La Vita e le sue verità essenziali divulgate ai babbei

(nella foto: Bea Flora, avatar del concetto di "Vita")

Quante volte si discute su temi come "la Vita lUniverso e Tutto Quanto"? Quanto inchiostro è stato speso? Quanti cervelli infiammati per decidere se una condotta di vita, o una cultura, siano meglio di unaltra? Quante volte, negli ultimi dieci minuti, il papa ha condannato il relativismo perché fa piangere Gesù? E chi glimporta una sega, di Gesù, che dovrebbe fare, starsene lì immobile o passare a Budda, a Maometto, al Mago Galbusera? O tesserarsi allUAAR? O prendere il fucile e andare con Sarah Palin in guerra per conto di Dio variante evangelica? Insomma, lo vedete tutti che è un casino, diobestia. Non solo per la questione in sè, quanto piuttosto perché è una scusa per litigare su ogni scala – dalle cene rovinate alle riunioni di condominio degenerate in risse alle guerre. Esiste dunque una morale universale che metta tutti daccordo? Bah, non lo so. Ma facendo leva sul buonsenso e su alcune altre caratteristiche (bellezza, intelligenza, fascino, classe) innate nella mia persona, ho elaborato un sistema perfetto per misurare ogni cosa, dalle azioni del singolo alle guerre interstellari. Venisse adottato, potrebbe ridurre un sacco di casini e contemporaneamente lascerebbe ognuno libero di continuare a credere nelle proprie idee politico/religiose, solo costituirebbe una notevole rete di contenimento danni. Ecco, ora scusate che sposto il Nobel dalla tastiera, che è scomodo… ecco… e parto.

Un po di storia
Douglas Adams ci ha fatto sapere che la Risposta alla Domanda Fondamentale su la Vita, lUniverso e Tutto Quanto è 42. E tale rimane, almeno finché la scienza non progredirà oltre. Purtroppo, come i lettori di Douglas sapranno, conoscere la Risposta comporta limpossibilità logica di conoscere la Domanda. Dunque 42 è bello, sintetico ed elegante, ma molto poco espressivo ed ermetico anzichenò – dobbiamo scendere di diversi gradini sulla scala dellastrazione.

Un pochino di semplificazione
Cè laspetto delle origini della vita stessa che, per amor di semplicità, mando a fare in culo diretto. La vita cé, ha in Bea Flora un convincente avatar, e perché e percome sia cominciata è irrilevante ai fini del discorso. Dio? Il caos primordiale? Il Flying Spaghetti Monster? 42, lo sappiamo che è 42, e quindi passiamo oltre. In sostanza del problema teologico e ontologico ci puliamo il cazzo con un piatto di spaghetti allo scoglio, perché complicare i problemi è attività intrinsecamente mongoloide.

Vitalogia (e i Pearl Jam non centrano un cazzo)
Non sto a definire la Vita. E inutile. Io che scrivo, tu che leggi siamo vivi e dunque persistiamo in uno stato di Vita. Su cosa si debba fare di questa Vita, si è speculato un casino. Cé un sacco di gente che non ha meglio da fare che rompere i coglioni al prossimo su come condurre la propria vita. Il grave è che nessuno li mandi direttamente affangùle, ma di nuovo queste sono robette contigenti di cui fregarsi.

Torniamo a bomba, con una domanda importante:

Qualé lo scopo della vita?

Al solito, la soluzione più semplice ci appare la più razionale, entia non sunt multiplicanda, che cazzus dicus amen. E dunque:

Lo scopo della vita è la vita stessa, diocàn!

Proprio così, non cè altro scopo alla vita medesima che non sia quello di propagare sè stessa, continuare, andare avanti, riprodursi. Possiamo quindi dire in tutta tranquillità:

1) "Lo scopo della vita è la vita stessa";
2) "Ciò che favorisce la vita, che è lo scopo della vita, è bene";
3) "Ciò che impedisce la vita, è male".

Visto visto? Chefffigata! E non è mica finita, perché con queste tre regolette semplici semplice è possibile risolvere i più complicati dilemmi morali ed esistenziali in meno di dieci minuti.

Sopravvivenza ===> Bene.
Morte ===>Male.

Pensate ai vari problemi che affliggono lumanità, come evidenziati da guastafeste, rompicoglioni, teste di cazzo e fan degli U2 (categorie spesso e volentieri coincidenti) dalla notte dei tempi. Per valutare la moralità di un fatto anche apparentemente irrilevante occorre proiettarlo su larga scala e estrapolarne i risultati. Se questi risultati, in seguito a ulteriori ragionamenti, conducono in un numero ragionevolmente basso di passi, allestinzione della specie, sono un male.
Ecco una serie di esempi pratici e banali, supponendo di entrare nella testa di una persona mediamente raziocinante.

Uccidere: se tutti iniziassero ad uccidere indiscriminatamente (proiezione su larga scala), la sopravvivenza della specie sarebbe a rischio (estrapolazione ragionevole), dunque uccidere è una merda.

Inquinare le falde acquifere: se tutti iniziassero ad inquinare le falde acquifere (proiezione su larga scala), la sopravvivenza della specie sarebbe a rischio (estrapolazione ragionevole), dunque inquinare le falde acquifere è male.

Guardare il wrestling: se tutti guardassero il wrestling (proiezione su larga scala), Vince McMahon diventerebbe ancora più ricco e le federazioni minori di qualità avrebbero maggior visibilità, dunque guardare il wrestling non è nè un bene nè un male.

Visto? Non è difficile per individui normodotati. La politica economica/estera di GW Bush? Già fa danni così, figurati se ogni nazione si comportasse uguale, dunque merda perché danneggerebbe la specie. E ti immagini se tutti mangiassero Galak? Non cambierebbe una sega. Etc etc sbroc sbroc. Generalizzate e pensate alla sopravvivenza, al perpetuarsi della Vita, e avrete una risposta piuttosto attendibile a tutto.

Ora mi direte, ma finisce che non puoi fare più un cazzo perché quasi ogni cosa portata alleccesso finisce per fare danni. Ma il fatto è che esistono gli avverbi e i contesti, porca troia.

La caccia di selvaggina commestibile, se regolamentata, è ok.
La caccia indiscriminata alla selvaggina commestibile è un male: crea scompensi allecosistema che poi avranno ripercussioni notevoli e imprevedibili.
La caccia indiscriminata a tutte le bestie ancora peggio.
Nel rapporto di vita interspecie, un equilibrio che consente la coesistenza è positivo ai fini della sopravvivenza. Capito?

E poi riguardo ai quesiti sulluomo, abbiamo il gran canaio dei razzismi e relativismi. Ma non ci vuole molto a districarsi. Ed è il motivo per cui ho scritto questa demenziale pappardella sgommotronica. Perché in altri tempi e in altri luoghi infuria una discussione sullumanità: è tutta uguale, perché tutti si mangia, si resp
ira e si caga e apparteniamo alla stessa specie animale, oppure no, e ci sono Sangue, Stirpe, e Spirito che separano gli uni dagli altri, elevando qualcuno in posizione di superiorità sulla base di… cosa? Di parametri non osservabili, non misurabili, e dunque privi di qualsiasi riscontro reale, e dunque ininfluenti. Si nasce tutti uguali, con la stessa dignità, sarà poi la storia personale del singolo a distinguere lEroe dal Pezzodimerda. E, come dicono in Albiolandia, here falls the donkey. Lunica discriminazione è lantiumanità dei comportamenti e delle strutture sociali, che generalizzando potrebbero mettere in crisi la sopravvivenza. E il motivo per cui, in testa mia, le teocrazie islamiche sono merda immonda e la perdita della loro cultura sarebbe solo un guadagno, in primis per chi ci vive, in secundis per chi ci abita accanto. E il motivo per cui dittature, regimi sgommunisti, monarchie assolute sono delle scuregge sismiche dove la vita di alcuni selezionati arbitrariamente non vale un cazzo, è il motivo per cui più si va indietro peggio si stava e tutti i ritrovati della bieca modernità industriale che deprivano luomo del contatto con la natura e la spiritualità sbroc sbroc sono tutte cazzate, perché tutti i ritrovati tecnosociali della bieca modernità spingono verso un miglioramento delle condizioni. Non in maniera continua, anzi, con varie crisi dassestamento etc etc.

Se una distinzione fra le persone ci devessere, che sia determinata dai loro comportamenti, non da caratteristiche genetiche/territoriali su cui il singolo non ha avuto alcun controllo nè responsabilità. E per questo che ritengo le teorie evoliane, e simili, delle immani stronzate.

E chi dice il contrario è un negro. <!– –>