Non so se vi capita di leggere la parte letteraria della bloggolandia italiota. Io lo faccio molto di rado perchè il linea di massima è mortalmente noiosa – capito su CarminchiaOnLain perchè tira fuori begli articoli di quando in quando, tempo fa trovai un link per Nazione Indiana che mi parve incredibilmente soporifera e pipparola, e poi altri che magari ora non mi vengono in mente. Ah, sì, Lipperatura. Cè una cosa che lega indissolubilmente una parte di questo mondo blogbiliare: la mancanza di contatto con la realtà e un compiaciuto, connesso senso di paranoia che implicitamente dice "sono importante". Dal più sensato e conosciuto Valerio Evangelisti al più delirante Giuseppe Genna passando per i vari Mozzi, Moresco, Iannozzi, Wu Ming etc. si delinea un tipo piuttosto singolare di scrittore-intellettuale-coso. Tanto per iniziare, la dichiarazione della "fine": ogni volta è "la fine della storia" (questa è già vecchia), "la fine della letteratura", "la fine della cravatta di castagnaccio" ecc. ecc. Tutte queste "fini" tendono già ad alzare un doppio piedistallo: dichiarare la fine di entità astratte è piuttosto vago, ma la perentorietà e la naturalezza con cui la si ribadisce di volta in volta spingerà alcuni a dubitare della propria cultura e intelligenza. E in più fornisce una posa pret-a-porter da riciclare prontamente, uno slogan per i discepoli. Urka. Secondariamente, soprattutto con la "fine della letteratura", ci si attribuisce un ruolo di carbonari ed eroi: è sparita, ma IO continuo a portarla avanti – sono artista. Fare letteratura può essere in diverse misure legato al contemporaneo, e qui scatta un altro meccanismo – con la propria letteratura ci si butta nella mischia dellimmaginario, possibilmente illuminando gli scenari immaginari attuali che tendono alla standardizzazione (processo avviato anche prima, così come le contromisure). Inevitabile la mania di leggere ideologicamente qualsiasi cosa e filtrare di conseguenza il giudizio: il Genna o Iannozzi potrebbero dirvi che "Lo Chiamavano Trinità" è un film reazio-fascista proto-neocon sinistramente in sintonia con la massa ottusa e teocon groarrrrrr perchè Trinità e Bambino risolvono i problemi con le botte anzichè con linstaurazione del dialogo, la solidarietà coi deboli e la speranza nel futuro migliore – usare tutte quelle botte rumorose e quelle situazioni divertentissime è solo un camuffamento per indottrinare, che vi credete? Lattacco, anche eccessivo se comparato agli effettivi demeriti, dei grandi fenomeni commerciali (Dan Brown, Faletti, Manfredi…) è automatico. Ci si sente parte di un esercito di resistenza culturale-popolare che ripudia le traiettorie consolidate dagli "scrittori reazionari", si è gli unici depositari della letteratura italiana odierna, oppositori culturali alla colonizzazione dellimmaginario operata dai biechi americani e dai loro servi-parassiti locali; e forse forse la scintilla da cui partirà la ribellione – chi lo sa? Infine, nessuno che parli come mangia, Evangelisti escluso: tutti a riempire le frasi di "altro da sè", "orizzontalità dellimmaginario", "mengaldismo strisciante" (giuro, qualunque cosa significhi) e via discorrendo. Barocchismo gratuito misto a spocchia e spirito epifanico, da vero letterato (forse)…. Quello che mi fa un po senso ma anche ridere è leccesso: gli scrittori in questione sono tutti pronti a difendersi lun laltro dagli attacchi provenienti dallesterno, montando anche casi esagerati per delle semplici minchiate. Recentemente è successo che "Lo Sbrego", nuovo libro di Antonio Moresco, sia stato stroncato. Di conseguenza è iniziato un dibattito inutile fra Evangelisti e la stroncatrice sul perchè della stroncatura, per Evangelisti un attacco alla persona peraltro condivisibilissimo – pure a me Moresco pare un egocentrico intellettuale sparapose, e la recensione incriminata fondamentalmente diceva che proprio questo ego è il succo di un libro per il resto sconclusionato. Naturalmente lindignazione  è stata enorme, non si può di fatto criticare Moresco senza incorrere nelle ire del resto del clan, regola valida anche per tutti gli altri affiliati naturalmente. Se vi capita date un occhiata a questo mondo che ama cantarsela e menarsela restando bloccato in una sorta di sessantotto perpetuo. Magari è tutta una sceneggiata tipo il wrestling, però il wrestling è molto più sensato. Per ultimo, vi lascio la parte migliore: Vincenzo Maria Ostuni. E uno pseudonimo dietro cui si cela… chi lo sa? Fatto sta che il suo blog è una delirante parodia dellintero circo letterario bloggheroso, e merita veramente di esser letto. Graficamente orrendo, scritto in un italiano calcolatamente strampalato e fuori dalle righe, sempre infuocato nei toni, è veramente una perla. Io sospetto quelli di Blogdiscount, però loro negano. <!– –>