Premessa: la rubrica delle Pellicole Decrittate tratta solo ed esclusivamente di film mai guardati. Si basa sull’assunto che, da pochi elementi tratti dalla cartella stampa (trama, attori, produzione, nazionalità, sponsorizzazione) sia possibile a priori stabilirne pregi e difetti.

Synossi: Amanda non ha rapporti facili con gli uomini. E’ sempre sospettosa, incredula, incazzosa e insomma una spina in culo, nei loro riguardi. Perché sono infidi e traditori, si capisce. Il marito di Florence (già, perché il tutto si svolge a Parygi), la sua migliore amica, le dice che si tratta di androfobia, e quindi qualsiasi minima stronzata, da pisciare nel lavandino a dimenticarsi di lucidare le tartarughe dopo i pasti, diventa una scusa per interrompere la relazione di turno. Tuttavia la sera del 31/12 succede qualcosa di inenarrabile: con Antoine, incontrato al veglione, Amanda è tutta carina simpatica puci puci. Sarà mica scoppiato l’ammore vero, si chiede Florence? In realtà un cazzo, Amanda fa la gentile perché è convinta che Antoine sia gay e quindi inoffensivo. Florence e il marito a questo punto devono convincere Antoine a fingersi gay (tanto è francese e quindi metà del lavoro è fatto) per far guarire Amanda…

Morale implicita: in questa società promiscua e libertina, le donne ormai sono uscite dal tinello e rivendicano di tutto, anche di poter fare a meno degli uomini. Infatti, sono ormai convinte che gli uomini son tutti merde di giaguaro e quindi meglio stare co’ gay, che almeno non cercano di entrarti fra le mutande o fra quelle di un’altra. E sempre in questa società promiscua e libertina, i gay ormai non vengono più impiccati come ancora fanno in terre ancora incontaminate come l’Iran o la Siria. E dunque, schieriamoci a favore dell’Islam onde respingere la lobby gay che sta prendendo il controllo delle nostre vite e delle nostre donne.

Giudizio finale: fa cagare una riproduzione di Laura Morante scala 1:1 in pura merda.