Cittadino Abberlusconi
Il Taglio del Direttore

Mentre si consuma la risoluzione della vexata quaestio del lodo Alfano, io scrivo il mio post definitivo sulla figura di Abberlusconi, in modo da non scriverne più in futuro. Lo metterò subito fra i greatest hits, almeno la gente non rompe i coglioni e lo trova subito. Da quando questo sblogbs esiste mi sono sempre trovato a combattere una battaglia stramba, che poi è la stessa che mi trovo al di fuori degli interwebs: attaccando la stupidità dei discorsi su Abberlusconi e la demenziale polarizzazione calcistica intorno a lui, finisco per essere a volte classificato come svpportatore abberlusconiano. Il che è stupido, e rinforza il mio desiderio di mettere in luce lidiozia di questi discorsi, in un ciclo infinito. Bene, ora basta (forse). Abberlusconi showdown.

Arlecchino e Pulcinella S.P.A.

Abberlusconi si sa chi è, agli smemorati segnalo Wikinglesia e finisce lì. Ora, questuomo è al centro della vicenda politica nostrana da quindici annetti, con tre vittorie e tre perdite alle elezioni, caratteristiche sufficienti a far capire che di regimi non ce né, visto che un regime non vince le elezioni, nè tantomeno le perde, usa la forza e spacca tutto. Esiste una lunga, lunghissima serie di teorie che vogliono venderci una realtà delirante, quella in cui un uomo grazie alle sue tv riesce a cambiare la cultura di unintera nazione, lavandone i cervelli per poi deviarli ai propri fini. Queste teorie sono letteralmente idiote, perché se così fosse ci troveremmo di fronte ad un essere semidivino contro cui lottare sarebbe inutile. La risposta alla grande popolarità di Abberlusconi va cercata altrove, ovvero nella natura degli Italiani stessi. E la natura degli italiani è riassumibile con pochissimi concetti: "Arlecchino", "Pulcinella", "una mano lava laltra". LItalia nasce nella seconda metà dellottocento, prima era un accrocchio di staterelli litigiosi che cambiavano padrone da un mese allaltro. Per potersi raccapezzare e sopravvivere, per cadere sempre in piedi, gli abitanti di quegli staterelli hanno sviluppato la virtù di sapersi adattare subito ad ogni nuovo padrone. Chi lodavamo prima lo si disprezza ora e viceversa, alloccorrenza serviamo uno e laltro per poi saltare sul carro del vincitore giusto allultimo, ci si arrangia con lastuzia per rivolgere tutto a nostro favore, o quantomeno per limitare i danni. Si forma così una società di tipo familistico: se litaliano ha un problema (dal trovare lidraulico giusto, al lavoro, al lavoro prestigioso, al posto politico), per prima cosa chiede in giro fra amici e famigghia e amici di amici, e solo in seguito prova a chiedere al di fuori, fino a lambire gli ambiti di competenza statale. Secoli in queste condizioni portano inevitabilmente alla furberia e alla deresponsabilizzazione, che coinvolge chi le leggi le fa applicare come chi le deve seguire. Ma qui siamo sempre fra Arlecchino e Pulcinella, ci manca ancora la mano che lava laltra.

Una mano lava laltra

Esiste una diffusa vulgata secondo cui chi vota Abberlusconi non può che essere una creatura ributtante dalle infime qualità morali e umane nonché circuita dalla tv, o in alternativa è in malafede, perché altrimenti voterebbe altro. Una certa esperienza della realtà invece mi dice diversamente. Conosco persone che hanno votato Abberlusconi, e non corrispondono a questi identikit. Tutti sono accomunati da una cosa: sono convinti che Abberlusconi sia lunico politico italiano in grado di far durare un governo per cinque anni di fila, e in tempi di crisi la stabilità è importante. Sono anche persone, essenzialmente, di dx. Ciò non fa di loro delle cattive persone, nè degli imbecilli, nè degli stronzi. Fra di loro penso sia piuttosto paradigmatico, ai fini di quel che voglio spiegare, un tizio che conosco poco più grande di me, che chiamerò XYZ. Non è analfabeta, non è ipnotizzato dalla tv, ha vari interessi (informatica, fotografia, insegna arti marziali ai bambini, più varie ed eventuali), ha famigghia. Vota Abberlusconi. Ultimamente era scoppiata una lite sul suo profilo Facebook proprio per questo. Ad un certo punto, esasperato, dice: "Non mi interessa che abbia processi e controprocessi, limportante è che faccia qualcosa per noi, e io con lui al governo pago meno tasse." Faccio notare che XYZ non è affatto ricco, e per lui pagare meno tasse a fine anno vuol dire mica poco, soprattutto perché ha figli piccoli. XYZ e Abberlusconi fanno una mano lava laltra: io ti voto e ti lascio badare ai tuoi processi di cui mimporta una sega, limportante è che poi tu faccia una qualcosina per me. Moltiplicate questo ragionamento per buona parte di quel 60% di italiani che lha votato e ci siamo. Perché poi ok, ci sono davvero gli evasori etc etc, ma quelli continuerebbero a evadere con tutti i governi, mica a corrente alterna.

Comunichescion

In una nazione con uneconomia strabollita, una classe industriale di cialtroni patentati, e il turismo come unica risorsa in un mare di sfasci, chiunque sappia vendere meglio lidea che insomma, qualcosa fa e un po vedrai che alla fine ti aiuta insomma ecco lasciamolo fare, vince contro chi non ha né carisma né capacità di pianificare le cose. E per questo che gli aristòi del PD, nei piani alti, vengono ridotti in briciole. Sono inconcludenti, ultimamente hanno rimediato le peggiori figure di merda dal mondo (vedi limmortale astensione sullo scudo fiscale, roba da annali della barzelletta), e fanno sì che la politica sia un gioco monogiocatore. O meglio una partita a mosca cieca, dove il PD va in giro bendato e Abberlusconi gli tira bastonate nellosso parietale tastando il culo alla Merkel. Ma ad allontanare la gente dal PD è latteggiamento della sua stessa bbbase. Questa bbbase che tuona schifata contro le persone che non capiscono un cazzo e votano Abberlusconi perché sono evidentemente ottuse e analfabete e grette e rozze e ignoranti e stupide, e non solo, sono pure "sciampiste", "estetiste", "bottegai", "muratori", "casalinghe (di Voghera ovviamente)", beh, è la prima a fare cattiva pubblicità ad uno schieramento che già non propone nulla. Il fatto che ad esprimersi in questa maniera siano spesso e volentieri laureati, non di rado liberi professionisti o statali di ambito paraculturale, o insegnanti o professori universitari, produce un divertente paradosso: uninvolontaria confessione di classismo da parte di chi farebbe aperta confessione di progressismo. Al momento di votare, chiunque abbia intorno tipi del genere vota Abberluscon
i automaticamente. E logico: voteresti chi ti dice di continuo che sei una merdaccia?

Il Potere della TV?

Il mito della tv privata che avrebbe fatto il lavaggio del cervello è semplicemente unidiozia. Per prima cosa perché il 99% dei programmi sono format esteri di cui le tv nostrane fanno ledizione italiana, ed è così da anni, e di show volgari e pieni di donne nude traboccano i canali televisivi di tutto il mondo. In secondo luogo, lItalia pre-Fininvest/Mediaset non era una nazione in cui baristi e avventori discutevano di matematica, filosofia, letteratura moderna e avanguardia pittorica. Proprio per niente. Con la tv si sono via via estese le chances di rimediare il quarto dora di celebrità. E per migliorare le proprie condizioni di vita, è più facile la via del successo effimero da reality che lo studio e la faticosa via normale. Questo succede in tutto il mondo, anche nei Paesi Civili.

Si può dire che coi suoi tg Abberlusconi dia limmagine che vuole del paese, rassicurando i suoi elettori che piglia e briga e fa. Certo, e questo rientra nelle mani lavate a vicenda. Quando, essenzialmente, non sai più a che santo votarti, un po di luce riflessa da un diamante di plastica può sembrare una figata. Lo sembra ancora di più se intorno non cé un bel cazzo di niente.

E poi ricordate, in un paese improntato allo scaricabarile,  quando i ragazzi imitano Fabrizio Corona è meglio dar la colpa alla tv piuttosto che alla deficienza dei loro genitori.

Come finirà?

Avendo capito alla perfezione chi ha di fronte, Abberlusconi è diventato politico di successo pur sapendo di avere dalla sua un lenzuolo di reati che altrove avrebbe reso la sua candidatura improponibile. Questanno Abberlusconi era parso più ringhioso del solito. Forse perché sapeva che sagitava qualcosa sotto la superficie, e non era Elvira dentro la torta. Da come si mette, pare che il crollo sia unipotesi realistica, dopo il discredito per la puttana della DAddario, Noemi, la libertà di stampa minacciata con le querele, etc etc. e infine il lodo scoppiato a razzi in culo e la riapertura dei processi. Abberlusconi, come al solito, grida al complotto e ai comunisti di merda. Bene, se Abberlusconi cadrà non sarà certo per tutte le storielle DAddario-Noemi. Abberlusconi, come ci si aspetterebbe dal governante di un paese del basso mediterraneo, rinsaldava rapporti con Libia e Siria e poi aveva portato a termine trattative per il gasdotto Southstream: tre operazioni di ambito energetico, e quindi cruciali per lEuropa intera. Con costernazione statunitense, però, visto che unEuropa almeno in parte dipendente dallenergia di quegli stati non è il massimo per la Casa Bianca. E quindi tutto il blocco csx + Confindustria + Cir promette di eseguire gli ordini, una volta cacciato Abberlusconi, in cambio di qualche bellobolo. Del resto è quello che promisero ai tempi della caduta del muro e lepurazione della vecchia classe politica. Poi arrivò Abberlusconi a mettere i bastoni fra le ruote, scendendo in campo per non fare la fine di Craxi.

Alla luce di tutte queste considerazioni, cioè populismo, fideismo della gente, retorica, esibizione di donne & troie, scazzaggi energetici che danno fastidio agli USA, sorrisoni coi sicofanti, pose autoritarie coi contrari, appare banale che Abberlusconi sia tale e quale a Chavez, e quindi meriterebbe un posto nellalbum di figurine antiimperialiste. Li differenziano i due tipi di retorica, per uno le cazzate da caudillo sudamericano, per laltro le cazzate da bauscia milanese.

Per cambiare glItaliani ci vorrebbero venti generazioni di governi draconiani. Forse. Alla fine del processo cambierebbe qualcosa, per forza.

E ora buonanotte, me le sono rotte. <!– –>