Dobbiamo sempre farci riconoscere!



(foto: la cara Kim sulla copertina di Playboy)

Naturalmente non parlo di Abberlusconi che ha scureggiato in culo a qualche importante capo di stato straniero, ma di cose leggermente più serie. Tipo Playboy, che risorgerà in edizione italiana dopo qualche anno di oblio. Allora, tanto per iniziare, Hugh Hefner è un grande, e chi pensa il contrario non capisce un cazzo e vada pure a piangere in grembo a Giorgio Bocca. Vorreste essere, da vecchi, come lui, il miliardario circondato dalle fie con cui stipula contratti di convivenza, il geniale sibarita le cui idee hanno influito su costume e società, oppure andare a sbavarvi sul cazzo alla Casa del Mutilato in via Pucci? Ecco, bravi, fate meno i coglioncelli. 

Bene, ora arriviamo al dunque. Leggo dallAmmiraglio che la nuova edizione italica di Playboy sarà una roba simile a Mucchio Selvaggio. Proprio così. Guardate che merda:

"Cerchiamo ragazze la cui bellezza sia più vicina ai canoni europei, di una sensualità elegante e inusuale. Lo stereotipo della donna americana, giunonica e siliconata da noi non funziona non avremo nessun riferimento a quel tipo di immagine. Il nostro Playboy lavorerà su un concetto di bellezza e raffinatezza".

Ma non vi viene voglia di prendere la Playmedia Company italiana e dargli fuoco? Sul primo numero ci sarà Caterina Murino che io, fino ad oggi, non avevo mai sentito nominare. E sufficientemente ripulita dal peccato: nasce come velina, si redime lavorando per il grande cinema internazionale, quindi ha quel tanto di nobiltà da poter graziare le pagine inaugurali di Playboy Italia. Mica come una stereotipata donna americana giunonica e siliconata che da noi non funziona! Cazzo, come non funziona! Vi ricordate di "Baywatch", che nessuno ha mai guardato qui in Italia, erano tutti a teatro a vedere Pirandello? 

Poi non so avete presente Petra Verkaik. E questa qui:

E americana, giunonica, NON siliconata, ed è la donna che vanta il maggior numero di apparizioni su Playboy USA. Rivista che, oltre a vantare la Verkaik e molte altre, vanta anche una lunga serie di mirabili interviste a personaggi importanti del mondo della cultura del 20esimo secolo. Fra una donna nuda e laltra cerano articoli di alto livello su Miles Davis, Leonard Bernstein, Tom Wolfe, per dire. Playboy organizza pure da molti anni uno dei più prestigiosi festival jazz del mondo. Quindi, cari spocchiosetti di Playboy italia, beccatevi altre due foto di Petra Verkaik:


(le foto sono cortesia del benemerito Big Breast Archive)

E meditate sul fatto che la vostra rivista farà sicuramente cagare con lErotysmo di Qualytà Raffynato e degli articolo noiosi ricopiati dalla stampa doltreoceano con almeno due mesi di ritardo, e altri su fenomeni locali provincialissimi e nati morti. Non stupisce che lAmmiraglio abbia scelto la Verkaik, e che io appoggi commosso la sua levata di scudi contro la merda spacciata per cultura. Concludiamo con una nota di squallore dello stesso livello: nasce la versione italiana di Wired. Ahahahahahah!
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