Categoria: ti spacco la merda con la mia stessa merda


Margaret Thatcher fu primo ministro inglese dal ’79 al ’90, cioè da quando avevo tre anni fino alla terza media. Era una di quelle persone di cui sentivi parlare in tv fra un cartone e l’altro, fra un appuntamento wrestling e l’altro, fra una puntata di Colpo Grosso e l’altra, ma al pari di Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov sapevi che esisteva ma t’importava una valigia di cazzi. Negli anni il nome della Thatcher scomparve dei radar, o per lo meno dal mio, che già ho scarso interesse per il politicame corrente, figuriamoci per quello passato. Anche se, in realtà, fu grazie alle mie passioni per metal & punk che conobbi sul serio questa figura tanto discussa, così come quella di Reagan del resto: tantissimi gruppi si scagliavano, non certo senza ragioni, contro entrambi. Ieri viene data la notizia che la Thatcher è morta, e all’improvviso il mondo (= Facebook) si popola di status trionfali e livorosi – soprattutto da parte di tantissimi miei coetanei e connazionali, che non mi risultano figli di minatori inglesi, ma posso sbagliare. In ogni caso, sono quelle persone che considerano di cattivo gusto rallegrarsi per la levata dal cazzo di Osama Bin Laden, Chavez o chi per loro. Boh, valli a capire.

Tornando sul pezzo, appare evidente una cosa: le politiche Thatcher/Reaganiane sono alla base della crisi cominciata nel 2008. Non faccio una sparata, non è del resto una cosa per cui è necessaria chissà quale competenza economica con master ad Harvard e presidenza della Bocconi per affermarlo. I due politici in questione risposero alla crisi degli anni ’70 in maniera assai discutibile, cioè avviando la messa in pratica del turboliberismo sbroccante: tagliare le tasse ai ricchi e alle imprese, tagliare lo stato, liberare da lacci e lacciuoli burocratici l’economia aprendo al mercato ogni più piccolo anfratto, così gli imprenditori creano ricchezza e la Mano Invisibile porta tutto al miglior prezzo possibile per il cittadino comune. Com’è andata lo sappiamo: a partire dalla Mano Invisibile che NON ESISTE E NON FUNZIONA ED E’ UNA CAZZATA (a meno che voi non confutiate John Forbes Nash), passando per l’assalto ai sindacati per consentire agli imprenditori medesimi di ottimizzarei guadagni, e finendo con le varie delocalizzazioni in Merdistan assortiti. Negli anni ’90 c’è stata una pesante finaziarizzazione, c’è stato il (positivo) boom dell’interwebs, e col crollo dell’URSS e l’apertura dei mercati merdistanesi si pensava di poter campare di servizi facendo fare il lavoro duro ai negri sparsi per il mondo. Allo stesso tempo, la finanza con formule magiche ed equazioni differenziali di terzo ordine trovate nei capitoli più paurosi del Necronomicon ha prodotto bolle speculative sempre più grosse con emissioni di titoli tossici cui hanno partecipato banche e stati che poi hanno nuclearizzato foreste intere di danari e quindi la crisi la crisi. Tutte queste operazioni finanziarie chiaramente non sono forze naturali, la gravità o che so io: basta regolarle quel tanto che basta affinché i finanzieri possano comunque arricchirsi, ok, ma senza per questo causare enormi danni collaterali in termini di posti di lavoro e welfare devastati a giro per i cinque continenti. L’ideale sarebbe punirli pure penalmente, ma sarebbe già buono creargli una bella sandbox come nei videogiuochi.

Tuttavia, a vari livelli, regolare queste pratiche distruttive trova opposizione. Non solo da parte di finanzieri vari che si vedrebbero declassare da superultramega ricchi del tutto irresponsabili a semplici ricchi tassati in proporzione per contribuire al benessere e creare effettivamente lavoro/welfare/soncazzo, ma pure da gente normale che vede appunto nella Mano Invisibile il messia risolvi-problemi (riponendovi la stessa fede che hanno i comunisti per la Rivoluzione) e nel sistema del welfare un intollerabile sopruso per cui i negri si fanno mantenere da te con l’assegno di disoccupazione e intanto hanno il laboratorio di cristalli di metanfetamina per lo spaccio e quando scoppia e si ustionano ti tocca pure pagargli le spese mediche del dio cane. Si tratta, insomma, di una posizione religiosa del tutto analoga a quella comunista, con dogmi, santini (Reagan, la Thatcher, gli economisti Friedman e Von Hayek, la scrittrice Ayn Rand) e miti. Per circa trent’anni questa religione ha guadagnato terreno e si è fatta spazio. Ora la crisi del 2008 ha provato oltre ogni ragionevole dubbio che si tratta di cazzate termonucleari, esattamente come la caduta del Muro di Berlino ha messo sotto gli occhi di tutti che il comunismo fosse una massa di merda.

Quanto ci vorrà per rimettere le cose a posto non è dato saperlo, soprattutto in un paese come l’Italia che essenzialmente cerca di mantenere intatti equilibri secolari e oligarchie decrepite e fuori dal mondo, che con un minimo di concorrenza seria morirebbero come mosche (non che l’Italia sia comunlibertaria, è solo immobilista e poco propensa a collaborare sul serio a piani di riforma continentali, altrimenti Confindustria piange). E’ chiaro solo che la via comunista (TUTTO STATO! TUTTO STATO!) e quella libertaria (STATO LEGGERISSIMO! MANO INVISIBILE!) sono due religioni del cazzo e pretendere che siano scienza e soluzione ai problemi è, semplicemente, sintomo di deficienza. Le confutazioni ormai abbondano per entrambe le teorie, è il momento di scartarle una volta per tutte.

“Nel 1972, Richard Forthrast, fuggito nella Columbia Britannica per evitare rogne giudiziarie, lavora come guida da caccia specializzata, poi accumula una fortuna contrabbandando marijuana attraverso il confine tra Canada e Idaho. Passano gli anni, Richard torna negli Stati Uniti dopo l’amnistia concessa dal governo e investe la sua ricchezza in un vero e proprio impero. Crea anche T’Rain, un gioco di ruolo online di ambientazione fantasy con milioni di fan in tutto il mondo. Ma T’Rain è diverso dagli altri giochi del genere, perché l’oro virtuale che qui si scava e si conquista può essere trasformato in soldi nel mondo reale. Un gruppo di fanatici dell’informatica cerca di colpirlo creando Reamde, un virus che codifica tutti gli archivi elettronici e li conserva fino al pagamento di un riscatto. Si tratterebbe solo dell’ennesima truffa virtuale, se il virus non colpisse però le persone sbagliate: il ragazzo di Zula Forthrast, nipote di Richard, ha un passato da hacker, e ha appena concluso una transazione illegale vendendo dei numeri di carte di credito alla mafia russa. Quei dati sono stati resi inaccessibili da Reamde, perciò Zula e Peter vengono rapiti dai russi e portati nell’Estremo Oriente per aiutarli a rintracciare e colpire il fantomatico creatore di Reamde. Per la prima volta, il mondo virtuale rischia di scatenare una guerra senza esclusione di colpi: in palio c’è il destino del mondo reale.”

Questa la synossi italiana di Reamde, il nuovo, colossale libro di Neal Stephenson uscito e letto (da me) lo scorso anno. Si tratta di un’opera ciclopia, gigantesca, a tratti umoristica, a tratti delirante, assolutamente esplosiva e… beh, lasciate perdere questa aggettivazione idiota da parte mia, e partite dal presupposto che il buon Neal abbia fatto l’ennesimo centro che distrugge il bersaglio e lo pone più che mai nel novero degli scrittori realmente importanti di quest’epoca. Già, io lo sostengo da una vita e mezzo, ma il barbuto ragazzone di Fort Meade ce la mette tutta per confermare, libro dopo libro, quanto sarebbe meritato un riconoscimento pubblico della sua grandezza. Reamde contiene tutte le caratteristiche che rendono grande Stephenson: una storia di amplissimo respiro in cui brancolano personaggi improbabili che le provano di tutte per uscirne interi, con una fantozziana serie di coincidenze a unire mondi lontanissimi in una polveriera che, pagina dopo pagina, è sempre più pericolosa. La scrittura di Stephenson è, al solito, impareggiabile nel dettagliare un mondo dove natura e tecnologia si fondono senza alcuna soluzione di continuità: sa descrivere con verve, ritmo e naturalezza paradisi tropicali ricoperti di urbanizzazione incontrollata, strade ipertrafficate, ragnatele di cavi e tecnologia onnipervasiva così come se niente fosse, con un ritmo perfetto. Da tempo Stephenson ha fatto dell’infodump una forma d’arte a sè stante: addentrasi nel libro non è molto diverso da una bella navigazione internet, in cui flashback e dialoghi introducono e dettagliano argomenti dei più complessi e disparati per poi ritornare al normale flusso della narrazione. Un po’ come quando si clicca un link per approfondire e si trova una pagina bella quanto quella che leggevamo prima, ce la scorriamo tutta e siamo in grado di ritornare indietro arricchiti da informazione senza rumore di fondo. Non credo che il testo sia mai stato così vicino all’ipertesto, è probabile che mi dimentichi di qualche scrittore , e comunque pochissimi possono vantare una simile maestria. Neal tesse una trama complessa in cui si intersecano molte tematiche e molti sottotesti. Una volta stabilita ambientazione e personaggi, sembra quasi che faccia partire la simulazione lungo binari paralleli. Scrittori poco abili, o semplicemente meno abili, avrebbero fatto ricorso a pesanti deus ex machina per farli convergere. Stephenson si avvale del più semplice, realistico, ockamistico: l’errore, la sbadataggine, l’approssimazione, con le sue impreviste conseguenze che possono essere colte e fatte fruttare se si è particolarmente in gamba. Allo stesso tempo, sono molti i temi tipici di questo tempo che ribollono sotto la superficie: il terrorismo e l’intelligence, la Cina gigante dai piedi d’argilla, la compenetrazione fra mondo reale e virtuale anche oltre il predetto, l’enorme complessità tecnologica, culturale, economica che si agita dietro ad un MMORPG, il geeokdom e la diatriba sulla legittimità del “genere”, il reazionariato provinciale più profondo e pericoloso. E altro ancora: Stephenson maneggia tutto con disinvoltura e lo fa scivolare lungo la narrazione così, come se niente fosse. Sta al lettore soffermarsi a riflettere o lasciarsi trasportare dal turbine degli eventi. Il mondo è tutto interconnesso a portata di click, ogni singolo click può avere inavvertite conseguenze a chilometri di distanza, e poche cose come questo enorme affresco di thriller e azione a rotta di collo nel vecchio medium del libro possono farcelo capire, nei risvolti comici come in quelli drammatici.

      

Adesso, immaginatevi di girare, non so, per il Parco dei Mostri di Bomarzo. Vi aspettate, dietro una curva, di trovarci un qualche bestio pietrificato tipo quello che avete visto cento metri fa, e invece c’è un negro che gioca a Monopoli da solo tutto pensieroso. Ci restate per lo meno sbalestrati, no? Ecco, così mi sono sentito io quando ho saputo che Reamde era stato tradotto in italiano. Cioè, proprio non me l’aspettavo. La maniera in cui è stata realizzata la versione italiana è stata la molla per scrivere questo post, visto che sono secoli che non parlo di libri. Perché vedete, la Fanucci l’ha diviso in due libri, uno di 752 pagine e un altro di 704, venduti a 17.50 euri ciascuno, per un totale di 35 euri. Nel primo non c’è scritto assolutamente che si tratta di una prima parte. Il titolo sembra quello di un qualsiasi film di Steven Seagal. La copertina generica e sgommonissima. La traduzione non so. Sapete quanto vi costa, in inglese? Oggi c’è l’edizione cartonata, comprandolo da Amazon.com appena 12.51 più spedizione, e quindi ve lo ritrovate in casa spendendo meno della metà. Appena 7,50 dollari invece per l’edizione Kindle. Il succo della questione, insomma?

Beh, è presto detto: se siete di quelle persone a cui piace leggere, che ci si tuffano, amano stare dietro all’attualità letteraria e a sporcarvi le mani, prendendovi la briga di conoscere e valutare in prima persona senza l’imbeccata del quotidiano puzzone di turno, se insomma per parafrasare Quirino Principe siete “lettori forti”, dovreste fare un bel favore a voi stessi: abituatevi a leggere in inglese. Potrete disporre di una tavola imbandita 365 giorni l’anno a prezzi convenientissimi, e non vi farete più fregare da un panorama editoriale sempre più dilettantesco e scrauso che toglie dalla circolazione qualsiasi libro una volta esaurita la prima tiratura. Fatelo per voi stessi. Contribuirete pure alla percentuale degli “italiani che non leggono”, per il semplice fatto che non comprate nei soliti punti vendita. In realtà sarete troppo evoluti per cattive edizioni a prezzi da rapina, e vi rifornirete altrove. Certo, se tutti facessero così le bovere biggole libbbrerie fallirebbero. E allora? Lo faranno comunque, perché sono obsolete, è solo questione di tempo. Voi armatevi per fare a meno di loro e del pessimo sistema editoriale nostrano.

Desta un certo qual scalpore internettaro il fatto che Peppecrillo apra le porte a Casa Pound, i fascisti del terzo millennio per loro stessa definizione. La cosa in sè non dovrebbe essere così sorprendente: Peppecrillo è un inconsulto sbraitacazzate rabbioso che attira naturalmente le persone rabbiose, e i fascisti lo sono. Poi c’è la comunanza di idee, visto che Peppecrillo, nelle sue innumerevoli sbroccate, ha spesso dato voce a complottismi assortiti: dall’uscita dall’euro con conseguente insinuazione di megagoverno europeo massone e perché no, pure giudaico, alle banche sbroc sbroc, all’Itaglia agli Itagliani immigrati di merda, alle malwagye multinazionali financo all’Iran buono me l’ha detto mio cuggino ewwywa gli arabi che vogliono nuclearizzare Isdraele che è degli USA e di Mariomonti e il signoraggio e le scie chimiche. Insomma, un bel pentolone di merda viene condiviso da estremismo di dx e Peppecrillo, uno per cui il discorso dell’essere fascisti o meno è irrilevante come una medusa sull’asfalto a mezzogiorno. Casino a mille, ognuno ha almeno tre amici di Facebook che si sono scannati sull’argomento, vero? E siccome Peppecrillo e il M5M sono merda, non ci dovrebbero essere motivi particolari per farci un post. Eppure lo sbroc riserva sempre qualcosa di divertente.

I detrattori (categoria cui mi fregio di appartenere, tra parentesi) naturalmente hanno giuoco facile. L’apertura a Casa Pound farebbe il pajo con le avvisaglie di criptofascismo avvistate più volte in passato. Ah, hai visto? Apre a Casa Pound! Facile e poco sorprendente. In realtà, è quasi ovvio è che per Peppecrillo tutto faccia brodo e conti soprattutto il numero, quindi più ce n’è meglio è, indipendentemente dalla provenienza. Tuttavia è divertente è il campionato mondiale di mirror climbing da parte dei grillini, alcuni dei quali antifascistoni fino all’altro ieri, pronti a dire che “se hanno alcune idee che Peppecrillo e il M5M condividono sono i benvenuti!!11!!1″ Secondo me, questa gente non capisce ma veramente un cazzo. Faccio un esempio mongolo. Prendiamo dei serpenti velenosi a vostra scelta. Prendiamo un tizio che voglia tenerli in casa perché gli piacciono le beschie. Se è una persona accorta & responsabile, tiene i serpenti in un terrario bello chiuso. Se è un sbroccato convinto che gli animali sono ganzi ma devono essere liberi di partecipare all’ecosistema casalingo, li lascerà in giro per casa e prima o poi morderanno gli altri animali, i padroni di casa, gli ospiti, con conseguenze variabili dall’intossicazione alla morte.

Il punto che non si capisce è: ok, idee comuni. Ma con chi? Con chi, in un mondo democratico, è per forza di cose emarginato e messo all’angolo visto che mira alla sua negazione. La democrazia (che tutti difendono solo quando al governo c’è Abberlusconi) nasce con una buona dose di anticorpi e antidoti, proprio per impedire che gruppi estremisti possano prendere il potere e instaurare un regime. O se preferite, con un terrario per serpenti velenosi. La costituzione lo dice chiaro e tondo alla voce “Fascismo”, per cui esistono vari reati, dall’apologia all’abigeato. Succede lo stesso in Germania col nazismo e in qualche posto dell’Europa dell’est col comunismo. L’apparato legislativo locale è fatto in modo che certe cose non possano succedere di nuovo. Da noi a quanto pare è più difficile, perché il fascismo non è mai stato completamente rimosso. Non tutti sembrano accorgersene, certo non Peppecrillo nè molti dei suoi seguaci. Il che mi convince una volta di più che si tratti di una manica di rabbiosi coglioni senza speranza. Comunque sono tranquillo: d’ora in avanti il governo funziona secondo direttive europee e i Peppecrilli possono solo lavarsi il cazzo con le lasagne al pesto.

Quelli di Repubblica, intendo. A quanto pare, l’amministrazione Obama ha spedito in gattabuia per trenta settimane un agente della CIA colpevole di aver spifferato roba a qualche giornalista. Verso la fine dell’articolo dei nostri eroi, leggiamo che “La condanna di Kiriakou mette a nudo un aspetto sconcertante dell’amministrazione Obama: il suo accanimento contro i funzionari federali che passano informazioni ai media. Sono già sei gli imputati in altrettanti procedimenti avviati da questo governo.” Cioè, stando a Repubblica, l’amministrazione Obama avrebbe processato (e nel caso di Kiriakou già condannato) sei agenti per divulgazione di segreto, e questo sarebbe SCONCERTANTE ACCANIMENTO. Non applicazione della legge, no.

Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.

Lo scrivo tante volte perché mi fa veramente scassare in due il culo dal ridere. Poverini, quelli di Repubblica, dobbiamo capirli. Se la stessa cosa succedesse da noi, chiuderebbero, visto che possono scrivere i loro articoli grazie alle spifferate della magistratura (o a internet).

Perché nelle prossime ore queste parole (Barack Obama, Mitt Romney, democratici, repubblicani, USA, Stati Uniti, Camera, Senato, Casa Bianca, negri) saranno in testa all’hit parade di Google e non mi va di perdermi un boost di popolarità e quindi una bella alimentazione per il mio narcisismo. Ok, detto dello scopo fondamentale di questo post, è comunque d’uopo un minimo di commentino a caldo. E non tanto sul risultato che era, secondo me, abbastanza scontato. Quanto su un effetto collaterale che a molti sarà sfuggito: la fine della (pessima) strategia repubblicana dell’ultima dozzina d’anni, ovvero puntare sulla paura della parte più arretrata della nazione. E’ questo che portò fortuna a George Bush jr: quando, dopo otto anni di presidenza Clinton, gli USA erano un paese avanzatissimo e progredito, ecco arrivare un candidato che rassicurava il reazionariato più retrivo. Votatemi, faceva intendere Bush jr, e l’America non sarà più in mano ai comunisti di merda che vogliono vendere la marijuana in farmacia e fare l’aborto gratis e dare l’assistenza sociale ai negri che poi spendono tutto in crack e poi trafficano coi feti per farci le staminali e i mutanti e poi fanno sposare i finocchi e ci levano i fucili e il governo federale non vuole più il Signore Aggiesuggristo e i costumi e la morale. Si trattava di una massa numerosa di persone che però storicamente non si muoveva quasi mai per votare. George Bush jr e i suoi spaventarono questa massa al punto da spingerla a votare: datemi retta che vi riporto al vostro medioevo preferito. Se per due mandati ha funzionato, poi gli scricchiolii e le crepe hanno mandato tutto a fare in culo. John McCain scelse Sarah Palin come vice, mossa che diede una piccolissima spinta per la prima mezzora galvanizzando gli sciroccati dei Tea Parties, salvo poi trascinare tutto nella merda e nell’imbarazzo. Romney, oltre ad essere molto più mediocre di McCain, ha scelto un randista come Paul Ryan e ha proposto una sorta di randismo misto cristianista. Debacle totale, com’era pure prevedibile – soprattutto se blateri di aborto, gay e immagrazione in termini mongolitici alienandoti donne e latinos e senza dimostrare di avere la minima idea di cosa fare per l’economia e il lavoro del cittadino comune. Anzi, dimostrando con gaffe clamorose di non sapere nemmeno cosa sia, un cittadino comune. Resta fermo il grosso problema degli ultimi anni: una Camera avversa che renderà difficile ogni cosa.

Se in futuro i Repubblicani vorranno di nuovo governare, dovranno davvero liberarsi di tutta questa immondizia, far piazza pulita del reazionariato peso (o meglio, non farci più leva), e puntare su argomenti forti e candidati coi coglioni – per es. Rudy Giuliani, o gente com’era Bush sr o Dwight Eisenhower, che purtroppo mica crescono sugli alberi. Questo sembrerebbe banale da dirsi, ma non lo è: nella terra degli isterismi contrapposti e della politica intossicante, il tutto filtrato da una visione provinciale all’eccesso, cioè l’Italia, Repubblicani vs. Democratici viene visto come l’eterno conflitto Destra vs. Sinistra che si ripete uguale dal 1946, con sigle appena cambiate ma discosi del cazzo sempre uguali. Questo perché l’asse politico USA viene graduato su due cose, libertà individuale e libertà economica: il governo federale interviene su queste due, e Repubblicani e Democratici nella loro storia hanno intepretato quanto lo stato debba o non debba intervenire nella libertà del cittadino di essere esclusivo artefice della sua sorte (lo dico semplificando moltissimo). Un tipo di dibattito che parte da presupposti del tutto alieni dai nostri: usare questi ultimi, come fanno in tanti, porta a risultati del cazzo, come ogni dimostrazione che parta da premesse false.

Cosa succederà, ora, è difficile a dirsi. Gli States hanno un casino di roba da fare, ma spero che riescano a mettersi in carreggiata per bene perché comunque sono fichi (Il Boss Delle Torte è una trasmissione americana, Cortesie Per Gli Ospiti è italiana, questo chiude l’argomento in maniera definitiva), e allo stesso tempo che da noi entrino in gioco le politiche unionistiche in grado di renderci un continente più compatto e difeso dalla finanza e allo stesso tempo più capace di collaborare attivamente, senza andare al traino ogni due per tre. Ritengo sia un passo inevitabile perché il mondo va a suddividersi in aree, in diversi poli: USA, Russia, Cina, più avanti forse l’Europa (comunque alleata atlantica, essenziale in ottica anti-Russia). Multipolarismo di là da venire, eh, perché non è che ‘ste cose arrivino dal giorno alla notte, ma la strada sebbene turbolenta sembra quella. E siccome gli States sono un impero, le turbolenze in corso porteranno cambiamenti di rotta. Alcuni si sono già visti, vedi il non-intervento in posti come Libia o Siria. Suppongo che l’approccio generale verso l’esterno sarà ancora più cauto e difensivo, il che provocherà reazioni balorde negli sbrocconi anti-USA che lamenteranno l’ingerenza americana quando perdono a biliardo. Di altro boh… forse una maggior partecipazione degli alleati, qualora decidano di prendersi qualche responsabilità e creare un esercito comune senza aspettare sempre che Washington gli levi le castagne dal fuoco.

Non ho ancora voglia di scrivere un cazzo, ma buone abitudini tipo postare Evira ad Halloween sì. Questo per i soliti motivi: Elvira, Halloween, la gozzoviglia, e la festa che fa andare il sangue alla testa a cattolici, musulmani, fascisti e comunisti (insomma, a tutti i rompicoglioni doc) particolarmente osservanti. Chi non vuole divertirsi almeno non scassi il cazzo con le sue lugubri litanie da sfigato e si ascolti Giovanni Lindo Ferretti senza dar noi a noialtri che ci spariamo i Misfits e Wednesday 13.

“I must not fear.
Fear is the mind-killer.
Fear is the little-death that brings total obliteration.
I will face my fear.
I will permit it to pass over me and through me.
And when it has gone past I will turn the inner eye to see its path.
Where the fear has gone there will be nothing……Only I will remain.”

La “Litany Against Fear” viene recitata da Paul Atreides durante un confronto con la Reverenda Madre del Bene Gesserit. E’ roba di Dune, quindi è bellissima, visto che si parla del corpus originale di Herbert e non le sgommate successive. Dice essenzialmente di superare la paura, perché la paura blocca, paralizza, ottunde e impedisce, lasciandoci in preda dell’irrazionalità. Bene, credo che mai come oggi la paura e l’irrazionale siano il carattere dominante dell’umanità. E’ singolare che questo accada nella parte di civiltà in teoria più progredita, come la nostra, eppure è il solito vecchio copione: in tempi di difficoltà e incertezza la paura serpeggia più che mai, e forma presto un capitale su cui tribunacci della plebe, demagoghi e merde di ogni tipo possono investire a colpo sicuro, per di più col solito sistema del capro espiatorio e dell’assoluzione del popolo.

Prendiamo, per esempio, la situazione italiana: dopo anni di appelli a NazioneStranieraStimata di invaderci e prendere le redini dell’Italia per liberarci da Abberlusconi, quest’ultimo è stato messo da parte in malo modo e sostituito dall’attuale governo tennnnnico. E’ passato un annetto, e non ho sentito cambiare granché il ritornello è tutta colpa del governo. Governo che si è trovato ad agire all’interno dello scenario della crisi dell’Eurozona, con il compito di sanare i conti. Le scelte fatte dal governo sono di per sè criticabili e poco lungimiranti, riassumibili in una pesca a strascico fatta di tagli e tasse, con in più il varo di nuove leggi & misure i cui effetti saranno visibili più avanti. Forse. Resta una cosa del tutto incontrovertibile: sebbene il governo avrebbe potuto agire meglio, è anche vero che doveva agire e il prima possibile. Gli italiani si sono comportati, nell’ultimo trentennio, come una mandria di maiali al trogolo. Oppure, come gente che inizia ad abbuffarsi al ristorante sperando di scappare fra il caffè e l’ammazzacaffè, complice l’amicizia del cameriere. Sfortunatamente, ad un certo punto, quel cameriere è stato licenziato e quello nuovo non sente seghe: in accordo col proprietario del ristorante, obbliga i quattro furbacchioni a lavargli i pavimenti gratis per tutti i fine settimana dei prossimi otto mesi per ripagare tutte le cene scroccate nel tempo, e questo solo per non andare sul penale. Ecco, gli italiani in questa circostanza direbbero che il ristoratore è uno stronzo che gli impedisce di divertirsi nel weekend, e il nuovo inflessibile cameriere un maledetto pezzo di merda che vuole fargli pagare le prossime cene, quando in realtà è solamente serio e non vuole dei furbastri fra i piedi. In parole povere, arriva il conto di trent’anni di sbafo senza costruire niente. Sbafo di cui sono colpevoli tutti, e non solo i politici. Il Batman laziale è una figura che tutti conosciamo perché ce ne sono un sacco intorno a noi. Per le tante piccole batmanate il governo pesca a strascico/obbliga a lavorare gratis nel weekend: sangue ovunque, che ne sarà di noi? Come potremo continuare a chiudere l’occhio sui peccatucci altrui, così l’altrui li chiude sui miei? Perché? A questa domanda rispondono un sacco di stronzi: è colpa dell’Europa che ci vuol levare la sovranità monetaria per venderla agli ebrei negri massoni come la Merkel.

La Grecia intanto conferma la propria condizione: se noi si fa schifo, loro lo fanno di più. La loro situazione poteva ricalcare la nostra, solo con l’aggravante di non avere alcuna economia produttiva. Il violento patatrac ha portato ad una reaziona violenta: mandare i nazisti di Alba Dorata in Parlamento. Ora ditemi se si può essere più mongoloidi. E’ una legittimazione pericolosissima che va stroncata il più possibile, visto che serpeggia sempre di più il vento del nazifascismo di ritorno, camuffato persino poco. L’attuale vulgata è che, sì, in fondo Mussolini voleva proteggere l’Italia e gl’italiani belli dalle mani predatrici del capitalismo anglosassone, lo stesso che ci fa venire il mal di pancia oggi, quindi insomma cercate di capirlo, era un fine nobile, le intenzioni erano buone, poi esportava a Dachau alcuni cittadini italiani, che insomma, erano pochi, alla fine che importava… erano di quei pochi che poi fanno il Bildemberg e la BCE del signoraggio, diciamoci la verità, se risuccedesse uguale uguale non sareste poi tanto in disaccordo, vero? Perché non so voi, ma Gli Ebrei e La Finanza Ebraica e I Banchieri Ebrei li leggo e, peggio ancora, li sento dire sempre più spesso. Ma Marchionne mica è ebreo?, viene fuori durante una discussione l’altra sera. L’esaltazione della nuova URSS, ovvero il Merdistan islamico e in particolare Iran & Siria, come dei nuovi caudillos Chavez & Kirchner, va di pari passo.

Tutte queste paure, insomma, costituiscono un enorme bacino di voti. Alba Dorata l’ha capito come lo capì il loro zio Adolfo qualche anno prima. Avete paura, avete ragione, ci sono LORO che vogliono succhiarvi il sangue, dove il loro è un orrido allogeno: gli immigrati, l’UE, la BCE. Votateci e vi proteggeremo, noi Peppe Crillo, Partito Italia Nuova, Forza Nuova, Casa Pound, etc etc. A volte sembra quasi che la gente ci goda a spaventarsi, come per il discorso degli OGM, secondo una legge non scritta per cui naturale = buono, quando a voler vedere la natura fa morire l’inadeguato senza molte cerimonie e con fredda efficienza. Lo dico dopo aver letto l’ennesima bravata del dott. Seralini, che progetta gli esperimenti su misura per dimostrare che gli OGM sono cancerogeni: ha ricevuto un milione di critiche dal mondo scientifico per il suo cherry picking in flagrante malafede. Del resto, fra gli sponsor di Seralini ci sono Greenpeace e politici ecologisti che VOGLIONO dati che affermino la cancerosità degli OGM, in modo da poter fare campagne anti-OGM e annessi e connessi. E poco importa se questi dati sono inattendibili: le opinioni degli scienziati seri ormai non hanno alcun valore, visto che in nome della correttezza politica si è permesso ai cialtroni di inquinare quasi ogni livello di discussione, e l’uomo della strada non sopporta che la sua ignoranza possa valer meno della competenza altrui.

Tempi difficili. Paura. Si può seminare un sacco di merda e moltiplicarla oltre ogni limite, guadagnandoci un bel po’ – che sia in voti, in vendita di dvd, o in autostima, poco cambia. Fatto sta che non mi piace per un cazzo. E conferma sempre più la mia idea che un buon 80% delle persone non dovrebbe avere diritto di voto. Occorrerebbe una bella purga, dio ape. O almeno, una responsabilizzazione generale, che però pare probabile quanto un pellicano che ti serve una rossa media nel confessionale.

Problema:

 

Soluzione:

Chiunque abbia un account Facebook deve esseri imbattuto, nelle ultime 24 ore, in un testo che magnifica il neo eletto governo francese di Hollande. Un testo che inizia con:

“Ecco cosa ha fatto Hollande (non parole, fatti) in 56 giorni di governo: ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta; il ricavato va al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie dissestate.[continua]

Roba mirabolante, verrebbe da dire. Urka, verrebbe da aggiungere. Madonna puttana impestata, ci sentiremmo di suggerire. T’immagini in Italia, qualcuno sussurra. Condividi!!11!, e vai, ribloggo totale.  Fermandosi un attimo a ragionare, logica suggerisce che questo mare di riforme, anche belle toste, approvate e messe in atto in appena 56 giorni parrebbero realistiche sotto il Re Sole, un po’ meno in una repubblica presidenziale. Google alla mano, non si trova un cazzo. Niente cifre, niente robe. Nemmeno in francese: una ligua che non so, ma i numeri sono gli stessi in tutte le lingue, ormai, e gli articoli che parlano di Hollande non li fanno proprio. Vuoi vedere che… è tutta una cazzata che diventa vera, in testa agli sciroccati, solo per il reposting compulsivo? Un po’ come l’Islanda che esce dall’euro (in cui non era mai entrata) e non paga il debito pubblico sbroc sbroc? E infatti…

Cercando la frase che ho riportato sopra ci si imbatte in una serie di citazioni su tumblr, ma ci vuole poco per arrivare all’articolo originale, che è questo. L’autore è un vero e proprio cazzaro, perché spara numeri e cifre che non esistono, non c’è una fonte che sia una. Ovviamente il successo nel mondo dell’indignazione a comando, ignorante e ottusa, è istantaneo: il facebookkake fatto di “!!11!” reagisce allo stimolo in maniera pavloviana senza porsi alcun problema di documentazione. Fatto che mi convince sempre più che il diritto di voto andrebbe pesantemente limitato. Leggete qui, semmai: Hollande non ha varato nessuna riforma epica globale totale termonucleare dopo appena un paio di mesi scarsi dalle elezioni, ma solo fatto delle proposte.

E’ finita questa roba degli europei di calcio, finalmente. Ha vinto la Spagna per quattro a zero, e questo significa solo ed esclusivamente che la Spagna era nettamente più forte dell’Italia, senza nessuna possibile replica. No, niente “che sfiga”, “che sculo”, “però noi se…”, “la nostra è stata innanzitutto una vittoria morale” e fregnacce del genere. Mi dispiace solo che l’orrendo Travaglio sarà contento, ma oh, tutto non si può avere. C’è comunque un tipo di retorica che a me dà molto più fastidio di quella che vuole assolvere la nazionale: quella dei calciatori miliardari viziati sbroc sbroc. Retorica che, fra l’altro, viene sospesa non appena la nazionale vince, ma ritorna prepotente e livorosa in caso contrario. Adesso, porca troia, e pensare che a me del calcio non importa una cazzo di nulla, dove sarebbe il problema che i calciatori guadagnano sbombardoni di euri? Ve li rubano dal conto? Non direi. I soldi che arrivano ad un calciatore sono un concentrato di sponsorizzazioni, diritti televisivi etc. Siccome ci gira un monte di soldi attorno al calcio di alto livello, le squadre/società spendono cifre sempre più alte per assicurarsi i servigi dei migliori calciatori – perché dubito che darebbero gli stessi soldi a vostro cuggino o a voi o a me, e giustamente, aggiungo. Fin qui, tutto chiaro. Salta poi fuori che questi calciatori siano buzzurri ignoranti tatuati miliardari che tra l’altro si drogano, vanno a troie e scommettono sul calcio medesimo. E allora, io dico: e quindi?!? Un calciatore deve funzionare bene all’interno della squadra, fare il suo compito, contribuire alla vittoria. Tutto il resto sono cazzate, se non interferiscono con il successo della squadra, l’unica cosa importante quando si parla di calcio.

Si drogano, vanno a troie, sono incoscienti e pericolose teste di cazzo, e allo stesso tempo tremendamente bravi a fare quello che gli chiediamo. Sono i calciatori o i Mötley Crüe? Stessa cosa, stessa premessa, stessa mitologia: il tangheraccio di provincia con un particolare talento che porta lui, al posto di altri n-mila, in cima al mondo, e da quella posizione assume il ruolo di semidio, idolo dei giovani e nemico dei genitori che lo vedono come modello negativo immorale etc. etc. Tutto come da copione. Ma dove sta scritta questa storia del buon esempio? Questa immane gigantesca ridicola stronzata? Se qualcuno facesse uno studio accurata sulla correlazione fra:

- aumento del consumo di cccccccioga fra i ggggiovani
- aumento della prostituzione (lato utente) fra i gggggggggiovani
- aumento dei tatuaggi fra i giovani
- aumento della maleducazione & ignoranza fra i ggggiovani

e

- aumento degli stipendi e dei calciatori

non troverebbe una sega nulla. Tranne forse i tatuaggi, che però sono diffusissimi ovunque, non solo fra i calciatori, e questo per un rilassamento generale di certi costumi. Una volta il tatuaggio era roba da galeotti, ora è moda, in nessun caso è rilevante e in nessun caso c’entrano i soli calciatori. Le abitudini dei gggggiovani, qualora siano peggiorate, sono esclusivamente colpa dei genitori, che trovano semmai comodissimi capri espiatori nei calciatori, nei Mötley Crüe o in Jersey Shore.

A proposito di Jersey Shore, poco tempo fa capita una discussione con una amica di amici che ha un figlio di tredici anni che è simpatico e sveglio, ma pure megavandalo viziatissimo. Insomma, che dice lei? Che se il futuro è Jersey Shore lo vede nero. Io: “eh?” E lei eh sì, mio figlio quando sta in casa lo guarda e poi li imita sbroc sbroc la cultura sbroc sbroc dove finiremo sbroc sbroc. Ora, io dico: il figliolo fra un paio d’anni si sarà già scordato di Jersey Shore, tanto per iniziare. Il figliolo, soprattutto, non è mai stato guardato da suo padre, e sua madre gliele ha sempre date tutte vinte senza quella zoccolata nelle tempie al momento opportuno. Ora è scoppiato alle medie. E’ colpa… dei calciatori? Di Vince Neil? Della PS3? Incredibile a dirsi, stavolta non si può nemmeno incolpare il negro. E quindi, ‘sti moralismi penosi stioccateveli tutti quanti in culo, spero che Balotelli si sniffi quattro kg di coca e segni un triplo goal carpiato saltato con Bastard in cuffia a mille, e poi vada subito a puttane incornando la donna.

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