Altro round, altro requiem

Non avevo riportato la notizia laltro giorno, ma…
Octavia Butler è morta. Porca merda, fa sempre dispiacere quando uno scrittore di fantascienza se ne va. Forse sarei dispiaciuto anche per un sopravvalutato minchione come William Gibson, perchè in fondo è uno del giro. Però ora parlo di Octavia, scomparsa a soli 58 anni per un ictus lo scorso venticinque febbraio. Le donne che scrivono fantascienza sono poche, infatti mi vengono in mente pochi altri nomi, lovvia Leigh Brackett, Pat Cadigan, Ursula K. LeGuin e Nalo Hopkinson. Octavia Butler era una grande spiazzatrice, di quelli che rivoltavano le prospettive in maniera sorprendente in libri forti come "Incidente Nel Deserto". Una donnona alta e imponente (oltre il metro e ottanta, pare), di umili natali, lesbica, scrittrice, insegnante di università in California, la Butler amava la libertà concessa dalla fantascienza per poter esplorare lumanità, la razza, la povertà, il sesso – era, insomma, una figura di tutto rispetto. E stata anche la prima scrittrice di fantascienza a vincere un premio per meriti speciali nel miglioramento delle condizioni umane, il McArthur Foundation Grant. Da noi non è mai stata molto conosciuta, ma scartabellate ora sulle bancarelle degli Urania… una copia di "Incidente Nel Deserto" dovreste trovarla senza grossa fatica.
Un altro pezzo di sf che se va. <!– –>