Category: antiimperialist caccolax


La formula lì dei matrimoni la conoscerete un po’ tutti no? In salute e in malattia, in ricchezza e in povertà, o qualcosa di molto simile. Non occorre essersi sposati, basta aver partecipato ad un matrimonio, o almeno aver visto un film con la gente che si sposa. Vuol dire, lo sa anche il majale, che i coniugi debbano assistersi vicendevolmente, nei periodi buoni come in quelli cattivi, e mancare il supporto reciproco sia una merda. Ecco, pensando all’UE, sembra di assistere ad un contratto matrimoniale a corrente alternata: il matrimonio, con tutti i suoi benefici, vale in salute e ricchezza, ma in malattia e povertà sono un ballino di cazzi tuoi dio bestia vaffanculo te e ‘l budello di tu’ ma’. Dopo tanti discorsi e tante robe, non posso fare a meno di prenderne atto. E allo stesso tempo, volere ancora di più un’UE che finalmente funzioni come si deve, cioè non proprio così.

Ho sempre detestato, e continuo a farlo, i separatisti, nazionalisti, tradizionalisti, in una parola arcaici coglioni, dalle posizioni anti-euro, cui spesso si associano xenofobia, antisemitismo etc. Dagli odiosi Peppekrilo e Salvini fino al criptofascismo salottiero della LePen, calci in culo e zitti. In periodi di crisi, queste robe hanno facile fortuna perché semplificano tutto e danno le colpe agli “altri”. La storia della repubblica di Weimar insegna. Lo insegna talmente che la scorsa volta in Grecia il partito nazi Alba Dorata era arrivato in parlamento, e ora  continua a restarci con la fresca vittoria di Tsirlispas o come si chiama, neo idolo degli sbroc d’ogni dove, gli stessi che si bullavano per la vittoria di Zapatero (che, essendo in Spagna, non li riguardava granché) e che magari vedono in Peppe Mojito o Christina Kirchner dei grandi statisti. Mi viene già da ridere perché quindi viene un asso pigliatutto della minchiotronia, come se da noi avesse la maggioranza il M5S.

C’è, comunque, una certa qual curiosità, lo ammetto. Questo perché la Grecia, che ha la sua bella dose di colpe che non vuole ammettere, solleva comunque una questione: l’UE è nata pensando esclusivamente all’economia. Politicamente non è niente. Si pensa di risolvere la crisi solo rientrando nei parametri fissati, una roba puramente contabile e burocratica – in Italia, volendo, è perfetto, perché i ns. politici hanno un know-how lunghissimo nell’arte di drenare risorse verso l’alto per mantenere gli equilibri esistenti. QUESTA Europa deve essere ridiscussa: al momento siamo come un condominio di vecchi stizziti e litigiosi che si accusano a vicenda, te non hai pagato le scale!, te non hai cambiato le lampadine!, il tuo cane mi piscia sulla porta!, da quando non hanno più i soldi per pagare il portiere che faceva tutto.

La Russia entra in Ukraina col suo esercito e fa un bordello. Non lo dico così perché mi garba come suona la frase, l’ho letto su Stratfor, che non è certo Informare X Resistere o qualche altro sito per gente colla segatura nella scatola cranica. Insomma, la mia riflessione rapida ma inutile è: ma idioti tipo Vauro o Giulietto Chiesa diranno che è tutta una calunnia, oppure che fanno bene, o che in ogni caso non si tratta di un’aggressione imperialista interventista? Di sicuro, qualche cazzata colossale la spareranno, però.

In questi giorni, appena successivi al casino in quel di Parigi, ho notato una cosa abbastanza divertente. Non parlo del fiume in piena di complottismo, quello non è affatto divertente e fa solo immensamente girare i coglioni. No. Parlo di alcuni articoli che ho trovato in giro, condivisi con solerzia su FB da amici. Sono articoli che utilizzano tutto quell’armamentario retorico nato con Oriana Fallaci, all’indomani del 9/11: scontro di civiltà, difesa dei valori, hanno dichiarato guerra all’occidente etc etc. Di per sè, niente di nuovo. La novità è trovarsi roba del genere sui maggiori megafoni sbroc sbroc come l’Huffington Post, per esempio (ma è in buona compagnia). Addirittura, verso la fine:

Diciamolo dunque. Ammettiamolo. E cominciamo a pensare a nuove politiche, ad interventi di difesa seri. Chiediamo alla politica di fornirci un piano di preparazione militare, un progetto di messa in sicurezza chiaro, una idea di investimenti in questa stessa sicurezza. Del resto, non affrontare queste questioni in questi ultimi anni ci ha portato solo ad esserne risucchiati, ha portato la nostre società ad essere sempre più dominate dal timore, e attratte da politiche emotive e razziste.

Chi l’avrebbe mai detto? Non si dice, nemmeno per un secondo, “è colpa nostra oggidende gattivo sbroc sbroc”. Sono esterrefatto. Ci ho pensato un attimo, e ho capito. Torniamo al 9/11, e facciamo un bello what if. Se quel giorno, alla Casa Bianca, ci fosse stato Al Gore, penso che La Rabbia e L’Orgoglio sarebbe stato recensito su Repubblica, L’Espresso etc. come il ritorno, dopo anni di silenzio, di una grande donna, intellettuale e giornalista italiana sbroc sbroc. Ma garantito. Allo stesso modo, se Charlie Hebdo fosse stato l’equivalente di Libero e il presidente francese fosse ancora Sarkozy, fioccherebbero i “ok, uccidere è brutto, lo condanniamo, PERO’ la satira razzista fascista sbroc sbroc se la sono cercata sbroc”. Quindi…

Sono molte le persone che lo dicono, con tono di sfida: combattere il Sistema. Già. Il Sistema, quello che ci opprime, ci inganna e ci vessa, perseguendo i suoi turpi fini e pervertendo tutte quelle istituzioni che in teoria sarebbero nate per tutelarci e proteggerci, riempiendoci la mente di cazzate e falsità, dividendoci per farci scannare fra di noi, tenendoci all’oscuro e all’ignoranza, nel fondo della caverna. La rete trabocca di siti contro il Sistema, denunciandone l’attività malefica con spietata dovizia di dettagli. Dalla controinformazione degli anni ’60 e ’70 passando per la net-culture degli anni ’80 fino al moderno World Wide Web, alla fine la verità viene a galla: il Sistema vuole la nostra fine e si sta adoprando con ogni mezzo per schiavizzarci. Lo si dice pure in parlamento, grazie ai maldestri grillini. Tuttavia, di fronte a questo mare di accuse e indici puntati, nessuno si è mai preso la briga di chiedere il parere del Sistema, cosa voglia, perché lo faccia, quali siano le sue aspirazioni. E’ facile così. Qui, lo sapete, si fanno le cose seriamente, non ci si tira indietro di fronte al pan pepato come tutti gli altri vili teste di bigongia. E’ per questo che, forse unici al mondo, siamo andati a intervistare un disponibilissimo Paolo Sistema che ha soddisfatto tutte le nostre curiosità.

Buongiorno, signor Sistema…
“Buongiorno, ma ti prego, chiamami Paolo.”

D’accordo. Perché non si presenta ai lettori, Paolo?
“Nessun problema. Sono Paolo Sistema, e sì, sono proprio io quel Sistema che combattete con tanto impegno. Sono nato a Fremenzano, in provincia di Pillaretto. I miei si sono trasferiti in America negli anni 20, perché mio padre era diplomatico, io così ho studiato laggiù laureandomi col massimo dei voti in giurisprudenza ad Harvard. Ho fatto parte della confraternita Skull & Bones, e da lì strinsi i legami con alcune persone che subito dopo la laurea mi portarono nello staff di John Edgar Hoover prima e Richard Nixon poi.”

Addirittura! Un vero e proprio battestimo del fuoco, il suo! Che impressione aveva di questi uomini che, nel bene o nel male, hanno comunque fatto la storia?
“Entrambi avevano delle notevoli capacità e qualità, ma una visione delle cose troppo limitata. Si trovarono in posizione di potere, e ne fecero uso per risolvere le loro ossessioni personali. Avrebbero potuto, e dovuto, fare di più, pensare in grande. Giurai a me stesso che non avrei fatto i loro errori.”

Le si darebbe una settantina d’anni, settantacinque al massimo. Però, stando a quello che mi dice, dovrebbe averne almeno trenta di più!
“La medicina di cui io e alcuni stretti collaboratori (quelli che chiamate Illuminati, per la cronaca) possiamo servirci è molto, molto avanzata.”

Come divenne il Sistema che tutti conoscono?
“In realtà cominciai prestissimo. Ricordi il caso di Roswell? Ecco, io inventai la questione degli alieni e la feci girare fra la gente, mentre i militari dicevano che era un pallone di rilevamento metereologico o qualcosa del genere. Risultato: un gran casino su cui si continua a dibattere a vanvera. Io mi limito ad intascare una percentuale su ogni pubblicazione sull’argomento grazie ad una legge che feci approvare negli anni ’70 tramite un mio uomo di paglia.”

Ho quasi paura a chiederlo, ma… cosa successe a Roswell?
“Diciamo che la NERF e Neon Genesis Evangelion hanno il loro bel sostrato di realtà.”

Ah. Veniamo alle cose di tutti i giorni. E’ vero che c’è il suo marchio dietro ad ogni atrocità commessa nel mondo, dietro ad ogni ingiustizia, dietro ad ogni malefatta, dalle più piccole alle più grandi?
“Non esageriamo, non sono onnipotente. Purtroppo. Faccio il possibile, questo sì. Mi piace tenermi allenato, escogitare nuovi piani, mettere in moto processi storici e osservarne gli esiti.”

Però per i fatti eclatanti tipo 9/11, Kennedy, allunaggio, Ustica, gli UFO, i vaccini, le lobby etc. si può dire che è colpa del Sistema?
“Certo, certo, sono alcune delle mie mosse migliori degli ultimi anni. Per il 9/11 ho anche vinto un premio. Anche se il caso Oslodorf è quello di cui vado più orgoglioso.”

Cosa sarebbe?
“Appunto.”

Capisco. Cosa ne pensa di tutte quelle persone che lottano contro di lei ed espongono le sue malefatte su internet?
“Sono tenaci, da questo punto di vista li ammiro pure. Io elaboro piani estremamente complessi, però la catena di comando per l’esecuzione dei medesimi è lunghissima e profondamente ramificata. Fra governi, agenzie, industrie, media, ci sono sempre quelli che prima o poi fanno errori e sputtanano le cose involontariamente. Qualcuno nota un particolare su internet, magari da una telecamera di sorveglienza in bassa risoluzione o da un filmato di cellulare in penombra, e fa scoppiare un casino. E’ davvero seccante, ma purtroppo non posso fare tutto da solo. Pazienza, ci vorrà del tempo prima che tutta questa gente possa dire di aver sconfitto il Sistema (ride, nda)!”

Di solito, la maggior parte della accuse va alla CIA e al Mossad. Come mai?
“Perché sono in gamba e sono professionisti, quindi mi servo spesso di loro. Anche l’MI6 non è affatto male, eh.”

Cosa ci può dire delle scie chimiche?
“Un progetto molto interessante. Ci voleva qualcosa per ridurre la popolazione mondiale, controllare le menti delle persone a cui era stato installato il microchip con le vaccinazioni, fare scoppiare terremoti a comando e manipolare il clima. Avviare tutti questi progetti insieme sarebbe stato lungo e costoso, e grazie a internet fin troppa gente si stava svegliando. Così ho ideato le scie chimiche come soluzione ottimale. Hanno lo svantaggio che, da terra, l’inganno si scopre. Ma va bene lo stesso.”

E le crisi economiche?
“Quelle si fanno per poter poi causare le guerre e far arricchiere la massoneria ebraica. Ah, e per il petrolio. Anche il Vietnam.”

Ma in Vietnam non c’è il petrolio!
“Non più…”

Ok. Resta una sola domanda, la più importante. Perché?
“Perché sono malvagio.”

E rispondendo a quest’ultima domanda, Paolo Sistema mi fa vedere la carta d’identità: alla voce allineamento c’è proprio scritto chaotic evil. Ringraziamo Paolo per questa illuminante intervista. Da oggi sapete.

Elvirator

Non me ne frega un cazzo delle tradizioni cristiane.
Non me ne frega un cazzo neppure di quelle pagane.
O di quelle, in generale, italiane.

Halloween è ganzo perché sì.
Halloween è Elvira.
E si fa perché s’è visto qualcosa in cui la gente si diverte coi mostri.
Ma perché ce l’hanno sempre tutti col divertimento?

Pensate ad una cosa incredibilmente stupida e perniciosa. Fatto? Bene, prima o poi un krillino, bello tronfio e supponente, la esporrà in veste istituzionale, suscitando tsunami di facepalm presso chi conosca almeno superficialmente l’argomento. Se la cosa stupida è interloquire coi terroristi, e i terroristi in particolare sono quelli dell’ISIS, il krillino è Di Battista. Vabbeh, ormai è da qualche giorno che se ne parla, quindi non dico niente di nuovo. Mi pare che per ora solo lui, però, a livello pubblico, abbia abbracciato la versione 2.0 dell’antioccidentalismo sbroc sbroc, riassumibile nel motto “Il Corano è il nuovo Capitale”. Dibba, da buon krillino, ha scritto un pezzo pieno di stronzate e luoghi comuni degno del forum di Indymedia quando invece avrebbe DOVUTO documentarsi prima di aprire bocca. Ma immagino che, nel caso lo avesse fatto, la documentazione sarebbe stata ka$ta e quindi inutile. Sull’ISIS e compagnia, Dibba vede longa manus american-sionista, vendita di armi occidentale e insomma il classico armamentario di cazzate da centro sociale: non sto a debunkarlo perché lo ha già fatto alla grande il buon Yossarian. La cosa divertente è l’esercizio di retorica: fedele a modelli di pensiero calcificati ai tempi del terrorismo italiano degli anni ’70, della strategia della tensione e del cui prodest, l’analisi di Dibba prescinde da qualsiasi tentativo di studio e applica analisi precotte. Il tutto ammantato della solita retorica della vittima ribelle.

Dibba avrebbe potuto facilmente vedere che dietro movimenti come l’ISIS (ma pure Al Qaeda) c’è proprio l’ISIS (stessa cosa per Al Qaeda). E soprattutto che, dietro alle azioni di queste merde, non c’è niente di romanticamente riconducibile alla figura idealizzata del Rybelle. Questi sono terroristi nel senso che vogliono terrorizzare: l’avanzata dell’ISIS non è molto diversa da quella delle truppe di Gregor Clegane e Amory Lorch che mettono a ferro e fuoco le terre dei fiumi all’inizio della guerra dei cinque re. Distruzione, intimidazione, conquista del territorio.Quando Dibba fa la piangina del tipo “cosa potrei fare, se non farmi saltare in aria, quando mi bombardano il villaggetto?” dice due o tre stronzate insieme. La prima è che non si parla di un movimento indipendentista con cui si può negoziare, perché non rappresenta un popolo, né un torto subito (presunto o effettivo), ma solo sé stesso e la relativa volontà di espansione ai danni di altri gruppi di potere politico/religioso della zona. La seconda, potrei capire se ti bombardano e ti fai saltare in aria vicino a mezzi e installazioni militari, ma non certo fra i civili di Londra o Madrid. La terza è che appunto, elevare a interlocutore gente simile richiede una medusa al posto del cervello. Con gente simile NON si tratta, l’unico messaggio che devono capire è che così facendo si beccano solo missili e pallottole, non certo l’invito al tavolo delle trattative.

Appurata dunque l’ennesima figura di megamerda dei krillini, è chiaro che l’ISIS vada contenuta il più possibile, nell’impossibilità di annientarla dal giorno alla notte. Perché l’unico terrorista buono presenta una o più ferite da arma da fuoco, e non respira.

Insomma dice è stiantata L’Unità. In effetti, frega cazzi, basterebbe chiedere conferma a Rasputin in caso di miscredenza. Non ricordo di aver mai letto granché di detto giornale, e quel poco mi pareva l’opposto speculare de Il Giornale, quindi merda di segno opposto, cartaccia faziosa priva di qualsiasi traccia di onestà intellettuale. Al pari di tutti i quotidiani nazionali, o quasi, L’Unità campava grazie all’immondo trogolo dei contributi statali, roba che fu ideata dai Padri Costituenti con una certa ingenuità – “serviranno per salvare il pluralismo dell’informazione in periodi di difficoltà”, una cosa così, che invece è diventata “polmone d’acciaio per far campare parassiti”. E’ ovvio che la qualità dell’informazione italiana non cambierà per questo, schifo faceva e schifo fa. C’è chi sparge lagrime per chi ci lavorava. Beh, i molti stagisti non pagati continueranno a farlo presso altre testate fino a 45 anni o giù di lì. Mentre le Firme, quelle che contano, pur avendo rifiutato l’offerta non-congrua-ideologicamente della Santanché  potranno rivendere i Mongolini D’Oro ricevuti per quest’ultima genialata, ma non solo. Potrebbero prendere n copie dell’ultimo numero e autografarle. Poi emettere dei derivati sul valore che dette copie avranno raggiunto fra dieci anni se vendute su eBay. A questo punto, trac, ecco i soldi per ripartire!

C’è uno schema che si ripete con tale immutabilità che potrebbe essere codificato ormai come Algoritmo di Hamas per Ottenere Finanziamenti e Approvazione Pubblica. Fa più o meno così:

1) Si approntano strutture per il lancio dei razzi Qassam in mezzo a strutture civili;
2) Si sparano i Qassam (alcuni vegono intercettati, altri centrano i bersagli);
3) Israele risponde distruggendo le strutture che lanciano i Qassam;
4) Per prossimità, capitano vittime civili;
5) Hamas inizia a frignare: “Isdraele mostri assassssssiniiiii!!!11111!! (ahr ahr ahrrrrrr)”
6) La stampa occidentale si schiera compatta pro-Palestina e gli occhi dei boveri balesdinesi;
7) Piovono donazioni (vedi quegli idioti algerini dei mondiali);
8) Con le donazioni si producono nuovi Qassam e infiniti like su Facebook.

E’ un ciclo che, purtroppo, non sembra destinato a spezzarsi, perché funziona sempre, visto che Israele avrà sempre necessità di difendersi da attacchi simili, che del resto Hamas non sembra intenzionata a interrompere. Hamas, lo ricordo, è un’organizzazione terrorista che rifiuta la pace per statuto e persegue la distruzione completa di Israele. Lo insegna pure nelle scuole, mica cazzi. Considera l’Egitto colpevole di tradimento perché non vuole radere al suolo Israele, pensate un po’. In Egitto sono stati ganzi: Hamas è stata messa fuori legge e ricercata, così come i Fratelli Musulmani.

Il punto, ora, quale sarebbe? Boh… Ah sì. Un nodo inestricabile di illogica sbrocchistica. In pratica, molta di quella gente che sostiene fermamente il principio di autodeterminazione dei popoli fa eccezione per gli ebrei. Il che dovrebbe chiudere in un solo colpo tutte le patetiche disquisizioni per cui antisionismo != antisemitismo. Sono la stessa cosa: a meno che non siate davvero convinti che un popolo stia meglio come minoranza in altre nazioni, dove è soggetto a rischi di persecuzioni se non peggio (c’è uno storico abbondante in questo caso specifico, a meno che non siate revisionisti). Non è affatto discriminazione!111!, o un -ismo, capito sbroc sbroc? Comunque, per l’invincibilità dello sbroc, Israele almeno a livello di opinione pubblica si troverà quasi sempre in posizione lose-lose. Di conseguenza, più che fare spallucce e continuare a difendersi non può fare. Voi cosa fareste, sapendo che il vicino un giorno vi caga sullo stuoino, un altro vi tira un gavettone, un altro ancora vi libera dei topi in casa etc etc?

Gli sbroccher amano riempirsi la bocca di “genocidio” e di paragoni col nazismo, ma numeri alla mano si tratta di solenni cazzate, a meno che nei genocidi la popolazione non sia solita aumentare. Questo perché si prevede che entro il 2020 la popolazione di Gaza sia aumentata di altre 500.000 persone, in un posto privo delle adeguate infrastrutture economico-sanitarie per sostenerle come si deve (fonte). Qualcosa mi dice che liberarsi di quei pezzi di merda di Hamas, metter su un governo normale e allearsi con Israele darebbe il via al maggior periodo di prosperità mai provato in quel di Gaza.

La notizia è di qualche giorno fa: James Hetfield, voce, chitarra e principale compositore (assieme a Lars Ulrich) dei Metallica, avrebbe prestato la sua voce, stavolta in qualità di narratore, per The Hunt – un documentario sulla caccia all’orso Kodiak (fonte). La cosa non dovrebbe essere molto sorprendente, sono almento vent’anni che è nota la passione di Hetfield per la caccia. Ovviamente, però, non è così, e nel clima di caccia alla streghe che investe chiunque schiacci almeno tre zanzare al giorno, Hetfield si è trovato subito mezza interwebs addosso: assassino, merdone, boycott Metallica, non li ascolto più, omo di merda e tutto il repertorio medio de’ mongoloidi. Lui non si è granché scomposto, il suo silenzio dev’essere una sorta di andate a fare in culo molto educato, nonché doveroso. Tra l’altro la gente è proprio deficiente perché la caccia al Kodiak è regolamentata in maniera rigidissima, non è che Hetfield vada in giro con un cacciabombardiere napalmizzando l’intera isola di Kodiak. Wiki alla mano:

“Kodiak bear research and habitat protection is done cooperatively by the Alaska Department of Fish and Game and Kodiak National Wildlife Refuge. Bear hunting is managed by the Alaska Department of Fish and Game and hunting regulations are established by the Alaska Board of Game. There is currently a finely-tuned management system that distributes hunters in 32 different areas during two seasons (spring: April 1 – May 15, and fall: October 25 – November 30). Each year about 4,500 people apply for the 496 permits offered for Kodiak bear hunts (two-thirds to Alaska residents, one-third to nonresidents). Nonresidents are required to hire a registered guide who is authorized to hunt in a particular area, and this can cost from $10,000–$22,000. All hunters must come into the Alaska Department of Fish and Game (ADF&G) office in Kodiak prior to going into the field for a brief orientation and must check out before they leave the island. Every bear that is legally killed on the Archipelago must be inspected by an Alaska Department of Fish and Game wildlife biologist before it can be taken from the islands.[29] Pelts receive a stamp from an ADF&G officer if the hunter and guide provide proper documentation to prove licensing. Pelts can not be transported or legally preserved or sold without the official stamp. Hunting laws are strictly enforced by both the ADF&G officers who often have the full support of the local community. Illegal hunting and fishing is frowned upon by the community which maintains a healthy respect for the island’s environmental laws as well. Stiff penalties accompany illegal hunting and fishing. The island’s remote location makes trafficking in illegal pelts difficult for would-be poachers.”

Insomma, le cose sono chiare. Hetfield ama cacciare e farà da voce narrante ad un documentario sulla caccia al Kodiak – il che non significa nemmeno che lo vedremo cacciare quegli orsi, come molti già immaginano. Le cose non potevano comunque finire così, non nell’era del petizionismo un tanto al chilo. Perché i Metallica suoneranno al festival di Glastonbury, saranno gli headliner della serata di sabato (quella più piena di gente) e la data sarà parte del “Metallica by Request” tour, con la scaletta decisa dai fan. Il concerto si terrà il 29 giugno, il contratto band-promoter sarà stato firmato un anno prima almeno, è già tutto esaurito, e il festival attira qualcosa come 180.000 persone. Cosa si inventano allora le genti, pur di mettere in risalto la propria molesta mongoloidità? Una bella petizione online! Mettiamo pure che arrivi alle 20000 firme (c’è il countdown): cosa faranno i promoter di Glastonbury, che certo avranno già versato un poderoso anticipo ai Metallica, a venti giorni dall’evento e con una marea di persone che ha smosso mari e monti per essere lì nel weekend? Questi idioti credono davvero di essere ascoltati? Povere teste di bomba!

Naturalmente una deficientata attira l’altra, e i Mogwai si sono messi a dire che ehi, ci toccherà suonare insieme a quel gruppo di merda dei Metallica con quel batterista del minchia. Lars Ulrich, per una volta, è stato signorile, dicendo, “ma chi sono ‘sti qui?”. Ora, i Metallica sono una delle rock band più seguite e acclamate del globo. Ormai non riescono più a fare una canzone per il verso, figuriamoci un disco, ma il loro status di leggenda se lo sono guadagnato e se lo tengono. E dal vivo fanno sempre spettacoloni. Se la critica fosse venuta da possibili, aggeurritissimi pretendenti al trono (che so, Slipknot o Lamb Of God), poteva essere una cosa. Dai dei tizi squallidi che probabilmente hanno pure firmato la petizione contro i Metallica perché Hetfield cacc… ehi, magari hanno iniziato proprio i Mogwai! Chi li ha mai visti insieme?!?!?!?!?!?!??

Insomma, w la caccia al Kodiak, w i Metallica, fanculo ai boycott e ai Mogwai. La prossima volta voglio un bel tour Metallica + Ted Nugent.

Luogo: un noto bar del mercato dove stavo facendo l’aperitivo.
Un cliente piglia un Aperol spritz e torna al tavolo.
Una ragazza (vestita di coperte colorate regolamentari): “Eh, dobbiamo trovare un’alternativa etica all’Aperol.”
Barista: “Eh?”
Ragazza: “Eh sì, sai, ho scoperto che il colore dell’Aperol lo ricavano dalle cocciniglie.”
Barista: “E che sono?”
Ragazza: “Dei piccolissimi insetti. Lo ricavano dal loro carapace.”
Barista: “E dove sarebbe il problema?”
Ragazza: “Non posso accettare che pure gli insetti vengano sfruttati!”
Barista: “Ma m’importa una sega delle cocciniglie!”

Rendiamoci conto che in giro la gente è sempre più apppezzi e cause via via più futili, insignificanti e inutili con cui spezzettare la coglia al prossimo. Tra l’altro la giovine stolta avrebbe potuto documentarsi un attimino anziché fare un “condividi!!111” metaforico. La cocciniglia è sì un insettino del cazzo da cui si ricava il colorante usato, fra le varie cose, dall’Aperol, ma pure il nome del colorante stesso, come dice la Wikipagina. Si chiama, in tecnichese, E120. Si legge, in particolare:

La cocciniglia viene utilizzata per produrre gran parte dei coloranti rossi utilizzati nell’industria alimentare (noto come E 120) e, in misura minore, nella tintura dei tessuti.

Dato l’elevato costo ultimamente viene spesso sostituita da coloranti di sintesi.

In definitiva, oggi si usa la versione sintetica, quindi non è più necessario allevare e scuoiare le stronze cocciniglie per fare il colore dell’Aperol. Il che lo rende, purtroppo, meno soddisfacente, ma alla fine io preferisco il Campari che credo usi lo stesso colorante. E soprattutto: ora che le cocciniglie sono libere di proliferare, chi gli impedirà di organizzarsi per conquistare il mondo? Non ci pensano questi coglioni sgommunisti? EH?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: