Archive for aprile, 2010


Ora io che dovrei pensare?

Uno dei super mostri finali della ‘Ndrangheta, Giovanni Tegano, latitante dal ’93 e condannato all’ergastolo, è stato finalmente beccato nel corso di un’operazione della squadra mobile di Reggio Calabria. Fin qui tutto ok, figata. Succede che la folla ha strepitato. Ma mica di gioia. No, per quel grand’uomo di Tegano, vossignoria innocentissimo fu, uomo di pace addirittura. L’ho letto qui, eh, mica m’invento.

Ecco, in questi momenti ti viene davvero da rivalutare il generale Fiorenzo Bava Beccaris.

“Vincere e vinceremo sbroc sbroc barcollo ma non mollo camerattti sbroc sbroc itttalianni sbroc sbroc perfida Albione sbroc sbroc v latine sbroc sbroc…”

“Rrrrrrrrrrahhhhhhhhhhhrrrr….?”

“….”

Nel giugno dello scorso anno c’è stata la tragedia del disastro ferroviario di Viareggio, in cui persero la vita 32 persone, chi subito e chi in seguito per la gravità delle ustioni. Quella notte non sentii niente di niente, perché ho il sonno pesantissimo, e questo nonostante viva a, boh, 300 metri dalla stazione o giù di lì. Mi svegliarono le continue ambulanze e gli elicotteri, e poi un paio di telefonate da amici che avevano visto fuoco e fiamme e macerie e si premuravano di sentire se tutti stessero bene. Un episodio terribile che ha lasciato un segno enorme nella memoria della città, e le case semidistrutte lungo la ferrovia parlano chiaro, del resto – io poi me le vedo tutti i giorni visto che per lavoro pendolarizzo. Il risentimento e la rabbia cittadine sono enormi, ci sono pure degli striscioni appesi a certe case con scritte tipo “32 morti – nessun indagato”, ci sono stati sit-in, ce ne sarà un altro fra poco, insomma è ovvio e sacrosanto esigere giustizia per una tragedia che non sarebbe mai dovuta succedere, e ancora peggiore perché imputabile alla negligenza umana (un carrello di autocisterna ha ceduto, e guarda caso non era stato revisionato a dovere). La procura di Lucca ha detto che avrebbe indagato e che l’avrebbe fatto col massimo riserbo. Il che significa finché non abbiamo svolto le indagini non saprete un cazzo. La rabbia vorrebbe subito qualche testa da ghigliottinare. Ora, che si debba fare giustizia l’ho già detto, è giusto, quella rabbia è un sentimento perfettamente umano, e i responsabili vanno puniti più duramente possibile.  Ma per essere puniti devono essere individuati, per essere individuati ci vuole un indagine, e solo a indagine finita arrivano il processo e l’eventuale condanna.

Adesso siamo ad una svolta significativa. Dal giornale di oggi è emerso che, finalmente, ci sono sette indagati, forse di più, a seconda dei risultati di alcuni esami tecnici. Metto questo link qui. Le accuse sono pesanti: omicidio colposo plurimo, disastro colposo, incendio colposo. Non mi intendo molto di queste cose, ma suppongo che la pena non sarebbe una minchiatella. E alla luce di tutto ciò, benissimo ha fatto la procura di Lucca ad agire in riservatezza totale. Immaginiamo un nome oggetto delle indagini preliminari finito sulla stampa: sarebbe scoppiato un casino, la gente avrebbe chiesto l’impiccagione per il culo, e in caso di falsa pista, tutti a dire che quello lì era uno protetto dai Poteri Forti ed è un segreto ed è un complotto è colpa di abberlusconi il signoraggio le scie chimiche la P2 sbroc sbroc. Mesi dopo arriva il vero colpevole? Eh ma quello è uno che è stato incastrato i misteri dell’Italia Ustica il muro di gomma la strage di Bologna sbroc sbroc. No, tutto questo è merda, e dimostra quanto siano importanti segreto istruttorio ed estrema prudenza.

Speriamo che le cose a questo punto facciano il giusto corso e i colpevoli siano accertati, condannati e puniti. Ma senza l’interferenza del ruggito della folla.

Domenica pomeriggio ero in libreria. Visto il clima allegro, visto che le commesse sono mie amiche da anni, visto che c’era un amico loro, ci s’é messi a discorrere. L’amico in questione ad un certo punto ha detto una cosa piuttosto interessante: solo negli ultimi tempi si era reso conto della qualità della prosa di uno scrittore. Aveva letto saggi e manuali tecnici tutta la vita, recentemente aveva iniziato a leggere narrativa, e così aveva fatto la mirabile scoperta e la differenza fra uno scrittore e l’altro, anche nel modo di scrittura. Ok. Questo mi ha fatto balzare alla mente due cose: che molte persone, durante la lettura, hanno una visione esclusivamente “orizzontale” di quel che leggono. Percepiscono un libro solo come trama da godere senza intralci, e il loro giudizio su di un libro si sintetizza quasi sempre in: “la trama è bellissima e parla di x, y e z che fanno a, b e c, e poi è scorrevolissimo e non ce la fai a smettere”. E’ una descrizione talmente elastica che, a parità di gradimento, può essere applicato a capolavori come a merde colossali, a Raymond Chandler come a Stephanie Meyer. E mette subito in chiaro una cosa: la non-consapevolezza di chi la pronuncia. Beninteso, non c’é niente di male. Ognuno dedica il proprio tempo a quel che vuole, e se dalla lettura vuole una storia che si legge velocemente e basta, che faccia pure – odio i pedagoghi indottrinanti. Detto questo, uno potrebbe pensar che comunque la critica potrebbe/dovrebbe fornire una mappa del territorio artistico con chiavi di lettura, interpretazioni, prospettive, con coraggio e (chi l’avrebbe mai detto) spirito critico. A questo punto entra in gioco un bel post elveziano sulla dissoluzione del concetto di critica nell’era internettara.

Chi li ascolta, oggi, i critici? Servono ancora, non capiscono un cazzo, ewwywa la demograzzia dell’interwebs? La realtà è molto più aggrovigliata di una risposta sì/no a queste domande. Preferisco partire con un po’ di pulizia e mettere subito alla porta tutta l’attività critica perniciosa, svolta da persone di questo tipo:

– l’ideologizzato: scandaglia l’opera per radiografare ideologicamente l’autore, da stroncare a sangue qualora incompatibile con la tessera di partito del critico stesso.
– l’amico degli amici:
fa parte di un network di varia estensione e non fa altro che promuovere gli amici degli amici, che a loro volta ricambieranno.
– il vecchio: ha un’idea ben precisa di come dev’essere un bel libro/disco/film, ed è sempre la stessa. I giudizi sono tanto più negativi quanto più l’opera in esame vi si allontana. Non cerca mai di capire l’intenzione dell’autore e il criterio di realizzazione, pretende che ogni autore si conformi al suo augusto ideale.
– il modaiolo: presentissimo in vetrine mediatiche di alto profilo, non fa che seguire le mode, complice un pubblico disattento e altrettanto modaiolo, desideroso di esibire l’estetica della cultura.

Facendo piazza pulita di queste quattro categorie, togliendo di mezzo l’accademia, in ogni caso importante per il confronto col passato e il c.d. status quo, resterebbe il vasto arcipelago degli autori di saggi, critici da rivista, e ultimamente internettari. Quelli che più spesso si rivolgono ad un pubblico consapevole, o desideroso di diventarlo. Qui da noi ormai si è sviluppata una dinamica perversa, quantomeno in ambito letterario: uno scrittore può contare su un certo numero di amici di amici che lo sostengono, e se è particolarmente fortunato pure qualche modaiolo in vista. Le voci critiche contrarie, che analizzano e argomentano seriamente, sono oggetto di minacce, insulti, sputi e calci (virtuali, per ora), quando non di querele. Lampante, prima che chiudesse il blog per motivi personali, il caso di Gamberetta. Lucida e tagliente nello stroncare tanto pessimo fantasy nostrano, ha deciso di mollarlo e dedicarsi esclusivamente alla roba straniera per gli assalti degli scrittori-troll invasati e dei loro fan.

La cosa assume toni davvero grotteschi perché alla fine si parla di guerriglie fra poveracci: le cifre da spartirsi sono bassissime, ben al di sotto delle diecimila copie per libri di genere e non molti di più per il mainstream (fermo restando che detesti queste categorie, ma è per capirsi). Gamberetta o Elvezio, che non sono neppure critici di mestiere e parlano solo dai loro blog, stroncano il libro XYZ di ABC? ABC e fan al seguito gli trollano il blog e sparano insulti alla persona, evitando accuratamente di rispondere nel merito. Un atteggiamento mafioso a dir poco. La torta, per quanto piccola, è stata spartita e i commensali difendono con le unghie e coi denti le loro fette. L’epurazione della figura dell’editor, la compiacenza di vari direttori editoriali e di testata nonché di grossi portali vari, e la formazioni di cosche ben coperte fanno il resto e creano un ambiente asfissiante dove ogni parola va, evidentemente, soppesata. Questa situazione ha prodotto un panorama occupato in alto dai Valerio Evangelisti, Paolo Giordano, Margaret Mazzantini, Licia Troisi e Wu Minghia vari, dai loro sodali e replicanti, dai vincitori del Premio Urania (ne voglio uno d’ufficio senza aver inviato niente, tanto ormai…), e saturato in basso dai libercoli degli editori a pagamento, dove si trova di tutto e di più. I bravi veri, che pure ci sono, mi paiono alle prese con un mare in tempesta pieno di mulini a vento. Mi piacerebbe molto sapere che ne pensano lui e lui, che metto fra i bravi. E pure i sempre vigili Iguana e Davide.

Vorrei concludere questo sconclusionato post con riflessioni più personali. In passato credo di essermi scagliato pure io contro i critici, anzi, Cvitici. Uso la parola “credo” perché mi riferisco al blogbs. E’ sempre stato un atteggiamento difensivo, il mio, dato dal fatto che troppo spesso il mondo della Cultura Ufficiale ha attaccato, per di più in maniera frettolosa, superficiale, poco documentata e scorretta, quello che mi piace. Fantascienza, metal, horror, punk… se già strappano un sorriso compiaciuto, presso gli ambientini dei salotti buoni, c’è già da stappare lo spumante. Questo paragrafo appena scritto è contraddittorio solo in apparenza. Perché dall’altro lato c’è il fandom, che accetta supinamente di tutto e lo difende a spada tratta non appena qualcuno che non è del giro muove qualche critica, anche sensata. L’invariabile risposta è tapparsi le orecchie e urlare “fantasy! fantasy! fantasy!” (o horror o sci-fi o noir o quel che vi pare). Roba da roncolate. E’ sempre stupido l’atteggiamento defender of the faith, perché bisogna innanzitutto comprendere il senso della critica. Che può essere giusta, sbagliata, una merda. Ma finché non la si capisce non si va da nessuna parte. A me piace molto leggere libri che trattano argomenti di mio interesse. Leggo molto di musica, visto che è una delle mie passioni principali – da ascoltatore. Tante volte mi è capitato di leggere boiate, e di dire “critici merda non capiscono cazzo sbroc sbroc”, ma allo stesso modo tengo come un tesoro la mia copia vecchia e putrida di Cos’è la Musica di Herbet Weinstock, che mi aprì un mondo quando ero in terza media. Ce ne fosse di gente come Gary Giddins o Lester Bangs. E potrei fare altri esempi. Di solito si tende a inveire contro chi contraddice le nostre convinzioni e ad esaltare chi le conferma, è umano. Sono convinto che si possa criticare tutto e che niente sia sacro, basta solo che l’argomentazione portata, condivisibile o meno, sia all’altezza, ed è questo che troppo spesso manca: un’argomentazione all’altezza, di quelle che possano in certi casi aprire orizzonti nuovi. Vedi quell’articolo in cui Whitney Balliet esalta Buddy Rich a scapito di Max Roach. Nei contenuti non sono affatto d’accordo, pur stimando molto Balliet. Tuttavia, è infallibilmente argomentato e cristallino nella sua logica, oltre che splendido come stile. Come definirlo, nell’insieme, se non un gran pezzo di giornalismo musicale?

Arrivo ora a me, e al mio hobby del giornalismo musicale. Nel mio piccolo, cominciai a scrivere di musica a fine anni ’90 per tre motivi: la musica mi piaceva, scrivere mi piaceva, e il livello degli articoli sulle riviste metal di quegli anni era sceso talmente in basso che mi sono detto, se questi caproni si beccano dischi e concerti gratis per scrivere simile merda priva di spirito critico, scritta da fan e per giunta in un italiano traballante, beh, allora anch’io. Altro esempio. Pur ascoltando jazz da molti anni, ho iniziato a scriverne solo recentemente e solo qui, perché prima avevo paura di scrivere cagate non all’altezza. Poi leggo tutte le immondizie che si scrivono sul jazz, su riviste specializzate come su giornali famosi e inserti culturali vari, e capisco che non c’è alcun motivo per trattenermi. E questo lo dico io che non conto un cazzo. Poi uno che se ne intende legge e mi incoraggia, mi propone addirittura di scrivere su una delle due riviste specializzate che ci sono qui in Italia… ringrazio e declino perché altrimenti non avrei più tempo per ascoltare musica per piacere e basta. Tuttavia il segnale è preoccupante: da un lato non emergono più critici, o se preferiti esploratori e cartografi dell’arte, validi, dall’altro anche se ci fossero non li si vuole più perché potrebbero sgranocchiare pezzi della piccola torta faticosamente conquistata. E la perdita è quella di un contributo intellettuale stimolante, se fatto bene. Voi vi divertite, a parlare col muro? Non ci credo!

Ho visto che in rete c’é una certa qual letteratura sull’argomento Splinder—>Wordpress, letteratura che probabilmente per le continue e sempre nuove magagne di Splinderz dev’essere aggiornata di continuo. Perché ecco, io sono passato a questa piattaforma ora ma avrei dovuto farlo un sacco prima, mi hanno solo convinto i disservizi bestiali splinderiani dell’ultimo mese, quando per correggere un post ci mettevo un sacco di tempo, quando l’editor andava a puttane e sfaceva tutto il layout e un sacco di altri fastidi. Ora vi spiego il sistema che ho usato io per fare il trasferello. Sistema che ha avuto un prezzo, cioè i commenti. A me fregava poco, alla fine, ma se siete affezionati ai commenti pensateci due volte o tre.

Per prima cosa, installatevi WordPress sul vostro pc. E’ una cazzata, scaricatevi un pacchetto tipo Wamp, poi seguite le istruzioni ed è fatta. Qui tutta la procedura spiegata ammodino. Ora, la cosa ideale sarebbe un bello script che fa tutto il lavoraccio di trasferimento, perché mica vogliamo metterci a fare il copincolla di settemila post, vero? Script che esiste anche, ed è questo qui. A me però non andava un cazzo, ho provato a metterci un attimo le mani ma nulla, immagino sia una questione di Splinder bizzoso e marcio. Allora ho dovuto ingegnarmi qualcos’altro, visto che non mi piaceva aprire un blogbs nuovo e lasciare il vecchio come archivio. Girando su webs ho scoperto che la piattaforma IoBloggo permette di importare blog interi da Splinder. E che esiste un plugin per importare in WordPress il formato esportabile di IoBloggo. Wow.

Splinder —> IoBloggo —>Wordpress

Può sembrare complicato ma è una minchiata che mi ha preso mezz’ora. La prima parte è la più semplice, basta farvi un account su IoBloggo e andare fra opzioni o impostazioni non mi ricordo, e scegliere di importare da Splinder. Seguite le istruzioni e in meno di cinque minuti sarà tutto finito. Poi esportate il blog appena creato in formato CSV – di nuovo, seguite le istruzioni fornite da IoBloggo ed è roba di secondi. A questo punto occorre equipaggiare lo WordPress che si trova sul vostro pc con un plugin adatto a leggere il file CSV sopra citato. Ecco il plugin, trovato qui sul blog del gentilissimo Andrea Beggi. Con le ultime versioni di WordPress però succede che non funziona un cazzo! Ahaha! Questo per una diversa struttura del database, cari babbioni. E’ spiegato pure qui. Per ovviare all’inconveniente, andate a scaricare e ad installare sul vostro pc la release 2.1, fate tutto l’ambarandan spiegato poco fa, e poi aggiornate il vostro WordPress alla release più recente. Nota per gli stenterelli: sul vostro pc non avrete bisogno di alcun cazzo di FTP. Ora che tutto il blogbs è sulla vostra macchina locale, dovrete solamente esportarlo nel formato esportazione di WordPress e importarlo nell’installazione WP che attende fiduciosa online. Fine.

Bene bene, ad averlo scoperto prima non raspavo nel PHP una settimana inutilmente, ma meglio un uovo di cioccolato oggi che una gallina di cioccolato domani e poi insomma ecco ci siamo capiti. Spero la guidina aiuti qualcheduno, per una volta ho reso l’interwebs un posto migliore.

Vai, ci siamo!

Ebbene sì, dopo una settimana di tribbbolazione, questo blogbs riapre i battenti su una bellissima piattaforma WordPress, mandando a fare in culo definitivamente l’orrido Splintersz! Champagne! Patatine! Freni a mano sulla rena! Le trans-missioni riprenderanno regolarmente da domani, oggi annunziavo solo che insomma ora se vi interessa proprio leggere le stronzate che scrivo dovete venire qui. Scriverò una guidina su come fare lo stesso passaggio, visto che non è stato semplicerrimo. O meglio, lo è stato, ma solo ad un certo punto.

Sono andati persi tutti i commenti, ma voglio dire, rasputinianamente parlando m’importa una sega.

3, 2, 1…

Splinder nellultimo mese ha reso la vita davvero fastidiosa, al punto che ho deciso di fare armi e bagagli e trasferire il sblogbs su WordPress. Ho trafficato col template per facilitare le importazioni di post, nei prossimi due o tre giorni faccio il traslocaggio dopodiché lascerò questo blog attivo con un redirect alla nuova sede, e voi aggiornerete i link, o i bookmark, o andrete molto probabilmente a fare in cazzo. Se Splinder è riuscita nellimpresa di farmi superare la mia pigrizia, vuol dire che ha davvero sbriciolato il cazzo, fidatevi. Per ora blocco il commentaggio fino a nuovo ordine.

Orevuàr (o OHara). <!– –>

Scubidù scubidù

Ufficiale: assunta la Madonna.

Di altro parliamo ora. Ovvero, avendo egli cioè io il desiderio di scrivere un post ma neppure uno straccio di idea, son giunto alla conclusione di fare come fanno nei più prestigiosi quotidiani: scrivere cazzate e corredarle di immagini, dopodiché godersi i frutti di tale scriteriata azione. E bello perché posso fare a meno di ricontrollare, una volta finito.

Dunque occorre fare il punto della situazione sul complotto del conflitto dinteressi nel famoso scandalo Apple-Borgia, ovvero il finanziamento delle multinazionali del Galak da parte del fotografo Merlo Casinari. Una voce di corridoio afferma, infatti, che chi compra liPad sia al servizio della lobby nota come Opus Ghei, con lintenzione dichiarata di dichiarare le proprie intenzioni nel prossimo tiriteneconomiconsulto, la cui mancata realizzazione porterebbe subito i membri del PCF ad indire un referendum per chiedere le dimissioni di Farnesio Pellaschi. Daltro canto, i Cobras ci fanno sapere, mediante una serie di filmati inequivocabili, che non intendono minimamente trattare: è stato il negro, che quindi pagherà.

A Kabul, lo stilista Dominique Fanga presenterà la sua nuova collezione estate-estate per cadaveri di mutilati da bombardamento. “E il business del futuro, la vestizione del morto maciullato che ha messo il piede su una mina. I futures sono alle stelle, e coi proventi posso finanziare la mia azienda di mine antiuomo che produrranno altri morti che poi dovranno essere vestiti con i prodotti delle mie aziende, chiaro no? E un modello di business circolare senza fine!” Fanga ha pure creato una fondazione, la Omflasq, tutta filantropia e satanismo, che ha conferito il prestigioso premio Zamol al sig. Fanga medesimo. Bono Vox è venuto a congratularsi di persona, mentre il fornaio Alfio stringeva un patto con Don Caloggero per esportare pane e camorra in Afganistanz (TO).

Dopo il Watergate, il Pompingate, il Carfagnagate e il Daddariogate, arriva il Gategate: ovvero, John Gate, inventore del cancello, è stato colto con le mani unte di sugna a ravanare nel cestino della merda della casa del suo storico rivale, Dalmazio Siraghi-Winchester (inventore della salsa Worcester, incredibili dictu sassu scriptu pane frattau). Si prevedono pene durissime, Di Pietro vuole pubblicare lenciclopedia delle intercettazioni, ma daltra parte basta mi sono scassato pure il cazzo quindi passiamo allo sport.

Secondo fonti ben informate, che altrimenti con le fonti mendaci san fare tutti, dalle parti dell?etna si aggira un negro con perizoma di bisonte, mazza di pietra e mascherone africano. E molto pericoloso, fossi in voi non andrei a fare tanto la testa di cazzo come al solito, a farmi scattare la foto mentre tiro le caccole o i cd dei Baustelle (tanto valgono uguale) nel cono del vulcano o mentre zuzzurelloneggio coi rollerbradesz disegnando pur pregevoli scene venatorie sullimpiantito di lava vetrificati: fallo oggi, fallo domani, poi non ti lamentare, eh? <!– –>

(nella foto: un rappresentante degl’inferi)

Ebbene sì, spero che ve ne siate accorti anche voi, cari babalei. E’ in atto l’offensiva finale, il Götterdammerung, l’Armageddon, contro la Chiesa, il Vaticano e Sua Santità Ippapa tutti insieme, da parte del suo storico nemico. No, non si parla dell’Arabo o del Negro, stavolta, cioè di nemici dalla fattezze orrende, gli usi barbari e una chiara alienità che lo rende tutto sommato inoffensivo – nessuno si fa prestare testi religiosi dai negri, vero? No, si parla dell’assalto all’arma bianca condotto dalle Forze Occulte che da sempre minacciano la Sagra Romana Apostolica Chiesa di Aggesuggristo: i Massoni dei Paesi Anglosassoni che vogliono estendere il loro Deserto Spirituale. Ah ah, che vi credevate? Eppure le prove sono dappertutto, basta unire i puntini della mappa, cari i miei finocchiacci.

La storia del resto è molto semplice. Citando l’illustre Maurizio Ronconi dell’UDC, appare del tutto evidente che

“C’è un complotto dietro le accuse al Papa per la pedofilia. Non è da oggi che circoli nord europei ed anglosassoni cercano di indebolire i cattolici e la loro guida. L’azione iniziò quando si negarono le radici cristiane dell’Europa e si impedì al cattolico Buttiglione di fare il Commissario europeo con una evidente azione da parte di circoli del Nord Europa pluto massonici.”  (qui)

Siccome al mondo esistono stenterelli d’ogni risma capaci di negare qualsiasi evidenza pur di assecondare le proprie voglie e accampare le proprie pretese sull’Unica Verità discendente dalla Tradizione, noi ora qui presentissimi c’impegniamo a inculcarla nei vostri cervellacci. Come dice l’illustr. on. Ronconi infatti, alcuni anni fa fu impedito con ispregio al buon Bvttiglione, cattolico fervente di altyssima levatura morale e intellettuale come lombrosianamente certificano i di lui lineamenti,  di fare il commissario europeo. Commissario, fra l’altro, preposto a robe di uguaglianza o differenza fra le persone, insomma roba per cui era chiaro che con zelo & pugno di ferro egli Bvttiglione avrebbe cercato in tutti i modi di relegare negri, finocchi e arabi nelle porcilaje della società a raschiare l’unto dalle padelle per guadagnar du’ baiocchi ai fini della sopravvivenza, ché oramani non siamo più ai bei tempi dei roghi. Purtroppo la longa manus dei circoli pluto massonici del Nord Europa e del mondo angloamericano ha spaccato tutto e ha spedito Bvttiglione via a roncolate nel coccige.

Guardateli, in foto, due massoni:

Orridi tramano nell’ombra, col fine eversivo di devastare il tessuto sociale per i loro loschi fini di dominio. Non a caso provengono dalle lande del Deserto Spirituale:

Il Deserto Spirituale è una terra piena di spettri malwagy, tipo il famigerato Walter Walga, e di massoni che da lì vogliono irrompere della nostra dimensione per prenderne il controllo. Siccome i massoni nella nostra dimensione hanno l’aspetto di grossi massi, appunto, da cui sono perfettamente indistinguibili, hanno scarsa capacità d’azione diretta. Il loro scopo è dunque d’influenzare e corrompere il pensiero  delle persone attorno a loro, in particolare dei più deboli e malleabili tipo… i feti! I baNbini! Dunque corrompere la famiglia diventa essenziale per la prosperità dei massoni del Deserto Spirituale angloamericano nordeuropeo! Per questo si sono ingegnati prattiche deleterie e perverse come il rockn’rolsz, i filmi porni, le donne nude, gli omosessuali! Perché così traviano l’uomo che abbandona i sentieri di Aggiesuggristo del San Topapa che ne porta sulla terra l’insegnamento dalla vigna del Signore! Avete capito?!? Ogni volta che mettete su un disco degli Aerosmith o degli 883 per ravvivare una festicciola, anziché una bella raccolta di canti gregoriani, accogliete il messaggio massonico che è tutt’uno col Ghiavolo! Non ci credete ancora, vero? Beh, guardate questo documento redatto da Fred Haley con la consulenza di Don Amelio Carrozzacci e Padre Amorth:

Come vedete, fra le due donne che portano con sé il seme della dissoluzione della famiglia e della società si frappone l’uomo timorato di Dio. Ma il Ghiavolo ahimè ghigna alle sue spalle, perché se anche salverà quella donna dalla frvsta e dal lesbismo, non salverà tutto il resto dell’umanità che dovrà mondarsi dai negri solo con il tempo. Questo, in sintesi, il contenuto di questa opera di grande afflato teoretico-morale.

E dunque, per tornare a bomba, solo seguendo gl’insegnamenti di Aggesuggrìsto, facendo una vita di sagrifizio ed espiazione e senza guater le donne nude, i negri e finocchiacci, è possibile salvarsi. Purtroppo i massoni al servizio del Ghiavolo hanno inventato le donne nude, l’aborto, i ghei e i negri per distogliere l’attenzione dall’acquasantiera e dal rosario del buon padre di famiglia che così viene corrotto e balla il rock’n’rollsz e partecipa agli abortion-party a base di tartine di feto che le donne fanno dopo un aborto che si sono procurate apposta dopo aver trombato a spregio con un negro al servizio dei massoni.

Guardate questo reperto fotografico, scattato ad un abortion-party, ove femmine lascive si strusciano feti morti in culo e ballano musica blasfema che corrompe la gioventude:

Per spingere l’umanità verso questo baratro di obbrobrio, è stato necessario un progressivo erodimento dei costumi tradizionali guardianati dalla Tradizione delle Verità (o viceversa), semplice. Adesso l’attacco finale è stato scagliato, e ingiuriando gli uomini della SS Ghiesa di essere pedofani, la gente perde fiducia della SS Ghiesa e si mette a ballare alle feste coi negri e tutto sarà perduto e il Deserto Spirituale dei massoni arriverà fin qui e moriremo tutti. Ame.  <!– –>

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