Insomma dice è stiantata L’Unità. In effetti, frega cazzi, basterebbe chiedere conferma a Rasputin in caso di miscredenza. Non ricordo di aver mai letto granché di detto giornale, e quel poco mi pareva l’opposto speculare de Il Giornale, quindi merda di segno opposto, cartaccia faziosa priva di qualsiasi traccia di onestà intellettuale. Al pari di tutti i quotidiani nazionali, o quasi, L’Unità campava grazie all’immondo trogolo dei contributi statali, roba che fu ideata dai Padri Costituenti con una certa ingenuità – “serviranno per salvare il pluralismo dell’informazione in periodi di difficoltà”, una cosa così, che invece è diventata “polmone d’acciaio per far campare parassiti”. E’ ovvio che la qualità dell’informazione italiana non cambierà per questo, schifo faceva e schifo fa. C’è chi sparge lagrime per chi ci lavorava. Beh, i molti stagisti non pagati continueranno a farlo presso altre testate fino a 45 anni o giù di lì. Mentre le Firme, quelle che contano, pur avendo rifiutato l’offerta non-congrua-ideologicamente della Santanché  potranno rivendere i Mongolini D’Oro ricevuti per quest’ultima genialata, ma non solo. Potrebbero prendere n copie dell’ultimo numero e autografarle. Poi emettere dei derivati sul valore che dette copie avranno raggiunto fra dieci anni se vendute su eBay. A questo punto, trac, ecco i soldi per ripartire!