Archive for Maggio, 2013


Cose tristi

Tipo la morte del grande, immenso Jack Vance. Scrittore che ho sempre amato alla follia, autore di una serie di classici intramontabili (Linguaggi di Pao? Tschai? I Principi Demoni? La Terra Morente? Lyonesse? Tutti quei meravigliosi racconti? Fate voi! Avesse mai scritto qualcosa di brutto…), quasi sempre incentrati sul viaggio attraverso mondi esotici e culture stravaganti da conoscere se si vuole uscirne vivi. Uno spirito avventuroso con un gusto tutto particolare per l’ironia e la satira, con una prosa sensuale e infiorettata che immergeva nei colori, odori e sapori dei suoi coloratissimi universi, insomma ce ne fossero. Ci vorrebbe un monumento in ogni piazza, ci.

Tristezza, anche se Jack stava male da parecchi anni. E non posso nemmeno dirgli “vai Jack!”, altrimenti penso a Pino Scotto.

E salutiamo pure il grande Mulgrew Miller, colpito da ictus pochi giorni fa. Aveva suonato con una marea di musicisti, ed era un pianista della razza più black, influenzato da McCoy Tyner, Bud Powell, Oscar Peterson, Cedar Walton e Kenny Barron (suo alter ego più anziano). Un pilastro.

Ed era pure assai più giovane di Vance. Peccatissimo.

Premessa: la rubrica delle Pellicole Decrittate tratta solo ed esclusivamente di film mai guardati. Si basa sull’assunto che, da pochi elementi tratti dalla cartella stampa (trama, attori, produzione, nazionalità, sponsorizzazione) sia possibile a priori stabilirne pregi e difetti.

Synossi: Jep Gambardella (che suona un po’ come “Clem Momigliano”) è il tipico intellettuale italiano. Non fa un cazzo a giornate, ha scritto un libro fra Pleistocene e Paleolitico, spara minchiate sui giornali e partecipa fisso a tutti gli eventi mondani romani. A 65 anni però è un po’ immalinconito e disilluso, nonostante una vita stile rock’n’roll all night and party every day. Questo perché alla fine si accorge che i suoi amici son tutti falliti e teste di cazzo, ma non solo: qua e là Roma gli pone sotto gli occhi scampoli misteriosi d’un passato che poteva essere un altro presente. Per esempio, la sua prima fidanzata è morta, ma in un diario tenuto segreto dai tempi di Carlo Martello si scopre che il suo amore per Jep non è mai venuto meno. Dopo aver trombato una strappona milanese per superare la notte e le sue rivelazioni, Jep vaga di qua e di là per una Roma onirica cercando di ricordare il passato e con esso la bellezza.

Morale implycita: come del resto sempre accade, chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quello che perde, buongiorno e tre uova. La gente dovrebbe volare basso e smetterla di atteggiarsi. Se sei povero e negro e ti elevi, il destino rio ti punirà negandoti la felicità, che tu sarai costretto a rimembrare nei tempi innocenti in cui eri solo uno che puliva la merda dalle carrozze di Piazza Navona per du’ baiocchi, chè quello era il tuo mondo, ma no, per fare il guappo l’hai mollato e hai creduto di poter entrare nel jet-set scrivendo libri del cazzo. Ora la paghi, nini, chè l’aristocrazia ha le sue regole.

Giudizio finale: ma ci sarebbe pure da aggiungere qualcosa? Cioè, per fare lo chic potrei parlare di Fellini-wannabe, e non avendo mai visto un film di Fellini andrebbe benissimo visto che non ho nemmeno visto La Grande Bellezza. Però insomma, non basta – sarebbe meglio che un bel silos di merda pieno di balene diarroiche annegasse pubblico, autori e spettatori di Cannes. Dobbiamo colpire il ventre del nemico con una scarica di sassi dati bene sulla punta del cazzo, o non ci leveremo mai le gambe.

Seriamente, no…

Io fino a mezz’ora fa non sapevo un cazzo di chi fosse Don Gallo, ma grazie alla premura dei miei contatti cordoglianti su Facebook ora lo so. Bella lì Don, eri un troll della chiesa. Magari ti garbavano pure gli Slayer. Ah, ieri ho visto il cinema strapieno per Fast And Furious 6, cosa che non succede certo per un film di Ermanno Olmi: evidentemente c’è del buono nell’umanità. Peccato solo che per il settimo episodio si debba aspettare fino a luglio 2014. Poi dice che un testa di sgombro islamerdano ha ucciso a colpi di machete un soldato a Londra. Bene, immagino che a Guantanamo ci siano ancora celle libere, giusto?

“Ci sono le prove di veicoli extraterrestri. E se ci sono i veicoli ci deve essere pure qualcuno dentro. È possibile. Io sono in contatto con una giornalista americana molto esperta sulla questione e lei sostiene che sia così. So per certo che ci spiano, ci tengono sotto controllo. Ci temono. Gli alieni hanno paura dell’uso che possiamo fare del nucleare”. (continua)

Un tempo si scherzava su Borghezio dicendo che dopo i negri se la prenderà con gli alieni, in una sorta di Men In Black al contrario che non fa ridere. La realtà però ha superato ogni più rosea aspettativa, alzando il LULZ-factor ben oltre i confini del mongoloide. L’affermazione lì sopra fa già sbudellare in due il culo dal ridere, leggete il resto dell’articolo per avere la piena comprensione della mongoloideria. Borghezio teme gli extraterrestri, ovviamente coperti da un complotto e ovviamente la quintessenza dell’extracomunitario. Perché parlo di questo deficiente, mi direte? Beh, perché in questo weekend era nella mia città a fare comizi. Sabato il tempo inclemente ha impedito lo svolgimento del comizio, domenica, ovvero ieri, no. Solo che le contestazioni gli hanno impedito di finire ed è stato costretto ad andarsene con la merda nel culo. Perché Borghezio sia venuto è ovvio: tra pochissimo si elegge il sindaco e uno dei grossi problemi della città è il degrado della pineta, ormai territorio di bande di spacciatori marocchini che andrebbero presi e spediti in Merdistan a calci nel cazzo (e qui non ci piove). Borghezio e la contestazione verranno opportunamente strumentalizzati nel corso delle elezioni, poco ma sicuro. Tuttavia io volevo parlare degli alieni.

Se riprendete la frase che ho riportato all’inizio, Borghezio, Medvevdev (o come si chiama) e altri sono convinti che Sono Fra Noi e Temono L’Uso Delle Armi Atomiche. Si tratta di una cazzata epica da molteplici punti di vista che, a mio uso e consumo, ridurrò ad un paio. Allora, il deterrente n.1 di qualsiasi cosa legata allo spazio è la distanza. Perché è mostruosa. Per dire, nel 2012 è stato identificato un pianeta di massa simil-terrestre che ruota attorno ad Alpha Centauri B. A velocità luce, si raggiungerebbe il sistema di Alpha Centauri in poco meno di quattro anni e mezzo. Considerando le attuali velocità di fuga raggiunte da sonde etc, si parla di secoli di viaggio, quindi pochi cazzi. Figuriamoci quanto cresce il numero, se prendiamo in esame sistemi solari e stellari ancora più lontani. E naturalmente, questo vale anche nell’altro verso, cioè nel caso di alieni che scoprissero la Terra. Posto che l’abbiano scoperta, e che non abbiano deciso di fregarsene, per venire incontro alle minchiate di Borghezio e Medvevdvdvev dovremmo escludere gli alieni di livello tecnologico paragonabile al nostro, perché in quel caso la distanza renderebbe il viaggio inconcepibile. Dobbiamo quindi presupporre un livello decisamente più alto, tipo da romanzo di Vernor Vinge o Greg Bear, o da Mass Effect. In questo caso, la civiltà aliena sarebbe in grado di scoprire un pianeta potenzialmente abitato e raggiungerlo in tempi ragionevoli, e di conseguenza avrebbe pure sviluppato tutte le tecnologie necessarie per compiere una simile impresa. Magari là fuori son cose abbastanza comuni e neppure imprese, chi lo sa.

Adesso, pensate ad una civiltà che ha saputo sviluppare energia e tecnologia tali da affrontare viaggi paurosi che per noi richiedono, allo stato attuale, ere geologiche. In base qualche cazzo di criterio del merda dovrebbero aver paura delle nostre armi atomiche, visto che i loro sistemi di sorveglianza extraorbitale scoprirebbero eventuali minacce con ampio anticipo, incluso un missile atomico extragalattico proveniente dal neolitico? In pratica le ipotesi di partenza di Borghezio (sono tra noi, sono arrivati fin qui, hanno una tecnologia che glielo permette) contraddicono la sua tesi (hanno paura delle armi nucleari). O come dire, da premesse false si deriva anche il maiale. Ma si può essere più mongoli? Beh, sì, del resto si parla di Borghezio e Mevevdvevdvv. Probabilmente credono pure alle scie chimiche e al signoraggio.

 

Daft Punk
Random Access Memory
(Sony)
Giudizio sommario: una merda.
Ascoltato: mai.

Il grave dei Daft Punk, oltre al fatto che esistano ovviamente, è che vengano a tutti gli effetti ascoltati e trattati come se fossero qualcosa di più del Marco Mengoni di turno, quando è evidente che non lo sono e vadano presi a catenacci nelle tempie.

E’ strano

Proprio quando si potrebbe dire, senza tema di smentita, che è stato il negro, si fa di tutto per impedirlo.

Purtroppo, al realtà ha ancora una volta superato la fantasia, finendo dritta dritta fra le rive d’Acheronte. Giulio Andreotti è morto e lotta in mezzo a noi, ma forse nemmeno questo è sufficiente al fine di raddrizzare tutte le storture che il mondo non ha mai smesso di rimprovare ad Attanasio Pecora, l’uomo dietro a tutti i fatti di sangue dell’ultimo decennio, o secolo e mezzo forse sarebbe più appropriato sapete, perché il dispiegamento temporale dell’immanente non sempre si può condensare in pochi attimi e ogni teoria dell’azione-reazione si fa memento di un concetto più astratto e, al contempo, umile, terragno, graveolente delle porcida untuosità ch’è propria dello stolto, del contadino che ignaro dei massimi sistemi e delle grandi cause trascina per il campo l’aratro, forte solo di quella saggezza secolare ch’egli reifica sempre uguale, tetragona ed immune al cambiamento, mediante lo struscio di calzature pratiche ed ineleganti che si oppongono con pugnace antiestetismo all’ipostatizzazione pedunculare propugnata da Prada e da tutti coloro che, parimenti, ambiscono al livellamento dell’uomo su un sistema valoriale d’implicito razzismo e schematica conflagrazione di contrapposizioni fittizie che si propagano all’infinito su un orizzonte degli eventi ormai dato per scontato, per irrilevante, per nefando e incalcolabile nella sua cieca e totale devozione al Potere inteso come in [1];

ed appare pertanto necessità di vero il sostenere che, in situazione di emergenza data da conflitto di classe irrisolto e femminicidio senza tregua, sia forse necessario fare un passo indietro ed ammettere con sè stessi ed il mondo che sì, abbiamo oltrepassato un segno ed il debito del terzo mondo è solo una delle cause della crisi che porta tanta gente per bene a indebitarsi per poter acquistare sottobanco pancali di merda da riversare nel water in modo da intasare le fogne e dare un po’ di laboro agli idraulici e, di conseguenza, a quelle maestranze umilmente manovali con la salopette lurida e la matita dietro l’orecchio e le mani lerce di morchia che purtuttavia son necessarie al processo civile e un’orda di tecnocrati vorrebbe rimpiazzare con robot in fattezza di negro a costo zero, perché in realtà voi credete che ci siano i negri in giro, ma si tratta solo di ammassi di cavi e di ciccia, perché i negri veri sono tutti morti nell’Oceano Negro che è la tomba di tutti i negri, ma non tutti i giovani se ne possono accorgere e continuano a guardare le repliche dei Robinson scambiandolo per la realtà mentre invece è quello che vuol fargli credere Abberlusconi mentre fa il governo che lo processano per abuso fiscale e frode campidanese quando assunse un cameriere che fu in seguito lapidato perché adultero

e quindi in qualche modo giustificabile nella cultura d’origine, sebbene anch’essa minata alla base dall’avanzata dello scoccialriformismo in salsa diluita eppur ancora dannosa e cancerosa, un’infezione tumorale che neppure il bicarbonato agli escrementi di Tullio Simoncini (quel finocchiaccio) potrebbe curare nè tantomento guarire, quindi provate a traslare tutto questo complesso balzabbà di pensieri parole opere e omissioni in un feretro simbolico di significanza epistemologica e urgenza espressiva, ne uscirebbe fuori una merda totale e indegna di qualsiasi fruizione, persino nella grave circostanza di cui è stata vittima Laura Boldrini durante un’ispezione dell’interwebs in cui Appeppecrillo e Alfano le scrivevano le parolacce con la maschera di V for Vendetta sperando di non essere riconosciuti anche se poi con gli hacker speravano di entrarle nel cellulare (non è un doppio senso, e se ci vedete la malizia è la cultura maschilista che vi condiziona) per prendere le foto di lei nuda sulla spiaggia di Ibiza per poterle far girare in rete ma non c’erano e allora hanno usato una foto di una che le somiglia anche se in realtà non lo sappiamo perché in fondo chi le ha mai viste insieme a Laura e Boldrini e quella lì spacciata per lei nuda, ma è proprio per questo che al mondo esistono gruppi di merda come i Uochi Toki o i Cani e teste di cazzo che li ascoltano senza provare schifo, dio merda.

Che cavolo dico?

Jeff Hannemann è morto. Jeff Hannemann era il guitarrista biondo degli Slayer, nonché la mente musicale più avanzata di quella meravigliosa e amatissima band, nonché l’autore di gran parte del loro repertorio migliore – solitamente, gli album che lo vedevano coinvolto in maggior percentuale erano i migliori. Jeff Hannemann io non l’ho mai incontrato di persona, l’ho solo intravisto fuori dal loro tour bus quando io ci stavo entrando per un’intervista con Tom Araya.

Jeff si beccò una fascite necrotizzante in seguito al morso di un ragno, due anni fa. Da allora è scomparso dalle scene per un lungo processo di riabilitazione, sul cui progresso si sapeva poco. Solo pochi aggiornamenti ogni tanto. Sapevamo che era stato in coma, che aveva dovuto riimparare a camminare, che la mobilità delle braccia non gli permetteva di suonare a lungo, e poco altro – del resto, Jeff era sempre stato un tipo riservato e silenzioso pure quando stava bene, figuriamoci in condizione precarie. Un sacco di idioti, in questi due anni, non ha perso occasione per dire “eh, figuriamoci, ‘sta storia del ragno, chissà cosa c’è dietro?!!!!11!”. Bene, cosa c’era dietro? Una salute ancora più compromessa di quel che si pensava, perché la fascite necrotizzante debilita talmente un’organismo che il fegato, alla fine, può cedere. Sempre che non ceda prima qualcos’altro. Voglio ricordarlo così:

E nel frattempo, Morgan è ancora vivo. Che merda la merda.

Il Concertone è la solita occasione per sentire retorica buonista e musica di merda (non Justin Bieber qui sopra, che al confronto MAGARI dio cane). Tra l’altro a me ‘sta cosa della festa del lavoro il primo maggio, lo ripeto, mi sfrancica i coglioni perché per due anni di fila te lo mangiano, cioè quando capita di sabato e domenica. E grazialcazzo, già stavo a casa! Perché non fanno come i vari Labour Day, che capitano sempre di lunedì garantiti al limone?

Ok, detto questo, ci sarebbe il concerto e la musica. Ma non sto a fare un cazzo, semplicemente vi linko il post di Free Fall Jazz e godetevi quello, se il jazz vi garba. Altrimenti potrei postare pure altra sbobba più rocksz… tipo questa:

Sono i Clutch ripresi dal vivo pochi mesi fa. Sono uno dei migliori gruppi dell’orbe. Chi dice il contrario puzza di baccalà e si merita pugni sul cazzo.

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