Ufffaaaa…

Till Lindermann se nè andato dai Rammstein sbattendo la porta. Questioni di ego, di soldi, di contrasti col chitarristone Richard Z. Kruspe, secondo il parere di Scott. Sia come sia, mi girano le scatole per questo, perché i Rammstein sono una delle due o tre migliori formazioni metal in particolare e rock in generale in giro oggi. Nonostante quello che possano pensare i "defender" (che sono idioti e dunque non contano), i Rammstein portano avanti da anni un granitico e originale progetto, fatto di una robusta impalcatura metallona ben radicata nel suono dei robotici Prong e dei vecchi immarcescibili Accept, di gotico germanico, di grandeur sinfonica dal taglio romantico e di miasmi industrial, allinsegna di unestetica decadente e di un fortissimo humor nero.

Marziali, tragici, grotteschi e potentissimi, i dischi dei Rammstein sono uno dei migliori commentari possibili alla tragicommedia in atto. E predicano ad una folla vasta e trasversale, non solo ad una conventicola di iniziati che si riunisce in club minuscoli.
Il loro show dal vivo poi è una bomba clamorosa. Tipo così:

Il possente cantante Lindermann era un tassello molto importante del sound dei Rammstein e del loro spettacolo, come ogni cantante carismatico che si rispetti. E ora ahimé sè levato di ulo. Al suo posto è già arrivato quello dei KMFDM, formazione tedesca fortemente debitrice dei Ministry, e chissà se la corazzata estberlinese riuscirà ad evitare questo iceberg. Intanto ci sentiamo limminente nuovo album, ormai registrato con Till, e poi vediamo che ci riserverà il futuro. Al peggio, una reunion fra dieci anni.

E che palle, e io che dal vivo non li avevo ancora mai visti e speravo di farcela almeno questanno… mavaffangulo! <!– –>