Archive for giugno, 2008


Enunciazione delle verità

Il nuovo disco dei Coldghei viene presentato come una grande novità, linizio di un percorso nuovo, sbroc sbroc a randa. Io lo so, voi lo sapete: non è vero un cazzo, è il solito disco di merda fatto di chitarrine delicate ma moderantamente grintose nei momenti più moderatamente rock, con eventuali presenze di archi, pianoforti e percussioni per variare il suono del gruppo che in realtà suona sempre uguale qualunque siano gli elementi aggiunti, perché limportante è costruire un avvolgente, aerodinamico, patinato, confortevole divano sonoro deluxe su cui Chris Martin può piagnucolare in lungo e in largo, conquistando le donzelle con la sua aria emaciata e i suoi grandi occhioni azzurry e la sua voce flautata e gravida di melodica sensibilità e preoccupazione per la drammatica china intrapresa dal mondo (o altre stronzate, basta che denotino sentimento e fragile umanità esteriore e interiore), perché i Coldghei mi sa tanto che sono sensibili, ahimè, un po come qualunque altro bastardo figlio di puttana che prende ispirazione dai Radiomerd. Poi si dice anche, come vanto, che il nuovo disco dei Coldghei sia stato prodotto da Brian Eno. Solitamente, un gruppo ricorre a Brian Eno quando:

1) ha uno sbanderno di soldi per pagarlo;
2) è in crisi creativa, e spera che limmane cattedrale di suoni orchestrata da Brian Eno diriga lattenzione dellascoltatore sui particolari ("guarda che arrangiamento cameristico!", "senti lì come si sovrappongono armoniosamente gli archi, il piano, il ritmo trip-hop e quello rock!", "dovè il bagno?"), in modo da distoglierla dal rivoltante esito complessivo.

Dal momento che i Coldghei i soldi ce li hanno, le idee no e stavolta ancora meno del solito, sono ricorsi a Brian Eno per tapparsi il culaccio. Mi pare ovvio. Lapalissiano. Trito e ritrito.

Naturalmente, è inutile specificare che per scrivere queste considerazioni non è assolutamente necessario aver ascoltato il disco in esame. <!– –>

Il mistero del referrersz

Penso valga la pena di riportare uno stupendo referrer che ieri mi ha procurato una visita. Si tratta di una delle frasi più assurde che abbia mai letto, sarei proprio una merda a non condividerla col mongo intero.
Eccola qui:

film scaricato da emule zebrato di giallo ?

Sarebbe interessante, a questo punto, tracciare un profilo psicologico del navigatore X. Non avendo le capacità e la competenza di Gil Grissom, sarà molto impegnativo, ma potrei scoprire qualcosa di importante e vincere un nobel che mi permetterebbe di essere invitato ai più migliori vernissasgsz e alle più fighe trasmissioni tv a fare lopinionista, tranne da Fazio perché mi sta troppo sul cazzo.

Ok, laciamoci in questa nuova avventura: il profilerzs del referrerz. Esaminerò il referrerzs sotto diversi aspetti metalinguistici e newitalianepici, in modo da trarre indizi ben precisi che mi consentano di restringere il campo in maniera progressiva.

Esame n.1: "zebrato di giallo"? Eh?

Mai sentito dire prima, "zebrato di giallo", ma con la fronte imperlata di sudore per il mostruoso sforzo immaginativo, posso supporre che voglia dire "a strisce nere e gialle". A questo punto suggerirei al navigatore misterioso, in futuro, di osservare meglio il regno anymale, perché ci sono già bestie orripilanti zebrate di giallo (api, vespe, calabroni, bombi), almeno quanto una zebra è apata di bianco. Dire "zebrato di giallo" al posto di "a strisce gialle e nere" o "apato" può essere indice di tre cose:

– ignoranza allo stato brado;
– voglia di fare lo sborone con locuzioni inusitate;
– cazzo, me la sono scordata.

Dal momento che la terza ipotesi è andata a puttane, ragioniamo sulle altre due. Lignoranza allo stato brado comporta la mancata conoscienza del regno anymale e del linguaggio metaforico di base. Però "eMule" è stato scritto correttamente, e lutilizzo del computer connesso a internet con tanto di motore di ricerca presuppone che un minimo minimo di qualcosa, il navigatore X, lo deve pur sapere. Esclusa lignoranza di base, si passa alla seconda ipotesi: la voglia di fare lo sborone. Il che è controproducente, perché una delle regole base della buona ricerca su internet è di non utilizzare termini iperspecifici su una cosa che conosci poco, visto che molto probabilmente finirai altrove – infatti il nostro X è finito qui.

Esame n.2: il film ed eMule
Il punto interrogativo a fine frase lascia presupporre una domanda sul titolo del film o sulla sua esistenza. Del tipo "esiste un film scaricato da eMule che sia zebrato di giallo?", oppure, "qualera il titolo di quel film zebrato di giallo che avevo scaricato da eMule?", o ancora "ci sarà qualcuno che ha scaricato da eMule zebrato di giallo?" Linsufficienza punteggiatoria infatti non ci permette di capire se "zebrato di giallo" sia una qualità del film o il titolo del medesimo. Fosse un titolo, la ricerca cadrebbe a vuoto perché non esistono film sì intitolati. Fosse una qualità, lorizzonte semantico si fa sconfinato. Si potrebbe pensare ad un film dove convivono aspetti contrastanti, dove ci sono forti dualismi, oppure cromaticamente caratterizzato da luci virate sul giallo e forti ombre. Film di questo tipo, in più cercati da gente che vuol fare la sborona con locuzioni stravaganti e metafore allvsive dai molteplici reconditi significati, vuol dire una sola cosa: X è una persona supponente e tronfia che cerca uno o più film caratterizzati da forti dualismi. Il fatto che li cerchi su eMule senza usare eMule medesimo lascia pensare che, tuttavia, gran dimestichezza col mezzo informatico non ce labbia, anche perché eMule cerca per string matching e non certo per generi, soprattutto se tanto nebulosi e strampalati: il nostro navigatore X potrebbe quindi essere una persona di una certa età.

Esame n.3: il fine della ricerca

Perché una persona di età avanzata, presumibilmente colta e spocchiosa, dovrebbe cercarsi film dal forte dualismo su eMule? Scaricando da eMule, notoriamente, si risparmia. Il navigatore X forse vuol vedere tanti film, o forse… deve farlo. Deve farlo per documentarsi, in vista di qualche lavoro. Di qualche apparizione pubblica, magari? Di qualche spettacolo? La figura del vecchio critico cinematografico è da escludere, perché un critico cinematografico sa già dove andare a parare, cosa cercare e come. Stessa cosa per un professore universitario di lettere moderne o di qualcuno che stia per scrivere un libro, o curare una raccolta o una mostra, sul cinema: tutta gente che conosce bene i cosa e i come. Ricapitoliamo: una persona di età avanzata, colta, spocchiosa, in cerca di un gran numero film dal forte dualismo, reale o metaforico che sia, per documentarsi in vista di spettacoli, o in generale confronti con un pubblico. Se pensiamo al cinema, quello americano è spesso caratterizzato da un forte dualismo o antagonismo fra figure accentratrici.

Il navigatore X è…
Provate a rispondere, su. Chi sarà mai quel signore anziano colto e spocchioso e pieno di sè che tiene spettacoli in giro ed è pure un grande ammaestratore di criceti e si dà il caso che proprio ora sia in procinto di partire con una nuova tournè? Eh? Su forza, ditemelo, non fate i timidoni! E proprio lui, bravi!



DARIO FO! (zan-zàn!!)

Ebbene sì, da una sola frase, sono stato in grado di dedurre che proprio Dario Fo è finito qui sul sblogbs! Io non mi sento onorato manco per il cazzo! E, mi pare ovvio, neppure lamico e collega Predator scoppia di felicità. Sic transit Ford Transit, come diceva quel tipo? Insomma, oh, vaffanculo e porto sei. <!– –>

Cazzate random per aggiungere un post

– Bene, lo strazio degli europei di calcio è finito. Non ho visto la partita, ma dai commenti sentiti in giro stamani sono rimasto stupito di una cosa: per la prima volta sento dire che la nazionale ha giocato di merda. Di solito no, è sempre che larbitro è corrotto, le scie chimiche, il complotto contro lItalia etc etc perché la nostra squadrina lei è la migliore di tutti nghè nghè ueeeeh e se perde non è colpa sua.

– Cé in giro il video di "You Shook Me All Night Long", classicone degli AC/DC, rifatto a Las Vegas da Celine Dion e Anastacia. Il popolo del rock, in particolare del giro hard & metal, naturalmente insorge. Scandalo, indecenza, orrrrrore, come osano, che tristezza. Ora, qui cé la performance:

A me pare molto energica e trascinante, la Dion che fa air guitar è legnosissima, ok, ma sia lei che Anstacia spaccano tranquillamente il culo, in particolare a tutte le soprano lesbiche del goth merdalz. Cioé hanno tiro, stanno bene sul ritmo, sporcano la voce dove serve e si divertono un mondo (è palese). Ah già, divertirsi un mondo. I merdallari non ne sono capaci, devono sforzarsi per capire il significato stesso della frase. <!– –>

Dura la vita del coglione, eh, Balte?
Ma poi cé le donne nude, tranquilli

Eh sì, Wally, sei un imbecille. Cioé, hai perso, eppure discorri di fare opposizione alle leggi ad personam ma senza antiberlusconismo, nel tuo classico stile moderato – la moderazione, sì, quella che Madre Natura ha dimostrato nellatto dellelargirti i neuroni. "Questo qui mi sa già di scemo, inutile aumentargli il neuronaggio oltre il livello minimo necessario per le facoltà motorie e linguistiche di base", deve aver pensato Madre Natura. Proprio per questi tuoi limiti intrinseci non puoi accorgertene, che sei mongo, ma continua pure così, che fai ridere.

Le considerazioni di lì sopra mi vengono dalla letture di questo fresco dispaccio Ansa. Lo riporto qui sotto per far sembrare il post più lungo e più serio, che poi magari fra un po di tempo il link non va più:

(ANSA) – ROMA, 20 GIU – Walter Veltroni ha annunciato per lautunno unazione di protesta e di proposta nel Paese che culminera in una manifestazione nazionale. La prova dei fatti, ha detto allassemblea nazionale del Pd, arrivera in autunno e sui temi economici sui quali gia esprimiamo un giudizio severo. Berlusconi, ha aggiunto, e incapace di distinguere linteresse privato da quello pubblico, faremo unopposizione intransigente alle leggi ad personam, ma niente massimalismo e antiberlusconismo.

Balte, che ricordiamocelo HA PERSO e quindi che gli piaccia o meno non conta una sega, può tarantellare fra Governi Ombra e marce in piazza contro il governo quanto gli pare, ma la sua mediocre demenza resta tale e quale. Tra laltro sta stronzata termonucleare del Governo Ombra vuol dire che ogni ministro ha un ministro-punchingball da prendere a colpi dei casi di stress. E non a caso, perché con le rimbombanti cazzate che spara ogni tre per due, in un deliro che lo vede attribuirsi i paramenti di Che Guevara, Gandhi, Noè e Miguel Bosè, Balte dà di sè unimmagine ben precisa: quella dello sfigato che frigna alle spalle dei bulli che lhanno gonfiato di cazzotti.

Ah-ah, Balte, baffangulo!

Bene, sbrigate queste formalità, si passa a qualcosa di completamente diversi. E più importante. Tipo Kim Kardashian, nota in USA ma (purtroppo) non da noi. Kim è famosa senza meriti particolari, ne avevo già parlano. E che è straricca, è amica di Paris Hilton, e quindi sé inventata una vita nel mondo del jet set semplicemente apparendo di qua e di là, girando poi un sex-tape col suo ragazzo (sex -tape che, involontariamente, è ovvio, è finito su internet), e lanciando infine un reality show che la vede protagonista assieme alle sorelle, "Keeping Up With The Kardashians". Una socialite perfetta.

Orbene Kim è bòna. Una morona con un bel viso un po esotico (il cognome tradisce origini armene) e un fisico bello burroso, in netta controtendenza con gli standardsz della donna tirata atletica scolpita palestrata. Ebbene, circolavano voci che Kim girasse sempre con sarong e pareini perché il suo celebrato sedere sarebbe in realtà posticcio, rinforzato da buttpad. Un buttpad è unimbottitura di silicone, da indossare sotto indumenti vari, fatta così:

Sarebbe stato un grande dolore scoprire Kim buttpaddata, siate comprensivi. Ma ora posso tirare un sospiro di sollievo. Una foto, scattata la scorsa settimana in un hotel in Europa, dove Kim fa il bagno in piscina con la sorella, ci mostra la regazzuola in costume come si deve, e non cé butt-pad che tenga:

Il problema in realtà è semplice. Kim ha un fisico curvilineo, burroso, formoso, insomma, così. Questo comporta qualche eccesso di ciccia & cellulite nelle zone classiche, tipo cosce e pancia. Purtroppo cé una piaga, nel mondo moderno, una piaga ben più grave dello zzunami, della guerra e dellesistenza dei Radiohead, con cui anche una ragazza di successo come Kim finisce per scontrarsi. Si tratta di quellabominevole criminalizzazione della morbidezza femminile che tanti danni produce nella nostra società – su tutti, la donna filiforme oppure iperscolpita e bionica come ISO9000 della beltade. Kim, grazie alla sua posizione di socialite, può glamourizzare ed esibire un fisico di tuttaltro tipo, ma resta lo stesso vittima del complesso di non conformità e così ricorre ai pareini e ai sarong alimentando voci malevole di butt-padding. Bah, chi ci capisce è bravo. Quindi, insomma, vai Kim, siano tutti con te. Noi di buon gusto e fine intelletto, almeno.

Concludo lasciandovi i link al sex-tape di Kim. Non è eccezionale, ahimè. Però oh, magari vinteressa, poi tanto si trova facilmente su eMule.

Kim Kardashian sex-tape su YouPorn: Parte 1, Parte 2

Perché mica volevate passare il weekend guardando i dvd di Benigni che legge la Divina Commedia, vero?!? <!– –>

Cretidiòzia alla millesima

Uno degli ammaestratori di cricerti più antipatici, insopportabili e mongoloidi che ci siano è Piergiorgio Odifreddi. Questuomo è troppo un coglione, non si regge, già a partire dalla sua parlatina saccentella, per passare a quel cabarettismo matematico con cui snocciola parodie di teoremi come se li traesse dai libercoli di citazioni brillanti per figurare bene in società, per finire poi con labuso di ipse-dixit, non-argomentazioni e, in ultima ma anche prima analisi, minchiate.

Questo qui sarebbe ordinario di logica matematica, e non riesce a tirar fuori un discorso strutturato e coerente per sostenere le sue argomentazioni (pfff, argomentazioni…).

Questo coglione sé inventato lateismo-chic salottiero e ha una bella masnada di criceti che gli vanno dietro per spocchia o ingenuità.

Questa testa di merda ha una dialettica infantile e micragnosa, non molto diversa dal bambino che ha appena scoperto il meraviglioso universo delle parolacce e quindi non fa che ripeterle allinfinito, secondo un trito schema fatto di

a) affermazione superficialemente provocatoria (es: “il Papa, che non paga lici, causa la stagflazione!“);
b) aneddoto pretestuoso (es: “Gauss a ventidue anni riuscì a dimostrare il teorema fondamentale dellalgebra, si può dire lo stesso di Gesù?“);
3) ipse dixit (es: “Niccce diceva che Dio se lè inventato luomo, la Binetti può solo rispondere col cilicio.“)
4) divagazione (es: “E allora perché nessuno dice niente dei due milioni di miliardi che il Papa prende da Cossiga?“)

Ogni intervento di Odifreddi si riconduce a questo schema, e produce quella sensazione sgradevole di odifreddite – quel prurito che solo limpugnatura di un M-60 può levarti dalle mani.

Odifreddi comunque è come un sinistro arcobaleno: di fondo è un cretino, ma è furbo abbastanza da sapersi vendere ad un pubblico di militanti identitari biliosi (criceti), almeno finché la corda non si strappa per leccessivo logorìo. Per ora il personaggio che si è cucito addosso funziona, almeno quanto Vlad Luxuria aveva funzionato: incarna uno stereotipo da baraccone, una caricatura di ateo militante che è appunto ateo, di formazione scientifica, sarcastico, senza peli sulla lingua, colto, pieno di aneddoti ganzi, che non le manda a dire, scientista, che non ha paura del Papa, laico, antiamericano, antiisraeliano, comunista… perfetto per ammaestrare criceti di diversa estrazione. Il copione è quello classico: i criceti lo applaudono e si incazzano contro lingiusto mondo cattolico leggendo i suoi stupidissimi libri e ascoltandolo in tv, il mondo cattolico lo addita subito come esempio di Male Incarnato che rappresenta tutti i difetti del mondo materialista nichilista comunista nemico dei nostro valori, e sono tutti contenti.

Odifreddi del resto non potrebbe certo esistere senza questa Strenua Pugna contro il suo Grande Nemico. Odifreddi ottiene i criceti nel momento stesso in cui attacca il Nemico, saltabeccando da una trasmissione allaltra, libero di sparare tutte le cazzate che vuole e di semplificare e distorcere la matematica a suo uso e consumo – nessuno verrà a contraddirlo.  Questo perché  come matematico, evidentemente, non vale un cazzo. Un matematico, e in generale un ricercatore, vero, non ha tempo per andare a dire cazzate da Vespa o da Crozza una sera sì e laltra pure. Un matematico si fa il mazzo per arrivare a pubblicazioni su riviste scientifiche, non per cazzeggiare in tv. Chissà se alcune cose che scriverò di qui a qualche mese alla fine verranno mai pubblicate… magari finisco per avere un curriculum di pubblicazioni scientifiche infinitesimo, ridicolo, inesistente, ma sempre più di Odifreddi!

Infine vorrei condurre una piccola simulazione della dialettica odifreddesca, che funziona secondo schemi pavloviani molto prevedibili. Dato che Piergy è sovietista (senza aver capito un cazzo dei soviet, come quei relitti che ti vendono “Lotta Bolscevica” fuori dalluniversità), antiamericano, antiisraeliano, antimperialista e antireligioso in versione deforme e fumettistica, giochiamo un po coi sillogismi per farci due risate.

Dagli assiomi:
– Piergy è ateo.
– Piergy sostiene che “butterebbe Gesù giù da una torre”.
– Piergy odia Isdraele stato fascista sbroc sbroc.
– Piergy odia (è implicito come nel 99% degli antiimperialisti superficiali) gli ebrei.
– Gli ebrei hanno ucciso Gesù.

Si deduce:
– Gli ebrei hanno fatto una cosa che sarebbe piaciuto fare a Piergy.
– Piergy vorrebbe essere ebreo.
– Piergy vorrebbe credere nellEbraismo.
– Piergy crede nellEbraismo.

===>

Piergy non è ateo.

Piergy direbbe che questa teoria non è coerente nè completa e magari tirerebbe fuori pure il nome di Godel. Così, come fanno tutti quelli che vogliono darsi un tono. Ma non essendo una teoria e ed essendo solo una minchiata che scimmiotta la logica matematica, è legittima almeno quanto le sue stronzate. La differenza è che le mie stronzate, purtroppo per me, sono aggratisse <!– –>

I negri ci rubano il lavoro, le donne, i bambini e i negri

Sé parlato uno sbanderno del problema sicurezza, gli immigrati, i pogrom di rom (o i romrom di pog) e i pogram di ram, le norme antiimmigrazione etc etc etc. Non qui, intendo, dico in generale – tutti i media ci scassano i coglioni con questa storia, tutti i vicini dombrellone ne chiacchierano, uno non può nemmeno sdraiarsi sotto lombrellone a succhiare un bel pezzo di ragù congelato che subito gli tocca sentire i discorsi dellimmigrazione. Che palle. Comunque limmigrazione è stata determinante per le elezioni, solo gli imbecilli come Bertinotti e Diliberto ancora non se ne rendono conto, perché sono sempre troppo impegnati a fare viaggi di solidarietà a Cuba o a provare la nuova balalaika comprata a Stalingrado.

Ora cavevo voglia di mettere insieme alcune delle frasi, fatte o sobrie, che si sentono in giro da anni. Spesso connesse con limmigrazione. Altre volte no, ma insomma, tutto non si può avere. I risultati sono sorprendenti e definiscono chiaro e tondo quale sarà il destino dellItalia sbroc sbroc, con gravissime conseguenza che ne minano alla base le radici culturali, il sangue patrio, il mos maiorum, lo jus primae noctis e la ventilatio intestinalis putrex. Il destino che molti temono, intendo.



(nella foto: invasore negro rapisce un romano fanciullo ariano)

Vecchia Legge Non Scritta: Laurea(Scientifica or Umanistica) ===> Trovare(Lavoro) and Sistemarsi(Diobestia)

Cioé, voglio dire, se uno studiava, e le lauree erano quelle che erano senza tanti voli pindarici, cazzi arrotati e cani stiacciati, era molto più facile riuscire a trovare un lavoro decente con cui campare meglio (ovvero, più agevolemente). La Vecchia Legge Non Scritta non era infallibile, ma era ragionevole. Poi oh, il mondo è cambiato, tante certezze sono diventate incerte, e ogni singolo atomo della Vecchia Legge Non Scritta è andato in crisi.

Mettiamo insieme, un po alla rinfusa, un certo numero di frasi, ognuna delle quali è un agente crisogeno (nel senso che "genera crisi", non oro, non rompete i coglioni con letimologia ora):

– cé un sacco di lauree che non servono a una sega;
– si laureano tutti;
– si è tutti precari;
– il titolo di studio è tanto comune quanto svalutato;
– tutti si laureano, nessuno vuole più fare "i mestieri";
– tutti, per laurearsi, restano in casa fino a trentanni e passa per pigliare anche il master e il postdoc e il cazzemmazz andando avanti con 545 neuri netti al mese;
– arrivano un sacco dimmigrati;
– gli immigrati fanno i lavori che i nostri giovani non vogliono più fare;
– gli immigrati ci rubano le tradizioni e i mestieri duna volta;
– un trentenne che da quando aveva diciotto anni lavora come falegname, meccanico, idraulico ha molti più soldi in tasca di un neolaureato della stessa età, è socialmente molto più avanti e più indipendente;
– direi che ci siamo.

Bene, tutte queste frasi hanno la loro dose di verità, no? Ecco, mettetele tutte insieme in un bel calderone, fate bollire e decantare, condite con una spezia chiamata "con qualcuno me la devo pur prendere" ed ecco la profezia che turba i sonni deglItaliani (ma più in generale, degli europei) che vedono nellimmigrato il lupo alla porta:

"I falegnami negri domineranno lItalia! Accorruomo e accordonna!"

Personalmente, ho poco da aggiungere e niente da obiettare alleventuale avverarsi della profezia. Non ho capito perché scienziati per la pace, scienziati delleducazione e scienziati delle culture interdisciplinari del multiculturalismo sarebbero più degni – lhanno scelta loro la via del call center nella speranza di entrare in qualche circoscrizione comunale e organizzare vernissagesz, mica il sudanese che fa il carpentiere e si mette su unimpresa e a trentacinque anni ha già famiglia e casa di proprietà. Anzi, almeno il carpentiere sudanese avrà i soldi per poter pagare gli scienziati di cui sopra che, usciti dal call center e ancora in attesa di finire nella circoscrizione e organizzare vernissagesz, possono pulirgli la casa o fargli il giardino perché lui dopo una giornata intera a smazzare legna e calce è (giustamente) stanco morto.

E la legge della domanda e dellofferta, bebi.*

* magari non è vero, ma ci stava bene. <!– –>

Qualcuno è wettinato

Parlo di chi apprezza il video di cui sopra, cioé "War Metal Battle Master" dei Lair Of The Minotaur, tratto dallalbum omonimo.

E un video troppo wettinato perché contiene:

– metalz che pestaz;
– spade;
– cattiveria;
– sbudellamenti;
– sangue a fiumi;
– urla;
– elmi;
– finisce male;
– due burrose lamia tettone che paiono disegnate da Frank Frazetta, in particolare la più bella, quella coi capelli lunghi.


E il più grande video della storia dei videi, almeno fino ad oggi. Chi non è daccordo è un fan de Le Luci Della Centrale Elettrica (e no, questi col cazzo che li linko, portano rogna solo dal nome). <!– –>

Ah, chiariamo una cosa

Bene.
Bene.
Bene.

Speriamo che infierisca il dovuto pure la prossima squadra, così tutti accasa, calcio di merda, te e il budello di tu ma. <!– –>

Il grande inganno della ruota

La nostra vita è circondata da ruote, al punto che le diamo per scontate. Ruote nelle macchine, nelle biciclette, nelle moto, negli aerei; ruote dentate negli ingranaggi di ogni dimensione, dagli orologi ai mulini; ruote versicolori, infine, infisse nei culi dei pavoni. Viviamo quindi in una società che ha sviluppato nei secoli un rapporto di dipendenza da questi oggetti, la cui presenza è tanto pervasiva, ad ogni livello, da passare completamente inosservata. Nessuno oggi riuscirebbe a pensare ad un mondo privo di ruote, è un dato di fatto. Ma le cose, ahimè, cari ingenui testedicazzo, non sono sempre andate così, mi dispiace dirlo.


Considerazioni storiche

Una volta non cera un cazzo di ruota, eppure la gente viveva, e viveva anche bene, perché non cera affatto limperialismo americano! Fior di civiltà ne facevano benissimo a meno, della ruota – basti pensare a quella grande culla dellumanità che era la Mesopotamia, la cui esistenza scorreva liscia liscia finché un giorno non inventarono la ruota. Sembra che parallelamente lavessero inventata pure in Cina, figurati. Ma nonostante linizio dellavventura della ruota, cera già, al tempo, chi se ne fregava e andava avanti per la sua strada fiero, a testa alta, seguendo solo i propri costumi e tradizioni, senza lasciarsi contaminare da effimeri ritrovati di culture diverse. Parlo della civiltà egiziana, naturalmente, che creava monumenti incredibili, visitati ora come allora dai turisti di tutto il mondo, senza cedere dun millimetro alle sciocche tendenze modaiole mesopotamiche, segno della decadenza e del rilassamento dei costumi. Potremmo dire la stessa cosa dei Maya, fiero popolo che praticò un antiimperialismo ante litteram. E non avevano la ruota, guarda caso!

(nella foto: le piramidi di Giza, la prova che la ruota in realtà non serve a un cazzo)

Viste le piramidi e le sfingi, eh? Ditemi quanti edifici di oggi, costruiti anche grazie alle ruote, dureranno per centinaia di anni. Del resto, se vuoi che un edificio duri centiania di anni, devi mettercene almeno altrettanti per costruirlo – una legge base dellingegneria civile che lintroduzione della ruota e le tecniche moderne di costruzione hanno pervertito.

Il mondo rotante

Dal semplice, agreste frantoio della foto qui sopra alle mega industrie siderurgiche passando per veicoli vari, componenti meccaniche, cazzi e mazzi dogni genere e specie, il nostro mondo è completamente invaso dalle ruote di ogni forma. Possibile che nessuno si sia mai chiesto da dove vengano le ruote? Chi le abbia inventate? Perché? Cosa ci sia sotto? Il fatto è che fin dai tempi remoti esiste una precisa iconografia che presenta le ruote come un fatto assolutamente naturale, normale, uniconografia che attraversa tutte le civiltà dotate di ruota ed è poi sfociata nellattuale pubblicità dellera plutocratica consumista imperialista. Basta prendere tre esempi distinti:

1) Vasellame greco del XILCMXILFG A.C.  :

2) Pubblicità della Seat Ibizia Speed :


3) La fontana di Cibele a Madrid :

In tutte e tre le immagini sono state messe in evidenza le ruote, calate nel rispettivo contesto con nonchalance. Una nonchalance che non si può più ignorare, che delinea scenari inquietanti e solleva molti interrogativi. Uno in particolare: posto che lumanità è caduta nel grande inganno della ruota, ritenuta indispensabile grazie ad unocculta propaganda protrattasi nei secoli e nei millenni, chi ci guadagna? Apparentemente, è un affare miliardario che consente anche un controllo indiretto sul mondo intero: pensate un po se la Goodyear non facesse più gomme? Se non venissero più prodotti cd o dvd? Se non si stampassero più dischi orari? Questo, naturalmente, presuppone che in realtà chiunque faccia affari vendendo, in una forma o nellaltra, ruote, faccia parte di un unico complesso industriale. O che tutto si riconduca ad un unico Potere in grado di intervenire direttamente sulla produzione mondiale di ruote. Ed infatti è proprio così.


Chi controlla la Ruota controlla il Mondo

La ruota, tornando a bomba, fu inventata sì in Mesopotamia, ma da un certo Solmanzzs Gldrbstenz Lvih. Un uomo che in seguito ha passato i diritti sulla ruota ai figli. E così via, e così via, fino ai giorni nostri. Oggi, chiunque produca qualsiasi cosa che sappia di ruota deve risponderne direttamente a questuomo:

Si tratta dellunica foto esistente di Solomon Goldbergstein Levy MCMXLVIII, luomo più potente del mondo intero, colui che può fermare tutte le civiltà semplicemente ordinando la fine della produzione di questa o quella ruota, mettendo così in ginocchio fabbriche, acciaierie, agricoltura, rotative, formicai. Tutto, tutto! E naturalmente, come sempre succede, si tratta di un ebreo sbroc sbroc!

La situazione è drammatica, maledetta la Sacra Sindone, non so se riusciremo mai a liberarci dal giogo della ruota e dal potere giudaico che attanaglia il mondo intero sbroc sbroc!

Nota inutile: lItalia ha preso tre mestolate in culo, alè! W lOlanda!! <!– –>

Per la barba del profeta! *

Cé una cosa che mi stranisce, in giro per il mondo. No, niente a che vedere con tutte le altre cose di cui parlano tutti gli altri sblogbs, no. E una cosa che succede spesso ai gruppi rockszr (quantomeno a quelli con radici antecedenti al punk-core-wave), quella di sentirsi in dovere almeno una volta di fare il concept album. E il concept album, di solito, è una pessima idea – una svolta artsy in cui un gruppo si sente legittimato e obbligato a sovraccaricare la propria musica, infarcirla di orchestrazioni, spingere sul dramma, sulla serietà, sulla ponderosa possenza. Credo sia un antico retaggio, quello per cui il rocksz dovrebbe in fondo rendere omaggio alla Grande Mvsica Accademica Romantica, anziché deriderla e pisciarci sopra. Il concept è il mezzo privilegiato per esorcizzare questi complessi di colpa e di peccato originale (su cui tornerò, lo giuro su Satana che ieri a tombola ha pure perso), peccato che spesso e volentieri faccia schifo e sia la principale causa di tutti quei dischi pallosi, tronfi, inutili e mongoli come "The Wall" dei Pink Floyd, "Tales From The Topographic Ocean" degli Yes, tutte le merdate merdal degli anni 90 tipo "Scenes From A Memory" dei Dream Theater, i dischi degli Ayreon, dei Rhpasody, degli Avantasia e chi più ne ha più ne metta. Più cé il "prog" di mezzo, più si tende al concept, più si fa cagare. Naturalmente ci sono pure i concept belli – "Tommy" (Who, IL concept), "Welcome To My Nightmare" (Alice Cooper – a mio avviso il migliore di tutti i concept), "Operation: Mindcrime" (Queensryche), "Dimension Hatross" e "Nothingface" (Voivod), "Obsolete" (Fear Factory), "Arthur" (Kinks).


Nostadamus?!?

Allora, il metalz è musica per sua natura portata alleccesso e alla rappresentazione apocalittica. Infatti spacca ed è ganzo anche per questo, perché fa da scenario naturale a racconti di devastazione e catastrofe secondo un punto di vista amorale, cinico e malvagio. Io mi sono scagliato più volte contro la gerontofilia che imperversa fra i metallari, rei di venerare sepolcri imbiancati allinfinito e diffidenti verso qualsiasi alterazione ai sacri dogmi. Accade anche che al cuor non si comanda, e accade anche detto cuore si infiammi non appena sono coinvolti i Judas Priest. Intendiamoci, loro se lo meritano, sono un gruppo storico e grandioso, mica dei pirla sopravvalutati tipo i Beatles.

<vanagloria>

Li ho pure intervistati un qualcosa tipo cinque volte, lultima due settimana fa, lennesima piacevolissima chiacchierata con Rob Halford. La foto lì sopra però è del 2002, lho solo messa per fare il guappo, e io in realtà sono più bello di così.

<vanagloria/>

Ok, questo post credo stia oltrepassando i confini del narcisismo. Dicevo, i Judas Priest. Wow, diogristingroce. Ecco, un paio danni fa annunziarono al mondo che il loro prossimo album sarebbe stato un concept, il primo della loro carriera. Porca merda. Su Nostradamus. Porca scureggia. Cioè, ci si rende conto? Un gruppo, in attività da trentacinque anni suonati, che fa il suo primo doppio concept album, e su Nostradamus. Molto metalz, molto Spinal Tap, molto da attendere col fucile spianato digrignando fra i denti frasi come "non me lo dovevate fare bastardi schifosi."  Questo perché io odio i concept che sono mongoloidi e non posso aspettarmi che una merda indegna da simili premesse, no? E così già pensavo ai Judas Priest che finiscono la carriera fra derisioni e lanci di ortaggi meritati. Pensiero orribile – un conto sono gli sberleffi che puoi attribuire al fatto della gente che non capisce un cazzo sbroc sbroc, un conto è se li condividi.

Fatto sta che "Nostradamus", sedicesimo album in studio dei Judas Priest, esce il 16 giugno.
Fatto sta che non mi risulta si trovi ancora su internetzs.
Fatto sta che il solo privilegio che si ha, a far parte dello scrauso mondo della stampa metalz, è quello di poter ascoltare un disco che non è neppure su internet perché la Sony lo tiene al sicuro e lo fa sentire solo a orecchie selezionate.
Fatto sta che io è un circa due settimane che lo sento con una certa qual attenzione.

Noooostradamus!
Oooour salvation!
Noooostradamus!

Hes avenged!

Mi son lasciato prendere la mano. Insomma, io questo disco lho ascoltato con mille titubanze e millamila timori, forte del mio odio verso la trofitudo gratuita, addiacciato dal bombardamente di concept da bimbominkia progmerdallari e dalle sbobbe vomitate su disco da Rhapsody e Manowar nellultimo lustro.

Invece invece… "Nostradamus" spakka. Teatrale, imponente, smodato, questo sì. Drammatico e molto narrativo, è un doppio cd con un pacco di canzoni e interludi che fluiscono luno nellaltro, formando un tuttuno di  grande effetto. Le orchestrazioni, che mi davano gli incubi, sono realizzate con molta intelligenza e hanno una grande capacità di suggestione. Lassoluto mattatore dellopera è comunque Rob Halford, primattore di straordinaria forza interpretativa – utilizza tutte le risorse della sua sconfinata ugola, e vien da chiedersi come sarebbe stato se lavesse inciso trentanni fa, anziché oggi! Siamo ad un passo dal musical, con alcuni momenti realmente strepitosi che rientrano nei classici assoluti del priestame – in particolare il duo composto da "War" e "Death", millenarismo metallaro allennesima potenza da parte del gruppo metal per definizione ed eccellenza. Qualche calo qualitativo cé, tipo quellassurdo ritornello in italiano di "Pestilence And Plague", o la goffa interpretazione operistica che apre la title track, o un pezzo troppo lagnoso come "New Beginnings". Ma sono quisquilie. Mi sono rotto, tanto poi chi vuole se lo ascolta. Fatto sta che questo disco rulla, e di brrrutto. Sarà indigesto per molti, orribile per altri, ma io ho ragione, sapete comé, quindi non è che mi preoccupi di molto.

No indiebloggerz allowed
Punto i riflettori ora su un fatto collaterale: al momento, molta, moltissima musica viene quasi pensata per la vita allinterno delliPod. Scarica-rippa-ascolta. Che è ok – da quando i media esistono, pongono dei vincoli che possono anche essere letti come stimoli creat
ivi. Gli incredibili capolavori di Jelly Roll Morton sono nati massimizzando la resa allinterno dei tre minuti di un 78 giri, tanto per dire.  Quindi, non è di per sè un problema, solo i mongoloidi restano fissati con lidea del gigantismo e del mvsico che scrive al chiaro di luna con la penna doca. No. Però uscire con un simile disco, recuperando il gusto del monumentale e per di più ultrametalz, è indubbiamente un atto di sfida mica da ridere, perché se anche i pezzi possono funzionare da sè, sta roba va sentita tutta insieme.

Rob Halford a riguardo mi detto: "Le canzoni in sé sono talmente buone che possono anche piacere prese singolarmente, ma di sicuro lalbum va apprezzato nella sua interezza, altrimenti se ne perde il senso. Siamo contenti di aver mantenuto alta lattesa, in questi due anni. Mi riporta ai tempi di quando ero ragazzo, quando facevi la fila per compare il nuovo disco di Hendrix o dei Led Zeppelin, di cui non sapevi un bel niente fino a che non lo mettevi nel giradischi, e poi lo gustavi lentamente, in tanti ascolti; e siccome lo avevi pagato non lo buttavi via alla prima canzone poco convincente, ma gli concedevi molte altre chance (ride, nda). E una dimensione dellascolto che si è persa e che in qualche modo abbiamo voluto rievocare con doppio album mastodontico e graficamente curatissimo, che vale il prezzo e ricompensa della fatica dellascolto. Come succedeva un tempo. Intendiamoci, non sono un vecchio nostalgico rincoglionito, apprezzo moltissimo la tecnologia e tutte le sue stupefacenti applicazioni, ma nella la musica qualcosa è andato storto – mi sembra che molti ormai concepiscano gli album per la fruizione sulliPod, o in macchina, e li producano proprio in questottica. Comprensibile, ma limitante. E svilente. Chi si adegua a questo svilimento della musica non dovrebbe andare poi a lamentarsene nelle interviste!”

Tutto il resto lo potete leggere sul numero di Rock Hard che esce la settimana prossima, sbroc sbroc.

Daccordo o meno, chi ascolta Notwist, Okkervill River, Amari, Le Luci della Centrale Elettrica o Baustelle (cioè, lammerda della mmmmerda da indiesbloggerz) avrebbe un bello stranguglione a sentire "Nostradamus", e questo è un validissimo motivo per giustificarne luscita.
 

* lintervista che ho fatto ad Halford ha lo stesso titolo. Transmedianesimo neo narrativo italicus epicus! <!– –>

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