A famigghia, a famigghia…

(Nella photo: Mistress Seven, ex moglie del chitarrista/coglione Yngwie J. Malmsteen da cui è stata ripetutamente picchiata, ora dominatrix di professione nonché naturale emblema delle virtù muliebri e familiari)

Uno più uno più uno, di solito, fa tre. Ebbene mi sono trovato a fare la somma di tre uno (e non uni, come dicono addirittura alcuni professori uniBersitari), e non sono ancora in grado di dire il risultato, se prima non lo osservo. Potrei dire che è la somma di Schroëdinger, per accattivarmi le simpatie dellodifreddista di passaggio. Ma non lo farò, capito? Intanto però qualcuno meno cercopiteco degli altri avrà iniziato a chiedersi di cosa parli, di quali uno io stia parlando, perdiana e perbacco. Si tratta della somma di tre questioni, apparentemente slegate ma in realtà meno di altre, tutte sul tema della famigliua, tutte apprese da web e tv nel giro di una settimana scarsa.

1) Sul blog dellamyca EvilAri leggo questa notizia. In breve si dice che, secondo un intellettuale franciuese, poliandria e poligamia rappresentino la vera condizione naturale delluomo, e solo costruzioni morali e ideologiche a posteriori ci forzerebbero verso la monogamia e la fedeltà – da qui nascerebbero complessi, malesseri, repressioni, depressioni etc etc. Vita libera, con più relazioni sentimentali e sessuali intrecciate. Laristocrazia intellettuale francese pare sia andata in brodo di giuggiole e intenda ora redigere un manifesto di civiltà futura, sovversivo e distruttivo nei confronti di ogni tradizione. Con un bel corredino di pose annesso, ovviamente.
2) Vedo una trasmissione, sabato notte, su liti di condominio e scelte di vita particolari. A Milano. Ad un certo punto il servizio si focalizza su tutta quella gente che va la mattina prestissimo ai Magazzini Generali, aperti il sabato mattina anche al pubblico, per rifornirsi di grandi quantità di frutta e verzura a prezzi stracciati. I prezzi sono davvero molto bassi rispetto a qualsiasi supermercato o fruttivendolo (anche un decimo), ma è necessario e conveniente fare queste spese se si è in tanti (famiglione, gruppi di amici etc etc), visto che si vendono cassette intere e basta.
3) Stessa trasmissione, un gruppo di persone in unex villa (periodo imprecisabile, sono gnorante in materia) con cortile interno, stalla e varia roba. Villa che verrà ristrutturata e suddivisa in case, con alcuni locali comuni. E il concetto del… hmmm… boh, non mi ricordo, cera comunque un apposito termine inglese. Il concetto è di vivere in un gruppo di case con, appunto, alcuni ambienti condivisi e un clima di maggior confidenza reciproca rispetto alla normale vita di condominio.

Che dire? Fondamentalmente, che si stanno formando le condizioni economiche per un aggiornamento del concetto di famiglia. Non dico che da dopodomani ci ritroveremo tutti a vivere come nei libri di Robert Heinlein post-1960 – a riguardo, letture e riletture di "Straniero In Terra Straniera", "La Via della Gloria", "La Luna è Una Severa Maestra", "Lazarus Long LImmortale", "Operazione Domani" e "Il Pianeta del Miraggio" potranno dire molto di più di quanto possa mai teorizzare un intellettuale qualunque, oltretutto francese e come se non bastasse più di quarantanni dopo il grande scrittore americano. Ma se ci si pensa, la consociazione di diverse persone sotto un unico tetto, in spazi semicomuni, che collaborano per lacquisto di grosse quantità di cibarie, che suddivisono consumi, e che già che ci sono intrecciano una serie di relazioni… ecco, alla fine non appare così stravagante e/o improbabile, per il fatto che i sempre meno soldi, i sempre maggiori prezzi dei beni comuni, gli affitti e i prezzi immobiliari sempre più vicini al taglieggiamento e vari altri problemi di questo ordine potrebbero costituire un buon motivo per organizzarsi in simili tipi di convivenza. Chiamamole famiglie allargate, chiamiamole "nidi", che ne so.
Resta il fatto che, guardando un po oltre, è uno scenario che sembra realistico. Da noi avrebbe la massima delle resistenze, fra papi e Femili Ghei vari, soprattuto nel caso che il "nido" volesse una forma di riconoscimento legale. Altrove chi lo sa. Chissà che succederà, quando e se lidea inizierà a diffondersi. Perché la motivazione economica, per favorire la sussistenza, è la più forte nonchè la più sentita nonchè quella che facilita la riconsiderazione delle idee.

Sul tipo di famiglia tradizionale come frutto di condizionamento culturale, più che di "natura", sono daccordo. Del resto le famiglie estese sono un tratto comune di moltissime culture, del passato e del presente. Vedremo. Fatto sta che per Razzo 16 e i suoi successori, se saranno sempre così rompiballe, la vedo male. <!– –>