Chi sostiene i pacs è ghei

La grande stronzata degli ultimi giorni, oltre alla telenovela dei coniugi Berlusconi, è la querelle "pacs si – pacs no". Non voglio entrare nel merito, ma come al solito soffermarmi su come largomento viene trattato mediaticamente. Tanto per cambiare, é lennesimo osso da gettare in pasto alla gente per partecipare al Grande Gioco della Politica – di fatto, un reality, pero senza le donne nude  e quindi peggio.
La questione fa acqua da tutte le parti.
1) Come vogliono farli questi pacs? Dove iniziano? Dove finiscono? Cosa comportano? Per ora, a parte vaghe parole che sembrano lette da un depliant dellazienda del turismo olandese e una serie di ritrattazioni ("mah, si, no, faremo così, anzi no, cosà, e no, ma forse…"), non ce un cavolo di vera proposta. E già questo la dice lunga.
2) Il grande reality delle multifazioni: i due schieramenti sono come idre di Lernia, ogni testa pensa la sua, e così ogni elettore puo essere sicuro di trovare in entrambi i gruppi delle voci rassicuranti. I "progressisti" troveranno, nella parte che hanno votato, chi dice "si al pacs", mentre i "progressisti ma meno" (cè chi li chiama cattocomunisti, termine fuori tempo massimo quanto comunisti) troveranno nello stesso schieramento chi dice "no, parbleau". E lo stesso dalla parte dei "tradizionalisti".
3) Di fatto la bolla daria scoppierà. Perchè è una bolla daria che fondamentalmente segue una moda, una moda che cozza con la mentalità arcaica dellItalia. Combattere la questione sul piano strettamente politico è una vittoria di Pirro, perche magari la prossima legislazione ti càa in testa e disfa tutto. Come fu per il divorzio, finche il pacs non viene sentito da tutta la popolazione come una cosa importante, finchè non sarà penetrato nelle coscenze, hai voglia di discorrere, ma non succederà niente di significativo.
Ergo, è tutto un fiume strabordante di stronzate!

La nazione della tradizione
Siamo il Vaticano con lo stivale intorno, e mica per scherzo. 
LItalia è litigiosa e campanilista allo sfinimento, ma su alcune cose è unita: i mondiali di calcio ovviamente, e poi le questioni che riguardano la Morale e la Famiglia. Hai voglia di suddivisioni sugli argomenti più disparati. Poi finisce sempre che una nazione di gente di cultura cattolica, con determinati complessi di colpa mal assimilati e la sfera sessuale usata sempre come bastone-e-carota, voti compatta verso la tradizione. E dunque, finchè non è la cultura a cambiare, ci si scorda qualunque progresso, in particolare in questo campo. Cè chi dice che pure la Spagna è cattolica: è vero, ma solo lItalia ha il Vaticano, ovvero un network capillare di grilli parlanti. Il fatto che nella realtà dei fatti molti di quelli che professano i classici valori della famiglia vadano a troie, o nei bordelli thailandesi durante le vacanze di lavoro, o abbiano lamante gay, poco importa: il voto (al referendum e ad altro) rispecchierà come vogliono apparire, non come sono. Cè da vedere se fra venti o trentanni il sentire comune avrà fatto dei passi in avanti o meno. Lalto numero di giovani ciellini e papaboys, per esempio, come lo possiamo leggere? Come un estremo. E se è un estremo, alla base cè un foltissimo numero di persone  che condivide buona parte delle stesse posizioni fondamentali senza essere altrettanto estremo e, al momento decisivo, le sostiene tutte. Sono i cattomoderati, che moderati sono finchè non si chiede loro di prendere in considerazione per un attimo qualcosaltro.

In parole povere
Questo scannamento per i pacs pare solo un brutto feud uscito dallultimo mese di Raw. <!– –>