Un uomo di quarant’anni ha spedito il suo romanzo fantasy spacciandosi per quattordicenne cieca a vari editori. Un grande editore ha contattato l’autore, che lì per lì si è finto il padre della cieca, dimostrandosi interessato al talento della giovinetta. L’uomo comunque poi ha detto chiaro e tondo che l’ha scritto lui e non esiste nessuna figlia cieca, però se volevano pubblicare lo stesso il romanzo andava bene. La risposta è stata che insomma no ecco perché le prime pagine erano ganze, eh, poi però andando avanti non ci convince, no no, mi dispiace. Un film? No, tutto vero, c’è questo post qui che racconta tutto nei dettagli, con salace umorismo. Mette a nudo un meccanismo repellente alla base di tanta produzione “artistica” e “culturale”. E’ quel meccanismo che io chiamo Sindrome del Cieco di Merda, e tutto per merito di Andrea Bocelli, Annalisa Minetti (eh?) e tutti quei mutilati che hanno vinto Sanremo proprio in virtù dello status di mutilati, le conseguenti lacrimine e lacrimucce e certo se non li premiano i giudici sono proprio cattivi ecco. I mutilati ben si prestano ad uno sfruttamento intensivo, tra agiografie lacrimevoli, ospitate a 360 gradi, e qua e là e su e giù, oltre alle vendite di libri/dischi che possono contare sul megafono pubblicitario che esalta la mutilazione. Perché sia chiaro, quando ti sloghi la mascella perché stai ascoltando Songs In The Key Of Life mica pensi però mica male per un cieco, pensi che sia una roba termonucleare e Stevie Wonder un supergenio.

E così dopo la querelle su Urania e i suoi tagli, che ha avuto la sua sponda pure da queste parti, arriva, con garbo e umorismo, il fantastico caso di Amanda la ciechina, che con nomi e cognomi sarebbe stata una bomba in culo al mondo dell’editoria nostrana. Credo che questi episodi, in apparenza piccoli, siano molto più importanti delle cazzate di Bruno Vespa al Campiello, perché mettono a nudo tutta la meschinità di un mondo che si ritiene immune e se ci spari contro sei ovviamente un ignorante e non capisci un cazzo e vedrai pure invidioso perché non ti pubblicano niente. Eppure trattare il proprio pubblico da idioti non è indice di furbizia nè tantomeno di intelligenza. Quando tutti questi signori, fortemente critici della civiltà dell’apparire, si lamentano che la gente non legge e manca la cultura sbroc sbroc, dovrebbero innanzitutto definire cosa sia la cultura. Scommetto che, per loro, sarebbe culturissima se la gente comprasse un libro anche orrendo, purché pubblicato da loro, che può servirsi dell’effetto-Bocelli. Del resto ci sono editor di alto profilo che, con faccia culesca, difendono a spada tratta l’arte che hanno visto sgorgare copiosa dalla penna di Licia Troisi e Rossella Rasulo: perché NON dovrebbero sfregarsi le mani all’idea di pubblicare il fantasy di Amanda la ciechina?

Il caso Amanda resterà patrimonio dei lettori di fantastico, quindi popolo cultural-letterale già di serie b, così come Urania che taglia facendo la gnorri. Epppperò, questo universo del fantastico e dell’immaginazione, così bello e illuminante nei suoi momenti di gloria, è riuscito a illuminare pure nella miseria! Mica una cosa da poco. E ora, qualcosa di completamente diverso. Concerto dei Quireboys ieri sera a Viareggio. Bravi, bravissimi, in forma smagliante, divertimento a tutto bordone giù nel burrone. Eravamo in tre gatti in un locale che ne contiene due. Queste le considerazioni: 1) in queste circostanze rivedi quelle facce sparite di giro da secoli, i vecchi metallari con cui ti vedevi sempre al vecchio negozio metal locale vent’anni fa; 2) la gente preferisce starsene a casa a guardare Annozero piuttosto che un concerto di Spike & soci. O tempora…