Pedate in culo come la rena

Keith Jarrett mè sempre stato sul cazzo. Le sue manie isteriche sono arcinote, fissazioni come quella del "niente foto o me ne vado" o di essere servito solo da camerieri che abbiano smesso di fumare da almeno tre mesi ti fanno pensare che sia un coglione e uno stronzo, come se non bastasse un disco furbo e sopravvalutato come il "Koln Concert" a fartelo odiare – soprattutto quando arrivano i bimbetti (possibilmente fan dei Dream Theater convertiti alla gez-fusgion come dicono loro) che giudicano antiquati musicisti geniali come Horace Silver e Bud Powell. Dio, che pedate del coccige. Oh, vabbeh, il quartetto americano (un disco: "Survivors Suite") e il quartetto europeo (un disco: "Belonging") di Jarrett sono in effetti belle cose, come pure il giustamente noto "Facing You", per quanto a me personalmente piacciano fino ad un certo punto. Molte altre tappe della sua lunga attività non le conosco, di conseguenza – se uno ti dice fino ad un certo punto mica ti cerchi tutta lopera omnia, no? Qui però non si parla di me, ma di sto stronzone.
Lodiosa stronzaggine del Keith in realtà la si può rintracciare fin da subito. Andiamo a cavallo fra gli anni 60 e 70. Sei un giovane pianista in ascesa. Ti chiama uno dei più grandi musicisti del secolo, anzi, di ogni tempo, ovvero Miles Davis, per suonare con lui. Naturalmente accetti, voglio dire, e quando ti ricapita? Ci suoni per circa un anno, registri assieme al trombettista di East St. Louis un lavoro denso, complesso, avveniristico e proteiforme come "Live/Evil", poi vai per la tua strada. Ok. E quando a pochi anni di distanza ti chiedono come sia stata lesperienza con Davis, rispondi con tono fra lo stizzito e linsofferente che lhai fatto per la carriera, la musica non era granché. Mi va bene lonestà, non molto il tono di velato disprezzo verso uno che vale mille volte più di te e a cui devi il grande passo avanti. Ecco, da questo singolo episodio si doveva capire che si aveva a che fare con un musico di rango, ma anche con un impareggiabile testa a pinolo. Lepisodio di Perugia laltro giorno é solo lennesima conferma. <!– –>