E ieri intanto mi scordavo…

Dopo i centanni dalla nascita di Robert Heinlein, mi ricordo adesso di unaltra cosa, sempre in ritardo: ieri erano quarantanni dalla scomparsa di John Coltrane, uno fra i maggiori musici di sempre. E dire che, tornato a casa, mi sono pure sparato "Africa/Brass" a bombarda. Nella foto oltre a John cé sua moglie Alice, scomparsa questanno. Che tristudine mi piglia. Mi sa che a questo punto devo andare a sentire McCoy Tyner la prossima settimana. A chi volesse conoscere questo straordinario artista, io consiglierei di partire con "Giant Steps" o "My Favorite Things". E, alle più sfortunate vittime della sorte ribalda, di cancellare prima dalla testa qualsiasi cosa letta nel libro "New Thing!" scritto qualche tempo fa da uno dei Wu Minghia: non fosse stato un uomo modesto e gentile, Coltrane stesso lavrebbe peso a calci e poi gli avrebbe rotto un sax tenore nel cervelletto.

("My Favorite Things" dal vivo in un esibizione belga del 1965, quartetto storico Coltrane/Tyner/Garrison/Jones)

Un sacco di star della musica, negli anni, hanno sbandierato la loro adesione a questa o a quella corrente spirituale. Madonna ne sceglie una a stagione. Sting fa pratiche di meditazione, Tantra e sgommate sul ghiaino, Cat Stevens ora si chiama tipo Abdùl Salàm e lo arrestano agli aeroporti perché sembra un terrorista, ci sono quelli del feng shui, della coproterapia e del buddismo, chi più ne ha più ne metta. Frustateli tutti.

La ricerca di John Coltrane per il senso dellUniverso, fra numeri, numerologia e spiritualità, era autentica e originale e veniva molto prima delle sparate di quei coglioni citati sopra (Madonna però è ganza e non è cogliona): il grande sassofonista aveva elaborato un suo strano panteismo numerologico, partendo dallo studio di discipline e musica indiane. Il lato spirituale di Coltrane era così strettamente connesso con quello musicale da esserne, di fatto, inscindibile. Questo fa di lui "il mistico", secondo lagiografia postuma, almeno quanto Charlie Parker è incasellato nella figura del "tossico". Una macchiettizzazione un po squallida – fuori dai giri jazzaroli, troverete sempre Coltrane il Mistico, Parker il Tossico, Monk il Mentecatto, Mingus lIrascibile e Davis lo Stronzo, per dire, ma poca musica, perché quella come la matematica "è difficile e non ci si capisce un cazzo" e si preferisce intrattenere il lettore con laneddotica più terra-terra. Solo la mezza verità macchiettistica, cosa che un po fa tristezza.

Mamma mia, che tergiversata che ho fatto. Vabbeh, è colpa dei blogbs. Mi ritiro.  <!– –>