Mai dire…
Nel tempo ho sviluppato una certa antipatia nei confronti della Gialappas Band. I tre in fin dei conti sono sempre rimasti uguali, sarò io ad aver notato cose che prima non consideravo, fatto sta che dallera dei reality show in poi il loro tasso di spocchia e arroganza (per cosa, poi) è salito ai livelli di guardia. Nella loro trasmissione, lintera baracca comica poggia ormai sulle spalle del bravissimo Forest, seguito da un valente cast di comici (bravo quel tipo che fa limitazione del cantente delle VibRUAUAUAUAAZAAAGHHHH…. scusate il vomito); il ruolo dei tre  è quello di antipatici grilli parlanti. Derisione del campionario umano dei reality (non che io lo difenda, però i Jalappi sono antipatici), qualche battutina giullaresca su Berlusconi, sottintesa cultura e presa di distanza dalla gentucola ignorante. Questo traspare dai loro commenti, ad un livello che scardina la battuta e la mette sullo sfondo.

Legami
Cosa lega Terri Schiavo, Papa Giovanni Paolo II e Ranieri di Monaco? Sono morti.

Suggerimenti
Sta tornando, finalmente, Carlito Caribbean Cool. Poco dopo il suo esordio si era infortunato malamente, apparendo di quando in quando sui ring per segmenti parlati. Il suo personaggio, quello del ragazzaccio latino arrogante e codardo, è davvero azzeccatissimo e spero che sul ring ora inizi a cavarsela decentemente. Insomma, un piccolo osanna per CCC. Mi permetto di dare un suggerimento alla WWE: cambiare la sua scontatissima musichetta caraibica dingresso con "Is It Cause Im Cool?" di Mousse T. e Emma Lanford. Farebbe tuttaltro effetto!

Pericoli pubblici
Il wrestling al momento tira assai, e me ne rallegro. Come è logico arrivano alcuni imbecilli a tuonare contro questo nobile intrattenimento, da Maurizio Costanzo allassociazione consumatori. E dire che in questo periodo di cose di cui parlare ce nè a sfare, e invece vanno a frantumare i coglioni con questa storia. Da gran consumatore di wrestling, metal, hardcore, punk, cinema violento (in tutte le salse e toni – mi diverte assai), libri di fantascienza e horror, e di sicuro di altre cose che ora non mi vengono in mente, dovrei essere una mina vagante pronta ad esplodere oppure incarcerabile preventivamente oppure già colpevole di aberranti atti – eppure scommetto che il tifoso vandalo medio della Lazio ha tuttaltri interessi. Poi io ho altre risorse e altro stile, sapete: una telefonata a Wolfowitz e vi faccio sparire, voi e il vostro paese di merda.

La Lippa
Non conosco Loredana Lipperini e il suo operato, ho sentito parlare di lei da quando esistono i blog. Il suo (linkato due volte in due post consecutivi – devo darmi una regolata) non lo leggo mai perchè lo trovo noiosissimo, però divertente è notare il diluvio di commenti dei vari post, tutti in rigoroso letterariese presuntuosissimo e ridicolo. Per esempio, ci fu tempo fa un assurdo dibattito sul complottismo letterario, scoperto casualmente tramite Contaminazioni, che lasciava senza parole per il tasso di imbecillaggine sparso ai quattro venti (in questo lassidua presenza del Genna aiuta). Perdere tempo ulteriore su questi minchioni mi pare eccessivo, anche se vale la pena di evidenzare il meccanismo di base (per riderne, ovviamente): tutti leccano il cvlo della Lippa e fanno i galletti, nella speranza di essere notati, entrare nelle sue grazie e da lì nella sua prossima antologia o prodotto letterario vario. Perché si fa un gran bel parlare di blog, web, tutti possono scrivere, rivoluzione a manetta ecc. ecc., ma poi il richiamo della vera carta stampata è fortissimo: se tutti possono aprire il blog o il sito, non tutti possono vantare la pubblicazione su Einaudi, Mondadori etc, e chi ce lha può salire sul piedistallo e inebriarsi dellaria della fama per un po, marcare una differenza fra sè e "gli altri" e sentirsi finalmente qualcuno. I simpaticoni di Blogdiscount ne hanno già trattato abbondantemente, mi piaceva ribadire la cosa, tutto qui.

Yuppiiiii! Fluuu!!!
Tornano anche loro, il campionario di merdaglia tronfia annuale è quasi completo. Per chi non lo sapesse… beh, andate da qualche altra parte, lignoranza a volte è un bene. Altrimenti, gli Yuppi Flu sono un gruppo orribile che traffica nei mari del rock alternativo indie dautore, parole complicatissime per dire che imitano maldestramente sonorità anglosassoni come un po tutto il rock nostrano. Sono quelli che "destrutturano la forma canzone" (ovvero, fanno brani di dieci minuti di cui nove e mezzo superflui), che "navigano fra post rock, pop e psichedelia" (ovvero, fanno pezzi mal assemblati, con cantante al limite dello stonato e suoni saturi e rumoristi perché hanno percepito lindie-pendenza nel puro fronzolo estetico) e sono anche "dautore" (ovvero, scandalosamente noiosi). Nel disco nuovo hanno riscoperto la forma-canzone dalla consolidata attitudine pop: proviamoci con le classifiche insomma, ce lhanno fatta pure quei brodi dei Marlene Kuntz! Oh, non ditelo a quelli di Blow Up.
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