Sic transit gloria immundi  

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Avevo fatto un posto assai bello e intelliggggente, ma poi per motivi poco chiari il browser è stiantato e con esso il post, che non avevo scritto sul blocco note per poi copincollarlo qui. Eh, che palle. Tra laltro la cosa è strana perchè sono su una rocciosa Suse 10.1 con lultimo Firefox, roba bella solida che non si fa intimidire da un processo di merda. Eppure, eppure… avete visto che è successo? Un mistero, o un segreto, forse a Fatima ne sanno qualcosa. Oppure allOpus Ghei.
Fatta questa doverosa premessa, sposto lattenzione su questa notiziuola: in sostanza dice che liPod viene montato e assemblato in Cina, tenendo gli operai in condizioni di lavoro vergognose e vessatorie. Ora, tutto questo per me è ok, visto che sono da sempre favorevole al Commercio Iniquo e Colonialista. Vorrei mettere la cosa nella giusta prospettiva a beneficio di taluni militanti antimperialcoglionazzi, che magari sono anche fan degli U2: è ganzissimo, credetemi, ci ho provato e ho ottenuto risultati strabilianti. Leggete, via.

Bill Gates, si sa, è Sauron: americano imperialista multimiliardario monopolista che cerca di stroncare sul nascere la concorrenza, nonchè produttore di software di mediocre qualità (cosa peraltro vera a seconda di quali prodotti prendiamo in esame).

Apple è la finta concorrente mainstream di Microsoft: finta perchè occupa una nicchia di mercato molto piccola coi Mac e campa fondamentalmente su iPod (prodotto spettacolare, tra laltro) e multimedia, i cui guadagni consentono di tener vivo il Mac anche in perdita. Mac che è il re dei sistemi chiusi e blindati, ottimizzato per il suo software (e il software di conseguenza) in una doppia stretta che lascia poco spazio di manovra a chi volesse il look figone del Mac con altri sistemi sopra.

Larrivo del mondo Linux e Open Source  ha rotto un po le uova nel paniere, creando un fronte di informatica anarcoide frenato solo dai limiti fisici della dipendenza dallhardware (ovvero, produrre microprocessori costa un casino e non potete farlo a casa vostra). Apple si avvicina guardinga, e con riluttanza, alladozione della filosofia open: ma alla fine lo farà o no? Di per sè chi se ne frega, solo mi fa un po ridere che lazienda di Steve Jobs, unazienda "corporate" con tutti i crismi del caso (tra cui, sè visto, i cinesi che montano gli iPod a frustate), venga vista come paladina della libertà dagli antiGates.
Ora pensateci: la diffusione del libero sapere è cultura. Il progresso è cultura. Linformatica open è un enorme piattaforma per il progresso tecnologico e culturale, dellinformatica stessa come della cultura di chi ne fa uso; è forse, per una volta, una delle crociate non vane e non cretine che si compiono al giorno doggi, perchè si basa su un campo ben definito a cui si può contribuire davvero in maniera diretta (leggete qui il noto articolo "La Cattedrale e il Bazaar" tradotto in italiano).
Ora pensate a Bono Vox: personaggio assai visibile, famosissimo, sempre a blaterare e a sponsorizzare e ad invitare popoli e potenti della terra ad aiutare i negri (lui personalmente potrebbe provvedere alla costruzione di qualche ospedale e acquedotto, tanto per iniziare). Lunica affiliazione di questo patetico individuo al mondo dellinformatica è attraverso la Apple, che fa gli iPod, montati dagli schiavi cinesi.
Capito ganzo? Poteva aprire una fondazione per lOpen Source, sostenerne la causa e diventare come Mark Suttleworth con la Ubuntu. Invece, vai di Apple. E non dite che "magari non ne sa niente", perchè almeno di nome Linux e Open Source ormai sono concetti noti a tutti, lo sa anche il maiale.

E cè gente che ci crede, a Bono… ma come si fa?
Immagiamocelo mentre va a prendere un cocktail con Steve Jobs in un raffinatissimo lounge bar interno alla sede della Apple, poco dopo aver implorato Bush e Condoleeza Rice di esportare pace e democrazia. Vediamolo entrare in quel bar asettico, sobrio, essenziale certo ma non abbastanza da far passare inosservato il gran dispiego di materiali allavanguardia e le alte spese di design. Guardiamoli, Bono e Steve,  mentre si siedono sulle sdraio della terrazza, mentre un cameriere* in livrea porta loro succo di polpa di avocado tauriensis, tartine di filetto di panda e burro di papaya, e composè di ostrica, kiwi e medusa. Là, nellangolo di paradiso tropitecnologico di Jobs.

*ovviamente negro. <!– –>