Categoria: vanagloria e hybris


Purtroppo, al realtà ha ancora una volta superato la fantasia, finendo dritta dritta fra le rive d’Acheronte. Giulio Andreotti è morto e lotta in mezzo a noi, ma forse nemmeno questo è sufficiente al fine di raddrizzare tutte le storture che il mondo non ha mai smesso di rimprovare ad Attanasio Pecora, l’uomo dietro a tutti i fatti di sangue dell’ultimo decennio, o secolo e mezzo forse sarebbe più appropriato sapete, perché il dispiegamento temporale dell’immanente non sempre si può condensare in pochi attimi e ogni teoria dell’azione-reazione si fa memento di un concetto più astratto e, al contempo, umile, terragno, graveolente delle porcida untuosità ch’è propria dello stolto, del contadino che ignaro dei massimi sistemi e delle grandi cause trascina per il campo l’aratro, forte solo di quella saggezza secolare ch’egli reifica sempre uguale, tetragona ed immune al cambiamento, mediante lo struscio di calzature pratiche ed ineleganti che si oppongono con pugnace antiestetismo all’ipostatizzazione pedunculare propugnata da Prada e da tutti coloro che, parimenti, ambiscono al livellamento dell’uomo su un sistema valoriale d’implicito razzismo e schematica conflagrazione di contrapposizioni fittizie che si propagano all’infinito su un orizzonte degli eventi ormai dato per scontato, per irrilevante, per nefando e incalcolabile nella sua cieca e totale devozione al Potere inteso come in [1];

ed appare pertanto necessità di vero il sostenere che, in situazione di emergenza data da conflitto di classe irrisolto e femminicidio senza tregua, sia forse necessario fare un passo indietro ed ammettere con sè stessi ed il mondo che sì, abbiamo oltrepassato un segno ed il debito del terzo mondo è solo una delle cause della crisi che porta tanta gente per bene a indebitarsi per poter acquistare sottobanco pancali di merda da riversare nel water in modo da intasare le fogne e dare un po’ di laboro agli idraulici e, di conseguenza, a quelle maestranze umilmente manovali con la salopette lurida e la matita dietro l’orecchio e le mani lerce di morchia che purtuttavia son necessarie al processo civile e un’orda di tecnocrati vorrebbe rimpiazzare con robot in fattezza di negro a costo zero, perché in realtà voi credete che ci siano i negri in giro, ma si tratta solo di ammassi di cavi e di ciccia, perché i negri veri sono tutti morti nell’Oceano Negro che è la tomba di tutti i negri, ma non tutti i giovani se ne possono accorgere e continuano a guardare le repliche dei Robinson scambiandolo per la realtà mentre invece è quello che vuol fargli credere Abberlusconi mentre fa il governo che lo processano per abuso fiscale e frode campidanese quando assunse un cameriere che fu in seguito lapidato perché adultero

e quindi in qualche modo giustificabile nella cultura d’origine, sebbene anch’essa minata alla base dall’avanzata dello scoccialriformismo in salsa diluita eppur ancora dannosa e cancerosa, un’infezione tumorale che neppure il bicarbonato agli escrementi di Tullio Simoncini (quel finocchiaccio) potrebbe curare nè tantomento guarire, quindi provate a traslare tutto questo complesso balzabbà di pensieri parole opere e omissioni in un feretro simbolico di significanza epistemologica e urgenza espressiva, ne uscirebbe fuori una merda totale e indegna di qualsiasi fruizione, persino nella grave circostanza di cui è stata vittima Laura Boldrini durante un’ispezione dell’interwebs in cui Appeppecrillo e Alfano le scrivevano le parolacce con la maschera di V for Vendetta sperando di non essere riconosciuti anche se poi con gli hacker speravano di entrarle nel cellulare (non è un doppio senso, e se ci vedete la malizia è la cultura maschilista che vi condiziona) per prendere le foto di lei nuda sulla spiaggia di Ibiza per poterle far girare in rete ma non c’erano e allora hanno usato una foto di una che le somiglia anche se in realtà non lo sappiamo perché in fondo chi le ha mai viste insieme a Laura e Boldrini e quella lì spacciata per lei nuda, ma è proprio per questo che al mondo esistono gruppi di merda come i Uochi Toki o i Cani e teste di cazzo che li ascoltano senza provare schifo, dio merda.

Margaret Thatcher fu primo ministro inglese dal ’79 al ’90, cioè da quando avevo tre anni fino alla terza media. Era una di quelle persone di cui sentivi parlare in tv fra un cartone e l’altro, fra un appuntamento wrestling e l’altro, fra una puntata di Colpo Grosso e l’altra, ma al pari di Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov sapevi che esisteva ma t’importava una valigia di cazzi. Negli anni il nome della Thatcher scomparve dei radar, o per lo meno dal mio, che già ho scarso interesse per il politicame corrente, figuriamoci per quello passato. Anche se, in realtà, fu grazie alle mie passioni per metal & punk che conobbi sul serio questa figura tanto discussa, così come quella di Reagan del resto: tantissimi gruppi si scagliavano, non certo senza ragioni, contro entrambi. Ieri viene data la notizia che la Thatcher è morta, e all’improvviso il mondo (= Facebook) si popola di status trionfali e livorosi – soprattutto da parte di tantissimi miei coetanei e connazionali, che non mi risultano figli di minatori inglesi, ma posso sbagliare. In ogni caso, sono quelle persone che considerano di cattivo gusto rallegrarsi per la levata dal cazzo di Osama Bin Laden, Chavez o chi per loro. Boh, valli a capire.

Tornando sul pezzo, appare evidente una cosa: le politiche Thatcher/Reaganiane sono alla base della crisi cominciata nel 2008. Non faccio una sparata, non è del resto una cosa per cui è necessaria chissà quale competenza economica con master ad Harvard e presidenza della Bocconi per affermarlo. I due politici in questione risposero alla crisi degli anni ’70 in maniera assai discutibile, cioè avviando la messa in pratica del turboliberismo sbroccante: tagliare le tasse ai ricchi e alle imprese, tagliare lo stato, liberare da lacci e lacciuoli burocratici l’economia aprendo al mercato ogni più piccolo anfratto, così gli imprenditori creano ricchezza e la Mano Invisibile porta tutto al miglior prezzo possibile per il cittadino comune. Com’è andata lo sappiamo: a partire dalla Mano Invisibile che NON ESISTE E NON FUNZIONA ED E’ UNA CAZZATA (a meno che voi non confutiate John Forbes Nash), passando per l’assalto ai sindacati per consentire agli imprenditori medesimi di ottimizzarei guadagni, e finendo con le varie delocalizzazioni in Merdistan assortiti. Negli anni ’90 c’è stata una pesante finaziarizzazione, c’è stato il (positivo) boom dell’interwebs, e col crollo dell’URSS e l’apertura dei mercati merdistanesi si pensava di poter campare di servizi facendo fare il lavoro duro ai negri sparsi per il mondo. Allo stesso tempo, la finanza con formule magiche ed equazioni differenziali di terzo ordine trovate nei capitoli più paurosi del Necronomicon ha prodotto bolle speculative sempre più grosse con emissioni di titoli tossici cui hanno partecipato banche e stati che poi hanno nuclearizzato foreste intere di danari e quindi la crisi la crisi. Tutte queste operazioni finanziarie chiaramente non sono forze naturali, la gravità o che so io: basta regolarle quel tanto che basta affinché i finanzieri possano comunque arricchirsi, ok, ma senza per questo causare enormi danni collaterali in termini di posti di lavoro e welfare devastati a giro per i cinque continenti. L’ideale sarebbe punirli pure penalmente, ma sarebbe già buono creargli una bella sandbox come nei videogiuochi.

Tuttavia, a vari livelli, regolare queste pratiche distruttive trova opposizione. Non solo da parte di finanzieri vari che si vedrebbero declassare da superultramega ricchi del tutto irresponsabili a semplici ricchi tassati in proporzione per contribuire al benessere e creare effettivamente lavoro/welfare/soncazzo, ma pure da gente normale che vede appunto nella Mano Invisibile il messia risolvi-problemi (riponendovi la stessa fede che hanno i comunisti per la Rivoluzione) e nel sistema del welfare un intollerabile sopruso per cui i negri si fanno mantenere da te con l’assegno di disoccupazione e intanto hanno il laboratorio di cristalli di metanfetamina per lo spaccio e quando scoppia e si ustionano ti tocca pure pagargli le spese mediche del dio cane. Si tratta, insomma, di una posizione religiosa del tutto analoga a quella comunista, con dogmi, santini (Reagan, la Thatcher, gli economisti Friedman e Von Hayek, la scrittrice Ayn Rand) e miti. Per circa trent’anni questa religione ha guadagnato terreno e si è fatta spazio. Ora la crisi del 2008 ha provato oltre ogni ragionevole dubbio che si tratta di cazzate termonucleari, esattamente come la caduta del Muro di Berlino ha messo sotto gli occhi di tutti che il comunismo fosse una massa di merda.

Quanto ci vorrà per rimettere le cose a posto non è dato saperlo, soprattutto in un paese come l’Italia che essenzialmente cerca di mantenere intatti equilibri secolari e oligarchie decrepite e fuori dal mondo, che con un minimo di concorrenza seria morirebbero come mosche (non che l’Italia sia comunlibertaria, è solo immobilista e poco propensa a collaborare sul serio a piani di riforma continentali, altrimenti Confindustria piange). E’ chiaro solo che la via comunista (TUTTO STATO! TUTTO STATO!) e quella libertaria (STATO LEGGERISSIMO! MANO INVISIBILE!) sono due religioni del cazzo e pretendere che siano scienza e soluzione ai problemi è, semplicemente, sintomo di deficienza. Le confutazioni ormai abbondano per entrambe le teorie, è il momento di scartarle una volta per tutte.

“Niente messaggi,
nè storie edificanti,

ma armi, esplosioni
e robot giganti.”

Proprio l’altro giorno ho letto una notizia molto bella. In pratica si prevede che, grazie alle nuove tecnologie di estrazione e raffinamento del petrolio, nonché ad un consumo ottimizzato e più efficiente, gli USA per i il 2020 riusciranno a diventare indipendenti dal petrolio del Merdistan. Questo vuol dire tante cose, tutte quante fiche. Tanto per iniziare, è la confutazione pratica dell’idiotissima storia del picco del petrolio che tutti gli ecostronzi vanno a blaterare da anni. Non che ci volesse un genio a confutarla, basta farsi un paio di conti: ok le stime, ma le stime sono destinate a variare col progredire della tecnologia. Che valore ha la merda? Nessuno. Ma se uscisse un motore a merda, ecco che ne avrebbe un sacco, giusto? A quel punto ogni cesso convoglierebbe la merda ad un merdatore che la convertirebbe in compostaggio merdonico che fa partire le macchine a merda e bla bla bla, insomma, quello che voglio dire è che non bastano le risorse in sé per la stima, bisogna tener conto della tecnologia e della sua evoluzione, e in base a questa aggiornare le stime. Allo stesso modo le stime per il 2020 possono riservare ancora qualche sorpresa, è chiaro. Però penso che:

a)  in un ottica strettamente nazionale, questo porterà un sacco di lavoro, e probabilmente un sacco di gente si sposterà per lavorare alle nuove strutture petrolifere, dopo che altrettanti si saranno mossi per costruirle. Cultura, tecnologia, nuove possibilità di lavoro, economia. Esattamente quello che predicano i peppecrilli pauperisti della minchia maledetta, vero?

b) a livello internazionale, ciao ciao Merdistan. Il petrolio merdistano sarà sempre meno interessante per gli USA, che alla fine ci si puliranno il cazzo. Il Merdistan dovrà via via rivolgere i propri interessi a est (Cina, Russia) e nord (Europa).

c) per trattare col Merdistan, si può stringere le mano, ma sempre con una pistola carica nell’altra, che non si sa mai. Ed ecco che entra in gioco l’Eurogendfor, ovvero l’esercito integrato euro. Quello che i peppecrilli di turno, in quanto imbecilli, dipingono come gestapo della BCE che viene a farti esplodere casa se protesti contro AmmarioMorti. Vista la progressiva presa di potere dell’islamismo più hard in giro per il Merdistan, visto che starà sempre più a noi occuparcene, la cosa ha un senso perfetto. Magari in congiunzioni con partner energetici come la Russia o commerciali come la Cina.

Insomma, mi pare sempre più evidente che si vada verso un mondo multipolare, e le recenti difese finanziare erette dall’Europa per proteggersi da future crisi tipo l’ultima sembrano confermarlo. Il cammino indicato da Obama sembra quello dell’isolazionismo, da un certo punto di vista – se per il problema del fiscalsz cliffsz le varie megaditte fantozziane saranno costrette a calci in culo a ritornare indietro (e questa sarà una battagliona), la transizione diventerà irreversibile. Credo, eh – le mie sono riflessioni da non esperto che prova a fare qualche previsione. Anche Israele mi sembra andare abbastanza a briglia sciolta. Attorniata dal Merdistan, reagisce come può/deve e dialoga con gli altri, ma mi pare che la grande differenza sia che ora si invita, si consiglia, si chiede di evitare l’escalation, ma la questione viene lasciata in mano a Israele medesima, che ha approntato un sistema di difesa informatizzato superfico già solo dal nome (Iron Dome) e combatte pure sul fronte della guerriglia informatica (appunto).

Ovviamente, l’interazione col Merdistan non potrà mai cessare del tutto, specie se iniziano a sorgere movimenti islamisti pesi spinti dall’Arabia Saudita che forse vorrebbe fare capo ad una lega merdistana: qualora cessassero i rapporti commerciali, forse getterebbero la maschera e punterebbero sulla creazione di una lega panaraba merdistana sbroccatissima. Può darsi che, negli anni, continueranno guerriglie sporche e affondi economici, con un uso sempre più massiccio di droni che renderanno psicologicamente più problematico il sagrifizio jihadista (ahr ahr ahr) etc etc. Quello che è evidente è che la suddivisione per aree di influenze si sta manifestando in maniera sempre più forte. Una direzione di uscita è stata intrapresa, c’è da vedere quanto sarà accidentata, tortuosa, lunga e, in ultima analisi, positiva. Di una cosa possiamo stare certi: Maometto ha sostituito Marx nelle teste degli sbroccati. Perché anche se le cose le fanno per i cazzi loro in Merdistan, c’è sempre una mano occidentale dietro, altrimenti questi popoli sarebbero un branco di pacifici negri che suonano il bongo e fumano le canne. Lo dice pure una persona di amplissima cultura e lontana da qualsivoglia banale qualunquismo come l’augusto maestro F. Battiato, mica cotiche.

Perché nelle prossime ore queste parole (Barack Obama, Mitt Romney, democratici, repubblicani, USA, Stati Uniti, Camera, Senato, Casa Bianca, negri) saranno in testa all’hit parade di Google e non mi va di perdermi un boost di popolarità e quindi una bella alimentazione per il mio narcisismo. Ok, detto dello scopo fondamentale di questo post, è comunque d’uopo un minimo di commentino a caldo. E non tanto sul risultato che era, secondo me, abbastanza scontato. Quanto su un effetto collaterale che a molti sarà sfuggito: la fine della (pessima) strategia repubblicana dell’ultima dozzina d’anni, ovvero puntare sulla paura della parte più arretrata della nazione. E’ questo che portò fortuna a George Bush jr: quando, dopo otto anni di presidenza Clinton, gli USA erano un paese avanzatissimo e progredito, ecco arrivare un candidato che rassicurava il reazionariato più retrivo. Votatemi, faceva intendere Bush jr, e l’America non sarà più in mano ai comunisti di merda che vogliono vendere la marijuana in farmacia e fare l’aborto gratis e dare l’assistenza sociale ai negri che poi spendono tutto in crack e poi trafficano coi feti per farci le staminali e i mutanti e poi fanno sposare i finocchi e ci levano i fucili e il governo federale non vuole più il Signore Aggiesuggristo e i costumi e la morale. Si trattava di una massa numerosa di persone che però storicamente non si muoveva quasi mai per votare. George Bush jr e i suoi spaventarono questa massa al punto da spingerla a votare: datemi retta che vi riporto al vostro medioevo preferito. Se per due mandati ha funzionato, poi gli scricchiolii e le crepe hanno mandato tutto a fare in culo. John McCain scelse Sarah Palin come vice, mossa che diede una piccolissima spinta per la prima mezzora galvanizzando gli sciroccati dei Tea Parties, salvo poi trascinare tutto nella merda e nell’imbarazzo. Romney, oltre ad essere molto più mediocre di McCain, ha scelto un randista come Paul Ryan e ha proposto una sorta di randismo misto cristianista. Debacle totale, com’era pure prevedibile – soprattutto se blateri di aborto, gay e immagrazione in termini mongolitici alienandoti donne e latinos e senza dimostrare di avere la minima idea di cosa fare per l’economia e il lavoro del cittadino comune. Anzi, dimostrando con gaffe clamorose di non sapere nemmeno cosa sia, un cittadino comune. Resta fermo il grosso problema degli ultimi anni: una Camera avversa che renderà difficile ogni cosa.

Se in futuro i Repubblicani vorranno di nuovo governare, dovranno davvero liberarsi di tutta questa immondizia, far piazza pulita del reazionariato peso (o meglio, non farci più leva), e puntare su argomenti forti e candidati coi coglioni – per es. Rudy Giuliani, o gente com’era Bush sr o Dwight Eisenhower, che purtroppo mica crescono sugli alberi. Questo sembrerebbe banale da dirsi, ma non lo è: nella terra degli isterismi contrapposti e della politica intossicante, il tutto filtrato da una visione provinciale all’eccesso, cioè l’Italia, Repubblicani vs. Democratici viene visto come l’eterno conflitto Destra vs. Sinistra che si ripete uguale dal 1946, con sigle appena cambiate ma discosi del cazzo sempre uguali. Questo perché l’asse politico USA viene graduato su due cose, libertà individuale e libertà economica: il governo federale interviene su queste due, e Repubblicani e Democratici nella loro storia hanno intepretato quanto lo stato debba o non debba intervenire nella libertà del cittadino di essere esclusivo artefice della sua sorte (lo dico semplificando moltissimo). Un tipo di dibattito che parte da presupposti del tutto alieni dai nostri: usare questi ultimi, come fanno in tanti, porta a risultati del cazzo, come ogni dimostrazione che parta da premesse false.

Cosa succederà, ora, è difficile a dirsi. Gli States hanno un casino di roba da fare, ma spero che riescano a mettersi in carreggiata per bene perché comunque sono fichi (Il Boss Delle Torte è una trasmissione americana, Cortesie Per Gli Ospiti è italiana, questo chiude l’argomento in maniera definitiva), e allo stesso tempo che da noi entrino in gioco le politiche unionistiche in grado di renderci un continente più compatto e difeso dalla finanza e allo stesso tempo più capace di collaborare attivamente, senza andare al traino ogni due per tre. Ritengo sia un passo inevitabile perché il mondo va a suddividersi in aree, in diversi poli: USA, Russia, Cina, più avanti forse l’Europa (comunque alleata atlantica, essenziale in ottica anti-Russia). Multipolarismo di là da venire, eh, perché non è che ‘ste cose arrivino dal giorno alla notte, ma la strada sebbene turbolenta sembra quella. E siccome gli States sono un impero, le turbolenze in corso porteranno cambiamenti di rotta. Alcuni si sono già visti, vedi il non-intervento in posti come Libia o Siria. Suppongo che l’approccio generale verso l’esterno sarà ancora più cauto e difensivo, il che provocherà reazioni balorde negli sbrocconi anti-USA che lamenteranno l’ingerenza americana quando perdono a biliardo. Di altro boh… forse una maggior partecipazione degli alleati, qualora decidano di prendersi qualche responsabilità e creare un esercito comune senza aspettare sempre che Washington gli levi le castagne dal fuoco.

“I must not fear.
Fear is the mind-killer.
Fear is the little-death that brings total obliteration.
I will face my fear.
I will permit it to pass over me and through me.
And when it has gone past I will turn the inner eye to see its path.
Where the fear has gone there will be nothing……Only I will remain.”

La “Litany Against Fear” viene recitata da Paul Atreides durante un confronto con la Reverenda Madre del Bene Gesserit. E’ roba di Dune, quindi è bellissima, visto che si parla del corpus originale di Herbert e non le sgommate successive. Dice essenzialmente di superare la paura, perché la paura blocca, paralizza, ottunde e impedisce, lasciandoci in preda dell’irrazionalità. Bene, credo che mai come oggi la paura e l’irrazionale siano il carattere dominante dell’umanità. E’ singolare che questo accada nella parte di civiltà in teoria più progredita, come la nostra, eppure è il solito vecchio copione: in tempi di difficoltà e incertezza la paura serpeggia più che mai, e forma presto un capitale su cui tribunacci della plebe, demagoghi e merde di ogni tipo possono investire a colpo sicuro, per di più col solito sistema del capro espiatorio e dell’assoluzione del popolo.

Prendiamo, per esempio, la situazione italiana: dopo anni di appelli a NazioneStranieraStimata di invaderci e prendere le redini dell’Italia per liberarci da Abberlusconi, quest’ultimo è stato messo da parte in malo modo e sostituito dall’attuale governo tennnnnico. E’ passato un annetto, e non ho sentito cambiare granché il ritornello è tutta colpa del governo. Governo che si è trovato ad agire all’interno dello scenario della crisi dell’Eurozona, con il compito di sanare i conti. Le scelte fatte dal governo sono di per sè criticabili e poco lungimiranti, riassumibili in una pesca a strascico fatta di tagli e tasse, con in più il varo di nuove leggi & misure i cui effetti saranno visibili più avanti. Forse. Resta una cosa del tutto incontrovertibile: sebbene il governo avrebbe potuto agire meglio, è anche vero che doveva agire e il prima possibile. Gli italiani si sono comportati, nell’ultimo trentennio, come una mandria di maiali al trogolo. Oppure, come gente che inizia ad abbuffarsi al ristorante sperando di scappare fra il caffè e l’ammazzacaffè, complice l’amicizia del cameriere. Sfortunatamente, ad un certo punto, quel cameriere è stato licenziato e quello nuovo non sente seghe: in accordo col proprietario del ristorante, obbliga i quattro furbacchioni a lavargli i pavimenti gratis per tutti i fine settimana dei prossimi otto mesi per ripagare tutte le cene scroccate nel tempo, e questo solo per non andare sul penale. Ecco, gli italiani in questa circostanza direbbero che il ristoratore è uno stronzo che gli impedisce di divertirsi nel weekend, e il nuovo inflessibile cameriere un maledetto pezzo di merda che vuole fargli pagare le prossime cene, quando in realtà è solamente serio e non vuole dei furbastri fra i piedi. In parole povere, arriva il conto di trent’anni di sbafo senza costruire niente. Sbafo di cui sono colpevoli tutti, e non solo i politici. Il Batman laziale è una figura che tutti conosciamo perché ce ne sono un sacco intorno a noi. Per le tante piccole batmanate il governo pesca a strascico/obbliga a lavorare gratis nel weekend: sangue ovunque, che ne sarà di noi? Come potremo continuare a chiudere l’occhio sui peccatucci altrui, così l’altrui li chiude sui miei? Perché? A questa domanda rispondono un sacco di stronzi: è colpa dell’Europa che ci vuol levare la sovranità monetaria per venderla agli ebrei negri massoni come la Merkel.

La Grecia intanto conferma la propria condizione: se noi si fa schifo, loro lo fanno di più. La loro situazione poteva ricalcare la nostra, solo con l’aggravante di non avere alcuna economia produttiva. Il violento patatrac ha portato ad una reaziona violenta: mandare i nazisti di Alba Dorata in Parlamento. Ora ditemi se si può essere più mongoloidi. E’ una legittimazione pericolosissima che va stroncata il più possibile, visto che serpeggia sempre di più il vento del nazifascismo di ritorno, camuffato persino poco. L’attuale vulgata è che, sì, in fondo Mussolini voleva proteggere l’Italia e gl’italiani belli dalle mani predatrici del capitalismo anglosassone, lo stesso che ci fa venire il mal di pancia oggi, quindi insomma cercate di capirlo, era un fine nobile, le intenzioni erano buone, poi esportava a Dachau alcuni cittadini italiani, che insomma, erano pochi, alla fine che importava… erano di quei pochi che poi fanno il Bildemberg e la BCE del signoraggio, diciamoci la verità, se risuccedesse uguale uguale non sareste poi tanto in disaccordo, vero? Perché non so voi, ma Gli Ebrei e La Finanza Ebraica e I Banchieri Ebrei li leggo e, peggio ancora, li sento dire sempre più spesso. Ma Marchionne mica è ebreo?, viene fuori durante una discussione l’altra sera. L’esaltazione della nuova URSS, ovvero il Merdistan islamico e in particolare Iran & Siria, come dei nuovi caudillos Chavez & Kirchner, va di pari passo.

Tutte queste paure, insomma, costituiscono un enorme bacino di voti. Alba Dorata l’ha capito come lo capì il loro zio Adolfo qualche anno prima. Avete paura, avete ragione, ci sono LORO che vogliono succhiarvi il sangue, dove il loro è un orrido allogeno: gli immigrati, l’UE, la BCE. Votateci e vi proteggeremo, noi Peppe Crillo, Partito Italia Nuova, Forza Nuova, Casa Pound, etc etc. A volte sembra quasi che la gente ci goda a spaventarsi, come per il discorso degli OGM, secondo una legge non scritta per cui naturale = buono, quando a voler vedere la natura fa morire l’inadeguato senza molte cerimonie e con fredda efficienza. Lo dico dopo aver letto l’ennesima bravata del dott. Seralini, che progetta gli esperimenti su misura per dimostrare che gli OGM sono cancerogeni: ha ricevuto un milione di critiche dal mondo scientifico per il suo cherry picking in flagrante malafede. Del resto, fra gli sponsor di Seralini ci sono Greenpeace e politici ecologisti che VOGLIONO dati che affermino la cancerosità degli OGM, in modo da poter fare campagne anti-OGM e annessi e connessi. E poco importa se questi dati sono inattendibili: le opinioni degli scienziati seri ormai non hanno alcun valore, visto che in nome della correttezza politica si è permesso ai cialtroni di inquinare quasi ogni livello di discussione, e l’uomo della strada non sopporta che la sua ignoranza possa valer meno della competenza altrui.

Tempi difficili. Paura. Si può seminare un sacco di merda e moltiplicarla oltre ogni limite, guadagnandoci un bel po’ – che sia in voti, in vendita di dvd, o in autostima, poco cambia. Fatto sta che non mi piace per un cazzo. E conferma sempre più la mia idea che un buon 80% delle persone non dovrebbe avere diritto di voto. Occorrerebbe una bella purga, dio ape. O almeno, una responsabilizzazione generale, che però pare probabile quanto un pellicano che ti serve una rossa media nel confessionale.

Chiunque abbia un account Facebook deve esseri imbattuto, nelle ultime 24 ore, in un testo che magnifica il neo eletto governo francese di Hollande. Un testo che inizia con:

“Ecco cosa ha fatto Hollande (non parole, fatti) in 56 giorni di governo: ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta; il ricavato va al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie dissestate.[continua]

Roba mirabolante, verrebbe da dire. Urka, verrebbe da aggiungere. Madonna puttana impestata, ci sentiremmo di suggerire. T’immagini in Italia, qualcuno sussurra. Condividi!!11!, e vai, ribloggo totale.  Fermandosi un attimo a ragionare, logica suggerisce che questo mare di riforme, anche belle toste, approvate e messe in atto in appena 56 giorni parrebbero realistiche sotto il Re Sole, un po’ meno in una repubblica presidenziale. Google alla mano, non si trova un cazzo. Niente cifre, niente robe. Nemmeno in francese: una ligua che non so, ma i numeri sono gli stessi in tutte le lingue, ormai, e gli articoli che parlano di Hollande non li fanno proprio. Vuoi vedere che… è tutta una cazzata che diventa vera, in testa agli sciroccati, solo per il reposting compulsivo? Un po’ come l’Islanda che esce dall’euro (in cui non era mai entrata) e non paga il debito pubblico sbroc sbroc? E infatti…

Cercando la frase che ho riportato sopra ci si imbatte in una serie di citazioni su tumblr, ma ci vuole poco per arrivare all’articolo originale, che è questo. L’autore è un vero e proprio cazzaro, perché spara numeri e cifre che non esistono, non c’è una fonte che sia una. Ovviamente il successo nel mondo dell’indignazione a comando, ignorante e ottusa, è istantaneo: il facebookkake fatto di “!!11!” reagisce allo stimolo in maniera pavloviana senza porsi alcun problema di documentazione. Fatto che mi convince sempre più che il diritto di voto andrebbe pesantemente limitato. Leggete qui, semmai: Hollande non ha varato nessuna riforma epica globale totale termonucleare dopo appena un paio di mesi scarsi dalle elezioni, ma solo fatto delle proposte.

E’ polemica nel mondo della cvltvra. In un articolo del Corriere Pietro Citati (che fino all’altro ieri non avevo mai sentito nominare, per la cronaca) si lancia in un raglio sulla decadenza letteraria del tempo presente. Uso il termine raglio perché, contenutisticamente parlando, Citati spiattella una sequela di banalità del tipo una volta qui era tutta campagna, che tempi, signora mia, i giovani non hanno più rispetto. Dice che in Italia si legge poco e male, e a vendere di più sono libracci merdosi di gente tipi Coelho, Faletti (qui la sua patetica risposta) e Brown, che sarebbero addirittura dannosi. Sinceramente, l’analisi mi pare deboluccia e indimostrabile. Non perché detti libri non facciano schifo (lo fanno), non perché non siano best seller (lo sono), ma perché l’argomento avrebbe meritato uno studio più approfondito. Citati dice che lettori e autori siano peggiorati negli ultimi quarant’anni; unica prova a sostegno, il grande successo riscosso da libri tipo L’Insostenibile Leggerezza Dell’Essere di Milan Kundera e Le Nozze di Cadmo e Armonia di Roberto Calasso. Dimentica, Citati, che il grande successo del primo (tra parentesi, una cagata che ci sta ritta una vanga) fu conseguenza del film uscito tre anni dopo; del secondo, che non ho mai letto, omette di dire che si vende bene ancora oggi, e presumo non agli stessi che lo comprarono già al tempo. Dimentica pure che per es. Umberto Eco, che pubblichi romanzi o saggi, vende sempre un sacco. Cosa più importante, però, Citati appartiene all’infausta generazione di intellettuali che hanno partecipato direttamente all’orrenda decade ’68-’77 rimanendone per sempre intrappolati – loro hanno fatto tutto, chi li ha seguiti è uno stronzo. Pare che Pasolini sia l’intellettuale più influente sul pensiero italiano degli ultimi quarant’anni, guarda caso, e si vede: era retrogrado e provinciale lui da vivo, figurati chi continua a restare nel suo cono d’ombra.

Citati sembra sceso dalla Luna e non tener conto di quanto il mondo sia cambiato da quei bei tempi che c’era i tirannosauri. Tanto per iniziare,“la classifica di Tuttolibri è realizzata dalla società Nielsen Bookscan, analizzando i dati delle copie vendute ogni settimana, raccolti in un campione di 1100 librerie. Si assegnano i 100 punti al titolo più venduto tra le novità. Tutti gli altri sono calcolati in proporzione.” (es.)  Quindi il rilevamento non tiene conto delle librerie online, che vendono un sacco. Citati si lamenta pure dei classici che non si vendono, ma i classici te li ritrovi periodicamente allegati a questo o quel quotidiano, quindi trovano larga diffusione senza passare dalla libreria. Non abbiamo ancora dati relativi alle vendite dei lettori di eBook, che consentirebbero agli angloalfabetizzati di accedere ad una marea di roba, fra cui classici a sfare GRATIS – una via che l’Italia, terra retrograda per antonomasia, sembra restia a percorrere. Non è fisico, non lo pago, l’odore della carta, giammai. E qui mi vien da pensare che, di libri, se ne pubblicano ogni giorno una marea. Gli scaffali sono obesi. Ci sono libri del passato e libri del presentissimo. Una volta non si pubblicavano neppure così tanti libri, oggi si investe molto sul libro di quello famoso: un comico mediocre, un calciatore, un personalità radiotelevisiva vengono invitata a scrivere istant-book di successo immediato potendo contare su una fan-base enorme. E’ assai probabile che nei mmmmmitici anni ’60 e ’70 tutti quelli che oggi comprano i libri dei comici di Zelig o di Fabio Volo non avrebbero semplicemente mai letto nulla, perché non c’era niente di simile. Cioè, un calciatore calciava, un presentatore radio o tv presentava radio o tv, nessun editore li contattava per un libro. Oggi il business ha preso questa piega, questo investimento miope ad alta resa, e finché dura andrà avanti. Non è certo questione di “Zelig e il Grande Fratello e X Factor che rimbecilliscono la gggente”. Semplicemente, sono nati prodotti librarii per chi normalmente di leggere se ne frega, e fanno leva sul fattore celebrità.

A questo punto potremmo chiederci, come mai in Italia rispetto a X, Y e Z si legge così poco? Credo che molto dipenda dall’approccio cafonal alla cultura che si ha qui da noi: la cultura è innanzitutto un mezzo di distinzione sociale, solo in seguito e se siamo particolarmente fortunati un piacere. Qualche tempo fa avevo scritto un post dedicato proprio a ‘sta roba: eccolo qui. La reazione al cafonal culturale è che molti rifuggono i libri, associandoli pavlovianamente alla noia della scuola e a gente particolarmente saccente e rompicoglioni incapace di rilassarsi e farsi un ballino di cazzi suoi. Quando poi esce il libro del comico di Zelig che li fa ridere allora ci ripensano, e magari entrano nel tunnel del libromerda.

Come si collega tutto ciò al fenomeno dell’analfabetismo evidenziato da questo articolo (Il Sole24h)? In due passi. Il primo smentisce categoricamente la storia dei Poteri Che Ti Vogliono Rincoglionire. Il governo ha dato al cittadino quel che ha voluto: tutti laureati. Per farlo, ha dovuto rendere la selettività della scuola sempre più bassa, dalle elementari fino all’università, col risultato di avere i famosi mille mila laureati a spasso. Inevitabile: non hanno nessun mezzo culturale per comprendere ciò che li circonda. Cavolo, c’è un dottorando dalle mie parti che parla un italiano riprovevole, e non vi dico lo scritto. A logica, non avrebbe mai dovuto arrivare alla laurea, figuriamoci al dottorato, senza padroneggiare un italiano di base corretto. Eppure, tutte le famiglie d’Italia hanno creduto nel mito dell’ascensore sociale all’infinito, tutte le famiglie d’Italia hanno voluto i figli laureati che non debbano più fare i lavoracci manuali, e lo stato li ha accontentati. Uniamoci una classe intellettuale stravecchia stile Citati, volta a contemplare il passato e a rifiutare il presente, che viene comunque ammirata anziché ricoperta di pece e piume in quanto vecchia e superata, e la situazione di stasi appare inevitabile. Il presente fa schifo, il passato era meraviglioso, è tutta colpa dei politici e della tv. Ahah, sicuri? Perché secondo me è essenzialmente colpa vostra.

La line-up originale di Polish Busty, da sx: Aneta Buena, Ewa Sonnet, Ines Cudna, Bea Flora

C’era una volta Polish Busty. In realtà c’è sempre, ma ormai sembra al punto di rottamazione o giù di lì. Non ha saputo tenere il passo. Che aveva di speciale, mi direte? Beh, io odio il retro-ismo e il nostalgismo, all’incirca in ogni manifestazione dell’essere. Mi piacciono cose del passato, anche molto, ma non mi piace quando il presente si rinchiude nella contemplazione idealizzata del passato e sospira e moralisteggia e cerca di riprodurlo in laboratorio. Non mi piace in musica, in letteratura, in niente. Però anch’io conosco l’eccezione, ed è il reparto erotico. Non mi piace molto l’erotismo (e lo intendo come soft-core, nudo femminile e basta) che si fa oggi – troppa seriosità, fisici troppo tirati da palestra e Photoshop, nemmeno un sorriso, pose sempre più vicine al pornoduro. Tutta roba che nell’insieme mi garba poco e solo nell’era dell’interwebsz ha trovato contraltari degni – e con questo intendo il recupero di un certo gusto anni ’60 e ’70, con donne puppone e sorridenti dal fisico meyeriano in foto dal clima simpatico & giocoso. Sito leader del settore è diventato Pinup Files, credo, ma il primo in cui mi sono imbattutto è stato appunto Polish Busty. Che aveva quel sapore tutto casereccio e simpatico, quella grafica nata vecchia, quella webmaster i cui testi mi facevano involontariamente ridere. Io mi immagino che la webmaster abbia trovato queste ragazze puppone e le abbia detto, tipo, “oh bimbe, si mettono le vostre foto nude sull’interwebsz in un bel sito a pagamento così si fa du’ vaini che qui altrimenti siamo sempre nel terzo mondo diocane?” e loro evidentemente le devono aver risposto di sì, e credo pure che qualche anno di Polish Busty abbia aumentato almeno del 2% il turismo polacco. Aspiranti sugar daddy in giro per le strade di… boh, non mi viene il nome di mezza città polacca e non mi scende il culo di aprire Google per scoprirne almeno la capitale, quindi fate voi… insomma, per le strade di una città polacca in cerca di una simil-Bea Flora da portarsi a casa: ce li vedo troppo. Oggi, delle ragazze di Polish Busty, non è rimasto moltissimo. L’unica che è riuscita ad emergere e arrivare più in là è stata Ewa Sonnet, che in patria è diventata una piccola celebrità come fotomodella, cantante. forse presentatrice di eventi (non ho capito bene). Le altre sembrano essersi ritirate, tipo Bea Flora, o aver intrapreso una carriera solista di non troppo successo (la concorrenza è numerosissima e la professionalità paga, cosa che avvantaggia nettamente gli States rispetto alla Polonia).

Foto di Polish Busty...

Tutto questo, naturalmente, ha avuto un prezzo, e cioè che Ewa uscendo dall’underground è diventata commerciale. Il suo fisico è più tonico e asciutto, le sue foto molto più riciucciate e professionali – si è perso insomma quel fascino casereccio, tranne che nei videoclip musicali curiosamente pezzentissimi. Ma siccome per lei  è un grande passo avanti, ne siamo felici.

... e di oggi, ultraprofescionalz.

Arriviamo dunque al punto, perché sì, questo post ne aveva uno. Conoscete i Rotting Cock? No? Nemmeno io, fino a poco fa. Si tratta di un gruppo pornogrind estone. Il pornogrind fu inaugurato da gruppi come Meat Shits e Waco Jesus una ventina buona d’anni fa, ed è  grindcore con testi incentrati su pornopratiche delle più zozze, con grande abbondanza di escatonecropedodissezionofilia. Un tipo di musica nato per dare fastidio, offendere e fare schifo alla merda, anche se da un certo punto di vista è del tutto superato: nell’epoca in cui un 2 Girls 1 Cup è alla portata di un click, mettersi ad ascoltare gli Anal Ejaculation di turno è un po’ come andare in giro col velocipede. Ma tant’è, siccome il velocipede si produce ancora, ogni Rotting Cock del pianeta ha diritto ai suoi quindici fan, e poi sempre meglio loro che i Muse. I Rotting Cock hanno inciso un ep, My Sister Is Dead And I Fuck Her Corpse Every Day. Bene, guardate un po’ che hanno combinato i Rotting Cock per la copertina:

Avete visto? C’hanno schiaffato Ewa Sonnett senza nemmeno chiederle il permesso. Per forza, altrimenti sarebbe andata all’incirca così:

RC: “Ciao Ewa, senti, siamo un gruppo musicale, possiamo usare una tua foto per la copertina?”
ES: “Beh, tanto per inziare chi siete?”
RC: “Ehm, sai, i.. come si chiama… hhrrrrrrrmph… Rttngcck cough cough!”
ES:  “EH? E il disco?”
RC: “Ehrr… in realtà è un ep di sei canzoni pornogrind e…”
ES: “PORNOCOSA?”
RC: “Grind, pornogrind (tono sussiegoso, nda), e si chiama My Sister Is Dead And I Fuck Her Corpse Every Day (uff, ce l’ho fatta, l’ho detto, oioi…)”
ES: “PROVATECI E VI MANDO I CONTRAS, PORCA PUTTANA LADRA ASSASSINA!!!!!”

Voglio dire, se Justin Timberlake o i LMFAO avessero voluto Ewa per un video o una copertina, lei molto probabilmente avrebbe acconsentito: sarebbe stato un grande passo avanti dal punto di vista della carriera, per di più di fronte ad un pubblico internazionale. I Rotting Cock ovviamente non sono niente di niente e hanno dovuto ricorrere al bracconaggio. Ma è facile presupporre che già ai tempi di Polish Busty la Sonnett fosse molto più nota dei Rotting Cock. Ed è molto probabile che sia più alta la percentuale di fan di Ewa Sonnett fra i fan dei Rotting Cock che viceversa, per ovvi motivi. In breve, se il mondo è piccolo l’interbwebs è in miniatura ed Ewa ha presto scoperto tutto, minacciando ritorsioni legali pese. E noi, che da sempre sosteniamo i Poteri Forti alla faccia dei boveri balesdinesi, siamo con lei che ha assolutamente ragione, e dio cane, speriamo li riduca sul lastrico, que’ merdosi.

E così, Splinder è stiantato. Io avevo già importato qui gran parte dei post (credo tutti, ma controllare mi fa fatica) e nessun commento (di cui mi frega un cazzo). Splinder era una piattaforma di merda e non mi mancherà, il suo crollo è solo un esempio da manuale di darwinismo applicato. Nel senso che la prima piattaforma bloggistica italiana non è riuscita a tenere il passo con un numero di iscritti sempre crescenti, il che si è riflettutto in impallamenti sempre più frequenti e assistenza sempre minore. Le migrazioni sono state inevitabili. Gli abbandoni, passata la moda del bloggaggio, pure.

Perché il bloggaggio, dopo un periodo di boom, si è affievolito, un po’ come tutte le mode. Ricordo anni fa, alla nascita del primo bloggherame italiano, la pretenziosità artistico-letteraria di gran parte dei blog. Fotografie, racconti, poesie: un diluvio di cagate immani da parte di una selva sterminata di attention whore. Siamo in un paese costituzionalmente vegliardo, quindi il panorama editoriale si è buttato sulla nuova moda, quei blog di cui parlano tanto i giornali e i quotidiani di moda e costume (non i rispettabilissimi Vanity Fair e Novella 2000, ma Repubblica, L’Espresso etc), e alla fine le case editrici hanno sparato i più in vista nel classico mainstream mediatico – tv e libri.  Ora la blogpalla s’è svuotata, c’è rimasto chi continua ad apprezzare il mezzo, e gli altri sono passati a Twitter (non ce l’ho) e Facebook (ce l’ho) in attesa di abbandonarli per altre novità. Il blog lo tiro avanti perché mi diverte, mi piace scrivere a cazzo di cane di quel che mi va, senza obblighi di niente, senza vincoli di tempo, spazio, periodicità, rispetto etc etc. Attraverso il blog c’ho rimediato qualche amicizia. Dei blog che seguivo un tempo, alcuni hanno chiuso, pochi sono durati fino ad oggi, altri li ho scoperti via via. I grandi hub del blogghismo italiano, tipo Macchianera, facevano cagare al tempo e non mostrano intenzione di cambiare idea.E chissà che fanno oggi Pulsatilla o Pornoromantica. Mentre del passato della blogsfera, delle antiche blogstar, ne voglio salvare una e una sola:

E per due motivi. Il primo è autoevidente, il secondo è parecchio sentimentale, cioè pare mia moglie. E soprattutto mi permette di fare un excursus per il miglior trucco possibile per incrementare le visite. Ovvero, inframmezzare i post, di qualsiasi argomento, con belle figliole ignude. Tettone in particolare, che sono il tipo di femmina più cercato, perché garbano di più (spiegazione seria ma non seriosa di Davide sul perché) e sono il motore trainante dell’economia internettara. Senza la possibilità di trovare copiose dosi di femmine ignude (=dai nudi più innocenti ai peggio porni) gratis, nessuno si preoccuperebbe di comprare l’interwebs, cioè non ci sarebbe domanda e quindi nemmeno l’offerta e quindi nemmeno il blog. Esiste, insomma, un preciso nesso causa-effetto fra (es.) Pamela Anderson e WordPress: la prima è una precondizione indispensabile all’esistenza del secondo. Come conferma posso riportare le chiavi di ricerca che mi portano più visitatori: chloe vevrier, wendy fiore, maritza mendez, wendy 4, leanne crow, tettone, bea flora, miriam gonzalez, big tits, jordan carver nude. Pure uriel fanelli, a dirla tutta: Uriel, in tutto questo tempo ci hai nascosto qualcosa? E qual’è il post più visitato di sempre? Ma ovviamente Hot Stuff, la mia intervista a Wendy Fiore. Quindi, pochi ciance. Se volete aumentare il numero di visitatori senza andare in giro a commentare o a linkare o di qui o di là, insomma, senza grossi impegni, fate così: pubblicate tettone spesso e volentieri, in maniera del tutto gratuita e immotivata e slegata, all’interno dei vostri post.

Non avete motivi per non farlo, e del resto non ne avete neppure per scrivere i post, quindi… Fidelizzerete il lettore, attirerete navigatori casuali, e allontanerete eventuali rompicoglioni che preferiscono la cultura aspersa dai monologhi di Ascanio Celestini a una bella foto di Bianca Beauchamp, tipo questa:

Spero in futuro di fare qualche altra intervista ganza tipo quella alla gentilissima Wendy. Nel frattempo, ritrovo il bandolo della matassa e dico: gloria a WordPress, fanculo a Splinder!

A margine: i Litfiba fanno schifo.

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