Pensate ad una cosa incredibilmente stupida e perniciosa. Fatto? Bene, prima o poi un krillino, bello tronfio e supponente, la esporrà in veste istituzionale, suscitando tsunami di facepalm presso chi conosca almeno superficialmente l’argomento. Se la cosa stupida è interloquire coi terroristi, e i terroristi in particolare sono quelli dell’ISIS, il krillino è Di Battista. Vabbeh, ormai è da qualche giorno che se ne parla, quindi non dico niente di nuovo. Mi pare che per ora solo lui, però, a livello pubblico, abbia abbracciato la versione 2.0 dell’antioccidentalismo sbroc sbroc, riassumibile nel motto “Il Corano è il nuovo Capitale”. Dibba, da buon krillino, ha scritto un pezzo pieno di stronzate e luoghi comuni degno del forum di Indymedia quando invece avrebbe DOVUTO documentarsi prima di aprire bocca. Ma immagino che, nel caso lo avesse fatto, la documentazione sarebbe stata ka$ta e quindi inutile. Sull’ISIS e compagnia, Dibba vede longa manus american-sionista, vendita di armi occidentale e insomma il classico armamentario di cazzate da centro sociale: non sto a debunkarlo perché lo ha già fatto alla grande il buon Yossarian. La cosa divertente è l’esercizio di retorica: fedele a modelli di pensiero calcificati ai tempi del terrorismo italiano degli anni ’70, della strategia della tensione e del cui prodest, l’analisi di Dibba prescinde da qualsiasi tentativo di studio e applica analisi precotte. Il tutto ammantato della solita retorica della vittima ribelle.

Dibba avrebbe potuto facilmente vedere che dietro movimenti come l’ISIS (ma pure Al Qaeda) c’è proprio l’ISIS (stessa cosa per Al Qaeda). E soprattutto che, dietro alle azioni di queste merde, non c’è niente di romanticamente riconducibile alla figura idealizzata del Rybelle. Questi sono terroristi nel senso che vogliono terrorizzare: l’avanzata dell’ISIS non è molto diversa da quella delle truppe di Gregor Clegane e Amory Lorch che mettono a ferro e fuoco le terre dei fiumi all’inizio della guerra dei cinque re. Distruzione, intimidazione, conquista del territorio.Quando Dibba fa la piangina del tipo “cosa potrei fare, se non farmi saltare in aria, quando mi bombardano il villaggetto?” dice due o tre stronzate insieme. La prima è che non si parla di un movimento indipendentista con cui si può negoziare, perché non rappresenta un popolo, né un torto subito (presunto o effettivo), ma solo sé stesso e la relativa volontà di espansione ai danni di altri gruppi di potere politico/religioso della zona. La seconda, potrei capire se ti bombardano e ti fai saltare in aria vicino a mezzi e installazioni militari, ma non certo fra i civili di Londra o Madrid. La terza è che appunto, elevare a interlocutore gente simile richiede una medusa al posto del cervello. Con gente simile NON si tratta, l’unico messaggio che devono capire è che così facendo si beccano solo missili e pallottole, non certo l’invito al tavolo delle trattative.

Appurata dunque l’ennesima figura di megamerda dei krillini, è chiaro che l’ISIS vada contenuta il più possibile, nell’impossibilità di annientarla dal giorno alla notte. Perché l’unico terrorista buono presenta una o più ferite da arma da fuoco, e non respira.