Archive for giugno, 2013


In realtà questo post nasce un po’ così, ovvero mi è venuta in mente il titolo (“Emma Marrone Is The New Sabrina Salerno”), che è una roba stratosferica da oscar della rete, ma non un post. La bozza contentente titolo e l’immagine qui sopra, scelta per dimostrare la veridicità dell’affermazione, almeno per le cose realmente importanti, è data al 27 di maggio. Quindi insomma, è passato un bel po’ di tempo, e io non sapevo davvero che scrivere. Non certo un parallelo musicale fra le due, perché chi se ne frega dai, non fa nemmeno ridere. E però la musica ce la volevo infilare, in qualche modo, visto che sia Emma che Sabrina sono cantanti. E dunque, mettiamola così: 1) puppe, 2) entrambe sono esponenti di successo della musica da classifica del rispettivo periodo storico, 3) entrambe sono schifate dalla gente che detesta la roba da classifica in quanto tale e fa della dialettica commerciale vs anti-commerciale il proprio filtro di valutazione della realtà.

“Ahahaha, coglione, tornantene a sentire la Salerno/Marrone!”

Questa frase, e infinite varianti, sarà stata pronunciata milioni di volte. La cosa interessante è adesso questa: è molto probabile che oggi chiunque pronunci quella frase ascolti musica infinitamente peggiore di quella di Emma Marrone, che pure è una simpatica & popputa guagliona ma insomma rompe veramente la coglia. Ma che dire di antipatici sfigati come praticamente l’intero arcipelago dell’Indie Italiano, da cima a fondo? Al confronto, Emma diventa Shemekia Copeland!

Per esempio, prendete il trafiletto qui sopra. E’ una lettera di un imbecille, tale Steve Morrissey di Manchester, che demolisce i Ramones. Caso volle che, qualche anno dopo, questo tizio diventasse il cantante di una delle tre più ripugnanti band della storia della musica PII (Prima dell’Indie Italiano), ovvero gli Smiths. Il punto è: in retrospettiva, si capiva già che ‘sto tizio era un coglione e andava interdetto dagli studi di registrazione. E i fan italiani degli ombrosi, tormentati e intensi Smiths, al tempo, di sicuro schifavano la volgare strappona Sabrina Salerno (chissà come mai, diranno alcuni). Sostituite agli Smiths un altro gruppi italiano degli anni ’80, tipo i Diaframma o i Litfiba, e la contrapposizione viene preservata. Ma non oggi. La cosa che indispettirà molto i fan dell’indie italico, e che quindi già solo per questo ha buone probabilità di essere vera, è che sia la Marrone sia gli Stato Sociale di turno sono figli della stesso identico impulso, ovvero quello del buttarsi senza alcuna nozione del concetto di dignità personale. Non Emma nello specifico (perché qualche dote effettivamente spendibile nel contesto di riferimento, ovvero aspetto fisico e un certo rustico carisma, ce li ha pure), ma gli Stato Sociale sì, e questo porta ulteriormente acqua al mio mulino, che a questo punto è già sulle rive del Mississippi in piena. Emma è riuscita, almeno per ora, a sopravvivere al tritacarne dei reality canterini, e quindi rappresenta un caso di success story. Avevo già analizzato il realitame canterino e quindi non mi ripeto, semmai linko. In breve, comunque: sei disposto all’umiliazione in diretta nazionale? Ok, vieni qui che noi ci si tira su l’Auditel!

Sui gruppi indietalici e garrincheschi, la questione è in reatà similissima. Mettiamo che uno si metta a cincischiare con chitarre e computer e tiri fuori una serie di canzoncine mongolitiche che paiono un misto di 883, Lunapop ed musiche del Nintendo. Tipo Stato Sociale, per intendersi. La reazione sana comporterebbe l’autocritica, ammettere il proprio schifo e ripromettersi di smettere per sempre o in alternativa imparare prima un po’ di roba, perché non esiste che qualcuno possa apprezzare simile merda. Occhio che il paragone col punk è dietro l’angolo, ma io lo disinnesco subito. Perché il punk ’77 esplose e bruciò molto rapidamente. Riportò il rock alle sue pulsioni basilari in un periodo di elefantiasi avvitata su sè stessa. Tutti i gruppi del periodo che sono andati oltre la morte naturale della scena (che so, Damned, Stiff Little Fingers, Clash, Crass…) hanno in seguito corretto il tiro imparando a suonare e cambiando musica, se non spirito, nel proseguimento dell’attività. La stessa cosa successe con il molto più interessante scenario dell’hc americano degli anni ’80. E non sto dicendo che sia stato un bene o un male: il (salutare) suono ignorante e zozzo ma carico di energia e carica dissacrante si è sempre strutturato meglio per prendere altre direzioni. Una questione di autocoscienza. Invece, come il karaokista stonato e inguardabile decide di mettersi nelle mani dei vocal coach e di diventare una star facendo figure di merda in tv ogni settimana, allo stesso modo il musicista indietalico riesce a crearsi un giro nell’alternativame generico, sospinto dal passa parola e dall’interwebs e dal diabolico pubblico hipster a prova di tutto.

E qui si arriva al punto realmente delicato. Questo tipo di musica DI MERDA presuppone l’inesistenza del concetto di dignità personale, ma non ha fini come lo sfregio della morale (ormai obsoleto) o della “buona musica” (pure). No. Si inserisce nel micidiale circuito dell’Ironia 2.0 che rende impossibile qualunque critica. Anzi, una critica rafforza il circuito. Potrei passare ore a scrivere perché i Gazebo Penguins, i Cani, Marta Sui Tubi o Maria Antonietta fanno vomitare il culo ai gabbiani, ma “troppo tardi, lo sanno già, ahaha”, “chi se ne frega, loro lo sanno”, “non vanno presi sul serio, sono ironici”, fino al peggiore, “ormai che vuoi fare, le note sono sette, tutto è già stato detto”. Cioè, il fatto che gente faccia musica di merda che metta in musica quanto la musica è di merda con testi di merda sulla merda assolve automaticamente tutto con una scrollata di spalle. Posso non condividere, e infatti non lo condivido, il punto di vista di Kekko, ma è rispettabile e coerente, sempre che l’abbia capito bene: ovvero che la musica deve dirti qualcosa sulla tua vita, e farlo sinceramente, per meritare attenzione. E’ un leitmotiv ricorrente del suo blog e quindi immagino che per lui sia importante. Anche più della musica in sé, visto che secondo lui la validità di Gazebo Penguins o Stato Sociale discende da quanto siano in sintonia con l’esperienza di vita di un ventenne medio in Italia oggi. Io non la penso così, credo che la musica (ma potrei dire l’arte) sia finzione e che la verità in tal senso conti poco e niente, meglio una bella recita che una mediocre verità. Soprattutto, non ho alcun bisogno che un musicista “mi parli”. Sia io che il Kekko siamo grandissimi appassionati di Henry Rollins. “Ecco finalmente qualcuno che riesce a spiegare quello che sento ma non so dire. A un tratto mi pareva di conoscerlo da sempre.” Io non sono in grado di ragionare così. La musica di Henry Rollins mi piace di per sé e per l’immaginario che riesce a rappresentare. Non sentendomi inadeguato o alienato, o essendo troppo insensibile per sentirmici, mi godo le qualità estetiche della musica, la rappresentazione di questa inadeguatezza, ma senza immedesimazione. Per me va benissimo dipingere un’immaginario personale e renderlo vivo. La mia connessione diretta, provata sulla pelle, è irrilevante. Altrimenti è come dire che, non essendomi mai drogato, non dovrei amare i Monster Magnet. Cosa dice della mia vita, non so, Branford Marsalis? Credo ben poco, se non che mi piace la musica di Branford Marsalis. Dovrebbe esserci altro? No.

E dunque, sulla base di tutto lo sproloquio senza senso che è arrivato fino a Andy Warhol che regge il mantello di Miles Davis quando faceva dischi orribili, come chiudere? Che arrivati ad un certo punto, quando il fare schifo alla merda in maniera assoluta e totale diventa una cosa del tutto gratuita e fine a sé stessa, occorre impugnare il mitra e sparare ad alzo zero contro la marea di merdoni. E’ vero, ognuno fa quel che vuole e si esprime come gli pare. Ma rispetto molto di più chi vuole diventare una star e comprarsi il villone a Bel Air piuttosto che chi va in giro per i bar a rompere i coglioni con canzoncine di merda sull’esser stati mollati dalla tipa nell’intervallo pubblicitario di Don Mattero via Facebook nell’incertezza del precariato che tanto vale andare fare l’aperitivo coi soldi della borsa di studio in scienza della banana mentre si pensa a come la gente criticherà questa stessa canzone di merda che ripete un arpeggio di un pezzo dei Wilco ma solo alla seconda strofa e lo fa per strizzare l’occhio e lo dice pure il testo. No, basta, veramente, ci vuole un po’ di dignità, perché con l’indietalico il livello di infimaggine dei libri di Enrico Brizzi o dei film di Marco Ponti ha trovato una traduzione musicale accurata. L’unica arma, a questo punto, diventa ignorare il fenomeno, cosa che proprio in questo post del cavolo non ho fatto, ma insomma qualcosa dovevo pur scrivere.

Quindi, Emma Marrone vince. Fa musica commerciale, brutta e rompicazzo. Ma molto meno degli indiesfighi medi, e senza la rete di salvezza dell’Ironia 2.0 e della contrapposizione alternativo vs. commerciale che giustifichi le peggio aberrazioni in nome di sé stessa e del proprio ironico pubblico.

Ora il mio più grande augurio sarebbe la sparizione del circo di Abberlusconi. Questo comporterebbe la di lui sparizione, ma pure quella del freakshow fatto di Brunetta, Santanché etc che senza la piattaforma abberlusconiana si scioglie come un vampiro sotto il solleone d’agosto a Copacabana. Non solo: improvvisamente, un sacco di comici e intellettuali e giornalisti sbroc si troverebbero d’improvviso senza lavoro. Vi immaginate un mondo purificato da Sabina Guzzanti, Michele Santoro, Luciana Littizzetto e Michele Serra? Forse sto correndo troppo con l’immaginazione, vabbeh. Concedetemi che sognare ogni tanto è bello. In ogni caso, questo accadimento testimonia più di ogni altra cosa la sconfitta, su tutta la linea, del PD e di tutto il suo contorno di culturame da pezzenti. Perché, lo ripeto per la centomiliardesima volta, in vent’anni contro lo stesso avversario che si è sempre comportato nello stesso prevedibilissimo modo, hanno rimediato pugni sul cazzo ripetutamente, con una rara miscela di stupidità e malafede. E quindi, che in vent’anni, ci debba aver pensato una lunga cordata di scandaletti e giudici, la dice lunga sulla mediocrità totale e assoluta della presunta Parte Sana Migliore Colta Sbroc Sbroc Del Paese.

E’ il suono della sconfitta, insomma. Nonostante i tappi di spumante. E quando si parla di “anomalia italiana”, pregherei di vedere non il sintomo, ma la malattia. Tornando al sintomo, non crediate che finisca qui. Abberlusconi ora diverrà quasi sicuramente un martire, e se ne avrà salute/tempo/voglia, potrà dar vita ad un movimento stile Appeppecrillo (nota: entrambi iniziano con la “A”. Coincidence? You decide!!111!). Immaginate la mobilitazione che Abberluscone potrebbe sollevare, potendo contare di un intero impero mediatico tradizionale a sua disposizione, nonché la generale ritrosia italiana a qualsiasi forma di progresso in qualsiasi ambito.

Nel frattempo, è morto Richard Matheson. Addio, grande vecchio. Tu eri importante, a differenza di tutti i nomi e cognomi fatti qui dentro.

“Ma secondo te, Rob, quello lì sarà mica un queenfag?”

I Queen non mi piacciono manco per il cazzo, e non è un mistero per nessuno. Ma peggio ancora sono i loro fan. Molesti e insopportabili come i fan hardcore dei Queen ci sono solo quelli di Beatles, Manowar, Iron Maiden e Dream Theater. Porca troia, è gente che ti fa davvero odiare gruppi di cui alla fine t’importa una, giusto? Insomma, per attirare un po’ di queenfag e visite, pubblico questo test ispirato all’opera del sommo maestro CrotaloAlbino. Test after the jump!

Sei un queenfag? Rispondi onestamente alle domande che seguono.

Sei in un locale quando, ad un certo punto, dalle casse parte “The Show Must Go On”. Un tizio di un tavolo vicino dice “che palle ‘sta lagna!”. Tu:

a) Frega cazzi.
b) In effetti ha un po’ rotto i coglioni.
c) Vado dal tizio e gli faccio una piazzata. Come osa? E’ un ignorante, uno stolto, uno che proprio l’arte, anzi, l’Arte e la Mvsica non sa nemmeno dove stiano di casa. Quella è più di una canzone, è il Testamento di Fredddie! E lui osa sminuirla così? Ignorante! Stronzo! Testa di cazzo!

Chi ha inventato il gospel?

a) Boh, Whoopi Goldberg?
b) Il percorso che ha portato al gospel è lungo, tuttavia possiamo indicare Thomas Dorsey come l’autore che diede a questa musica la forma definitiva.
c) Sono stati i Queen con “Somebody To Love”, dall’album “A Day At The Races”. Perché, c’era forse qualche cazzo di dubbio a riguardo? EH? RISPONDI, FORZA!

Dopo il Freddie Mercury Tribute, John Deacon si è ritirato a vita privata. Che ne pensi?

a) Ah, non me n’ero accorto, tanto non è che pure prima si notasse molto.
b) Una scelta molto dignitosa, lo rispetto.
c) Premesso che ogni membro dei Queen è UNICO e INSOSTITUIBILE, John ha fatto quello che riteneva meglio per sè stesso e per i Queen, dunque tu non hai alcun diritto di rompergli i coglioni con le tue domande del cazzo, capito, stronzo?

Chi ha inventato la disco music?

a) Donna Summer? O Diana Ross? Insomma, la più figa delle due.
b) Posso sbagliare, ma credo che il passaggio dal funky alla disco si possa attribuire a “One Night Affair” di Jerry Butler.
c) Sono stati i Queen con “Back Chat”, dall’album “Hot Space”. Perché, c’era forse qualche cazzo di dubbio a riguardo? EH? RISPONDI, FORZA!

Conosci cantanti in grando di coprire agevolmente tre ottave?

a) Dicevano in tv che quel tizio lì, Adam Lambert, fa della roba del genere, quindi lui.
b) Penso a Rob Halford, Stevie Wonder, Meat Loaf, Prince…
c) Freddie Mercury! FREDDIE MERCURY! SOLO LUI, in tutta la storia della musica, ha mai coperto una simile estensione vocale! Tutti gli altri cantanti devono essergli grati, se è stata scoperta la terza ottava! Altro che criticare!

Chi ha inventato il rock’n’roll stile Elvis o Bill Haley?

a) Elvis o Bill Haley, mi sa.
b) Elvis o Bill Haley.
c) Sono stati i Queen con “Crazy Little Thing Called Love”, dall’album “The Game”. Perché, c’era forse qualche cazzo di dubbio a riguardo? EH? RISPONDI, FORZA!

Cosa ne pensi del disco di Freddie Mercury “Barcelona”?

a) Per due o tre minuti ti fa scassare il culo dal ridere, poi però rompe i coglioni. Comunque, per evitare fraintendimenti, è proprio una merda.
b) Mi vergogno per Mercury. Come si fa a concepire una simile stronzata?
c) E’ un capolavoro. Di più. E’ la più geniale e originale fusione di rock e opera mai scritta. E’ una pagina creativa ed epica che mette insieme le due più grandi voci di tutti i tempi, Freddie e come si chiama, quella lì, Monserrà Trallallà.

Che ne pensi di Justin Bieber?

a) Uno che a sedici anni è già stramiliardario e gli basta schioccare le dita per trovarsi fichette arrapate pronte a farselo conficcare nello sgombraminestre non può che avere tutta la mia approvazione. Respect!
b) Un fenomeno pop come tanti altri. Non mi interessa, ma se alla gente piace, per me è ok.
c) Justin Bieber, anzi, Biberon, ahahahahaa, dicevo, lui, è una merda, è il segno della decadenza del mondo, perché una volta c’erano i Queen e adesso la gente ascolta questo nano maledetto e non capisce più un cazzo, veramente, che schifo. I fan dei Queen si dissociano da Justin Bieber e da tutto quello che rappresenta. Tra poco facciamo pure la petizione e la pagina Facebook.

Chi ha inventato il rock duro?

a) Non me ne importa una merda, so solo che se sei meno duro degli Slayer non ti cago.
b) Tutto considerato, possiamo prendere “Vincebus Eruptum” dei Blue Cheer come punto di partenza.
c) Sono stati i Queen con “Stone Cold Crazy”, dall’album “Sheer Heart Attack”. Perché, c’era forse qualche cazzo di dubbio a riguardo? EH? RISPONDI, FORZA!

Ti dà fastidio che un componente di un gruppo sia gay?

a) No.
b) No.
c) Cosa hai detto? Ho sentito bene? Gay? Allora cominciamo subito con le offese? Dillo, brutto stronzo omofobo di merda, che odi i Queen perché Mercury era omosessuale, dillo! Ora ti gonfio di botte! Prima però te lo butto in culo con la sabbia, brutto finocchio volgare e violento!

Come valuteresti l’eclettismo dei Queen?

a) Tanti modi diversi per far cagare il cazzo ai cammelli sempre e comunque.
b) Attenzione alla moda del momento. Questo non toglie che abbiano pure fatto qualche buon pezzo/disco.
c) Semplice: genio. Genio distillato. I Queen hanno praticamente inventato la musica moderna. Tutta. Non c’è genere che non abbiano inventato, e tutti i gruppi venuti dopo di loro ne sono stati influenzati, in ogni genere e nazionalità. I Queen SONO LA MUSICA, lo vuoi capire, coglione ignorante?

Chi è il tuo preferito, fra i musicisti rock o pop storici, e perché?

a) Franco Califano. Mi piacciono i signori di mondo un po’ raffinati e un po’ cafoni.
b) I Grateful Dead. Musicisti sublimi, improvvisatori senza pari, capaci di partire dal folk e trasportarlo nello spazio e tornare indietro come se niente fosse.
c) I Queen, che discorsi. Sono i migliori, capito? MI-GLIO-RI! Lo dicono tutti i sondaggi, Mercury è il miglior cantante con tre ottave di sempre, Brian May è un chitarrista troppo ganzo, quegli altri due già solo perché ci hanno suonato insieme sono i meglio altrimenti non sarebbero stati scelti, e poi hanno venduto tredici stramiliardi di cazzigliai di copie, quindi come cazzo fate a dire di no? Tornate a sentirvi Garetsful Desd che tanto non li conosce nessuno, o Justin Bieber! Ah! Confessa, ti piace Justin Bieber, si vede lontano un miglio!

Chi ha inventato il videoclip?

a) Ma m’importa anche una bella sega! Comunque Paolo Limiti faceva vedere pure videoclip di Gianni Morandi negli anni ’60, quindi…
b) I primi filmati promozionali a colori risalgono agli anni ’60: Dorelli, Gaber, Paoli, Equipe 84… cioè, perfino in Italia!
c) Sono stati i Queen con “Bohemian Rhapsody”, dall’album “A Night At The Opera”. Perché, c’era forse qualche cazzo di dubbio a riguardo? EH? RISPONDI, FORZA!

Risultati:

Maggioranza di risposte “a“: non sei un queenfag.

Maggioranza di risposte “b“: neppure tu.

Maggioranza di risposte “c“: cazzo, sei proprio un queenfag. I Queen per te sono proprio la più incredibile e incontestabile e inderogabile e inammissibile e invincibile band mai prodotta dai tempi in cui qualcuno s’è inventato l’onda sonora. E se qualcuno contesta, è certamente una merda. Non sia mai che tu conosca solo i Queen, oppure che tu sia rimasto fulminato da loro quando avevi quattordici anni e la tua forma mentis, da allora, non si sia mai evoluta. Vabbeh, in fondo è una betoniera di cazzi tuoi.

Premessa: la rubrica delle Pellicole Decrittate tratta solo ed esclusivamente di film mai guardati. Si basa sull’assunto che, da pochi elementi tratti dalla cartella stampa (trama, attori, produzione, nazionalità, sponsorizzazione) sia possibile a priori stabilirne pregi e difetti.

Synossi: c’è un sito, Evil Things, che lancia un concorsone bombabbestia. Ma troppo, eh, roba tipo che chi posta le robe più pessime (a insindacabile giudizio del misterioso webmaster detto Master, nome che strizza pure l’occhio al gdr, uhuhu!) vince. L’importante è vincere con cattiverie insomma, kattiverie con la “k” senza freni, ai danni di chiunque. Che si vince? Beh, è tutto un mistero, premio incluso. I quattro vincitori ricevono una mail che gli dice di andare in un paesino, guarda caso pieno di freak e sciagattati da tirarci una bomba, dove qualcuno ovviamente li spia non visto. Qualcuno che, mi sa tanto, è il Master. Che punisce in diretta web i quattro vincitori, colpevoli di efferatezza orridodepilante! Per le kose kattive che hanno fatto! E in maniera proporzionale alla kattiveria!!11!

Morale implycita: ma lo vedi che tempi di merda. Quando noi s’era ragazzetti si andava in giro a giuocare a tombola, o bocce, i più trasgressivi truccavano i motorini e imprecavano, ma finiva lì. Oggi questi giovinastri sono convinti che siccome c’hanno il cellulare e l’interwebs possono fare quello che vogliono, che teste di cazzo. Su interwebs c’è pieno di pazzi satanisti pederasti che ti attirano con gli zuccherini e poi appena ti giri te lo piantano nel tabarèn, speriamo che Don Rullo lo faccia chiudere.

Giudizio finale: secondo alcuni, Cose Cattive e altri film del genere segnano la rinascita prepotente dell’horror italiano. Premesso che l’horror italiano in massima parte faceva vomitare murene e quindi se restava morto era meglio, simili livelli di merdonismo iscritti nel dna di un essere vivente non si erano mai visti. Ma date tempo al tempo, e la nuova trasgregenerescion vi stupirà con golem di merda che fanno i film al posto loro ottenendo gli stessi identici risultati – film di merda.

Eh, in effetti è un bel po’ che qui dentro non si parla di dischi della metalz. E’ che ne scrivo un fracco altrove, quindi replicare non c’avevo voglia. O meglio, non ce l’ho avuta per un pezzo. Ora invece toh, già che ci sono, qualche roba sentita di fresco in uscita ora o uscita da poco. Così, tanto per. Uno, due, tre, via.

Megadeth – Super Collider
Una vera e propria merda totale. Se i vari United Abominatons e Endgame erano thrash riciclato e spento per compiacere i fan, e facevano cagare iguana, questo magari è hard rock melodico tinto di Megadeth che piace a Mustaine veramente. Ciò non toglie che faccia altrettanto pena, perché questo tipo di cose ai Megadeth non riesce affatto – ne avevamo avuto già prova con Cryptic Writings e Risk, di cui Super Collider è la versione aggiornata. Unico pezzo decente Dancing In The Rain, che ricorda un po’ certe cose cupe e tese di Youthanasia (tipo Reckoning Day o Black Curtains), e Kingmaker che non avrebbe stonato fra le b-side di Countodwn To Extinction. Ah, la cover di Cold Sweat dei Thin Lizzy è una merda.

Black Sabbath -13
I vegliardi un po’ rincorbelliti devono avere quest’idea che la qualità equivalga alla quantità. O, in altre parole, i Black Sabbath come gli Iron Maiden allungano canzoncine, già di per sè banalissime e trite, portandole da quattro minuti a otto-nove con la ripetizione di riff inoffensivi, nella speranza forse di ricreare un po’ di atmosfera antica. Che non c’è: ‘stammmerda di disco è una spenta accozzaglia di clichè (pezzo stile Black Sabbath? C’è. Pezzo stile Planet Caravan? C’è. E così via) che, se fosse stato inciso da un qualsiasi gruppuscolo di giovincelli di Cardiff che escono su Rise Above sarebbe stato dimenticato in tempo zero. Siccome c’è scritto “Black Sabbath” sopra grideranno tutti al capolavoro. Ozzy canta in maniera ignobile, e deve benedire l’autotune probabilmente.

Queenrysche – s/t
Fare peggio di Geoff Tate o del precedente Dedicated To Chaos era davvero difficile, infatti hanno fatto meglio. Niente di miracolevole, ma un album piacevole sì – un chiaro ritorno alla forma piu’ metallica, potrei dire un ipotetico anello mancante fra The Warning e Empire, tutto condensato iun circa trentacinque minuti. Ottima mossa, alla fine dei conti, perché gli ha permesso di sintetizzare il meglio. La Torre e’ davvero bravo, pare un Geoff Tate d’annata leggermente piu’ ‘tallo e halfordesco nei momenti più acuti e aggressivi. Con tutto, continuo a trovare migliore American Soldier.

Valient Thorr – Our Own Masters
Alla grande! Hanno semplicemente affinato il loro stile fatto di metal punk frenetico, rockarollaro e assurdamente divertente, Valient Himself è più istrionico e fuori di testa che mai. In un paio di canzoni affiorano melodie davvero sorprendenti che ricordano gli Husker Du (!), in un altro paio di canzoni le chitarre pigliano un suono blues à la JJ Cale, c’e’ un pezzo compressissimo sparatissimo che è quasi la riduzione hc totale del loro sound. Ma insomma, è uno spettacolo totale.

Clutch – Earth Rocker
Anche loro, arrivati al decimo disco, non hanno ancora sbagliato un cazzo. Earth Rocker è forse il loro disco più diretto e lineare, che può davvero piacere a tutti. In primo piano sempre la solita vociona roca di Neil Fallon (a metà strada fra Tom Waits e un cantante soul) col suo spirito predicatorio e i ritmi zeppi di funk e groove negrissimi, ma stavolta sparati piu’ dritti. Ritornelli spettacolari a presa rapida e grande varieta’ di atmosfere (sempre restando nei dintorni di un hard rock molto sanguigno) dovrebbero, in un mondo piu’ giusto, consegnargli definitivamente le chiavi di stadi e classifiche.

Una notizia letta poco fa mi ha provocato lo sgommo al culo. In sostanza, si dice che c’è troppo sessismo nella pubblicità e bisogna fare qualcosa, perché altrimenti succede che le donne vanno in giro mezze ignude e poi succedono i femminicidi del dio cane, ma com’è possibile, vedrai che tutto questo degrado è colpa della tivvù di Abberlustone che è il mandante morale di ogni femminicidio! Non l’hanno ancora detto, eh, però vedrete che non manca molto. La questione è stupida e mostra un’ignoranza ed un’incompetenza, mista a moralismo d’accatto e limitatezza di visione, che tradisce la firma del PD. Una piccola digressione: certo, la pubblicità con le donne gnude fa vendere. E’ ovvio. Se vuoi far sì che il tuo prodotto venga notato (che sia una stufa, un’auto o uno scheletro di giaguardo in plexiglas 1:1), mettici accanto una bella donna ammiccante: l’uomo che passa di lì guarderà sicuramente la donna, poi si renderà conto del prodotto e magari, se di suo effettivo interesse, se lo compra anche. Non ho mai creduto alla retorica “uno compra il ferro da stiro pensando di comprarsi la donna”: la donna attira l’attenzione, punto. Io stesso con tutte queste foto di donne mi sono assicurato un pubblico fedele, quindi… Insomma, la cosa funziona. Bisognerebbe a questo punto entrare nella vicenda, che però si riconduce ad un vecchio problema, che è la mentalità PD-ista nel contesto, più ampio ed orrendo, della mentalità italiana – quella per cui la donna è santa o puttana. E se è bella, è giocoforza puttana. Una donna non può essere contemporaneamente bella E brava in qualcosa. Se occupa una qualche posizione di rilievo, deve pregare di essere un cesso, altrimenti le illazioni su come ci sia arrivata si sprecheranno. Illazioni che immancabilmente finiscono dove cominciano, ovvero “l’ha data a…” e sorrisini allusivi a profusione.

La mongoloidosi prolifera oltre il grottesco. Uno stato che si picca di essere moderno e liberale, o per lo meno quella fascia di popolazione con corrispettivi rappresentanti istituzionali, dovrebbe tutelare la piena libertà dell’individuo. Libertà che coinvolge pure il vestiario. Ma solo se non sei bella. Se sei un wc, non ti si può impedire niente perché sarebbe discriminazione etc etc. Niente in contrario. Se sei bella, beh, poi se ti stuprano te la sei cercata perché ti vesti tutta spupporata e in minigonna e uno che deve fare? Se questi discorsi uscissero di bocca da un pastore calabrese analfabeta, non mi stupirei. Lo farei decapitare in piazza, ma non mi stupirei. Non mi stupirei neppure se uscissero dalla bocca di Rosy Bindi. Quando però questo pensiero (la donna sessualizzata che poi se la stuprano se l’è cercata multiamo le pubblicità sessualizzanti ah-ah-ah sbroc sbroc) esce fuori pure dalle bocche della cosiddetta e autoproclamata parte sana del paese, ecco, mi scoppia la merda al cazzo. Vedi il caso di Laura Boldrini, che riesce a deresponsabilizzare gli uomini e ad incolpare pubblicità e tv. Cosa invoca? Non pene più severe per la violenza, non il problema degli uomini stronzi e subumani che vivono in una cultura arretrata e disgustosa che andrebbe sradicata col napalm e che trovano, bene o male, complicità nelle forze dell’ordine che sistematicamente ignorano con un’alzata di spalle le telefonate che accusano il fidanzato o lo spasimante o il coglione di turno di stalking, minacce, botte e poi si arriva all’omicidio. No. Si deve MULTARE LA PUBBLICITA’ SESSISTA.

Non so bene ora che conclusioni tirare. E’ abbastanza evidente che ci sia un problema di fondo fatto di uomini di merda, di un’intera cultura di uomini di merda. Eppure, secondo alcuni, è colpa della donna tentatrice, meglio si vesta, quer budello. Ci vorrebbe una campagna stampa per denigrare e stigmatizzare la schifosa cultura sottosviluppata di queste merde, ma in maniera decisa, brutale. Mettere in ridicolo queste merde, il loro mondo tribale, i loro usi, tutto. Ma non succederà, perché si tratterebbe di mettere in ridicolo e stigmatizzare il pensiero strisciante di gran parte della gente, ambosessi e schieramenti. Perché quanto l’arretratezza è generalizzata non viene percepita dagli arretrati. E colpire a fondo e in largo aliena voti alle prossime elezioni. Bah, consiglio di vedere I Dannati E Gli Eroi di sua maestà John Ford.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: