Les sciansòn de Parì

Qui sha voglia di un post frivolo e mondano, diciamo almeno quanto Paris Hilton. Hmmm…. e allora perchè non parlare proprio di lei, di Parisìlton? Ma si, ma in fondo, ma chi se ne freg…SBANG (albero di natale sulla schiena, stile "Il Secondo Tragico Fantozzi").
Orbene, dunque, Paris.

Un disco

E uscito il disco di Paris Hilton, lo saprete anche perchè "Stars Are Blind" questestate si sentiva a randa da tutte le radie dellorbe terracqueo. La singolarità di questo album non è nellalbum in sè, che è quanto di più normale ci possa essere – un disco stile teenidol per un pubblico teen in cerca di idol. No, la particolarità di questo album è la sua genesi. Prendiamo il percorso di altre popstar femminili:
Madonna era povera, potenzialmente carina, ci sè messa con tale grinta e determinazione da far paura a Hitler, ed è arrivata a dominare il mondo, al punto che su di lei si scrivono pure noiosissimi saggi semiologici. Grandissimi doti dintrattenitirice, cantante modestissima, capacità incredibile di fiutare/indirizzare il gusto, camaleontismo allo stato puro – tutto è futile, tutto è dimportanza capitale. Madonna crea, il mondo segue.
J-Lo era unaltra ragazza povera, newyorkese, con una grandissima ambizione e altrettanta voglia di farcela. Doti vocali quasi nulle, fascino latino, picchia e mena ce lha fatta a costruire un impero, dio paguro. Rispetto alla Ciccone è molto più costante, nel senso che Jennifer non ha mai alterato più di tanto il suo stile fatto di latin-hop e ci tiene molto a farci sapere che è sempre una de noantri.
(tra laltro preferisco queste due a quella foca mestrua di Bjork)
Le Spice Girls: ormai finite, in ogni caso fenomeno ben costruito dai manager/discografici. Ognuna di loro proveniva dal niente, ognuna incarnava un tipo e recitava a soggetto (la Sportivetta, la Ragazza Acqua e Sapone, la Vamp, la Negra e la Modella), si sono godute il loro momento di fama e sono scomparse. Professionalissime, hanno imparato a ballare e a intrattenere, seguendo la solita storia stalle->stelle->stalle. Da soliste, a parte un piccolo espluà di Geri Halliwell, buchi nellacqua.
Britney Spears: brava ballerina, pessima cantante, ottima venditrice di marchio e immagine, una carriera allinsegna della provocazione lolitesca sbocciata in femmefatalismo da postribolo, qualche scivolone da cui è ricaduta sempre in piedi. Pure lei proviene da un ambiente tuttaltro che agiato.
Christina Aguilera: simile alla Spears come estrazione e decorso, solo molto più dotata vocalmente e fin dallinizio volgarissima.
….
E si potrebbe continuare. Tutte queste storie hanno un tratto comune: ragazze magari discrete ma non bellissime, di origini povere o piccoloborghesi massimo, desiderose daffermazione, fama, successo, e tutte queste cose insomma.  Madonna e J-Lo hanno imposto sè stesse, le  Spice hanno interpretato un ruolo imposto loro dallalto. Il fine è stato raggiunto, sebbene le prime due (ma pure Britney e Christina paiono sulla buona strada) abbiano saputo capitalizzare sui propri successi iniziali e creare la propria griffe immaginifico-sonora, il proprio universo e impero a lunga durata, e le cinque inglesi manco per il cazzo.
Ma Paris? Paris sfugge a questa dinamica, ed è uneccezione pure ad unaltra dinamica popolare in questi anni: quella della star da reality, il mediocre che mettendo in mostra la propria mediocrità senza alcun paravento ottiene il quarto dora di celebrità teorizzato da Andy Warhol.
Paris è un caso a parte.

Tracce biografiche

Le trovate un po ovunque e poi non è che siano tanto interessanti – Paris Hilton è la figlia degli Hilton quelli degli hotel, è unereditiera ultramiliardaria che ha la fortuna di non avere il bisogno di fare un cazzo da mane a sera. In foto cè la hall dellHilton di Praga. Già solo avere quel singolo albergo lì vorrebbe dire futuro assicurato, e invece gli Hilton ne hanno un bel pò sparsi ovunque. Quindi, dire che dorme fra due tonnellate di guanciali è superfluo.

Star power

Cosa ha fatto Paris Hilton per diventare così famosa?
E bella?  No, fa schifo al cazzo.
E simpatica?  Quanto un cormorano morto di vaiolo.
E intelligente?  Non si sa.
E furba?  Poco ma sicuro.
E presenzialista?  Da morire.
La combinazione di queste caratteristiche, più altre sei o settecentomila che mi sono scordato, ne ha fatto il caso che è. Non ricordo quando sè sentita nominare le prime volte, fatto sta che tutti hanno preso a parlare di lei.
Invitata allinaugurazione del Disco Golem di LA.
Presente ai Grammy Awards.
Presentatrice della Coppa Ciuinga.
Paris di qua, Paris di là, Paris di qua, Paris di là
Paris di su, Paris di giù, Paris di su, Paris di Giù
Pronta prontissima è come il fulmine
E il factotum della città
(della città, della città, della città, della città)
Ehm, mi son fatto prendere la mano. Ma oltre al presenzialismo sfrenato, il netto balzo in avanti è avvenuto seguendo le orme di Pamela Anderson: il filmato sezzi su internet. Fermo restando che se quello della Anderson è noioso, almeno lei è bella, mentre Paris no. Sia come sia, il notoriametro va alle stelle.
Piovono richieste di partecipazione a tutti gli eventi mondani, quelli a cui prima accedeva lo stesso in quanto rampolla regale ma dove era una dei tanti allombra delle vere star – ora invece è lei stessa una vera star. Si scatena, come per ogni star, il culto della persona, che viene amplificato dal megafonone di internet. Sebbene Paris non faccia nullaltro che presenziare e attirare i paparazzi che la riprendono mentre beve, mentre vomita, mentre sta lingua-in-bocca-e-dito-in-culo al banco dello Sciabadoga con un ballerino frustone in cerca di notorietà facile, mentre esce da una clinica che forse fa chirurgia estetica forse riabilita dallalcoolismo, mentre tira coriandoli a un barbone, men
tre tira fuori il chihuahua dallarmadio, mentre si picchia con una che non lha riconosciuta,
mentre fa cose simili, ecco, tutti vogliono sapere qualcosa. Cè ormai un culto feticistico per qualsiasi cosa riguardi Paris: cosa indossi ai Merd Awards, che capelli esibisca al party per luscita del nuovo disco di Justin Timberlake, quale sia la sua boutique preferita, chi laccompagni alla prima di "Scary Movie XIX", etc etc. E naturale che lindustria dello spettacolo abbia srotolato i tappeti: se genera tanto interesse senza fare un cazzo, figuriamoci a vendere qualcosa che la coinvolge. E infatti: qualche film (del cazzo), un disco, poi forse farà linee di abbigliamenti e profumi, che ne so.
Non sa cantare? Nemmeno Britney o J-Lo, se è per questo. Non è bella? Neanche la Aguilera. E si potrebbe continuare.
Ma la conclusione che dà un senso al tutto è unaltra: Paris Hilton è diventata Paris Hilton per un semplice motivo.


Paris Hilton non ha voglia di fare un cazzo

Questo è il motore primario: non aver voglia di fare un cazzo. Paris non è spinta dalla voglia di riscatto e affermazione che può avere una ragazza povera e dal futuro incerto, come lo erano Madonna e J-Lo, perchè è stramiliardaria. Il mondo della reality tv consente ai nessuno di finire sui rotocalchi per un po, ma lei non ne ha mai avuto bisogno: aveva già le porte spalancate per andare ovunque le garbasse. Le era necessario solo che locchio dei riflettori la puntasse. Ma non cantando, non recitando, non provandoci (non avendone voglia!), non avendo particolari ambizioni, la via più semplice era la migliore: fare cazzate. Perchè se le cazzate le fa Joe Nothing, chissene, ma guarda lì la figliola degli Hilton mezza ubriaca che tasta il culo a Michael Jackson (flashflashflash)…  E così arrivano anche dischi e film. Che però, nel pianeta Paris, sono solo un accessorio, un sovrappiù.
Eroina dei nostri tempi, non cè che dire.

<!– –>