Per la barba del profeta! *

Cé una cosa che mi stranisce, in giro per il mondo. No, niente a che vedere con tutte le altre cose di cui parlano tutti gli altri sblogbs, no. E una cosa che succede spesso ai gruppi rockszr (quantomeno a quelli con radici antecedenti al punk-core-wave), quella di sentirsi in dovere almeno una volta di fare il concept album. E il concept album, di solito, è una pessima idea – una svolta artsy in cui un gruppo si sente legittimato e obbligato a sovraccaricare la propria musica, infarcirla di orchestrazioni, spingere sul dramma, sulla serietà, sulla ponderosa possenza. Credo sia un antico retaggio, quello per cui il rocksz dovrebbe in fondo rendere omaggio alla Grande Mvsica Accademica Romantica, anziché deriderla e pisciarci sopra. Il concept è il mezzo privilegiato per esorcizzare questi complessi di colpa e di peccato originale (su cui tornerò, lo giuro su Satana che ieri a tombola ha pure perso), peccato che spesso e volentieri faccia schifo e sia la principale causa di tutti quei dischi pallosi, tronfi, inutili e mongoli come "The Wall" dei Pink Floyd, "Tales From The Topographic Ocean" degli Yes, tutte le merdate merdal degli anni 90 tipo "Scenes From A Memory" dei Dream Theater, i dischi degli Ayreon, dei Rhpasody, degli Avantasia e chi più ne ha più ne metta. Più cé il "prog" di mezzo, più si tende al concept, più si fa cagare. Naturalmente ci sono pure i concept belli – "Tommy" (Who, IL concept), "Welcome To My Nightmare" (Alice Cooper – a mio avviso il migliore di tutti i concept), "Operation: Mindcrime" (Queensryche), "Dimension Hatross" e "Nothingface" (Voivod), "Obsolete" (Fear Factory), "Arthur" (Kinks).


Nostadamus?!?

Allora, il metalz è musica per sua natura portata alleccesso e alla rappresentazione apocalittica. Infatti spacca ed è ganzo anche per questo, perché fa da scenario naturale a racconti di devastazione e catastrofe secondo un punto di vista amorale, cinico e malvagio. Io mi sono scagliato più volte contro la gerontofilia che imperversa fra i metallari, rei di venerare sepolcri imbiancati allinfinito e diffidenti verso qualsiasi alterazione ai sacri dogmi. Accade anche che al cuor non si comanda, e accade anche detto cuore si infiammi non appena sono coinvolti i Judas Priest. Intendiamoci, loro se lo meritano, sono un gruppo storico e grandioso, mica dei pirla sopravvalutati tipo i Beatles.

<vanagloria>

Li ho pure intervistati un qualcosa tipo cinque volte, lultima due settimana fa, lennesima piacevolissima chiacchierata con Rob Halford. La foto lì sopra però è del 2002, lho solo messa per fare il guappo, e io in realtà sono più bello di così.

<vanagloria/>

Ok, questo post credo stia oltrepassando i confini del narcisismo. Dicevo, i Judas Priest. Wow, diogristingroce. Ecco, un paio danni fa annunziarono al mondo che il loro prossimo album sarebbe stato un concept, il primo della loro carriera. Porca merda. Su Nostradamus. Porca scureggia. Cioè, ci si rende conto? Un gruppo, in attività da trentacinque anni suonati, che fa il suo primo doppio concept album, e su Nostradamus. Molto metalz, molto Spinal Tap, molto da attendere col fucile spianato digrignando fra i denti frasi come "non me lo dovevate fare bastardi schifosi."  Questo perché io odio i concept che sono mongoloidi e non posso aspettarmi che una merda indegna da simili premesse, no? E così già pensavo ai Judas Priest che finiscono la carriera fra derisioni e lanci di ortaggi meritati. Pensiero orribile – un conto sono gli sberleffi che puoi attribuire al fatto della gente che non capisce un cazzo sbroc sbroc, un conto è se li condividi.

Fatto sta che "Nostradamus", sedicesimo album in studio dei Judas Priest, esce il 16 giugno.
Fatto sta che non mi risulta si trovi ancora su internetzs.
Fatto sta che il solo privilegio che si ha, a far parte dello scrauso mondo della stampa metalz, è quello di poter ascoltare un disco che non è neppure su internet perché la Sony lo tiene al sicuro e lo fa sentire solo a orecchie selezionate.
Fatto sta che io è un circa due settimane che lo sento con una certa qual attenzione.

Noooostradamus!
Oooour salvation!
Noooostradamus!

Hes avenged!

Mi son lasciato prendere la mano. Insomma, io questo disco lho ascoltato con mille titubanze e millamila timori, forte del mio odio verso la trofitudo gratuita, addiacciato dal bombardamente di concept da bimbominkia progmerdallari e dalle sbobbe vomitate su disco da Rhapsody e Manowar nellultimo lustro.

Invece invece… "Nostradamus" spakka. Teatrale, imponente, smodato, questo sì. Drammatico e molto narrativo, è un doppio cd con un pacco di canzoni e interludi che fluiscono luno nellaltro, formando un tuttuno di  grande effetto. Le orchestrazioni, che mi davano gli incubi, sono realizzate con molta intelligenza e hanno una grande capacità di suggestione. Lassoluto mattatore dellopera è comunque Rob Halford, primattore di straordinaria forza interpretativa – utilizza tutte le risorse della sua sconfinata ugola, e vien da chiedersi come sarebbe stato se lavesse inciso trentanni fa, anziché oggi! Siamo ad un passo dal musical, con alcuni momenti realmente strepitosi che rientrano nei classici assoluti del priestame – in particolare il duo composto da "War" e "Death", millenarismo metallaro allennesima potenza da parte del gruppo metal per definizione ed eccellenza. Qualche calo qualitativo cé, tipo quellassurdo ritornello in italiano di "Pestilence And Plague", o la goffa interpretazione operistica che apre la title track, o un pezzo troppo lagnoso come "New Beginnings". Ma sono quisquilie. Mi sono rotto, tanto poi chi vuole se lo ascolta. Fatto sta che questo disco rulla, e di brrrutto. Sarà indigesto per molti, orribile per altri, ma io ho ragione, sapete comé, quindi non è che mi preoccupi di molto.

No indiebloggerz allowed
Punto i riflettori ora su un fatto collaterale: al momento, molta, moltissima musica viene quasi pensata per la vita allinterno delliPod. Scarica-rippa-ascolta. Che è ok – da quando i media esistono, pongono dei vincoli che possono anche essere letti come stimoli creat
ivi. Gli incredibili capolavori di Jelly Roll Morton sono nati massimizzando la resa allinterno dei tre minuti di un 78 giri, tanto per dire.  Quindi, non è di per sè un problema, solo i mongoloidi restano fissati con lidea del gigantismo e del mvsico che scrive al chiaro di luna con la penna doca. No. Però uscire con un simile disco, recuperando il gusto del monumentale e per di più ultrametalz, è indubbiamente un atto di sfida mica da ridere, perché se anche i pezzi possono funzionare da sè, sta roba va sentita tutta insieme.

Rob Halford a riguardo mi detto: "Le canzoni in sé sono talmente buone che possono anche piacere prese singolarmente, ma di sicuro lalbum va apprezzato nella sua interezza, altrimenti se ne perde il senso. Siamo contenti di aver mantenuto alta lattesa, in questi due anni. Mi riporta ai tempi di quando ero ragazzo, quando facevi la fila per compare il nuovo disco di Hendrix o dei Led Zeppelin, di cui non sapevi un bel niente fino a che non lo mettevi nel giradischi, e poi lo gustavi lentamente, in tanti ascolti; e siccome lo avevi pagato non lo buttavi via alla prima canzone poco convincente, ma gli concedevi molte altre chance (ride, nda). E una dimensione dellascolto che si è persa e che in qualche modo abbiamo voluto rievocare con doppio album mastodontico e graficamente curatissimo, che vale il prezzo e ricompensa della fatica dellascolto. Come succedeva un tempo. Intendiamoci, non sono un vecchio nostalgico rincoglionito, apprezzo moltissimo la tecnologia e tutte le sue stupefacenti applicazioni, ma nella la musica qualcosa è andato storto – mi sembra che molti ormai concepiscano gli album per la fruizione sulliPod, o in macchina, e li producano proprio in questottica. Comprensibile, ma limitante. E svilente. Chi si adegua a questo svilimento della musica non dovrebbe andare poi a lamentarsene nelle interviste!”

Tutto il resto lo potete leggere sul numero di Rock Hard che esce la settimana prossima, sbroc sbroc.

Daccordo o meno, chi ascolta Notwist, Okkervill River, Amari, Le Luci della Centrale Elettrica o Baustelle (cioè, lammerda della mmmmerda da indiesbloggerz) avrebbe un bello stranguglione a sentire "Nostradamus", e questo è un validissimo motivo per giustificarne luscita.
 

* lintervista che ho fatto ad Halford ha lo stesso titolo. Transmedianesimo neo narrativo italicus epicus! <!– –>