole, perché chiunque abbia un accesso internet può mettersi subito a controinformare. E non solo. Nel post precedente avevo parlato di questa bufala internettara dei superpoteri di Hollande. Nei commenti mi segnalano che se n’è occupato pure Paolo Attivissimo, con un notevole particolare in più: ci è cascato pure Leonardo Coen, autorevolissima (…) firma di Repubblica, che ha pubblicato la notizia senza verificare niente, e allo scoppio della bufala ha riscritto due volte l’articolo con immane faccia di culo. A questo punto, facciamo due conti: se internet brulica di fregnacce scritte da teste di bomba, queste stesse fregnacce si propagano subito sui giornali e sui siti dei medesimi. “Non esistono pasti gratis”, diceva Robert Heinlein. In questo caso, l’informazione gratis è una massa non documentata, faziosa, aberrante e idiota che soddisfa l’ego o le aspettative del lettore e dello scrittore ma non ha alcun valore informativo. Ragionando in termini di teoria dell’informazione:

La capacità del canale diventa irrilevante, perché in partenza c’è già merda, ovvero una o più persone che confezionano articoli pieni di falsità, cialtronerie e mezze verità, senza alcuna fonte attendibile o dato verificabile. Al ricevitore arriva merda, magari alterata dal canale e ulteriormente peggiorata, ma sempre merda di contenuto informativo zero. Arriverà il momento il cui, per avere informazione, dovrete abbonarvi a servizi a pagamento. Il New York Times, dopo qualche anno di assestamento, ha già compiuto lo shift. Altri seguiranno. Certo, la gggggente come voi che il potere vi temono non si fiderà delle notizie prezzolate e continuerà a preferire guru controinformativi. E a dire/fare/baciare/lettera/testamento cazzate a pioggia.

Che succede, ora? C’è un turbinio, da mesi, di allarmismo sulla questione dell’euro, l’Europa, lo spread, la Grecia, la Spagna, i negri. C’è un certo compiacimento: ah, verremo puniti per i nostri peccati! Ve l’avevo detto, dio cane! Savonarolismo di ritorno, apocalissi all’orizzonte, il crollo di Babilonia la Superba, tra poco tocca a noi: ci si può aspettare qualcosa di diverso in una nazione così profondamente cattolica? No, tanti discorsi, ma mi sembra di aver capito che siamo davvero in pochissimi ad essere uscito da quello stato mentale fallimentare e obsoleto. Io non mi metterò certo ad improvvisare analisi finanziarie, visto che non ne sono capace (= non ci capisco un cazzo). Noto però che ci sono alcune buzzword in giro per l’interwesb e l’Informazione Alternativa e gli status di Facebook che fanno ridere i polli morti. Per esempio, si parla di debito pubblico come se fosse una roba inaudita. E’ una pratica per finanziare gli stati usata ovunque – ogni stato si impegna a garantire il proprio debito e a rinegoziarlo. La cattivissima gestione italiana del debito pubblico durante gli ultimi trent’anni (da parte del governo E della nazione) lo ha fatto crescere assai, ma tuttavia il grosso canale di export verso la Germania e la presenza di colossi energetici come l’ENI e altre aziende fanno sì che l’abbia preso nel tabarèn un posto del minchia come la Grecia, e non l’Italia. Ovviamente, il debito non verrà mai estinto, e altrettanto ovviamente subisce l’influenza delle agenzie di rating che possono influire sulla solvibilità e di conseguenza sulla negoziazione. Ah già, le agenzie di rating.

Le agenzie di rating sono potenti, potentissime, c’hanno più soldi loro che nazioni intere e non mi invento un cazzo. Questo potere non l’hanno acquisito con scie chimiche e signoraggio, ma con la fiducia accordatagli nel corso degli anni, quando l’informazione era lenta e ai Randolph & Mortimer Duke occorrevano analisti che studiassero le situazioni locali (es. guerra fra Baraondi e Umbimbi, nella regione dove si produce sgommanio) per sintetizzarle poi in comodi indici di riferimento (SgommanioUnitedNgr: +5%). L’abitudine ha dato il potere alle Standard’s & Sciagattat’s del mondo. Con l’informazione che viaggia a velocità istantanea ed enormi computer che svolgono in automatico squinquardoni di operazioni al secondo, il megacasinò della finanza guadagna e brucia altrettanti squinquardoni di soldi al secondo e si trova nella posizione di poter influire sul bilancio di uno stato. La crisi (o meglio, le varie crisi) che si susseguono dal 2008 sono figlie di questo andazzo, con operatori e managgerz irresponsabili e stronzissimi.

Alla luce di questo turbinio di eventi, c’è tutta una corrente apocalittico-sbrocchista che la sa lunga che dipinge Monti come esecutore del volere della malwagye banche UE BCE signoraggio sbroc sbroc sovranità monetaria sbroc sbroc e la migliore di tutte, la BCE banca privata sbroc sbroc (basta un link per smedare ogni cosa). Si tratta di stronzate, ovviamente, anche se ci permettono di ridere ancora un po’ dello svantaggio mentale altrui, in particolare di quelli (e sono tanti) che una volta urlavano la demograzzzia in pericolo!!1undici!!! e siamo internazionalisti europeisti e non gretti bottegai, e oggi invece tuonano contro la democrazia che non funziona bella merda torniamo al tallero. Sapete, tipo i luminari dell’economia pescati a caso fra i disoccupati dalle giunte comunali grilline. Tornando a Monti, dovessi valutarlo, direi che non mi piace. La sua strategia è quella da destra conservatrice vecchio stampo, cioè tassazione sanguinaria e colpi d’ascia su stato e welfare per rientrare nei parametri. Dal momento che in Italia gli strati di parassitosi sono spessi e pesanti e allo stesso tempo non misurabili, le amputazioni (o fiscal compactsz) sono brutali e ne fa le spese quella popolazione che per anni ha voluto vivere in un’economia drogata. Ok, come dire… arriva il conto. Monti lo serve in una maniera che non mi piace, ma prima o poi doveva capitare.

La cosa interessante, a questo punto, è un’altra: i politici di spread non parlano granché, ne parlano più i giornali (le buzzword sono, appunto, buzzword e quindi soggette a mode). Non paiono troppo preoccupati dei rating, e anzi alcune agenzie di quelle grosse sono sotto indagine per frode. Monti è a fare trattative in Russia, che è una cosa potenzialmente molto positiva. In America, nè Obama nè Romney, mi pare, stanno dicendo qualcosa alle agenzia e a tutto quello che rientra sotto il termine “Mercati”. Tra tutti, fanno spallucce e guardano da un’altra parte, prendono tempo, e fanno altre cose, altri accordi, altri trattati – sì, senza chiedere al popolo, che tanto non capisce un cazzo e non capirebbe. La mia idea è che si cerchi di rimettere il guinzaglio alla bestia portandola alla fame. Se poi nel frattempo ci tira qualche morso, incassiamo – alla fine voglio dire, gli stati sopravvivono ai mercati, ma i mercati senza gli stati mica tanto. La partita va avanti, vediamo un po’ come prosegue. La direzione, però, è evidente: il mondo multipolare, suddiviso per aree d’influenza (America, Europa, Cina, Russia) in comunicazione fra di loro ma, come dire… più sicure.

Dev’essere l’allineamente di Marte e Orione con la strippa di Gaza, o altrimenti non si spiega il tasso di mongoloìdia che infuria nell’aria. Cioè, no, dico, avete letto Montezemolo? In questo articolo si tratteggiano brevemente i connotati di Italia Futura, la formazione polytica fortemente voluta, sponsorizzata, sonunasegaio-ata da Luca Cordero di Montezemolo Serbelloni Mazzanti Viendalmare. Roba da chiodi. Nelle pupille. Sue, intendo. Essenzialmente, LCDM e il suo think tank pensano di sostituire Abberlusconi e di rappresentare una nuova formazione che guardi oltre le vecchie dicotomie dx-sx, intercettando in primo luogo il bacino moderato orfano di rappresentanza, stimato in circa 15 milioni di votanti. Vogliono correre da soli, senza alleanze, forse rappresentati da LCDM, forse da un giovine, chissà. E leggendo l’articolo si arriva al punto forte, la questione ideologica:

“Sì, ideologica. Perché mentre Montezemolo teorizza la fine delle classiche divisioni novecentesche tra la destra e la sinistra (“è di destra o di sinistra chiedere che la scuola funzioni?”), i suoi professori stanno alzando una discriminante proprio ideologica che riguarda il rapporto tra Stato e cittadini.[…] Una riduzione, dunque, del perimetro dell’azione pubblica (scuola, sanità, sicurezza, ricerca) per farla diventare più efficiente. […] E poi dosi di sussidiarietà per un modello di welfare che ricorda il progetto della “Big society” del primo ministro conservatore inglese David Cameron.”

Capppitttto mi hai? Sotto il tappetino, LCDM ha in mente un progetto che forse qui può risultare esotico e nuovo, visto che non ha mai fatto parte del dibattito politicame nostrano, ma che nel mondo angloamericano è assai noto: il liberismo turbo. Avevo scritto tempo addietro che lo sentivo strisciare nei discorsi in giro, e ora per la prima volta trova una possibile sponda qui da noi. LCDM del resto di mezzi ne ha, e può contare su una bocca di fuoco mediatica fatta di tutto il gruppo editoriale RCS, di La7 e MTV dalla sua parte e certo comparirà pure nel resto del solito dibattitame generalista.

Il riferimento alla Big Society è già un colossale epic fail: David Cameron è uno dei peggiori primi ministri inglesi dai tempi del triceratopo, e la Big Society è un tale fiasco che neppure lui, credo, osa farne il nome. La Big Society è una specie di roba dickensiana: lo stato taglia e ritaglia, e tutto ciò che è welfare resta nel buon cuore dei locali, che comunque devono innanzitutto lavorare come ciuchi dopati per soddisfare i Mercati, che così rivolgono la loro benevolenza gli Imprenditori Creatori di Ricchezza, che quindi danno lavoro al popolo che si deve fidare di loro e se gli va male pace vuol dire che son nati negri. Il fatto che sia una stronzata è evidente: come l’opposto speculare, il comunismo, il liberismo ha fallito e fatto danni. Basta vedere i vari governi Reagan, Thatcher e ora Cameron: un boost nel breve termine, e poi una decina di anni dopo un conto salatissimo e sanguinario. Certo, gli Imprenditori Creatori Di Richezza ne hanno giovato, tutti gli altri sono stati sacrificati ai Mercati, incidenti di percorso che capitano.

LCDM & co., da bravi provinciali, cercano di importare con ritardo colossale una pratica estera la cui merdità è ampiamente documentata. Ci sta anche che il blocco delle PMI lo possa trovare interessante, ma in una nazione dove si cerca il più possibile di pappare a spese dello stato devono giocarsela molto bene per ottenere qualche voto…

"Antisemitismo? Pffff..."

L’assassino di Tolosa, quello che ha ucciso a sangue freddo una bambina di sette, un insegnante e un uomo coi due figli piccoli, tutti in una scuola ebraica, è stato identificato come lo stesso uomo che, alcuni giorni prima, aveva ucciso tre militari. Il mondo dello sbroc, dalle frange salottiere a quelle dei CSOA, prima dell’identificazione, era percorso da un brivido palpabile. La stampa tirava fuori articoli grondanti retorica sull’orrore del nazismo, i campi di sterminio, le risposte sbagliate ai tempi della crisi, la ricerca del capro espiatorio, l’ebreo capro espiatorio per eccellenza, funziona sempre, non dimentichiamo, c’è un movimento neonazi in giro per l’Europa che rischia di guadagnare terreno, guardate lo sciroccato Casseri di Firenze, dobbiamo stare vigili, stare attenti, non dimenticare! Il che, sia chiaro, è tutto giusto e sacrosanto. Solo che tutta questa tensione, alimentata dalla silenziosa preghiera stile “fa’ che sia stato un biondo neonazi del Front National, fa’ che sia stato un biondo neonazi del Front National, fa che sia…”,  è poi evaportata in un colossale meh, con una certa coda di imbarazzo e di dimentichiamo tutto va’. Perché, come ormai sapete tutti, l’assassino si chiamava Mohammed Merah, non era di fattezze molto ariane, era musulmano, jihadista e ha fatto quel che ha fatto per vendicare i boveri balesdinesi.  Ohibò. Un bel cortocircuito.

Sulla rete, ma vedrai che pure al bar, tu chiedessi a tanti insospettabili...

Mohammed Merah ora è stato freddato dalle teste di cuoio e io. in tutta onestà. me ne rallegro. Intanto ieri su Facebook c’era già una pagina, subito rimossa prima che potessi prendere uno screencap, che inneggiava a lui e invitava a boicottare Israele. Prossimamente si dirà che Merah è innocente ed è stato vittima delle lobby sioniste che hanno inscenato tutto grazie alle scie chimiche. E così, il soggetto unico responsabile di questi omicidi passa rapidamente in secondo piano, di fronte al SIONISMO.

Sì, era un terrorista.
Sì, ha ucciso, ma per vendicare i boveri balesdinesi.
Sì, i terroristi che uccidono gli innocenti sbagliano, ma la causa è giusta.
Sì, la causa è giusta perché se Israele non li opprimesse sarebbero tranquilli.
Sì, Isreale è nostro alleato ed è parte del Ricco Occidente.

E’ COLPA NOSTRA.

L’illogica sequenza di assiomi di cui sopra è impeccabile nella sua demenza assoluta, ma è molto vera ed illustra perfettamente la forma mentis di tutte le numerosissime teste di cazzo a pile che ragionano ancora in termini di “colpe collettive”, come un qualsiasi gruppo di mongoloidi estremisti extraparlamentari degli anni ’70. Dimenticano o ignorano, tutti costoro, la figura di Sayid Qutb, principale ideologo di quell’ammasso di merda di dimetrodonte che va sotto il nome di Fratelli Musulmani, cioè invasati che dichiarano jihad all’occidente senza sè e senza ma da prima che esistesse lo stato di Israele (dal 1928, per la precisione). Allora, perché non si parla di “stragi qutbiane”? Perché non dire chiaro e tondo che si tratta di gente che passa le ferie in Merdistan o in Assghanistan a studiare nelle madrasse, ovvero le scuole islamiche, quelle dove uno va con lo scopo evidente di diventare ancora più ignorante, ottuso e testa di cazzo di prima? Perché posso concedere che sia la loro cultura,eh, ma è un cultura di merda che produce intellettuali come Sayid Qutb, movimenti come i Fratelli Musulmani e partiti come Hamas, nel cui statuto si rifiuta esplicitamente la trattativa e la diplomazia e si invita alla jihad senza tregua fino alla fine dell’odiato Occidente e alla gloria di Allah. E non sono movimenti e ideologie minoritarie, ma largamente diffuse a livello transnazionale.

Prendiamo ora la foto qui sopra. Se qualcuno la postasse su Facebook, dicendo che si tratta di un festino erotico di qualche depravato israeliano che fa frustare bovere donne balesdinesi rapite nottetempo dalla Striscia di Gazzzza per il sollazzo dei presenti, tutti ricchissimi ebrei, cosa succederebbe? Beh, ora questa immagine qui è chiaramente parte di un servizio fotografico molto glamour e quindi si parte male. Ma il senso è: qualsiasi accoppiata “foto cruenta” + “connessione a Israele” viene creduta e ribloggata in maniera automatica e universale. E’ praticamente impossibile, per Israele, difendersi da questo meccanismo, e quando sbaglia il casino aumenta. Perché Israele mirerebbe a bersagli militari, e purtroppo capitano gli errori. Civili blastati etc. I boveri balesdinesi mirano invece a bersagli civili, ma chissà come mai le voci e le fole più assurde su Israele (l’ultima che ho sentito: mira sulle zone a più alta natalità) sono date subito per buone, mentre gli attentati in scuole, autobus, discoteche, mercati e i missili sulle zone civili (mai contro carri armati ed esercito, mi raccomando!) da parte palestinese destano poca attenzione se va bene, approvazione plateale altrimenti. Non dev’essere facile mantenere la calma.

La morale di tutto ciò? Non lo so, ma non si può uscire da un simile ginepraio di discorsi a cazzo senza stabilire chiaramente le responsabilità. E se Israele può essere aggressiva e fare stronzate, ed essere pure stato ricco e con l’appoggio occidentale etc., questo non esime la Bovera Balesdina dalla sua natura: un paese sottosviluppato e arretrato, con un governo dichiaratamente pro-terrorismo, armato e rifornito dal resto del Merdistan in funzione antioccidentale. Personalmente non crederò mai ai progressi della Palestina finché la Palestina non manderà via a calci in culo Hamas e non si alleerà con Israele – sarebbe l’inquivocabile prova che, finalmente, qualcosa è davvero cambiato. Perché la grossa responsabilità del cambio la ascrivo al sottosviluppato, che è innanzitutto colpevole di sottosviluppo. Già. Se per esempio uno arriva qui dal Merdistan, e non arriva a capire che stando in un mondo diverso non può scotennare la figlia perché si mette la minogonna, allora è proprio un ottuso animale senza speranza e alla pena per omicidio dovrebbe aggiungersi l’aggravante del sottosviluppo. E lo stato, in maniera SECOLARE, dovrebbe troncare tutti i tipi di ingerenza religiosa nella vita civile: di qualsiasi religione, cattolica, cristiana, ebraica, merdistana. Non creare regole ad hoc che soddisfino l’uno per cento dell’elettorato post-marxista filocoranico radical-sbroc che compiange i poveri terroristi che poi uccidono sì ma solo perché noi siamo tanto cattivi.

Ieri sera ho visto, quasi per caso, la trasmissione di Chiambretti. Divertente, come più o meno sempre. Lui mi resta simpatico. Poi c’ha Forest e quindi meglio. Poi c’era anche Bar Rafaeli, il che vuol dire che posso farvi il seguente test:

Cosa pensi di Bar Rafaeli da Chiambretti?
a) Bòna.
b) Fa caa’.
c) Sta a vedere è tutta una manovra della lobby giudeo-pluto-israeliana per enfatizzare il giorno della Memoria e la menzogna dell’Olocausto con cui si giustifica il genocidio dei palestinesi! Chiambretti sionista! Arrigoni è vivo e lotta in mezzo a noi! No pasaran! El pueblo unido!!1!

Se hai risposto a), o equivalenti, tutto ok. Se hai risposto b), o equivalenti, tutto ok uguale, alla fine sono gusti. Se hai risposto c), o equivalenti, beh, sei un coglione ma di quelli duri come le pigne verdi, eh. Estinguiti.

C’è stato, comunque, un gigantesco momento WTF nella trasmissione di Chiambretti. Alla fine c’era ospite (scusate il termine) Mario Borghezio. Di fronte a lui una platea di persone, più la giuria del programma, lì apposta per fare domande scomode ad un personaggio quantomeno controverso. Bene, il livello delle domande e degli interventi di questi idioti era tale che Borghezio è quello che c’è passato meglio; ha fatto una scanagliata solo alla fine, peraltro molto soft rispetto al becero urlare degli altri spastici.

Perché poi quando si parla di tv vien sempre fuori questa storia del degrado. Il degrado, qualora sia divertente, è sempre una cosa ben accetta. Il degrado noioso invece proprio no. Per esempio, qualche sera fa, cena con genitori amici parenti. Una commensale: “L’altra sera ho visto XXX, vi piace?”. Risposta di un’altra, con espressione lievemente schifata: “No, io guardo solo La7.” Capirete che odiare La7 sia un atto di resistenza culturale, un dovere, un imperativo categorico. C’è chi auspica la distruzione fisica dell’emittente, magari assieme a Rai3. Se a caldo viene da dire “Sììììì!” decollando giulivi sul nostro F35 finanziato con soldi sottratti al FUS (o almeno lo spero vivamente) alla volta della redazione di Telecom Italia Media, a freddo invece no. E’ un bene che queste tv esistano perché così i vari Santori hanno il loro bel box. Altrimenti Facebook sarebbe invasa da mobilitazioni pro-Santoro, filmanti che non vi fanno vedere in tv, indignazioni permanenti etc etc. Sai che palle?

Ah, la tv. Cagione d’ogni male. Essendo una persona priva di buon gusto, tatto, creanza e desiderio di far da modello per il prossimo, nei momenti di zapping in tv mi capita di fermarmi qualora siano in esposizione delle pvppe. Gli autori dei videoclippi lo sanno bene, è infatti per questo che conosco quasi tutti gli hit di Rihanna, Beyoncè, Katy Perry etc. Poi che siano meglio di tantissima roba che si fregia di essere fieramente anticommerciale va da sè: solo un mentecatto può preferire Steven Wilson a Katy Perry, e parlo proprio della musica.

Tutto ciò, naturalmente, ha delle pesanti ricadute sulla mia vita sociale: cioè, è molto migliore, perché il giro degli sbroc mi ritiene indegno dei loro consessi e quindi non mi chiama. Allo stesso modo, la community bacchettona mi ritiene parimenti indegno, e dunque me ne sto in compagnia di derelitti miei pari, tipo i Morlock nella serie degli X-Men. Posso sintetizzare tutto ciò in un insegnamento molto prezioso: non è bello ciò che è bello, e tu’ ma’ è un gran budello.

La stampa è una merda ed è la forma di vita più infima. I blog pure. Incluso questo, che salta sul bandwagon del disastro-Concordia per parlare non di nautica (so una sega), non di morti e feriti (non mi pare il caso), non di De Falco (non sapevo lavorasse in capitaneria a Livorno, un giorno ci passo e mi faccio autografare i numeri dell’Uomo Ragno che scrisse negli anni ’80), ma di giornali di merda, tipo… tutti quanti. Che oltre a diffondere le comunicazioni nave/capitaneria, scavano nei particolari e nella prurigna. Tipo, ma lo sapete che c’era pure una donna assieme al comandante, in plancia? E non solo, la donna era una bionda moldava. Si può notare che:

1) se ci fosse stato un uomo, nessuno avrebbe detto pìo.
2) la donna in plancia fa già vizio a mille, vedrai coso lì tradiva anche la moglie.
3) è parso d’uopo aggiungere il colore e la nazionalità.

Questo perché si sa: bionda = troja, moldava = doppia troja. Il comandante inetto e testa di cazzo non poteva che aver portato un trojone in plancia, qualifica implicita nel “bionda moldava”. Posso solo immaginare il dolore di Marco Travaglio: l’ex presidente del consiglio non è azionista Costa.

E’ poi partita la megasollevazione internettara per Megaupload/Megavideo chiusi dal FBI a sprangate nei denti. Ora, presi per sè lato utente, erano servizi di merda, ma questo non importa. Entrambi fornivano un servizio premium a pagamento, che è come far pagare materiale piratato – cioè, avete presente i negri che vendono i cd e dvd piratati a cinque euro sul marciapiede? Stessa cosa. Il cicaleccio interwebbaro rappresenta quelli Megaupload come i martiri della libertà d’espressione minacciati dal potere tirannico. Eppure, se andiamo a vedere i capi d’imputazione (versione ridotta, versione completa), ci sono di mezzo attività non proprio edificanti come riciclaggio di danaro (money laundering) ed estorsione (racketeering). So benissimo che qualcuno dirà che sono accuse costruite ad arte. Beh, quel qualcuno si offra come consulente legale per la difesa, dopo aver esaminato tutte i carteggi e le indagini, no? Come, quel qualcuno non ne capisce un cazzo? Ah, ecco, mi sembrava… Perché se anche ci può essere un antipatico sincronismo con la manovra del SOPA, che comunque deve sempre passare, è anche vero che il reato andrebbe punito lo stesso, e essere su internet non ti rende automaticamente eroe o martire. L’interwebs si è trasformato in una sorta di nuova frontiera dove il conflitto legge/individuo assume toni sempre più epici e leggendari, e il delinquente per l’autorità diventa l’eroe popolano. Ma con una dialettica pezzente e da stadio per cui si urla “PRO!!11!” o “CONTRO!!!”

I fatti di Firenze, dopo la discussione del brillantissimo e acuto post precedente, non meriterebbero altra discussione. Purtuttavia, nell’aere si respira un’aria malsana. E, in maniera del tutto irresponsabile e incivile, non mi riferisco tanto al montante clima di razzismo sempre più esplicito e brutale. Credo sia un effetto collaterale dei momenti di crisi e incertezza: la torta si restringe e allora qualcuno ha l’idea di allontanare gli ultimi arrivati, per paura di ricevere una fetta fin troppo piccola. Una paura che si ripresenta con puntualità e che trova sempre terreno fertile, oggi come ieri, e dunque non voglio discutere. Ora, in futuro chissà. Mi interessava invece come questi fatti abbiano riverberato nel mondo, piccolo e micragnoso, della letteratura fantastica italiana e di che altarini e imbarazzi siano saltati fuori.

Riassuntino rapido rapido: il pistoiese Gianluca Casseri, appassionato di Tolkien & Lovecraft, scrittore di un romanzo e saggi online, simpatizzante di Casapound e frequentatore di siti e forum di estrema dx, piglia la pistola, va a Firenze, spara ad un gruppo di negri uccidendone un paio, e poi si suicida.

Dovrebbe essere sufficiente l’ultima frase per classificare Casseri come folle pericoloso testa di cazzo in primis, e razzista in secundis, perché di tutte le persone presenti in piazza Dalmazia ha mirato proprio agli ambulanti senegalesi, con cui non aveva mai avuto contatti personali, quindi erano bersagli simbolici. Questa storia però non è certo morta lì, ha anzi scoperchiato un vaso di Pandora dove si annidano cialtroni, equivoci, coscienze sporche e calzini sottaceto.

Stampa e giornali hanno subito ricorso al luogo comune di grande successo, la costruzione del Deviato Mostruo: frequenta il fantastico, vedrai è un nerd, pare pure nazifascio, certo è un individuo strampalato perso nel suo mondo – i morti sono rapidamente spariti di scena per lasciar spazio alla mitologia classica del Deviato, lasciando a intendere che forse forse se Casseri era quel che era vedrai è anche colpa delle sue frequentazioni culturali, c’aveva pure un film di Callahan in casa, voglio dire, no? E’ quello che Davide Mana ha brillantemente esplorato e approfondito in questo post, quindi vi rimando a lui.

Parallelamente. Lara Manni, scrittrice e bloggatrice che finora non conoscevo, ha sollevato un interrogativo: in Italia c’è sempre questa pessima opinione di fantasy e fantastico in generale, dipinti al meglio come escapismo senza valore artistico e al peggio come surrogati del Mein Kampf, ma non è che un qualche fondo di verità, dovuto a certi pessimi maestri e non ai libri in sè, ci sia? Se pensiamo alla storia editoriale italiana del Signore Degli Anelli (tanto si torna sempre lì), la risposta è affermativa. A partire dall’astrusa prefazione di Elemire Zolla, che parla di letture allegoriche e simboliche in maniera tanto forzata e arbitraria da far pensare che stia parlando di qualche altro libro, lo scatafascio si è compiuto ineluttabile. Poco importa che ormai i Campi Hobbit siano una reliquia del passato che solo Natalia Aspesi tira fuori quando vuole criticare Tolkien attraverso Peter Jackson. La frattura causata da quella prefazione e dalle tristi vicende degli orrendi anni ’70 hanno visto la critica di Tolkien (e di tutto il resto del settore), in Italia, come terreno esclusivo di un gruppo ristretto capeggiato da Gianfranco De Turris. E qui comincia il brutto, perché De Turris se possibile fa peggio di Zolla: forza una lettura evoliana del SDA. De Turris frequentava quel coglione di Evola e ne condivide le idee mongoloidi. Da lì a dare una lettura rigidamente tradizionale, anzi, Tradizionale ed Esoterica del SDA il passo è brevissimo e quel che restava della cristalleria va in frantumi.

Occorre notare a questo punto come i legami siano stretti e aggrovigliolati:

– Il Signore Degli Anelli e Tolkien sono ormai considerati roba di dx perché l’unica critica che si occupa di loro è rappresentata da De Turris e compagnia.

– De Turris è seguace di Evola (Tradizione, Teoria della Razza e merda simile), e ne applica il pensiero a quelli che, a detta sua, sono Simboli Universali inconsciamente inseriti da Tolkien nel suo libro. Il fatto che Tolkien stesso lo negasse con decisione è, per De Turris, un’ulteriore conferma: son cose talmente profonde e vere che uno non se ne rende conto.

– De Turris ha pure scritto la prefazione a due libri di Casseri, riportando in uno l’opinione del suo mentore Evola che sì, i Protocolli dei Savi di Sion sono falsi, ma dicono cose vere, e quel che succede nel mondo oggi ne è una prova scie chimiche signoraggio, insomma, siamo in piena zona Blondet.

– Casseri, elogiato da De Turris e conferenziere sul fantastico in varie occasioni, avrà esposto tesi simili. O quantomeno non in contraddizione. Era anche un membro molto attivo di forum di estrema destra suprematista bianca e violentemente antisemita, che all’indomani del fattaccio hanno subito rimosso tutto per minimizzare, è solo un simpatizzante come tanti, e purtroppo era pazzo.

In realtà, se uno andasse a vedere i forum tipo Stormfront (non linko simile merda), di teste di cazzo che difendono Casseri ne trova finché ne vuole. Alcuni di questi condivideranno pure l’humus culturale De Turris/Casseri, nella misura in cui questi ultimi sostengono/sostenevano le teorie di Evola – nazismo appena paludato. Ed è quindi probabile che amino fantasy etc. nella stessa misura, aderendo all’interpretazione di De Turris. E here falls the donkey, perché questa interpretazione è una volta di più una cazzata, ma è stata coltivata e monopolizzata per talmente tanti anni da esser data per buona (“gli unici che ne parlano sono quei critici e intellettuali di estrema dx, vedrai che…”), e solo qui. Perché nel resto del mondo Tolkien, piaccia o meno non importa, è studiato criticamente e dibattuto. Le teorie di De Turris, strumentali e superficiali, non hanno alcun terreno. Qui sono l’unica cosa che c’è, complice la noncuranza da parte dell’editore, perché probabilmente Tolkien si vede senza sforzo e non saranno due prefazioni o testi critici fatti a cazzo a cambiare le cose, e complice la critica letteraria che decide volontariamente di snobbare e deridere uno dei settori più interessanti della letteratura dell’ultimo secolo. Questo deserto non fa bene a nessuno: alimenta la superstizione del fantastico roba per citrulloni neonazisti dando ragione a Natalia Aspesi, rende l’Italia arretrata e provinciale pure in questo settore, e per ultimo fa malissimo alla letteratura stessa.

Non solo: la famosa correlazione con la violenza, a cosa la possiamo attribuire? A hobby e passioni, o alla fede in ideologie che predicano lo sterminio degli inferiori, fede condivisa con altre persone che non vedono niente di male in pestaggi e organizzazioni di gruppi paramilitari?

Uff. Chiudiamo in bellezza:

Ah, in tutto il post, prendete un po’ Tolkien come improprio e ingiusto sinonimo di tutto ciò che è fantasy e fantastico e fantascienza. Un po’ perché da noi si tende a fare di tutta l’erba un nazifascio, un po’ perché la discussione partiva da lì ma per semplificare faccio così lo so che poi ci sono un fracco di cose etc etc insomma capito, no?

Esiste, nell’umana varietà, una sottospecie particolarmente molesta situata nell’interstizio fra il Mongospastico e il Mongolitico, a non troppa distanza dal Nerd e nel quartiere confinante con quello dei Maniaci: è lo Svantaggiato. Lo Svantaggiato è una persona che, solitamente, non presenta alcun pregio evidente: non è bello, non è simpatico, non è divertente, e non lo è mai stato. La sua socialità, di conseguenza, ne ha sempre risentito, e lo Svantaggiato tipico arriva attorno ai trent’anni con pochissimi amici e ancor meno speranze di trovare donne/uomini. Eppure, qualcuno potrebbe obiettare, esiston fior di menomati che trovano compagnie varie, perché non lo Svantaggiato? Beh, è proprio la sua natura di Svantaggiato a impedirglielo. Perché lo Svantaggiato non è capace di arricchire, ma solo di drenare energie, pazienza, e vita a chi gli sta intorno, con una logorante sequela di microscopici ricatti morali e stille di veleno volte ad elevarlo a scapito di qualcun altro, il tutto per avere dalla sua qualche attimo di riflettore. Lo Svantaggiato non cercherà mai di fare qualcosa di buono e meritarsi la stima, ma sceglierà sempre la via della spiata e dell’invenzione: “sai, secondo me Coso l’altra sera $cattiveria…” Cercando di mettersi dalla tua parte, semina la zizzania. Di fondo, lo Svantaggiato è consapevole della sua completa assenza di qualità, e quindi si ingegna come può. Ciò che contraddistingue lo Svantaggiato dallo Sfigato generico è che nessuno vuole giustificarlo. A volte succede che, per certe persone moleste e insopportabili ed evitate da tutti, si cerchino giustificazioni: “suo padre è morto e sua madre è scappata con un negro che si chiamava Billi”, “ha avuto un sacco di problemi”, “ascoltava i Coldplay”. Ma mai per lo Svantaggiato, la cui insopportabilità è un dato di fatto che, presto o tardi, porta il gruppo di persone cui si è momentaneamente appiccicato a vararlo. Trucebaldazzi, là sopra, NON E’ uno Svantaggiato: ha convertito un potenziale di Svantaggio in suo favore, e ora è famoso e suona dal vivo. Una simile capacità non è possibile per lo Svantaggiato, perché indicherebbe consapevolezza e risorse, che se le avesse non sarebbe Svantaggiato.

Detto questo, lo Svantaggiato è solo al secondo posto nella classifica dell’umanità perniciosa, perché al primo posto c’è la sua versione 2.0, lo Svantaggione. Lo Svantaggione possiede tutti i tratti distintivi dello Svantaggiato, più uno: la presunzione. Te dici dieci e lui deve dire undici, soprattutto se te in apparenza parti da una situazione di vantaggio (poi veritiera). Hai un lavoro che ti piace? Lo Svantaggione ti dice tzè tzè ma potevi fare… Hai studiato? Lo Svantaggione ti dice che è una perdita di tempo ed era meglio quel che ha fatto lui. E vai così. Anche se poi, essendo uno Svantaggione, non ha mai l’ultima parola e la sua peculiare natura di merdone lo lascia sempre con le pive nel sacco e l’ananas in culo.

Adesso potreste dire, perché questa disanima su ‘sta gente, che sarebbe meglio sterminare col Baygon per Umani? Eh, sapete, è che ho rivisto uno Svantaggione che non vedevo da tipo quindici anni. Abita pure nella mia stessa strada, anche se per fortuna all’estremo opposto. L’ho rivisto al mio bar preferito (che essendo vicino a casa mia lo è pure a casa sua). L’ho sentito dire con le mie orecchie ad una delle bariste, una bellissima ragazza di vent’anni, “ma te, cetaceo, ci vai in palestra?” e fra un po’ sputo lo spritz in faccia a mia moglie. Non puoi dare del cetaceo ad una ragazza con cui non hai confidenza, nemmeno se fosse effettivamente un boyler. E soprattutto non glielo dai se  lei è bella e ha al massimo un kg o due di troppo intorno alla vita, e te sei una specie di hobgoblin. Ora vivo col terrore che lo Svantaggione un giorno possa suonare da me per scroccare favori o chiedere questo o quello (come fa già a cose normali, se mi incontra).

Napalm, ci vuole. Perché lo Svantaggione ti drena le energie, ti uccide l’umore e se gli dai un’unghia si piglia tutte e due le braccia.

Mi capita, ovviamente non di mia volontà perché io non leggo quotidiani, questo pezzo di Marco Sbroccaglio sul NoTAV:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/25/troiate-ad-alta-velocita/166183/

Copincollatevelo sul broswerz perché poi arrivano orde di mongoloidi a rompere il cazzo, e non ne ho voglia. Ovviamente si dà contro alla TAV progetto inutile fallimentare sbroc sbroc, l’articolo è scritto nel solito modo di Travaglio, irritante e pieno di battutine e soprannomini che fanno ridere solo lui e i suoi criceti adoranti. Ma a parte questo, un amico mi fa notare:

“Inutile far notare che la linea ferroviaria storica Torino-Modane è
sottoutilizzata per un sesto della sua capacità”

E mi fa notare, essendo egli più consapevole dei mezzi internettari per trovare i dati delle infrastrutture pubbliche, o comunque meno mongolo di me, alcune cose divertenti. Tanto per iniziare, la linea della Val Di Susa è la Torino-Modane, di cui qui trovate una storia. Si tratta di una linea piuttosto vecchia, circa 120 anni, con le comprensibili migliorie apportate via via. Tuttavia, stando alle ultime notizie, aggiornate al 2009, possiamo vedere che:

– La tratta 120ennale permette una velocità media di 95 km/h e massimo di 130 km/h;
– La pendenza massima è del 30 ‰ (!!);
– L’utilizzo di 1/6 della capacità non si sa bene da dove sia tratto, prendiamolo per buono giusto per.

Difficile che un treno moderno, come un qualunque Treno Ad Alta Velocità, possa affrontare simili percorsi. Non perché non possa rallentare, ma per le condizioni di alimentazione e pendenza. Dall’altro capo, cioè da Francialand, stanno lavorando per una TAV. Se tutto resta com’é, prepariamoci a treni che arrivano fino a Modane in AV, poi trasferiscono la roba a dorso di mulo per andare in Italia. Ahahahah, che bello.

Proposta 1: non si fa niente e si lascia tutto com’é.
Risposta 1: in Italia non si fa mai niente e l’Europa e siamo tagliati fuori non siamo competitivi. Non possiamo permettercelo!

Proposta 2: modernizzare la linea attuale, spaccando un po’ di monti per ridurre la pendenza, rifacendo l’alimentazione e robe simili.
Risposta 2: e la vecchia ferrovia per quanto resta chiusa? Non possiamo permettercelo!

Proposta 3: TAV nuova di trinca.
Risposta 3: ce l’avete sotto gli occhi.

Mi rassegno, ormai. Temo che non si farà un cazzo, perché ogni volta che si vuol fare qualcosa, saltano su gli stronzi a rompere i coglioni. Un governo serio, per me, li avrebbe asfaltati tutti. Quindi smettetela di prendervela coi governi italiani, che vi danno esattamente quel che volete: la Legge di Boyle. Se non capite la battuta, ben vi sta, vuol dire che ve la meritate.

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