Mi vollio coNprare i vinyli e i compatts

Una lamentela che si sente sempre più spesso è che nessuno compra i dischi/dvd, i negozianti sbaraccano, resta tutto in mano alle grandi catene che in quanto porci capitalisti non mettono in vendita i prodotti di qualità ma solo la merda commerciale per gente ineducata che vota Forza Italia (dicesi anche "sindrome del controfestival di Mantova").
Si tratta allo stesso tempo di una verità e di una bugia, perchè come al solito gli strali arrivano per bocca della parte lesa, in particolare gli ultimi due anelli della catena: negozianti e distributori. E soprattutto, da quellimmondo schifoso vampiro di merda che è la SIAE, lorgano nazionale per la difesa dei diritti dautore che è un mostro parastatale burocratizzato e ricattatorio la cui fine (possibilmente sanguinolenta) è solo auspicabile.
Andando con ordine, da che mondo è mondo i maggiori compratori di musica sono gli appassionati di musica. La "roba commerciale" ha soprattutto un gran pubblico distratto di compratori da una botta e via, oppure un folle numero di fan fedeli (basta vedere i feudi di Ligabue, Eros, Vasco etc etc). Nel secondo caso, le vendite sono automatiche. Nel primo caso ci sono delle fluttuazioni, ma il riscontro è sufficiente per affollare una top 30 italica (rilevata peraltro in maniera molto approssimativa e con un campione troppo ristretto). La manfrina che si sente più spesso è che internet abbia dato una coltellata mortale alla vendita dei dischi. La gente non va più a scartabellare nel negoziuccio, preferisce scaricare asettici byte con i vari eMule, Azureus e via discorrendo, e tanti saluti. Ora, è naturale che con larrivo del p2p e della connessione veloce si scarichi tutti come maiali. Chi in fin dei conti non ha un grande interesse nella musica, si tiene la roba scaricata esattamente allo stesso modo in cui anni fa si teneva la cassetta copiata dallamico. Chi non ha soldi… anche, verrebbe da dire.
Ma se i dischi costassero in media sei, sette, otto euro di meno, non sarebbe leggermente meglio? Ed è qui che la SIAE di merda entra in gioco, con lIVA più bestiale mai vista: un bel 20% che va ad aggiungersi al costo del cd, al costo della distribuzione, al costo del costo del costo, e che porta alla fine a quei bei 18-20 neuri che troviamo in un sacco di negozi. Prendiamo un libro, lIVA è al 4%: "è un prodotto culturale", mi si dice. La musica è "un lusso". E una gran stronzata perchè ci sono libri e dischi di merda come libri e dischi straordinari, mi pare banalerrimo. Alcuni, un po ingenui, vengono fuori con obiezioni tipo: "ma ti pare giusto che Britney Spears e i Motörhead costino uguale?" Certo, perchè se il prezzo è basso è più facile attrarre il curioso. E poi per i libri è uguale: i prezzi sono più vari rispetto ai dischi, ma IVA bassa per motivi di "cultura"… per i libri di Baricco, o dei comici di Zelig, beh, fa accapponare la pelle.
Tornando a capo, è vero che i negozi registrano abbassamenti di vendite.
E vero che centra internet.
Ma non è tanto il p2p, quanto i negozi online. Esteri. Proprio così: andate su negozi online, vedete i prezzi del nuovo e dellusato, valutate e poi scegliete. Arriva tutto a casa, costa meno, risparmiate, e la SIAE piange. Ditemi se non è bello tutto ciò. Io ci vado nei negozietti, ma a meno di non trovare roba a 10,90 neuri, o in casi particolari di lo-voglio-ora-grrrrr, vado prima a vedere sui miei rivenditori di fiducia online e nel caso compro lì. Tra laltro la roba che viene dallEuropa ha spese di spedizione bassissime o anche nulle, nel caso di certi rivenditori. Tempo fa volevo "Tijuana Moods" di Charles Mingus, che nei negozi nostrani si trova a prezzi folli, da 24 a 28 euro in genere. Lho preso su Blahdvd a 11,99, stessa identica edizione cartonata doppio cd. Ed è solo un esempio di tanti eccellenti affari che si combinano in rete. Vi fate una bella carta prepagata e vaffanculo SIAE, muori. E come me, lo fanno sempre più persone.
Una volta conveniva anche lacquisto in America, soprattutto grazie al cambio molto favorevole, ma ora non è sempre così: scoperto il gran numero di acquisti online è stata applicata subito una orrenda tassa doganale sui pacchi, e così lo si piglia nel baugigi a meno che la spedizione non arrivi per lettera (sapete, quelle buste imbottite).
Per il resto, contribuisci anche tu alla morte della SIAE. Compra su internet, se ti interessa la musica.
Personalmente mi rifornisco da:

Amazon.co.uk e Amazon.de
Filiali europee di Amazon, catalogo elefantiaco. Un po di spesa di spedizione, ma solitamente ridicola. E poi gran quantità di usati e similia.

Play.com
DallInghilterra con ardore. Buon catalogo, anche se la roba indipendente si trova fino ad un certo punto. Spese di spedizione zero, consegna rapidissima una volta che la roba è arrivata. Ora hanno iniziato a trattare pure usati mediante i rivenditori associati.

Blahdvd
I prezzi più bassi, zero spese di spedizione, catalogo non vastissimo almeno per ora, ma val sempre la pena.

Gemm
Marketplace gigantesco con criteri di ricerca affinabili, nuovo e usato, rarità e comunità, collezionismo e plebe. Se non cè qui non esiste.

Avanti, che aspettate? La SIAE aspetta. Di crepare, e anche TU puoi aiutarla. Tra laltro molti musicisti italiani hanno preferito registrarsi presso la GEMA, la società degli autori tedesca: costa molto meno, non hanno noiosi esami dammissione e la burocrazia è assente. Si limita a tutelare il diritto dautore e a non rompere le palle.
Internet sta liberando sempre di più la gente dai vampiri. Ci sono pure i serivizi di stampa a richiesta se volete pubblicare libri senza passare dal racket delleditoria tipo Cafepress e iUniverse . Che consumiate o produciate, tenetelo docchio, perchè il potenziale è infinito e alcune di queste potenzialità vengono per fortuna prese in considerazione. <!– –>