Categoria: wrestling


La battaglia dei biglionarii

Non ho ancora visto Brestlemania 23, che conto di visionare tranquillamente nei prossimi giorni. Volevo solo esprimere due righe di solidarietà a Bobby Lashley e Ken Kennedy. Ma mentre il secondo ha già convinto più o meno tutti, il primo solleva ancora dubbi e discussioni e quindi lo volevo difendere un po.
Vince McMahon crede molto in lui: è il tipico colosso dal fisico pompatissimo, potente, devastone. A Vince piacciono in primo luogo i giganti che fanno spettacolo già con la sola fisicità, e quindi è naturale che lo veda come futuro della compagnia. Sul ring se la cava ok, non sarà Benoit, Angle o Michaels, ma è certamente più sciolto e abile di Batista per dire, ed è progredito costantemente dal suo esordio ad oggi. Soprattutto oltre alla potenza delle sue power moves, Lashley dimostra una notevole velocità esplosiva, niente affatto scontata in un uomo così grosso. Rende meglio quando ha un avversario in grado di condurlo bene, ma larte di condurre lincontro la può sempre affinare e non è detto che già a fine anno non abbia raggiunto una forma più che buona da questo punto di vista. Quello che molti criticano in lui è labilità al microfono, che purtroppo non è cresciuta di pari passo con quella sul ring. Come fare, per far sì che il pubblico lo tifi e lo inciti, lo acclami come un buono, se dice poco? Dopo un certo periodo di flessione, Lashley passa da Smackdown a ECW (e via, su, chiamiamolo come se fosse un terzo show e non una federazione), ed ECW viene riorganizzata per costruire Lashley e servirlo al pubblico per bene. Vince il titolo da Big Show, che putroppo si ritira, dopodichè inizia una seria di robe ganze. A parte spaccare Hardcore Holly più volte, quando Lashley viene scelto da Donald Trump per rappresentarlo alla Battaglia dei Biglionarii inizia veramente lascesa di Bobby. Vittorie incrociate (batte Randy Orton, Orton e Kennedy in un handicap match, rompe la Masterlock di Masters che poveraccio attualmente vale zero), numeri notevoli come il salto-sfonda-gabbia-sotterraUmaga, segmenti timidamente convincenti con McMahon, il cattivo per antonomasia della WWE, e insomma eccolo in rampa di lancio. E ovvio che a Wrestlemania abbia già vinto, sono curioso di vedere come proseguirà la questione. Che avversari ci sono in ECW? CM Punk è ancora più acclamato, dunque per ora Snitski, o forse il New Breed, boh. E un casino. Il meglio sarebbe il continuo della faida con Vinnie Mac. E laccostamento di un manager, magari che ne so, Mick Foley (che pare voglia tornare a lavorare ma non da wrestler), oppure leccezionale Elijah Burke di cui voglio rioccuparmi. Fatto sta che Lashley, per sua natura timido e gentile (almeno così viene descritto da chi lo conosce) e con uneterna espressione da bravo ragazzo, deve iniziare seriamente a lavorare sullArs Oratoria. Allo stato attuale il pubblico lo tifa per le sue valide e devastanti prove su ring, nonchè per la contrapposizione col malvagio capo. Però loccasione di un futuro nei piani alti del bresling non va sprecata, ecco.

A margine: mi sono ri-rotto le palle di seguire la TNA, dopo gli ottimi due mesi successivi allarrivo di Kurt Angle si è trasformata nella WCW del periodo terminale. Del resto cè quel coglione di Vince Russo di mezzo. <!– –>

TNA e il budello di tu ma

Ehi TNA, dico proprio a te! Si Jarret bros, a voi due teste di banana! Ma vi decidete o no, eh? Attualmente la TNA è in una strana situazione di stallo, è indecisa fra proporre il proprio concetto di wrestling oppure correr dietro alla WWE. Eh no, così non va: lunica soluzione sensata, cazzaccio, è quella di portare avanti il proprio stile e di non cercare di vincere battaglie impossibili. Per chi non lo sapesse, in breve, lindie TNA propone un wrestling che mette in primo piano il combattimento, ricco di atletismo e inventiva. E lindipendente più importante, adesso. Ha delle caratteristiche indubbiamente vincenti:

- Il wrestling lottato è di nuovo protagonista. Il lottatore medio, il "jobber", è dotato di un arsenale di mosse impressionante, e le usa fino in fondo cercando continuamente combinazioni nuove, innovative. La lotta è la protagonista, con un taglio da un lato estremamente spettacolare ma dallaltro piuttosto credibile e realistico: è naturale che nessuno starebbe davvero a farsi fare una Canadian Destroyer (cercatevi i filmati online, è impressionante, la foto là sopra è una bischerata), ma è altrettanto naturale che un incontro non debba finire per forza con una finisher.

- I wrestler lottano meno. Solo ora iniziano i primi house show, ovvero gli spettacoli esclusivamente dal vivo, senza riprese televisive. Questo vuol dire che i lottatori possono recuperare meglio dagli acciacchi e dagli infortuni, che peraltro capitano con minor frequenza, nonostante lormai abituale esecuzione di mosse assai rischiose.

- I wrestler sono più sani, anche perchè non si cerca necessariamente il gigante steroidato che piace tanto a McMahon, ma si bada più al sodo. Fisici da atleti, ma mai esagerati – gli unici sono quelli di rimasugli della WCW. Un peso massimo TNA è mediamente la metà del corrispondente in WWE.

Daltra parte ci sono anche robe da rivedere:

- La più seria, le storie: lasciando pure perdere gli aspetti più cartooneschi,  cosa peraltro in linea con loriginale prodotto TNA, bisognerebbe semplicemente trovare una consequenzialità logica alle sfide e disfide che invece sembrano iniziare e finire un po a casaccio. Trovate di merda come far tritare la X Division (i pesi leggeri) da Kevin Nash (sottolineo, Kevin Nash!) è una delle trovate più cretine che si siano mai viste. Contando che lunico merito mai avuto da Nash è di essere gigantesco… a quando il recupero di Sid?

- I personaggi: questo forse è il tasto più dolente. I lottatori made in TNA sono, dal lato del wrestling, tutti ottimi come minimo. Dal lato del carisma invece hanno molto da migliorare. In tal senso la compagnia è tenuta su dai Dudleys, da Christian, da Jarrett, da Raven… tutta gente cresciuta altrove e che tra laltro ha visto momenti migliori. Si dovrebbe invece tentare di far crescere da questo punto di vista i propri talenti per farli diventare cavalli di razza, piuttosto che far dire loro mille noiose varianti di "ti spiezzo in due".

- Il ritorno dei morti viventi. Seriamente, ok per gente che ha davvero qualcosa da dire come Christian, Rhino, Raven o i Dudley Boys, passi anche per Sting che ha sorpreso un po tutti, ma continuare con Jarrett top heel ha senso? Nash? Scott Steiner, che manderà in fallimento la compagnia per il prezzo dei suoi steroidi? Ci manca solo che arrivi Goldberg a duecentomilamiliardi per lottare una volta al mese, e chiudono davvero. Ma poi vi immaginate uno che sente parlare della TNA, decide di provare con un PPV e arriva al main event dove ci trova Steiner e Sting, Nash e Jarrett? Penserà alla parata di mummie della WCW, e non a torto. "Meno male che la TNA fa le cose nuove, la prossima volta cor cazzo!"

- I PPV, per finire. Un PPV della TNA non sa di evento, cè poco da fare. E come guardarsi di fila quattro puntate di Impact. Manca latmosfera del PPV, manca laspettativa per vere sorprese (al di là degli ottimi numeri durante gli incontri), mancano personaggi in grado di raccontare qualcosa e catturare davvero linteresse del pubblico. E vero, una compagnia che si basa più sui combattimenti a queste cose dovrebbe dare meno peso. Ma a quel punto o fa davvero combattimenti e basta, tipo la ROH, oppure fa ottimi combattimenti curando in maniera logica e ragionevole gli eventi che lo precedono  e lo seguono, cercando anche di sviluppare degli autentici trascinatori di folle.

Morale: la TNA è unottima cosa, ma deve abbandonare le proprie insicurezze e spazzare via qualsiasi residuato vistoso di wrestling stile WWE. Altrimenti non riuscirà mai a brillare di luce propria, e rischia di diventare nè carne nè pesce e neppure insalata. Lo spreco di talento non è mai una cosa positiva, soprattutto se a giovarne sono ex lottatori WCW che, rispetto ai nuovi, non valgono una cicca. <!– –>

PORCA MERDA

Avevo scritto un bel reportage di Wrestlemania XXII. Solo che il destino birbone ci ha messo lo zampino, porco schifo, e ho perso tutto. Cavolo, tutto. Capito? Tutto. Per esempio, vedete Shawn Michaels che infila Shane McMahon nel culo di suo padre Vince? Ecco, avreste potuto leggere cose illuminanti in merito, e invece nyet, lo pigliate nel baugigi e senza giusta causa. Sappiate solo una cosa: per me è stata unedizione buona, anche se non bella come gli scorsi anni. I punti salienti:

1) Foley vs Edge è stato lincontro migliore, quello destinato a restare nella memoria.
2) Rey Mysterio campione fa pena. Farò a breve un post a riguardo.
3) Con la vittoria del Money In The Bank da parte di Rob Van Dam, auspico la vittoria a Backlash di Edge (se lo merita), un suo regno di campione soddisfacente, e la successiva vittoria di RVD, per consacrare il 2006 agli outsider di talento.
4) Il miglior feud, per ora, è stato quello di Trish Stratus vs Micky James. Ottimo anche il loro incontro.
5) Undertaker mantiene la sua imbattibilità a Wrestlemania. Contro Mark Henry. Prossimamente contro chi? Orlando Jordan? Hardcore Holly?
6) JBL, le tue trippacce sono inguardabili. Rimedia.
7) Bow down to the King.



Mickey James: sarebbe la mia preferita, non ci fosse Victoria. <!– –>

La superiorità

Voglio postare anchio un resoconto di Wrestlemania XXII, non appena avrò finito di vederla. Ora però voglio solamente elogiare Triple H.
Questuomo è veramente eccezionale.
Non solo perchè è uno dei professionisti più seri e dediti al lavoro di tutto il wrestling business.
Non solo perchè sul ring è un grande, un solidissimo power-wrestler con una straordinaria capacità di gestire lincontro, guidarlo e ritmarlo come si deve per far sembrare eroi anche i peggio troiai (quali sono i migliori incontri mai disputati da Batista, che sotto la guida di HHH è progredito tantissimo?).
Non solo perchè è il miglior cattivo che si sia mai visto dai tempi di Ted Di Biase (o addirittura del Ric Flair duna volta), in grado di farsi odiare come nessun altro e contemporaneamente di portare alle stelle lavversario di turno.
Triple H è eccezionale anche perchè, ultimi tre anni alla mano, ha ridicolizzato tutte le critiche che gli sono state mosse. E sempre il protagonista, ha sposato Stephanie McMahon ed è un raccomandato, lui ha autobus e jet privati ed è spesato di tutto, ha potere decisionale allinterno della compagnia, gne gne gne ufffaaaa mammaaaaaa… vi meritate una pedigree sul fibrocemento, vi meritate. Tutti voi blateroni del cazzo.
Triple H ha fatto di tutto per portare avanti la baracca, caricandosi il peso di Raw sulle spalle. E se ai tempi dellEvolution lui e la sua stable dominavano lo show e rappresentavano i cattivoni contro cui tutti (da The Rock al rientrante Goldberg allAngle Team per Survivors Series 2003 a Shawn Michales) si sono confrontati in epiche faide, in seguito Triple H ha fatto, senza battere ciglio, quello che non tutti sarebbero stati disposti a fare: ha perso tre grossi e importanti feud e altrettante Wrestlemania di fila per portare alle stelle qualcun altro (mi fanno scagazzare termini come "mandare over", proprio non ci riesco). Per il bene dello show, per portare avanti la baracca in momenti difficili e di scarsa creatività. Voglio vedere quanti di quei lottatori che non perdono occasione di sparlare di HHH avrebbero accettato di fare altrettanto.
Oh, questo è un post assolutamente parziale. Però è anche vero, e io come al solito ho ragione.
King Of Kings. <!– –>

Per Latino Heat

Se ne è parlato, sorprendentemente per me, molto della morte di Eddie Guerrero; io mi limito ad aggiungere qualche parolina di commiato per onorare la memoria di uno dei miei wrestler preferiti (nonchè uno dei più sottovalutati dalla WWE stessa). Di biografie ne trovate a bizzeffe, quindi se vi interessa cercatele.
Voglio ricordare Eddie per il suo eclettico e originale stile di lotta, che gli permetteva di essere contemporaneamente un grande wrestler tecnico ed un ottimo high flyer, affinato facendosi le ossa nella lucha libre messicana e nella ECW prima di passare a circuiti imponenti come WCW e WWE;
Voglio ricordare la sua versatilità sul ring e la sia capacità di adattarsi ad un qualsiasi avversario, e tirarne fuori il meglio – Eddie poteva tirar fuori begli incontri pure da (Scoordi)Nathan Jones, e certo avrebbe aiutato molto Batista;
Voglio ricordare Eddie per le sue espressioni impagabili, per quel suo fare da guascone, per le sue immense capacità di intrattenitore;
Voglio ricordare Eddie per tutte le volte che mi ha fatto ridere;
Voglio ricordare Eddie come il più giovane e talentuoso rampollo di una famiglia che del wrestling ha sempre fatto un vanto e una professione;
Infine, voglio fissarmi per sempre in testa limmagine di Eddie alla fine di Wrestlemania XX, in lacrime di gioia assieme allamico e compagno di mille battaglie Chris Benoit, entrambi incoronati campioni dopo anni e anni di lavoro estenuante.

Mai che morisse un po di politicame versicolore, che ci starebbe bene, vero? <!– –>

Hulkamania!!

Lavrete visto pure voi che il 2005 è lanno dei rientri, nel mondo del wrestling. Questanno ci siamo ribeccati Sgt. Slaughter, Hulk Hogan, il recentissimo Road Warrior Animal, la comparsata di Tatanka, la notizia che probabilmente rivedremo LUI (Bret Hart) e via di riesumanza. Volevo concentrarmi ovviamente sul nome più grosso, quello che per chiunque, anche per i non appassionati, è sinonimo di wrestling: Hulk Hogan!

Un rientro dovuto
Hogan si era lasciato in pessimi rapporti con la WWE, la federazione che ne ha decretato la leggenda e che lui ha contribuito ad elevare durante gli anni 80. Chiudere la carriera con un buon ricordo e soprattutto ripristinando limmagine del vecchio Real American era necessaria (chi si ricorda lHogan cattivo dellnWo?). Unultima vampata di gloria, insomma. E così abbiamo avuto prima Hogan che salva Eugene dai perfidi cattivi arabi Hassan e Daivari (e Hogan deve difendere la patria, i deboli in particolare, maciullando gli arabi, è naturale); poi lincontro in coppia con Shawn Michaels contro i soliti Hassan e Daivari, incontro in cui Hogan ha lottato al meglio delle proprie limitatissime possibilità attuali e con Michaels che ha fatto il possibile per aiutarlo a figurare bene – tanto poi ci interessa che alla fine Hulk faccia "YOU!", fletta i bicipiti e arringhi la folla sulle note di "Real American", giusto? Giusto. E lo applaudiamo commossi pure da casa, eh sì.

E ora?
Ora cè questa faida con Michaels che lo attacca a tradimento e quindi a Summerslam i due si affronteranno. Grandissimo vedere Michaels con la sua faccia da schiaffi che accusa Hulk di non essere altro che vestigia ambulanti di un passato glorioso, che campa sulla nostalgia ma ormai incapace di lottare, e sentire Hogan  che ribatte di esser lì per "ognuno di loro" (indicando il pubblico) a differenza dellegoista e vanaglorioso Shawn. Troppo divertente e ben montato. In più cè anche una piccola lite scoppiata con Kurt Angle che porterà allincontro il prossimo lunedì, per la prossima puntata di Raw.  Seriamente, non fa un po ridere vedere Angle intimorito dal vecchio Hulk? Certo, eppure è successo. Quindi ci sarebbe da finirla prima o poi con la Hoganite montante: questanno ha avuto la sacrosanta introduzione alla Hall Of Fame, i suoi divertenti rientri sul ring, ma poi speriamo che questo 2005 sia il suo ultimo anno (concediamo altri  mesi fino al prossimo Wrestlemania, magari per il supposto match contro Steve Austin… ma come si muoveranno queste due antologie di acciacchi?).

Il Futuro di Hulk Hogan
Potreste pensare che un lavoro ben remunerato nel mondo del wrestling, come manager, autore, capo di questo o di quello, non glielo levi nessuno. Ed e vero. Io però Hulk lo vedo meglio così: Presidente degli Stati Uniti DAmerica. E semplicemente il massimo: Hulk incarna perfettamente la figura del forte ma buono, che aiuta i deboli e protegge lAmerica dai nemici. Popolano e populista, ottimo senso degli affari, carisma oltre i livelli di guardia, idolo delle folle, incarnazione dello spirito patriottico USA tutto Dio, Patria e Famiglia. Sarebbe il sogno repubblicano. Sapete, gli scrittori di fantascienza sono solitamente più intelligenti e acuti degli altri. In "Guida Galattica per Autostoppisti" Douglas Adams diceva che il Presidente della Galassia non è la persona che esercita il potere, ma la persona che, accentrando lattenzione su di sè, distrae le masse da chi davvero detiene il potere: in questo, Zaphod Beeblebrox era un vero artista. Robert Heinlein in "Stella Doppia" (per la cronaca, Urania Collezione di Agosto) dice che in realtà la politica vada, per prima cosa, saputa vendere per bene al pubblico e per far questo ci vuole chi sappia persuadere e vendere, anche se di politica non sa un cazzo (al resto ci pensa lo staff). Ecco, Hulk Hogan è una mirabile sintesi di quanto detto da Adams e da Heinlein. Hulk, il tuo destino è questo, sappilo. E noi che invece ci teniamo squallidissimi beccamorti…

"When it comes crashing down, and it hurts inside…" (tàtta-tàtta-tà-ta-tà!) <!– –>

BRING THE TABLE, BUBBA!

Il nome ECW è tornato nellultimo mese sulla bocca di tutti. Molti chiedono "cosera la ECW, perché Kurt Angle e JBL la odiano tanto?", "cosa bolle in pentola?" e altre cose simili. Bene, in barba al referendum di cui parlano già tutti i blog, io parlo della ECW.

Extreme Championship Wrestling
Questa federazione indipendente ebbe i suoi anni gloriosi nei 90, in particolare fra il 94 e il 98. Al tempo, il grande wrestling per le masse della WWF stava invecchiando. Le "gimmick" (ovvero, i personaggi fumettistici e sopra le righe tipo Hulk Hogan, Ultimate Warrior, Demolition, Ted Di Biase, Honky Tonk Man, Undertaker) si erano ormai cristallizzate, il wrestling irrigidito e sempre più rituale, uguale a sè stesso. Come spesso succede in queste circostanze, era necessario uno scossone che portasse al rinnovamento, e questo scossone doveva venire dal basso. E ovviamente cera la ECW, una indie di Philadelphia, che con pochi soldi e ottime idee si preparava a dare una lezione di stile cui tutti oggi sono debitori, che Eric Bischoff sia daccordo o meno.
La ECW faceva hardcore wrestling per un pubblico di culto, affezionatissimo. Nella nostra lingua un corrispettivo calzante per "hardcore" non cè: si traduce con "senza fronzoli", "senza mediazioni", "la cosa in sè", "nessuna finzione". Questo lascia intuire che forse il livello di violenza degli incontri hardcore sia più alto di quello normale, vero? In effetti è proprio così: pur rispettando limpianto concettuale del wrestling, ovvero la narrazione, i personaggi e la predeterminazione, il tasso di cruenza degli incontri e limprevedibilità dei medesimi è molto più alto. Per fare un parallelo, pensate al porno hardcore: allinterno di un contesto di finzione, si vedono due persone che comunque trombano sul serio (quanto meno dal punto di vista strettamente fisico/meccanico, quanto sia professione e quanto effettivo piacere esula dai confini della discussione – restiamo hardcore, per favore). Incontri speciali nel ring di filo spinato, violente bastonate con relative ferite, guanti coperti di scaglie di vetro, suplex su tavoli in fiamme, botte da orbi in mezzo al pubblico, uso assai creativo di seggiole, ringhiere, strutture stesse dei palazzetti sportivi (per salti letteralmente spaventosi), grande sprezzo del pericolo. Se siete rimasti impressionati dai bladejob (termine tecnico per indicare le ferite autoinflitte strategicamente) di Cena e JBL a Judgement Day, o di Eddie Guerrero lo scorso anno a No Way Out (o Wrestlemania, non ricordo bene)… beh, non guardate tutte le bastonate inflitte con sadismo da Sandman ad uno stoico Tommy Dreamer, o lo spaventoso match nel filo spinato fra Sabu e Terry Funk.
Dalla ECW sono usciti, per far carriera in WCW e WWE, tipetti come Chris Benoit, Rey Mysterio, Eddie Guerrero, Chris Jericho, i Dudley Boys, i fratelli Malenko, Mick Foley, eterni sottovalutati come Nunzio, Rhyno e Tajiri, Rob Van Dam col suo originale e trasgressivo stile di lotta, e infine LUI: Stone Cold Steve Austin.

Paul E. Dangerously

Una figura chiave per il successo della ECW è Paul E. Dangerously, ovvero Paul Heyman: autentico genio dellentertainment, questuomo incoraggiava i wrestler a scriversi i copioni e a seguire il proprio estro e istinto del momento, a volte cambiando completamente i propri piani se i wrestler venivano fuori con idee migliori delle sue. In una serata ECW non si sapeva mai cosa aspettarsi: non era mai certo del tutto chi avrebbe lottato, con quali arnesi, che razza di stipulazione particolare avrebbe avuto tale match, chi avrebbe vinto e chi perso. Eccitazione e tensione erano a livelli enormi. Heyman sapeva che il pubblico amava essere coinvolto, e così allingresso dei palazzetti la gente si portava corpi contundenti vari da dare ai propri eroi per aiutarli a vincere il match. Pensate un po: andate con un mattarello, lo date a Tommy Dreamer che lo picchia in testa a Terry Funk, che perde i sensi e sviene. E perde lincontro quando magari nella storia prevista avrebbe dovuto vincere. Che si fa? La storia cambia e prende nuove imprevedibili vie. Tutto questo accadeva con regolarità, e la simbiosi fra la federazione e il pubblico era enorme, totale: un rapporto di culto e dedizione, di fedeltà. Heyman riuscì grazie al suo fiuto (e a indebitamenti che poi decretarono il fallimento della federazione) a dare un volto nuovo al wrestling.
Nasce lAttitude: i wrestler si presentano in maniera tutto sommato sobria (slip, pantaloni, stivali) e si fanno valere coi fatti e le parole più che col costume e lo spettacolo di contorno, riportando linventiva quando non la tecnica sul ring in netta contrapposizione con le ormai stanche ripetizioni di power move da parte dei vari Hogan, Warrior, Undertaker ecc. Volendo, allo stato attuale Raw punta più sullattitude, Smackdown! sulla gimmick.
Heyman intuì anche il potenziale dellhigh flying, lo stile di lotta fatto di manovre aeree mozzafiato tanto popolare in Messico quanto poco praticato e conosciuto negli USA. Con Rey Mysterio, Psicosis, Juventud Guerrera, Sabu, librido Eddie Guerrero e altri, lhigh flying e il peso leggero entrano a far parte del wrestling americano. Solitamente WWE e WCW dicono di esser state loro a importare queste cose (Attitude, High Flying, Hardcore), ma non è vero per nulla: sono state semplicemente riprese e addolcite per essere inserite nei vari Raw e Nitro. Lo hardcore tra laltro è ormai sparito.

Homicidal! Suicidal! Genocidal!
Sabu rappresenta forse più di chiunque altro lo spirito della ECW. Di origine indiana, pericoloso per sè stesso e per gli altri, Sabu era un lottatore assolutamente privo di senso del pericolo e completamente pazzo, fino allautolesionismo più spinto. Sul suo corpo deve essere rimasta qualche striscia di pelle sana fra una cicatrice e laltra, suppongo. Eccezionale high flyer, il suo triplo salto da altezze mostruose lasciava regolarmente a bocca aperta. Si è fatto male in tutti i modi possibili e immaginabili. Una volta, cadendo male in un incontro con Chris Benoit, si ruppe il collo. Come se niente fosse, Sabu si rialzò continuando a combattere, e di nuovo lottò una settimana dopo lanciandosi in quelle acrobazie spericolate che lo hanno reso un idolo, tutto per sfidare ancora i propri limiti (anche di incoscienza, immagino) e stupire gli ammiratori. Sarebbe bastata una caduta sbagliata per ritrovarsi paralizzato a vita…

Nella foto: Sabu (in piedi) mostra tutto il suo attaccamento al lavoro, con laiuto prezioso di Bubba Ray Dudley.

La fine
Problemi di soldi, sempre loro, fermarono la corsa ECW. I costi per una federazione di wrestling indipendente sono notevoli (fra assicurazioni, spese mediche, spostamenti, attrezzature), e per tirare avanti Heyman si indebitò dissennatamente a destra e manca (pure coi wrestler stessi). I guadagni? Quando era al proprio apice, la ECW non aveva una sufficiente copertura televisiva, e di conseguenza i fondamentali introiti pubblicitari non erano mai sufficienti a coprire le spese. Estrema nella violenza, nella volgarità e nel
cattivo gusto, la ECW era prigioniera di sè stessa: per avere maggiore diffusione avrebbe dovuto addolcirsi e scendere a compromessi, perdendo la stima dei propri accaniti fans. Un prezzo che nè i lottatori nè Heyman erano disposti a pagare. La bancarotta dichiarata nel 2001 pose fine ad unagonia che si trascinava avanti già da qualche anno. Ma ormai la storia era stata fatta e dallesperienza ECW tutti ne avrebbero tratto insegnamento.

Ora
Le inaspettate e altissime vendite del DVD "The Rise And Fall Of ECW" (caldamente consigliato) hanno fatto drizzare le orecchie a Vince McMahon: evidentemente la cosa interessa. E così è stato preparato un ppv speciale, "ECW One Night Stand", con protagonisti i lottatori WWE che provengono dalla ECW e altri ancora chiamati al grande evento (pure Sabu!), più lannunciata invasione di wrestler di Raw e Smackdown che odiano lex compagnia di Heyman e vogliono rompere le palle. Per la verità questo ppv cè stato domenica 12. Bellissimo, emozionante e commovente, quasi. Molti, me compreso, si aspettavano un orrore, una carcassa mossa coi fili da un burattinaio e spacciata per viva. Invece… Insomma, visti gli esiti credo che ne risentiremo parlare. "E-C-W!" "E-C-W!" "E-C-W!"…
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1… 2… 3!!!

Ogni wrestler ha la sua finisher, si sa – é una caratteristica importante nel definire la peculiarità di un lottatore. Per i profani, dicesi finisher quella mossa che solo un lottatore esegue e che dovrebbe in teoria rappresentarne larma segreta o definitiva. Seguendo il wrestling WWF/WWE (diciamo major) degli ultimi trentanni, osserviamo come il ruolo della finisher si sia evoluto fino a svuotarsi quasi del tutto del suo significato originale e diventare niente più che un orpello atletico; questo fenomeno é andato di pari passo con la costruzione di incontri sempre più spettacolari e sempre meno realistici. La cosa, di per sè, non é un bene o un male, quel che lascia al giorno doggi un certo amarognolo in bocca è la gratuità e il tasso di prevedibilità aggiunto dal cattivo uso della finisher. Ai tempi degli incontri realistici, fino agli settanta, un suplex o una ddt segnavano la fine dellincontro dopo una serie di scambi di schiaffoni, prese a terra, bracci tesi ecc. Negli anni ottanta é aumentato il tasso di spettacolo a scapito del realismo, negli ultimi tempi si é arrivati alla completa e assoluta prevedibilità: lincontro si conclude grazie allesecuzione della mossa speciale, e si può stare tranquilli che un qualsiasi conteggio successivo ad un qualsiasi altro tipo di colpo arriva massimo a due (salvo casi particolari come improvvisi roll-up, come nellottimo incontro fra Jericho e Benjamin a Backlash). Prevedibilità e intrinseca deficienza di alcune finisher, questo é un po  triste: perché uno deve rialzarsi dalla ddt di John Cena ma non dalla sua F-U, detta anche "mi scarico questo sacco di patate dalla schiena"? Peraltro adesso Cena é tornato a farla in stile "Death Alley Drive" come a inizio carriera, e per fortuna, però bisognerebbe renderle un pò meglio queste mosse speciali. Molti campioni, anche famosissimi, hanno avuto finisher abbastanza stupide: mi spiegate con che criterio una Sweet Chin Music, un calcio laterale in faccia che non sa proprio di nulla, sarebbe un colpo devastante e tutti gli altri calci in faccia da parte di gente grossa tre volte HBK (ovvero più di metà del parco lottatori di RAW e Smackdown) no? Eppure Shawn Michaels resta uno dei più grandi di sempre, indubbiamente. Perché uno dovrebbe rialzarsi da un suplex (una bella schienata che ti farebbe battere la nuca e la schiena con conseguente fuoriuscita daria dai polmoni), ma non da unOlimpic Slam (colpo più raffinato di Kurt Angle che, agli effetti finali, é identico)? Via, se vogliamo la mossa finale spaccatutto, che sembri davvero catastrofica, stordente, fisica e dolorosa, oltre che peculiare e unica. Inappuntabili sono quelle mosse dallaria davvero brutale come la F5 di Lesnar, la Clothsline From Hell di JBL, la Chokeslam di Big Show, la Pedigree di HHH: tutti colpi che danno davvero lidea di botta definitiva e devastazione, anche da parte di un onesto scarsone come JBL! Secondo me alla WWE dovrebbero rivedere un po queste cose e prendere esempio dallindie n.1, la TNA, che propone incontri estremamente dinamici ricchi di invenzione con momenti davvero innovativi e non scontati (guardatevi il fantastico AJ Styles nel ppv Lockdown)… In media i match TNA sono moooolto meno prevedibili, perché é possibilissimo che NON si concludano con la finisher; anzi, magari non viene mai portata a compimento. Va anche detta una cosa: gli atleti della TNA possono permettersi di sperimentare e provare cose più rischiose perché lottano solo una volta a settimana contro il massacrante ritmo imposto dalla WWE (quattro o cinque sere a settimana, in continuo movimento per gli States e il mondo), ritmo che richiede di giocare il più possibile sul sicuro per ridurre al minimo le probabilità di infortunio e non scontentare il pubblico pagante con lassenza del beniamino di turno. Però, poco alla volta, qualche passo nella giusta direzione lo potrebbero fare, ecco. Che stronzi. <!– –>

Rrrrrroarrrrr!!!!!

 

Tornerà mai Goldberg su di un ring? Difficile a dirsi, fatto sta che voglio spendere qualche parola su di lui visto che Wrestlemania XXI ancora non lho visto. La carriera di Goldberg, o forse la vita intera, é allinsegna della pappa scodellata. Ricchissimo di famiglia, professionista del football nella NFL, inizia ad allenarsi per il wrestling sotto consiglio di Diamond Dallas Page dopo che un serio infortunio gli rese impossibile continuare la carriera da futbolaro. Da lì unascesa mirabolante in WCW, per quasi due anni non perde neppure un incontro (la sua striscia di vittorie è un record: 173, interrotto nel 98 da Kevin Nash), e dopo soli sei mesi diventa Campione del Mondo WCW battendo Hollywood Hogan, un incontro trionfale nella sua città dorigine, Tulsa.  La sua scalata al successo é fulminea, il pubblico lo trasforma subito in una superstar. "Fu vera gloria", si chiedeva un tale (antipatico, invero) a proposito di un altro tale? Sul ring, Goldberg si impone con uno stile di lotta estremamente brutale di pura potenza. Con un fisico impressionante, si muove velocissimo e il divertimento é vederlo mentre distrugge in pochissimo tempo (anche meno di un minuto) i suoi avversari. La sua entrata sul ring, con camminata solenne, musica trionfale, scoppi ed esplosioni, gasa moltissimo gli spettatori. La sua combinazione finale, una devastante spear (per i profani: una carica da giocatore di football, in questo caso particolarmente violenta e realistica) seguita dal rovinoso jackhammer (un suplex verticale che cambia traiettoria a mezzaria) é altamente spettacolare. Insomma, Bill spacca e devasta con una fisicità travolgente, brutale. Viene accolto come "face", come buono, anche se in realtà il suo personaggio potrebbe benissimo essere un cattivo: un duro di poche parole, che esige lacclamazione della folla, non troppo portato ad alleanze e sentimentalismi, un cane sciolto che, come amano sottolineare i maligni, presenta notevoli somiglianze con licona Stone Cold Steve Austin. E dei buoni per come viene acclamato, e perché sfida lNWO di Hogan insomma. Dopo la fine della WCW, Goldberg resta un anno in WWE, da cui se ne va nel 2004.
Analizzando meglio la figura di Goldberg, si può notare che:
1)E un lottatore estremamente limitato. Rende benissimo nei suoi incontri tritacarne di breve durata, ma in quelli lunghi spetta allavversario di ravvivare il clima, perché altrimenti Bill segue lo schema "una mossa-un minuto di pausa-una mossa-un minuto di pausa". Non sa condurre insomma. Levento principale di una serata che si rispetti dovrebbe durare almeno 15-20 minuti, con un simile stile di lotta Goldberg pregiudica la riuscita fin da subito; fosse stato un Test qualsiasi, lavrebbero ributtato a Heat. Per conferme, cercatevi il suo esordio in WWE, ovvero Backlash del 2003 contro The Rock. Non ci fosse stato il genio di questultimo a reggere la baracca, che bel main event del cavolo sarebbe stato.
2)Professionalità, dove sei? Bill é uno dei più esosi viziati teste di cazzo che ci siano. Vuole lottare il meno possibile, gestire completamente il suo personaggio (immagino per assicurarsi che non vengano fatti cambiamenti, in modo da portare avanti la recita sempre sul sicuro), guadagnare il più possibile. E talmente esoso che alla fine del contratto la WWE ha deciso di lasciarlo andare, e a ragione. Ormai hai Cena e Batista e HHH, prodotti tuoi e non importati da altre federazioni, che tirano assai di più! Ciao Bill!
3)Fra le righe, si capisce che Bill non ami il wrestling, e che per lui sia stato solo un modo per continuare a lavorare senza buttar via la sua precedente carriera sportiva.

Lotterà in futuro? Forse, alle sue condizioni però…
Se rivolete lerculeo Goldberg su un ring, mettete insieme cinquecentomila persone e fate una colletta (con due euro a testa viene una bella somma): anche in piazza del mercato, anche  contro Magilla Gorilla, una bella entrata seguita da scoppi, ringhi, ruggiti, spear, jackhammer, 1-2-3, ringhi e ruggiti (il tutto dura cinque minuti, di cui 45 secondi impiegati per licontro vero e proprio) non ve la toglierà nessuno.

Se non volete leggere tutto quello é stato scritto sopra: Goldberg, prrrrrr!

Postilla musicale: leggete questa ridicola recensione, opera di un tipico esempio di metallaro (o merdallaro) ottuso, ignorante e medievale, oppure qualsiasi altro tipo di appellativo denigratorio relativo alla mancanza assoluta di comprensione e capacità di analisi. Ahah!
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Come ogni anno, il "grandaddy of them all", "where it all begins… again", insomma IL ppv che tutti attendono é alle porte. Ledizione dello scorso anno fu stupenda, ad esclusione del penoso main-event che vedeva contrapposti Lesnar e Goldberg (parlerò di questultimo figuro, prima o poi); questanno le cose sembrano meno interessanti, anche se almeno tre match si prospettano meritevolissimi di attenzione:

1)Shawn Michaels vs. Kurt Angle: questo é un vero e proprio match da sogno, costruito (come la maggior parte delle rivalità che vedono contrapposti un atleta di Raw e uno di Smackdown) durante la Royal Rumble, portato avanti a minacce e interventi inaspettati durante le puntate e destinato a sfociare, si spera, in un incontro formidabile.

2)Lincontro a sei che mette in palio la possibilità di sfidare il detentore del titolo intercontinentale di Raw. Protagonisti: Chris Jericho, Kane, Edge, Christian, Chris Benoit e lattuale campione Shelton Benjamin. Fermo restando che Benjamin, per quanto bravo sul ring, abbia il carisma di una cravatta di castagnaccio, che Kane state tranquilli non vincerà, e che agli altri leventuale vittoria non porterà nulla di nulla, potrebbe facilmente essere un bel macello – sei grandi lottatori insieme! Io tifo per Benoit.

3)Big Show vs Akebono: questo farà cagare.

E ora si passa alla parte più seria: il futuro delle giovani promesse! 

Batista
Il suo destino é ovvio: batterà HHH e vincerà il titolo, vista la popolarità enorme che si è guadagnato, lo difenderà lungo lanno più volte e poi alla fine lo restituirà ad Hunter – perché, credete che i riflettori di Raw possano allontanarsi troppo da lui? E soprattutto, come funzionerà Batista da "main eventer", riuscirà a sostenere bei match di venti minuti? Nellultimo anno è migliorato da ogni punto di vista, ma continuo a trovarlo sempre troppo lento e noioso dopo più di cinque minuti sul ring. Disintegrare lavversario in breve gli riesce benissimo, ma chiaramente questo non può fare da piatto principale. In ogni caso, la sua pare una carriera in ascesa e costruita alla perfezione: la progressiva separazione dallEvolution è stata magistrale.

John Cena
Lanciatissimo e amatissimo, Cena è la gallina dalle uova doro per la WWE e il suo incoronamento col titolone pare scontato, visto che il regno di JBL è durato molto e ha esaurito tutte le possibilità. A No Way Out il bostoniano ha sostenuto un signor match con Angle, ricordando i fasti dellesordio; non sono mai stato un suo sostenitore, fondamentalmente perché la sua finisher fa ridere i polli morti e perché ricorre spesso a incontri stile Hulk Hogan (subisco-subisco-subisco-reazione-finisher-pubblicoindelirio-acasa) che si assomigliano troppo. Però la stoffa ce lha, e il suo momento è arrivato. Ora, una incoronazione sul ring più prestigioso che ci sia sarebbe il massimo, però si vocifera di un suo passaggio a Raw… sarebbe deleterio per Smackdown, se si vuole che lo show secondario della WWE mantenga gli ascolti, anzi li incrementi, ci vuole assolutamente un campione amato. Soprattutto perché il titolo andrà difeso, magari da Eddie Guerrero passato in qualche modo al male!

Randy Orton
Il suo regno da campione lo scorso anno fece talmente schifo che fu terminato subito. Ed é un peccato perché Orton é molto meglio di Batista e Cena, ma una mala gestione ha fatto dei danni enormi mettendolo in secondo piano. Si pensa al suo rilancio, fortunatamente. A WMXXI combatterà contro Undertaker: batterlo sarebbe un bel colpo perché non intaccherebbe lOrton Legend Killer, ma Callaway non ha mai perso a Wrestlemania e non é molto incline a perdere in generale… personalmente, tifo Orton. Tra laltro pare che dopo Wrestlemania passerà a Smackdown, e questo sì che sarebbe un bel colpo: se arrivasse da cattivo, renderebbe al meglio e potrebbe finalmente farsi una  carriera lontana dallombra di HHH.

E però, la WWE è nota per le scelte illogiche. Quindi prendete tutte le cose potenzialmente positive che sono state prospettate qui sopra e capovolgetele per avere una stima plausibile dello scenario post-Wrestlemania.

Questo post è troppo mite, non va mica bene. Per riscattarmi, caro lettore, ti dico che sei un cretino nazicomunista guerrafondopacifista arianegro polenterrone pestamerde petomane pederasta. Di merda. E sono io ad avere la Verità In Tasca: é un cubo di 10x10x10, di un nero intenso al punto di catturare ogni minima emissione luminosa e provocare una leggera alterazione nel campo visivo dello spettatore – si trova sempre qualche centimetro a sinistra (o destra?) di dové realmente, e per questo non lafferi mai. Tu. Io ce lho in tasca e la contemplo e manipolo quanto voglio, e non puoi confutarmi.
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