Non ho voluto rimembrare, nel post sui Judas Priest di qualche giorno fa, il terribile rientro a casa. C’era il concerto di Vasco Rossi a S.Siro, che è poco distante dalla Fiera. Lo stadio milanese era pieno, 70.000 persone e un diluvio di macchine. Arggh. Per andare dalla Fiera alla tangenziale ovest, roba normalmente da dieci minuti, ci ho messo un’ora e mezzo. Ero a casa alla 4.45 o giù di lì, madonna golem. Ma non era esattamente questo, l’interessante. Anzi, non lo è affatto e mi girano i coglioni solo a pensarci. E’ un’altra colpa imputabile a Vasco Rossi, al massimo. Niente di così trascendentale, insomma, una più una meno…

E’ che ho letto questo post. Di per sé tutto rego, raga…. dice che, semplicemente, i fan di Vasco si chiudono a riccio in difesa del loro idolo e sbavano e digrignano i denti non appena qualcuno gli muove una velata critica, buttandola sull’invidia e sulla dietrologia spicciola. E’ normale: sono fan. Il fan medio di Queen, Manowar, Iron Maiden è esattamente uguale, stesso modus coglionum rompendi. Il post prosegue in una disanima del vaschista-tipo corretta, salvo poi aggiungere il politicame: i fan del Blasco son così istintivamente, ma i politici del PDL fanno uguale pur essendo dei professionisti della comunicazione:

“Perché i Santanchè, i Giovanardi e i Capezzoni, sono l’antitesi del vascomondo, sono l’esatto contrario della ‘generazione’ che il Blasco ha educato con la sua musica. Oddio. Ma allora… Allora il modo di fare berlusconico ha condizionato le menti di questo paese molto più profondamente di quanto crediamo. E dal pidiellismo non ne usciremo mai. Mai.”

Il tono apocalittico e il moriremo tutti!!!1! di rito evita, al solito la spiegazione più semplice: Berlusconi e il PDL hanno portato il linguaggio del fandom in politica. Fine.

Ah, ricordiamo che questo blog è a favore della mercificazione del corpo femminile.