Reportage del Pollution Day

Ho passato questo fine settimana in un luogo segreto ed esclusivo. In una piana del centro Italia, raggiungibile attraverso strade che non sono riportate su alcuna cartina geografica, si è tenuto il primo Pollution Day della storia, cui ne seguiranno molti altri in giro per il mondo. Il Pollution Day, come dice il nome stesso, è la giornata che celebra linquinamento in ogni sua forma. Si basa sulla semplice assunzione che ogni cosa che rende la vita piacevole, o anche solo meno dura da sopportare, prevede la produzione di scorie inquinanti in almeno un punto del suo processo produttivo – e dunque, che se ne vadano al diavolo tutti questi moralizzatori del cazzo, cantanti, predicanti, politici, ministri, sindaci, ecoburocrati e savonarola della catastrofe, solitamente ben pasciuti e in grado di vivere con lussuosi prodotti bio, auto elettriche combine, risparmio energetico frutto di costosissimo high tech etc etc: per campare e godersela un minimo bisogna inquinare, e dal momento che la vita è una sola, si inquina almeno due volte. Del resto, in fondo siamo tutti dei maiali al trogolo; il problema inizia quando chi ha già il suo trogolo privato full opscionalz vuole impedire a te di usare quello comune perchè insudici, brutto maiale.


(foto: la location del Pollution Day, il giorno dopo levento)

Entrare nel giro del Pollution Day è estremamente complesso, siamo a livelli dei più segreti dei rave party. Passaparola, conoscenze giuste, ricatto sono le armi necessarie per scoprire la location dellhappening. Una volta trovato un contatto, cè da portarsi in una zona di prossimità concordata ed attendere. Il mio contatto non si fa aspettare troppo: si tratta di P.M., trentanove anni, assistente universitario. "Ho saputo del P-Day grazie ad un amico", spiega P. "Io faccio lassistente alluniversità, passo le giornate studiando epigrafi bizantine e linguistica comparata, e ho sempre avuto lhobby della moutain bike e dellescursione. Adesso però mi impediscono di fare qualunque cosa, perché si calpesta lerba lì, si dà noia alle tortore di là, esci dal sentiero e ti massacrano con le multe, e tutte queste simpatiche iniziative. E allora basta: voglio insudiciare e inquinare per protesta, perché va bene lambiente, ma non si può neppure stritolare i coglioni alla gente in questo modo, no?" Mentre mi racconta il percorso che lha portato al P-Day, ci avviciniamo alla zona del raduno, e laria si riempie di mille infernali odori e di un frastuono assordante. Una maestosa colonna di fumo si allunga compatta per un centinaio di metri, disperdendosi poi per chilomentri nellarea circostante, e dire che oggi non cè vento. Comé possibile? Mi riprometto di chiedere in giro.



(foto: vengo preso e portato al P-Day su una splendida Hummer uguale a questa)

Arrivati alla piana del P-Day, il panorama che si presenta agli occhi è a dir poco incredibile. Di primo acchito si potrebbe pensare ad una sorta di girone dantesco: enormi fuochi illuminano la pianura, contornati da figure danzanti che li alimentano di continuo gettandoci dentro oggetti dalle fogge disparate; il rumore di mille motori sgasanti, di centinaia di motofalciatrici, trebbiatrici e tosaerba, di motorini, di motoscafi offshore rende presto sordi e insensibili; lodore indefinibile e disgustoso dellaria satura di sostanze plastiche incendiate fa lacrimare gli occhi. Tutto questo passa non appena ti vengono gentilmente offerti visore protettivo e tappi per le orecchie. E allora, recuperata la piena funzionalità dei sensi, si nota per prima cosa il divertimento, il clima di festa spensierata. "Proprio così", mi dice D.F., una donna di mezza età, mentre versa assieme al marito alcuni bidoni di scarti di produzione della vernice in un torrente lì accanto. "Il P-Day è innanzitutto divertimento privo di fastidiosa moralità e stupide inibizioni da cazzone ecologista. Vieni, ti porti il tuo materiale inquinante che distruggi nelle maniere più fantasiose e creative, ti porti da mangiare, scambi due chiacchiere, bevi, passi una nottata in compagnia e non dai noia a nessuno. Ce ne fossero, di P-Day!"

E il divertimento, in effetti, abbonda. Aggirandosi per la manifestazione, possiamo notare varie attività cui la gente, entusiasta, si dedica anima e corpo. Cé pieno di auto di grossa cilindrata, SUV in particolare, utilizzate in varie simpatiche competizioni: la sgasata più forte, la sgommata più lunga, il salto di quindici metri di rifiuti non biodegradabili in fiamme – si scommette, ci si diverte, e si inquina in tutta libertà. Il gran numero di SUV, Hummer su tutte, lascerebbe pensare ad un corrispondente gran numero di abbienti modaioli, ma non è affatto così. "Io il SUV non ce lho, costa un sacco, non si parcheggia… in città è una gran rottura di palle", dice chiaro e tondo E.G., assessore alle cultura di un comune di medie dimensioni. "Ma per il P-Day ne ho noleggiato uno appositamente, per venire qui e sgasare quanto voglio. Il SUV ha un grande valore simbolico: rappresenta tutto ciò che gli ecostronzi e, più in generale, tutta la vasta categoria di persone che godono nel vietare agli altri di scegliersi il modo di passare il tempo e di essere, detestano. E così si spiega lenorme numero di SUV che si vedono oggi."

Fra la gente che danza e balla e arrostisce carne e beve nellimmenso spazio costellato di fuoco, fiamme e metri quadri interi di gruppi elettrogeni accesi, svetta un falò di dimensioni ciclopiche. E il rogo di un gigantesco simulacro di Bono Vox, realizzato in vetroresina e fibrocemento da un artigiano, peraltro presente – il signor I., mosaicista.

(foto: quel che resta simulacro di Bono Vox in fiamme. Come combustibile, una vecchia centrale elettrica trasportata per loccasione)

"Bono? Lo odiamo tutti, quel rompicazzo moralizzatore di merda!" è quello che dice K.M.B., barista, una splendida donna africana che trasporta verso il rogo una carriola piena di cd di Madonna. "E pure sta stronza… ora gli è presa che deve adottare per forza una mandria di bambini dai paesi poveri, e fa capricci come se le negassero i giocattoli. E poi anche lei moralizza, punta il dito, salva il mondo tu peccatore, e gira i documentari… Oh, ma vaffanculo! Io in Africa ci sono nata e sono scappata perché è un casino. Perché Madonna non fa come la moglie di John McCain che costruisce ospedali in zone disastratre e trasporta e rifornisce medici di frontiera?" E così dicendo, lancia carriola fra le fiamme con tutto il suo contenuto. Il fumo che ne scaturisce è fetente e orrendo, ma il sorriso di soddisfazione di K. è così contagioso che non posso fare a meno di stringerle la mano, prima di salutarla.

Mentre moto e auto sfrecciano in acrobazie attraverso le enormi masse di spazzatura inorganica infiammata, mi ricordo della colonna di fumo – come fare, in caso di giornate senza vento, come oggi? Mi risponde il giovane P.L., studente d
i medicina: "Vedi quellaltura? Cé una batteria di megaventilatori, di quelli con cui ci hanno girato Twister, che allontana tutto il fumo tossico dei falò, così lo respira qualcunaltro, in pieno spirito inquinatizio. Inoltre per funzionare parassitano la corrente della città di XXXXX, che non è troppo lontana – in questo modo il consumo energetico è centuplicato inutilmente, e quando se ne accorgeranno sarà troppo tardi!"

Arrivano ora dei camion, accolti con grida di giubilo e fuochi artificiali alla nafta. Il perché è ovvio alla prima occhiata: sono camion della raccolta differenziata. Vengo a sapere che i conducenti sono stati storditi col Rimbambidol, e al risveglio non ricorderanno nulla. Lo scopo del dirottamente è quello di accumulare alla rinfusa la spazzatura differenziata, e poi bruciarla. Un lavoro faticosissimo, ma che tutti svolgono, dandosi il cambio, con gioiosa partecipazione. Lo Spreco, nellambito del P-Day, diventa una categoria morale, un imperativo categorico, si identifica col bene assoluto. Anche dello sforzo muscolare apparentemente inutile diventa in realtà utilissimo se visto nella giusta prospettiva: si impiegano le energie per un fine puramente entropico, danneggiando consapevolmente lambiente e sballando al massimo lecosistema. "Certo, da soli possiamo fare ben poco, ma alla fine ci riusciremo. Siamo solo agli inizi." Questo mi dice J.D., commercialista vicino alla pensione.

Qualcuno potrebbe dire si tratta di una cosa orrenda e immorale, visto che il mondo sembra sempre più simile al Titanic in rotta verso liceberg.  Riincontro K.M.B.  che mi dà la sua versione: "Quella del Titanic è una metafora molto forte, quindi ti spiego la cosa giusta da fare. Quando il Titanic affonda, cé chi si lascia prendere dal panico, chi rischia la vita correndo per le scialuppe travolgendo chiunque si metta in mezzo, e poi cé quello che dice che, sì, la nave affonda e vedrai muoio, quindi tantovale andare a svuotare il frigorifero." Una logica stringente che lascia poco spazio di manovra allaccusa, e ancor meno a qualsiasi tentativo di critica al P-Day, che vince con la forza di un monolite ideologico senza precedenti.

(foto: Trashorette, la mascotte del P-Day)

Che altro si può aggiungere? Ho assistito ad un raduno spropositato di gente che si sforza di inquinare e sprecare come forma di protesta verso lipocrisia moralizzante del nostro mondo. Quel mondo che ti bacchetta se dici "negro", ma poi vuole che i negri restino a fare i lavori servili. Quel mondo che se non sei della cricca giusta sei uno schiavo dei media e della tv. Quello che se non vai ad una marcia per la pace sei un guerrafondaio inquinatore che piglia tangenti da Washington. Il movimento del P-Day inizia qualcosa di grande. Clandestino e imprevedibile, privo di loghi, privo di slogan, affidato solo allo spirito indomito dei partecipanti che organizzano in gran segreto questi happening megalitici. Il prossimo? Non si sa nè dove, nè quando. "Ma il tuo contatto ti chiamerà, tranquillo." Me lo assicura una gentilissima signora di mezza età, E.V., maestra elementare.

P-Day. La rivoluzione comincia ora, altro che il Progetto Mayhem. Dora in poi, guardate con sospetto la spazzatura: magari credete di buttarla via, e invece finisce ad alimentare un bel rogo in un P-Day, dove tutti si divertono mentre tu idiota ti fai il sangue acido e sbavi bile corrosiva come il sangue di Alien tenendoti in camera il poster di Pecoraro Scanio, coglione! <!– –>