REQUIEM

Erano orrendi, obesi, perennementi strafatti, gonfi di cibo schifoso e dalle abitudini riprovevoli.
La loro musica era un hardcore punk furioso e degenerato, che sprizzava disperazione e crudele sarcasmo da ogni nota.
Amavano suonare ad altissima velocità, squassando con ritmi elementari, imprecisi, forsennati e furiosi il tessuto base del rocknroll.
Pigliavano qualcosa dai Motorhead<!– @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } –or<!– @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } <!– @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm }, dai GBH, dai Black Flag, dai Germs, lo riducevano ai minimi termini e  lo portavano allestremo, inzaccherandolo con tutto il loro fatalismo, il loro humor nero e la loro intrinseca volgarità.
Ascoltarli ti gasa, ti dà la gioia del majale al trogolo che si rotola nel fango, eppure si avverte sempre una tangibile cupezza di fondo.

Erano i Poison Idea, miei cari. E ora, purtroppo, Pig Champion (chitarra) é morto. E voi magari state lì a farvi le seghe sui Beatles… ma andatevene a fare in culo.
Per redimervi, non posso far altro che consigliarvi alcuni titoli di questi mostri umani, dediti alla molestia sonora, allabuso di se stessi e alla devastazione della proprietà altri:

Pick Your Kings (1983)
Venti minuti, forse meno, di ruggine, ossa tritate, sferragliar di chitarre, cattiveria e autoflagellazione (col ghigno di chi sa di non poter uscire da una situazione fatta di tossicodipendenza, degrado e randagismo, e quindi tenta di godersela finché può). Roba da far invidia a Darby Crash – ed è solo il primo ep.

Record Collectors Are Pretentious Assholes (1985)
Ep isterico, ultraviolento, velocissimo, truculento, coi riff sgrendinati e la massacrante batteria che a stento riescono a trattenere lenergia riversata
, come un getto di vomito ad alta pressione, sullascoltatore inerme. Sadomasochistico e brutale,  infetto dal sudiciume, perfetta rappresentazione della vita che prolifera fra i rifiuti. E se ne pasce.

Kings Of Punk (1986)
Il primo album, dove tutto quello che ho scritto sopra rimane, solo che stavolta le canzoni sono identificabili come tali sebbene il nichilismo bestiale sia – per fortuna – sempre presente (e qualche pezzo lambisca, con immensa goduria, terreni grindcore).

Feel The Darkness (1990)
Cosiderato a ragione il loro apice, abbina ad una sconsiderata velocità degna dei Dead Kennedys  le deflagrazioni punk-blues dei Motorhead e azzeccate contaminazioni heavy metal. Cé pure un lento disperato come "The Badge" (nota ai più per la cover fatta dai compianti Pantera) e un brano notturno, sinistro, tribale e vagamente velvetunderground-iano come la title track.

Quel che é venuto dopo é anche buono (come "We Must Burn", ultimo con Pig in formazione), oppure inutile (come "Blank Blackout Vacant"), ma mostra ormai un gruppo troppo addomesticato rispetto ai precedenti fasti di lordura e abiezione.
Caro Pig Champion, eri un grande e non solo per i tuoi 200 e rotti kg. E grandi restano i Poison Idea.

Buy now,
Pushing products down your throat,
Brain wash you but you dont know,
Lets rock,
What a fucking lame excuse,
Change your mind but its no use,
Fun for you dont come free, hey man smoke a joint for me,
Sold Out,
Youre wearing their uniform,
They laugh at you, you still buy more,
Shut up,
Listen what they say to you,
Can you believe any of its true?
Phoney leaders steal you money, that aint funny, thats the gospel

("Cult Band" da "Pick Your Kings")

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