Wow, la copertina di Rumore è dedicata ai Bloc Party, il gruppo che cambierà le sorti del rock, che risolleverà l’Inghilterra! Fateci caso, ogni sei mesi esce un gruppo (di merda) che dovrebbe risollevare l’Inghilterra, poveraccia, che da troppo tempo non produce niente di interessante – i precedenti detentori del titolo erano i mongoloidi Franz Ferdinand, prossimi tesserati del club “one hit wonders”; e se si procede di sei mesi in sei mesi costellati di gruppi cesso, si arriva alla conclusione inevitabile che l’ultima cosa davvero bella e interessante uscita dalla terra d’Albione siano stati i Venom (il cui esordio data 1981). Il percorso è lo stesso per tutti: trafiletti su trafiletti da parte dell’infame NME (verrà il giorno in cui la pagherai per tutto quello che ci hai propinato…), rimbalzo su vari media immondi che non voglio nominare (Pitchfork, Rolling Stone per i lifestylers, BlowUp, Rumore, Brand New o quel che lo rimpiazza ora); poi indie-bambocci, bloggaroli e gente che ha bisogno di dritte su come essere fighi varia parte già convinta che siano proprio bravi e li mette nelle classifiche di fine anno (quelle che cominciano con “perché è una figata pazzesca, perchè fa sballonzare il castango e gemere il frisfolo del gurzo”), senza in fondo capire cosa ci possa essere di davvero interessante; la panna così monta e rimonta, fino al successo dell’inevitabile singolone orecchiabile e insulso (e pleonastico – il gruppo è già genio e ricco sulla parola). Quasi sicuramente la band riesce a tirare fuori un qualche vomito di riff che ne dissimula uno già noto e affermato, secondo la regola n.1 per scardinare le classifiche, e permetterà in questo modo a giornalisti pipparoli & blogstars di lanciarsi in voli pindarici pieni di obbrobri lessicali come “rock genialmente autoreferenziale”, “cooptazione postmoderna di archeologia delle classifiche r’n’r” o “il gruppo di cui non si aveva bisogno di cui si aveva maggiormente bisogno”. Qui si tira a indovinare, ma state tranquilli che nuove frasi babbee verranno formulate e come mantra maligni infesteranno il linguaggio recensorio di tutta la rete dell’anno in corso, arrivando infine alla carta stampata e poi ritornando in rete grazie a quelli che si sono svegliati in ritardo ma hanno deciso di bloggare. Comunque sappiate che vi aspetta un capolavoro di rock moderno fatto di: brani veloci, melodia pop, tocchi psichedelici, new wave (sicuramente quella inglese, e vai coi Gioidivisgion e i Chiuar), addirittura (!!) efficaci ballate che son cosa tanto insolita… Ce n’è abbastanza per affilare la mannaia, caricare il lanciafiamme e aspettare fiduciosi, visto che in retrovia abbiamo pure Futurheads, Razorlight e Babyshambles!

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