Uccidete il Buon Selvaggio, una volta per tutte!

Cé un discorso che periodicamente salta fuori e che ho risentito laltro giorno. Quello della "disgregazione del tessuto sociale", naturalmente operata dalla bieca Modernità (scritto con la maiuscola, quasi a indicare un entità immanente e metafisica) e dalle sue tentazioni, siano esse alcohol, droga, tv. Dal momento che odio cordialmente qualsiasi mito dellArcadia perduta e del Buon Selvaggio, qualsiasi terzomondismo e pauperismo (il che non significa che odi la natura), mé venuto un attacco di bile che tosto voglio estrinsecare qui sopra.

Il Tessvto Sociale
Il Tessuto Sociale, cazzo, è proprio messo male, badalì. Solitamente chi intona la litania del Tessuto è un primitivista, un arcadico, uno del ritorno alla natura, tendenzialmente rossobruno. Questo Tessuto, mitico almeno quanto il vello doro di Giasone e gli Argonauti, sarebbe linsieme delle relazioni e abitudini del popolo. Quel popolo che, dopo una giornata china sui campi a ridursi in atomi la schiena, si ritrovava poi in piazza, sulluscio, in chiesa a discutere e a parlare in rigoroso dialetto. Quel popolo delle processioni dei santi, degli incesti, delle mammane, dellanalfabetismo a 360 gradi, dellincapacità di comprendere tutto ciò che non è riconducibile al modello del proprio campanile, quel popolo bigotto e razzista, ecco, quel popolo aveva/avrebbe qualche intrinseca qualità superiore. Non si sa bene perché, visto che più si va indietro nel tempo, meno la vita vale. A detta di alcuni retrogradi stile Pasolini, era tutto molto meglio, poi la tv e la scuola dellobbligo hanno distrutto tutto. Avere una popolazione più istruita, più consapevole che esiste qualcosa oltre il proprio naso, avere la possibilità di avere aspirazioni al di là di una vita contadina arcaica, a quanto pare, è solo un sintomo della corruzione dei tempi, non di un mutamento e un miglioramento delle condizioni (economiche e culturali) medie. Oh mamma mia, adesso è possibile per tutti ricevere unistruzione a costi accessibili, la gente cercherà di emanciparsi dalla Vita Contadina, non vorrà più essere ignorante e faticare come una bestia da soma! Desideri indotti dalla pubblicità e dal consumismo! Siamo seri: come si fa a dire cazzate del genere? Queste fatate Arcadie della Tradizione sono facili da vagheggiare per chi quella vita non lha mai fatta. Forse non sanno, i primitivisti, che quando lesercito cinese entrò in Tibet, si trovò a spazzar via coi carri armati un branco di contadini, armati di archi e frecce, spediti al fronte dai pacifici monaci. Un po come se il nostro "tessuto sociale" fosse rimasto lo stesso dallanno mille ad oggi, insomma.


Lera del satanismo e dellindividualismo

Se poi il mitico tessuto non è altro che la serie delle relazioni interpersonali e la solidarietà fra diseredati, o giù di lì, mi piglia ancor più da sghignazzare. Una volta, il lavoro di gran lunga più diffuso era quello agricolo e di grandi opportunità di svago non ce nerano. FInito il lavoro, tutti stanchi e doloranti, non cera molta scelta: ti ritrovi, chiacchieri, spettegoli, magari poi cè la messa e la festività del patrono una volta lanno. La comunità era tutta vicina perché, di fatto, isolata. Diminuendo le distanze (fisiche e non) dalle province ai centri, grazie ai grandi mezzi di comunicazione e alla diffusione dellistruzione e alla conseguente emancipazione dal lavoro agricolo, cé stato anche più tempo libero, a voler vedere. Tempo che poi uno si spende come vuole. Se uno preferisce ascoltare musica, o guardare la tv, o disegnare caccole sul servito buono, affaracci suoi. Ma almeno qui in Italia, la rete dei contatti interpersonali è più viva che mai e costituisce larchitrave della società, solo si è evoluta di pari passo coi tempi. Per trovare lavoro, per esempio, non si fa altro che chiedere prima fra amici, conoscenti, nipoti, cugini. Per avere un favore, per conoscere qui e là, per tutte queste cose, ognuno di noi vive in una fitta rete tuttaltro che disgregata, anzi. Se poi ci sono i giovani che si drogano e si schiantano in macchina, non è disgregazione del tessuto sociale. Sono giovani che si drogano e si schiantano in macchina, punto e basta. Ai tempi in cui non cerano le macchine, nè i locali, nè la droga, certo non lo facevano, ma magari venivano presi e spediti al fronte.



(foto: aspetti piacevoli della vita contadina)

Naturalmente, non è mia intenzione postulare la necessità impellente di radere al suolo tutto ciò che è campagna. La natura, crediateci o meno, piace anche a me. La natura agricolizzata pure, i suoi prodotti anche. Ma la cosiddetta "cultura contadina" fatta dei Valori & delle Tradizioni (e di che altro?) di un mondo arcaico e ignorante, beh, prima sparisce meglio è. Anche se fra familismi estremi, dialetto imperante (ormai anche in tv), lufficializzazione per mezzo della Lega da un lato e lappoggio meramente ideologico in funzione anticapitalista/antimperialista dallaltro, la vedo dura. Quindi, perché preoccuparsene? Solo perché cé meno gente che si spazza la schiena sui campi dagosto?

Per finire, non credo neppure che i contadini vogliano la loro discendenza legata a vita alla terra. Anzi è normale per dei genitori sperare che i figli facciano una vita migliore. Poi se vengono storditi da ciance ideologiche, e per ignoranza non riescono a controbattere, è un altro paio di maniche. <!– –>