Come li riinventano male, i nomi dei filmi

Con quale criterio "The Devils Rejects" diventa "La Casa Del Diavolo"? E per di più con la solita "C" stile "La Casa", che tanto ci vuole sempre? Misteri. Sia come sia, questo film è, detto in poche parole, una roba bellissima fantastica coraggiosa fuori dagli schemi vaffanculo. Rob Zombie, dopo "La Casa Dai Mille Corpi", ha dimostrato di saper fare ancora di meglio e ha raggiunto un livello clamoroserrrrrimo. Di genialoide cè tanto, così procederò nella disquisizione secondo il principio più naturale e sensato del mondo: completamente a caso.

Un seguito intelligente
La regola classica è quella di fare un seguito che mantenga la struttura e gli elementi di successo del film precedente. In questo modo si stabilisce una forte continuità che attira chi ha già apprezzato il primo episodio, ma troppo spesso il secondo (terzo, quarto, quinto…) capitolo della serie si risolve in una versione minore, quando non in una vera e propria brutta imitazione, delloriginale. La mossa giusta invece è quella, per esempio, di "Aliens": ci sono i saldi legami col passato (Ripley e gli alieni), ma poi il film va a parare altrove. Rob Zombie ha fatto proprio così: la carismatica famiglia Firefly è presente, limpronta è unaltra, perchè si passa dallefferato horror anni 70 (modello di riferimento: Tobe Hooper e "Non Aprite Quella Porta") al western violento e anarcoide (modello di riferimento: Sam Peckinpah e "Il Mucchio Selvaggio").

La storia della vacca Vittoria
In seguito ad unoperazione di polizia, guidata dallo sceriffo Wydell II (fratello dello sceriffo Wydell ucciso nel primo film), i Firefly sono costretti a separarsi. Durante lassalto alla loro pittoresca dimora, il fratellone Rufus viene ucciso, mamma Firefly (qui Leslie Easterbrook di "Scuola di Polizia" al posto di Karen Black) fatta prigioniera, Otis e Baby scappano non prima di aver comunicato a loro padre, listrionico clown Captain Spaulding, di mettersi in fuga perchè è un casino, porco boia. E linizio di una sarabanda violenta, disperata, uninseguimento attraverso i deserti della profonda provincia americana punteggiati da motel, drugstore, strip bar in cui i ruoli di buoni e cattivi si invertono più volte fino ad annullarsi: guidato dalla vendetta e dal desiderio di morte, lo sceriffo Wydell diventa un sadico più crudele e mostruoso dei Firefly stessi.

Firefly power
La famiglia di sadici istrionici pazzi adorabili qui viene approfondita di più. Soprattutto colpisce il senso della famiglia che unisce Otis, Baby e Spaulding, tutti e tre legati da un sentire comune e opposti a tutto il resto del mondo civilizzato. Baby è più che mai provocatrice e maligna, tanto aguzzina crudele coi poveri malcapitati quanto infantile e affettuosa con padre e fratellone. Spaulding è il più divertente, un clown sanguinario, cocainomane, perverso e simpatico. Otis infine è la figura più importante del film, una specie di Cristo al contrario: il paragone è suggerito sia dal look che dai rimandi iconografici lungo il film, crocifissione finale inclusa. Con le sue azioni, Otis fa crollare il recinto di civiltà fittizia che trattiene la gente e ne fa bestie pronte alle cose più turpi. Dio, casa, famiglia e istituzioni… Otis sovverte tutto, trascinandoselo dietro in un vortice di violenza. Cè chi fa il paragone con Tarantino, ma dissento: Tarantino ti fa pensare che i cattivi sono fighi, Zombie che tutti sono cattivi a orologeria e che niente è al sicuro dalla crudeltà innata della gente, pronta ad esplodere in qualsiasi momento – basta la spintina giusta. Che palle, mi sono stufato di scrivere, devo darci un taglio.

Interludio metacritico
Mi chiedo poi perchè mettermi a fare tutte queste disquisizioni. Credo che il motivo sia per reazione nei confronti del capronismo intellettuale medio del volgo: un film con un simile titolo e che viene etichettato "horror", solitamente viene valutato al chilo, per quanto fa spavento, per la trama e poco più. E il problema alla base della distinzione fra "di genere" e "mainstream"; per troppe persone, essere "di genere" comporta solo ed esclusivamente rientrare in una categoria estetica predefinita, ma senza alcuna possibilità di chiavi di lettura stratificate e messaggi/discorsi/stronzate, tutte prerogative della "roba seria". Bella minchionata, contro cui battersi sempre e comunque.

Robe visive
Locchio della madre, la carrozzella col bambino, gli stivali dei soldati, il montaggio analoggico. Per quel che me ne posso intendere, Rob è uno che con la telecamera ci sa fare e ha sviluppato uno stile tutto particolare, barocco e bizzarro, con citazioni qua e là, da cui traspare un sincero amore per il cinema (amore che io non ho, ma che si riconosce – quando cè la passione, magari accompagnata da un quintale di talento, si vede). Tra laltro cè una bella stoccata ai danni della critica cinematografica, ad un certo punto. E gli attori sono bravissimi. Da urlo anche la colonna sonora, allinsegna di bellissimi brani country e southern rock.
Il finale, che non anticipo, sulle struggenti note di "Freebird" dei Lynyrd Skynyrd, è una delle cose più commoventi mai viste su schermo. Anzi, una delle due cose commoventi mai viste su schermo: laltra è quando lispettrice Kate Moore muore in "Cielo di piombo, ispettore Callaghan".   

Conclusioni
Non aspettatevi il clima grottesco e ironico di "La Casa dai 1000 Corpi". Questo è un film duro e spietato, che parte da Hooper ma finisce presto in zona Peckinpah e Leone, dove si dilania la morale, il buon sentimento, e lidea che i cattivi sono sempre "gli altri". La saga finisce qui. I Firefly sono idoli, anche perchè prendono nomi di personaggi dei Fratelli Marx. <!– –>