Rvminazioni

Laltra mattina, in un momento di malinconia (ogni due o tre secoli capita) mi sono soffermato a riflettere sulle colossali tragedie del nostro mondo malato.
Ho pensato soprattutto alla grandissima sperequazione economico-sociale fra chi sta a nord e chi sta a sud dellequatore.
A tutta quella gente che non ha nemmeno acqua corrente ed elettricità, che muore per malattie che noi ormai leghiamo a cronache medievali come vaiolo, peste, ecchimosi, epistassi, rododendro.
A tutte quelle persone che, dislocate altrove, si mettono a fare lavori di merda pagati un tozzo di pane verminoso per soddisfare i nostri superflui bisogni di porci occidentali.
A tutte quelle persone che si trovano le misere capanne di sterco riempite dalle scorie, possibilmente dannose, dei nostri sprechi.
Ho contemplato la vastità del danno prodotto dalla nostra società drogata di benessere artificiale, danno iniziato in epoca coloniale e scientemente coltivato fino ad oggi.
Ho preso coscienza della vera portata della tecnologia, che ti permette di entrare nella stanza dei bottoni, pigiare un tasto, andare a prendere un caffè, fare due chiacchiere, tornare indietro e osservare ammirato che la popolazione terrestre è improvvisamente diminuita di (per esempio) due milioni di unità.
E sono giunto ad una conclusione: devo spendere 329 neuri per comprare un iPod.
Tanto i negri son disgraziati, e non saprebbero che farci – per Diana, non potrebbero nemmeno metterci le canzoni perchè non hanno i computer, e se avessero i computer non avrebbero la corrente. Almeno io mi ci diverto.

<!– –>