Giusto una settimanella fa, venerdì scorso, io e il Single ci siamo trovati ad un piacevole aperitivo con gente varia, passando un paio d’ore piacevoli fra chiacchiere, gozzoviglia e stronzate. Peccato che ad un certo punto sia iniziato il karaoke, ma ormai la frittata era fatta e l’arte di invocare i fulmini purtroppo l’avevo dimenticata da tempo, precisamente dalle ultime partite ad AD&D. Insomma, inevitabile ad un certo punto discorrere dei vecchi amici, alcuni un po’ persi di vista e altri meno. Fra i meno, ce n’é uno in particolare che è stato oggetto di accurata (due minuti scarsi) dissezione, più che altro per trovare conferma dell’invarianza caratteriale oltre la soglia dei trent’anni. Ebbene, ebbene…

L’Amico. L’Amico si è laureato in Cazzologia e ha pure conseguito un prestigioso master cazzologico. Con Cazzologia naturalmente intendo una facoltà umanistica costruita frankensteiniamente (un pezzo di questo, un pezzo di quello) nell’ultimo decennio, oppure una facoltà esistente da tempo, che forma figure di limitata allocabilità in questo preciso contesto spaziotemporale. Voglio dire, di quanti diplomatici e/o legislatori internazionali avrà bisogno, realisticamente, l’Italia? A questo punto l’Amico è passato al call-center. Call-center a stecca, unica piattaforma d’approdo per il laureato masterizzato cazzologo che i lavori duri no e quelli seri che lo valorizzano non li trova. Dopodiché, arriva un’illuminazione: fare il corso di chef e relativo stage a Roma, per la cifra di 7000 neuri + spese d’alloggiamento varie. Il corso viene completato con successo, così come lo stage. L’Amico lascia Roma e torna a Viareggio proprio nel momento buono, aprile: i locali di tutta la Versilia iniziano a cercare personale in vista della stagione estiva, e pagano bene. Ci può stare l’inghippo: l’offerta di posti da aiuto cuoco per svolgere l’effettivo lavoro di cuoco non sono affatto infrequenti… soprattutto nei confronti di chi non abbia un curriculum da cuoco, essenziale per chi debba dirigere una cucina di un locale estivo in una località turistica d’estate. L’Amico naturalmente non ci sta. Protesta, si arrabbia e fa il sarcastico. Lui, cuoco certificato con stage di tre mesi e nessuna esperienza, nonché cazzologo masterizzato, non viene cercato per fare il cuoco! Inammissibile! Solo posti da aiuto cuoco! A limite con paga da aiuto cuoco per compiti da vero cuoco! Questa è l’Italia dei furbetti, per forza che vince Abberlusconi sbroc sbroc! Niente meritocrazia qui dentro! Me ne vado in XYZlandia! (stessa litania che ripeteva ai tempi del call center).

E’ a questo punto superfluo notare il baco alla base del ragionamento dell’Amico. Si trova in questa situazione per una serie di scelte sbagliate, esclusivamente sue, e non può  fare tanto lo schizzinoso perché nessun ristorante offre, nella stagione calda (in tutti i sensi), un posto da cuoco ad un ultratrentenne alla prima esperienza. Logica vorrebbe il rimbocco delle maniche e l’accettaggio di un posto di aiuto cuoco, che comunque paga bene e fa curriculum ed esperienza. Sperando che logica prevalga di qui a poco, l’esempio esemplificato è prova di una mentalità diffusa nonché deleteria, quella per cui i tuoi problemi sono colpa dello stato e della società. Esiste un modo per salvarsi in anticipo da tutte queste magagne, e lo dico per esperienza personale: bisogna investire sulla propria pigrizia. No, non è che faccia il collaudatore di letti, è una cosa più sottile che non tutte le teste di bomba sono in grado di comprendere.

Essere pigri edonisti allo stadio terminale, tipo me, comporta una serie di ragionamenti in termini di minmaxing. Prima di fare qualcosa, qualcosa che richieda più sforzo che infilare un disco nello stereo o sbranare una rosticciana, ti chiedi sempre se l’azione che stai per compiere dia godimento sufficiente da ricompensare il disturbo. Questa stima da fare in anticipo, sempre più precisa con l’esperienza, può dare grandi soddisfazioni: ti permette di troncare amicizie che viste nel lungo termine si prospettano dannose, di evitare sfacchinate domenicali per andare a vedere l’alba dalla cima del monte Merda, di valutare per il meglio le scelte di vita. Fra cui, chiaramente, i percorsi scolastici ed educativi, e non mi sto inventando un cazzo. Allo scoccare dell’ultimo anno di liceo, mi trovai come tutti a scegliere cosa fare. Minmaxing: puntare sul patimento durante il corso di studio o sul patimento post-laurea? Siccome avrei passato più tempo fuori dall’università che dentro, ci voleva qualcosa che aiutasse a rendere migliore la vita post-laurea. Dunque, l’orizzonte letterario fu spazzato via in favore di quello scientifico. Di tutte le facoltà scientifiche e/o tecniche, quale? Minmaxing: la più indicata mi pareva informatica, sia perché il mondo andava sempre più informatizzandosi, sia perché scazzare coi computer m’era sempre piaciuto fin dai primi home computer della Commodore (il primo, lo sfigato C16 , mi arrivò nell’85). Veniamo al presente. Da circa quattro anni lavoro nel settore, per me molto interessante, della chemoinformatica. La paga non è moltissima, ma val la pena cercare qualcos’altro, o lavori extra? Minmaxing: faccio roba che mi piace, il tempo libero è davvero libero, non ho grosse spese nè uno stile di vita dispendioso, le condizioni di lavoro (colleghi e orari) sono ottimali, quindi manco per il cazzo – piuttosto impiego parte del tempo libero per migliorare la mia cultura nel campo, nell’ottica di restarci a lungo. So benissimo dove sono, so benissimo che avrei potuto fare di più e guadagnare di più etc., ma dal mio punto di vista non ne vale la pena. Soprattutto, niente di tutto questo è colpa della società, dello stato o dei rettiliani negri che imbavagliano Santoro con le scie chimiche.

Per comportarvi così dovete essere pigri ed edonisti nella giusta misura – il desiderio di stare ragionevolmente bene deve essere la molla che vi spinge a superare la pigrizia, solo al fine di procurare altro tempo da dedicare alla pigrizia edonista. E’ per questo che sono un anarcosibarita. E questo significa, alla fine, che la mia bile se ne può stare tranquilla nella colecisti e uscirne solo per la digestione.

Progress isn’t made by early risers. It’s made by lazy men trying to find easier ways to do something. (R.A. Heinlein, “Time Enough For Love”)