Oliver Stone è un regista di talento ma pure un radical sbroc di prima categoria. Niente di nuovo, lo sa anche il maiale e se non sei d’accordo probabilmente di cognome fai Stone e ancor più probabilmente di nome non fai Sharon. Sean Stone è figlio di Oliver e, guarda caso, rispecchia perfettamente l’enunziato suddetto, perché è d’accordissimo col padre e infatti si appresta a girare un documentario su un poeta persiano del XIII secolo e si converte pure all’Islam. Tutto nella speranza che un sacco di gente apra gli occhi, ché l’Islam non è una merda e anzi monderebbe dai mali questo occidente capitalista e malato.  Giuro, non mi sto inventando un cazzo.

Bene. Dati questi presupposti, non vedo l’ora che l’Iran venga raso al suolo da un bello squadrone di Reaper armati con testate nucleari fabbricate da bambini di Gaza schiavizzati. Dio maiale, basta veramente, fanculo gli Stone, i loro amicici, chi sostiene ‘ste posizioni etnoradicalchic del cazzo e pure ‘sti stronzi di poeti salafiti manfruiti. Veramente. All Hail Megatron.