Il titolo naturalmente è generale, potremmo applicarlo a due o tremila cose diverse per cascare sempre in piedi col luogo comune. Ma, dato che su Facebook mi è comparso 75 volte di fila l’appello per la Legge Bavaglio, facciamo così:

X = “Violazione del Segreto Istruttorio

e proseguiamo nel ragionamento, ok? Bene, per farlo dobbiamo andare allo scorso anno quando Repubblica & associates iniziarono il bombardamento Noemi Letizia, Patrizia D’Addario etc etc e iniziò a rinfocolarsi la polemica intercettazioni sì/no. Per me, tutta l’intera faccenda puzzava di sgommanzio avariato, e per una bella serie di motivi.

1) Il moralismo bacchettone non funziona. “Va a bottane!”, “Ccciadisce la moglie!”, puntare sulla chiacchiera di paese e sul gossip può essere divertente perché ci rivela quanta poca differenza intercorra fra il Grande Giornalista e uno che lavora per Alfonso Signorini. Ma a parte questo, la risposta tipica dell’italiano, se si esclude l’indignato permanente (e dunque frustrato a vita), è qualcosa tipo “capirai, lo fanno in mille!”
2) Il buon esempio è un concetto ridicolo. C’è questa fissazione, negli ultimi anni, per cui i politici dovrebbero dare il buon esempio. Suppongo che, seguendo questa logica, una persona sarebbe portata a riciclare la spazzatura perché lo fa il buon ministro Stronzoni guarda com’è bravo, quando invece è più probabile che uno lo faccia perché lo fanno tutti i suoi vicini di casa e non vuole essere l’unico zozzone. Da parte del ministro Stronzoni è più lecito e sano attendersi una serie di norme e regole che stabiliscano cosa fare, razionalmente, della spazzatura, compresa una serie di sanzioni che forzino la gente ad adeguarsi e, si spera, incivilirsi. Poniamo che Strozoni sia poi colto il flagrante a interrare la spazzatura in un parco naturale: finora si era salvato corrompendo a destra e a manca, ora finisce vittima del suo stesso provvedimento e viene multato, incarcerato etc. Intanto la sua legge rimane e l’apparato legale atto a punire certi reati pure, il che è molto più importante di qualsiasi astratto “buon esempio”.
3) Come già ebbi a scrivere mesi addietro, si sta perdendo il lume della ragione, la tramontana e la ruota di scorta di parmigiano. Tanti, tantissimi urlano come arpie per certi provvedimenti anticostituzionali che Abberlusconi avrebbe voluto prendere (nota: finora, non ne è passato nessuno), ma non si rendono conto di un fatto: il tandem magistratura-giornali, in questo periodo, ha violato la Costituzione di continuo e cerca di farlo passare come pratica legittima e auspicabile.

La Costituzione, questa sconosciuta. Eppure certe cose le so io che di giurispurendiame ne so quanto un gasteropode. La Costituzione, questa antifascista. Scritta proprio per fare in modo che certi fenomeni fossero per sempre relegati al passato e alla spazzatura della storia, scritta da persone che il fascismo lo avevano vissuto sulla propria pelle, fra le tante cose sancisce l’inviolabilità dell’individuo. Eh sì. Il domicilio è inviolabile, come pure la libertà e la segretezza della corrispondenza e di qualsiasi altra forma di comunicazione – lo dice l’Articolo 15, per gli indignati da Facebook in ascolto. Di conseguenza, se Abberlusconi vuole fare cose tipo l’immunità parlamentare per le prime cinque cariche dello stato, come diceva alcuni anni fa, o il lodo Alfano, è giusto, sacrosanto incazzarsi perché è una cosa anticostituzionale fatta pro suis cazzibus. Allo stesso modo, il comportamento del tandem magistratura-giornali è anticostituzionale perché viola in maniera evidente l’Articolo 15.

Lo sbirraccio più amato dagli italiani, Di Pietro, se ne esce con dichiarazioni tipo questa. Certo, visto il personaggio non dovrebbero stupire per niente, e infatti lui e la sua genìa hanno capitalizzato sulla frustrazione di un sacco di persone per costruirsi il consenso. Secondo Di Pietro le intercettazioni sembrano quasi una base dello stato di diritto! Se prendiamo però in esame un qualsiasi paese dell’Estero Dove Va Tutto Bene, le intercettazioni sono strettamente regolate e coperte da segreto istruttorio com’è giusto che sia. Cioè vengono utilizzate per trarre indizi e orientare le indagini, ma solo DOPO le sentenze vengono, eventualmente, pubblicate. Perché un’altra cosa che sembra sfuggire è che tutte le cose ascoltate durante le intercettazioni vanno poi provate, mica vanno date automaticamente per buone così a cazzo. Il cordone magistratura-giornalismo che aggira l’art.15 a fini politici ha una coscienza sporca come la merda merdosa e dovrebbe lavarsi l’esofago con l’acido muriatico prima di appellarsi alla Costituzione…

So che qualcuno non troppo intelligente sta per dire qualcosa tipo “ah, ma se hai qualcosa contro le intercettazioni hai qualcosa da nascondere!”. A parte che puoi venire qui a ritirare il Mongolino d’Oro quando vuoi a partire dalla prossima settimana, faccio notare una cosa: io non ho niente da nascondere. Abberlusconi probabilmente sì, così come molti di quelli della sua schiera. Tuttavia, è una cosa che riguarda esclusivamente i tribunali, che dovrebbero sparare a vista ai giornalisti anziché fornirgli dritte e scoop per foraggiare lettori e creare ad arte campagne scandalistiche. Se le leggi e la costituzione italiane non permettono a questi giornalistucoli di essere i protagonisti del loro Watergate, che si rassegnino. Tanto possono vendere milioni di libri, scritti ad una settimana di distanza dall’ennesimo scandaletto, quindi hanno poco di cui lamentarsi.

Pensate a questo scenario. Il giornalista X vuole qualcosa di grosso. Chiama il suo amico che lavora in procura e gli chiede se c’è niente di interessante. “Eh guarda, c’è l’architetto Cotrozzi che va a trans ogni settimana, è venuto fuori dalle intercettazioni. Sai Cotrozzi, quello che ha progettato l’ospedale nuovo? I trans li trova tramite uno che controlliamo perché è invischiato nello spaccio…” La vicenda finisce sul giornale. Reputazioni di Cotrozzi in caduta libera. Vita familiare distrutta. Vita professionale probabilmente in crollo. In ogni caso. un gran bel danno. Tutto questo perché per qualche motivo l’hanno intercettato. E hanno fatto la spiata al giornale violando l’art.15, violando il privato a mezzo stampa. Bello vero? Eroico, oserei dire. Bene, in queste situazioni nessuno sarebbe al sicuro, perché il cordone magistragiornalistico si troverebbe con un enorme potenziale di ricatto e distruzione in mano. Un potere di tipo… com’era quella cosa di Mussolini? Ecco, tipo quello lì.

E se Abberlusconi vuole intervenire con una legge pro culo suo, per salvarsi alle intercettazioni e dai suoi processi, quelli di Repubblica, Travaglio, Di Pietro etc. hanno semplicemente fatto il suo gioco. O meglio, gli hanno consegnato una .357 carica in mano, gli hanno offerto la nuca e gli hanno detto “ci spara, per favore?” Complimenti, imbecilli.