Negro profeta in patria

(foto: meglio Beyonce o lindierock nostrano? La risposta è implicita nella domanda)

Archiviati rapidamente quegli argomenti noiosi che trovate su tutto il resto di bloglandia (ovvero: Eluana e il disegno di legge antiblog bis), ecco che torno qui bel bello a discorrere di musica. Lo spunto me lha dato una pubblicità che ho visto in questi giorni su MTV, la pubblicità di un duo chiamato Il Genio e del loro disco "Pop Porno". La title track, dagli spizzichi ascoltati durante lo spot, sembrava già una merda; il video per intero lo conferma, e lalbum, arrivati già solo a metà, travolge dal disgusto per linsulsa accozzaglia di atmosfere anni 60 filtrate nel 2008 attraverso le lenti del synth-pop anni 80. Del resto lo si poteva capire: quando nelle recensioni si abusa dellaggettivo "ironico", solitamente lo si fa perché non si sa bene come giustificare, in primo luogo a sè stessi, lascolto di un simile orrore, e un termine come "ironico" dice e non dice, permette di non sbilanciarsi e di passare da persona che la sa lunga. Webbisticamente parlando, Il Genio si porta dietro pure connotazioni messianiche web 2.0 e similia: i nostri amici sgorbi hanno fatto fortuna prima con MySpace e poi bla bla bla indipendente successo sbroc sbroc. Cioè, no, non si può resistere, è troppo "dei nostri", non vi pare? Peccato che questa musica sia così mongoloide e stantia, in realtà, e non sappia di un cazzo! Mi dite perché mai dovrei smettere di preferire le cosce di Beyonce a qualcosa di più profondo, quando le cosce di Beyonce hanno un valore estetico e semantico e culturale molto più profondo?

Questo gruppo, Il Genio, è lapprodo ultimo di un qualcosa di deforme e orrendo che già da tempo si agita nel sottobosco sempre meno sotto e nemmeno molto bosco. Il qualcosa è semplicemente lutilizzo di richiami estetici al passato (che sia quello dei trentenni che scassano la minghia cogli anni 80 o altro, importa poco) sventolati come talismano contro il mondo iniquo che non ti capisce e ti annienta ma tu sfortunato e strattonato comunque non ti arrendi e con un certo spirito ironico ricordi che non devi desistere nella società disumanizzante dei consumi e quindi eccoti i consumi del passato, sonoro e non, messi assieme in collage nostalgic-agit-prop-merd che scatena la fregola dei frustrati e/o frustoni. E un po il motivo che porta al successo caproni incapaci e ridicoli come gli Offlaga Disco Pax, Le Luci Della Centrale Elettrica o i Baustelle, musica sfigata per gente che la sfiga ce lha nel codice fiscale. Il gioco è scoperto nel caso degli ODP e de Le Luci, perché si tratta di gente fedele alla linea post-gucciniana (ho conianto anchio il mio post-ismo, alè): quella dellincapace velleitario foriero di significati inesistenti poggiati su musica inesistente. E come dire che lintenzione deve prevaricare sulla forma che deve prevalicare sulla sostanza: linettitudine nega forma e sostanza, non resta che lintenzione. Ancora più semplicemente, è come se uno vi dicesse "faccio musica di merda che non vuol dire un cazzo, ma siccome sono ricco di profondi significati e messaggi, sono ganzo."  Più complesso il caso dei Baustelle (e de Il Genio), perché lì cé uninvolucro a dar forma.

Gli Offlaga Disco Pax fanno un merdoso collage di riferimenti sonico-testuali al caro vecchio mondo del comunismo di quartiere, con voce declamante e sbli sblin vari di sottofondo – un vomito, naturalmente, eppure secondo taluni è divertente, secondo altri è metamusicale, secondo altri ancora riporta in vita i tempi in cui unalternativa era concessa e quindi ci rifà sognare perché eh, a quei tempi le cose erano vere e ora il Capitalismo ha vinto. Penso che gli Offlaga ci credano davvero, perché se uno dovesse recitare per guadagnare, reciterebbe la parte che gli fa guadagnare di più.  Quindi sono merdoni.

Le Luci Della Centrale Elettrica, aka Vasco Qualcosa, è una specie di cantautore depresso e indie che scassa i coglioni a mille. Già per avere intitolato il disco "Canzoni Da Spiaggia Deturpata" meriterebbe il palo della frusta. Poi fare canzoncine rugginose e tremebonde dove i Massimo Volume o gli Afterhours si condensano in formato cantautoriale guccinardo è una pessima, pessima idea. Il resto è una sgommata, a partire ovviamente dai testi che qualcuno chiama "post generazione-X": credo sia un modo per dire che si tratta di nostalgia per i bei tempi sbroc sbroc lotta finita tutto perso malinconia bastardi.

I Baustelle, patinatissimi e tronfi fin dalle orride foto che li ritraggono in un perpetuo trip anni 60, nelle pose come nel look come nei vestiti come negli scenari. Anche qui, il passato e la nostalgia come elemento di discontinuità col presente, se il presente fa schifo e il futuro non ci è permesso almeno fateci fare le seghe sulle vecchie copie di Postal Market che era più genuino. Tutto questo si incarna in un  pop rock ora aggressivo ora dolce, sempre tinto di romatico lirismo e sensybilità, con scorie di elettronica e atmosfere un po cinematografiche, melodie retrò abbestia e pesanti arrangiamenti (non so, roba tipo Phil Spector o Burt Bacharach o George Martin per intendersi). E che sensybilità artystica, eh: pare i Baustelle ci tengano a rimarcare la loro provenienza borghese-universitaria, e quindi amano giustapporre riferimenti culturali con lo stesso spirito da studente secchione che anima Battiato. Cè chi dice siano a loro modo estremi, che uniscano in maniera inscindibile laccusa e la presa di distanza, ironica, dallaccusa stessa. Per me è molto più semplice: fanno troppo schifo per le arie che si danno.

Poi ci sarebbero appunto i cosi lì, Il Genio, di cui ho già parlato prima. E non solo. Cè tutto un vasto sottobosco di merdacce che non è migliore nè peggiore di questi qui, è stato solo meno fortunato. La fauna bloggarola li adora, secondo me fanno schifo e vanno gonfiati di cazzotti. Del resto, come direbbe il Re Dei Marci, io ho ragione e dico la verità. Qualcuno potrebbe dirmi che faccio male perché questa musica è ricca di contenuti e io sono il solito stronzo. Sulla seconda cosa probabilmente è vero, ma io questa musica la sento ricchissima di intenzione e completamente priva di scopo & visione. Una merda totale che si dà un sacco di arie, convinto che dire "si stava meglio quando si stava peggio" con un giochino metamusicale ironico sulla musica e i riferimenti culturali dei tempi del peggio sia una gran figata. Bah. In sostanza, andate a pestare la merda. <!– –>