Categoria: stronzate


E’ risorto il Signore!

Insomma poco fa mi chiama il Santo Padre, e mi dice che domani che palle gli tocca alzarsi e fare la magamessa con l’Angelus ecc., du’ coglioni che lui voleva fare invece come ai vecchi tempi che veniva a casa mia e ci si scolava le bottiglie di Knob Creek di fronte al barbecue ascoltanto i Pantera a duemila. Ora, purtroppo, che l’han fatto papa ho perso un amico, io però posso dire che lo conoscevo prima che diventasse famoso, quando era ancora underground, e voi siete solo dei massificati. Detto questo, il Santo Padre mi ha anche detto di fare una cosa per ricordare i vecchi tempi, cioè di mettere in giro per il giorno di Pasqua un po’ di musica ganza come gli garba anche a lui, anche se ora non può più dirlo con tanta leggerezza. Insomma, mi ha chiesto di farvi sentire la voce dell’Agnello Di Dio (strizzatina d’occhio e risantina, eheheh, che burla che burla), e io l’accontento. Bella Fra’, ci si!

Insomma, visto? E’ davvero un Papa fico questo qui, mica come vell’altro che collezionava ossa di negro.

Poesia è
Poesia sarà
Poesia che il mondo
Un dì salverà.

Ma però
Mi consentirà
Ci si fa ancora pochino, guarda, funzionano meglio le armi, smettila di stare lì al chiaro di luna con la penna d’oca per compilare quei versi, piglia la vanga e vai spalare la merda che oggi passa i camii a ritirarla. Ma sei veramente una testa di cazzo, eh, io non lo so.

Dopo svariati anni di freGuentazione di narrazioni varie, nei vari ambiti (letterarie, cinematografiche, videoludiche, musical-storiografiche) ci si rende conto di alcuni punti fermi che caratterizzano la narrazione di successo. Non nel senso di migliore, nel senso proprio di quella che funziona meglio e si traduce nella forma dominante, di maggior successo appunto, altrimenti sarebbe come dire che i Pink Floyd sono meglio dei Valient Thorr mentre sappiamo tutti che non è vero, ma sto divagando. Insomma mentre giocavo a Skyrim pensavo a quanto sarebbe ganzo un giuoco del genere ma online, stile mmorpg o come cavolo si dice, open world online con un cazzigliaio di giocatori in contemporanea e quest che decollano a tutto bordone e si intrecciano. Ripensavo anche a quel gioiello che è Reamde di Neal Stephenson, librone di cui scrissi poco tempo fa. E insomma, mi dicevo, chissà all’arrivo della next-gen di console (perché si gioca solo alla console svaccati sul divano col birrone, il pc priva della componente svaccoziosa e dunque no grazie). Da lì alla riflessione su come si sviluppi la Narrazione Vincente del mmorpg è stato breve. Ma attenzione, non la possibile storia (per quello c’ha già pensato la narrativa), quanto piuttosto perché, fra storia e fruizione della medesima, il mmorpg funziona così bene ed è una narrazione figa. Dopo un po’ sono arrivato a questo punti:

1) Trama con Grandioso Obiettivo Finale che si raggiunge mediante crescita del personaggio;
2) Un antagonista ben caratterizzato e apparentemente imbattibile;
3) Una lunga catena di eventi – alcuni direttamente legati al Grandioso Obiettivo Finale, altri collaterali ma che rinforzano la verosimiglianza e la profondità del mondo virtuale;
4) Una comunità di giocatori che stabilisce il confronto, permette di scambiare le proprie esperienze, suggerire sviluppi futuri agli sviluppatori etc etc, in un forum moderato;
5) Aggiornamenti periodici che estendano la longevità del divertimento con nuovi dettagli (di mondo, di storia, di armi, di leggenda) senza alterare la sostanza.

Naturalmente il fatto che la Bethesda stia lavorando a The Elder Scrolls Online ha avuto il suo peso. Soprattutto il giramento di minchia nel caso uscisse solo su pc, in tal caso scenderemo in piazza e bruceremo bandiere della Bethesda, come fanno tutti i movimenti di protesta che… ehi, però aspetta un attimo. Movimenti di protesta. Politica. Mmorpg. Bethesda. C’è qualcosa che non torna.

Mi riviene in mente che ieri, ad un tavolo vicino al mio in un locale, c’erano i soliti infoiati che parlavano di politica. Ebbene, mi dicevo, se andiamo attraverso la storia italiano dal ventennio compreso ad oggi, che punti fermi troviamo? Almeno cinque cose che i governanti versicolore hanno offerto al popolo, tutti in maniera indistinta e necessaria:

1) Grandi discorsi roboanti dal contenuto salvifico e utopistico, ricco di ideali;
2) Un Invincibile Nemico causa di tutti i mali, dalla pioggia allo spread alle esondazioni nel Nerchio;
3) Un vasto numero di robe (dal calcio alle tribune politiche alle trasmissioni di Barbara D’Urso alle figscion ai cilm) attorno alla quale schierarsi in pro/contro facendo muro contro muro, e se una cosa ti piace sei X, altrimenti Y e comunque non ci parlo più con te;
4) Accogliere la lagne e i piagnistei di tutti;
5) Qualche riforma di facciata che dia l’idea del progresso e del cambiamento ma che non intervenga mai a fondo sull’essenza della nazione.

Confrontate punto per punto le robe qui sopra con quelle ancora più sopra. Pensateci bene. pensate a due più due uguale quattro. Fatto? Perché a questo punto mi si è aperta agli occhi la Verità Ultima: l’Italia in realtà è un mmorpg della Bethesda!!!!111!!! Dove noi siamo intrappolati come in Matrix e crediamo di essere la gente vera!11!!1! Mentre in realtà siamo solo due cose: o un NPC, o una persona che vive in un boiler connesso con la realtà virtuale sbroc sbroc tipo Matrix insomma. E quindi i produttori di Matrix hanno in realtà fatto quel film per farci capire, ma niente, non abbiamo capito un cazzo!  E come Mai’q il Bugiardo è passato attraverso i vari capitoli di Elder Scrolls, così ci sono i vecchi che si ricordano dei vari vecchi governi! Come in Skyrim ci sono i libri che parlano del passato avvenuto nei vecchi giochi, così noi c’abbiamo i libri di storia!!111! Metti che il primo capitolo sia stato The Italian Scrolls: Fascism, poi The Italian Scrolls II: The First Republic, poi The Italian Scrolls III: The Second Republic, poi The Italian Scrolls IV: Appeppecrillo, che è appena cominciato!!!!

Allora allora svegliatevi, ci hanno mandato un sacco di Neo, come Adam Kamion, Appepeppe, Giulietto Chiesa e David Icke, e noi non li abbiamo ascoltati! Altro che Bisdenbrgerg e Ammariomonti e la Trilaterale, il mondo è la Bethesda e dobbiamo ribbbellarci fate girare sveglia!!!!!!!!!!!111!!!!!!!!

E’ polemica. Neanche 24h dopo l’elezione, si inizia già a tirar fuori di tutto per far vedere che il Papa è sempre il Papa anche se cambia Papa. Il che non fa una grinza, no, voglio dire, si parla del Papa, mica del nuovo cantante dei Motley Crue. Purtuttavia, fa notizia questo dispaccio (che bel termine, debbo usarlo più spesso) che ad un certo punto riporta una frase del neo-pontefice risalente al 2007:

“Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L’ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l’uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell’uomo, ma niente più di questo”.

Su Facebook, tale dichiarazione gira beffardamente (ah-ah, le rise, oioi) accompagnata da questa immagine:

Mettendoci la Kirchner, però, finiscono per dargli ragione. EPIC FAIL.

Meanwhile, sull’interwebs…

Non è una meraviglia? Come si fa ad augurare l’estinzione all’umanità, che ci crea l’interwebs che permette alla gente di avere simili conversazioni e atutti gli altri di esserne partecipi, sebbene in differita, spazzandosi via in due il culo dal ridere?

Banalità aggratisse

Abberlusconi, Bersano, Appeppecrillo.
I marò(nnaputtana) sono tornati a casa, forse come scambio di favori per una roba Finmeccanica, nel caso bene, fanculo all’India.
Boh, incollate pezzi di Michele Serra e Roberto Saviano.
La Garrincha Records fa musica di merda.

Ha fatto de’ trabagai col petrolio, ok, ma tutti a vantaggio della sua popolazione, per renderla indipendente, o quantomeno più indipendente possibile, da poteri esterni, dice.
L’ha fatto a fin di bene, dice.
La gente ne ha giovato, dice.
Magari tutti potessero avere simili risorse e gente che le amministra così per il bene della gente, dice.
E poi ha revocato cariche a gente collusa con i grandi consorzi energetici, di fatto mettendoli alla porta, dice.

Dice, eh. In effetti parrebbe puro buonsenso.

Ma non se, pur nel rispetto di quelle robe là, hai la sventura di chiamarti Sarah Palin. Dice.

Dice è morto Chavez.

L’ha detto Rasputin, svegliandomi alle quattro di notte con una telefonata. Io ve ne rendo partecipi. E, in fondo ma pure in superficie, son d’accordo.

Mario Monti ha fatto dimettere Oscar Giannino che in realtà è Ratzinger, visto che si sono dimessi lo stesso mese e nessuno li aveva mai visti insieme. Ci avevate mai pensato? Io sì, perché c’era un precedente importante: nel 2007, a due giorni di distanza, morirono Luciano Pavarotti e Gigi Sabani. Li avevate mai visti insieme? No, vero? Ecco, avete capito. Comunque, eh sì, ci sono le elezioni. Chi votare? Son dilemmi. Qui dentro siamo fermamente convinti (io e quello trasparente qui accanto) che ci siano poche cose essenziali per spingerci a mettere una X qua o là: l’economia, i calzini e i mercati azionari dei tappi di cerume di negro. Vediamoli nei dettagli.

1) Le trappole per nani.

Si tratta di una questione annosa e difficile da dirimere. Praticamente, no, stando ad uno studio comparato effettuato dall’OPSCA, tutti i possessori di bercellatori, dal 2002 al 2010, hanno dimostrato un tasso di accise sulla disoccupazione pari a 2/3 dell’IRPEF. Tradotto, significa che il reato di bancarotta fraudolenta in usocapione è stato praticato dal 22,5% dei nostri politici che a loro volta trasducevano con funzioni monotone (non monotòne, eh, intendo proprio monòtone, come i Sigur Ros) il PIL in Sexpistols (e giù a ridere). Questo malcostume diffuso è stato ripetutamente sanzionato dalla Merkel e da Silvio Abberlusconi, che però al momento di firmare si è ritirato a vita privata adducendo scuse implausibili come l’osteoporosi di alcuni negri in usocapione che dovevano sistemargli lo spread sui titoli guatemaltechi di comprarietà di Mediaset, Brudersbanke e Peppecrillo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la merda d’ora in avanti sarà venduta in appositi merdatori con un’iva del 75%, e questa sanguinosa mossa serverà per ripagare IL DEBITO PUBBLICO.

2) Welfare per il sostegno dei consorzi storionifici

Nei paesi civili, le talpe di questura costituiscono un investimento a lungo termine. Sono il sale e l’aceto di ogni democrazia, per usare le celebri parole di Wayne Dentarelli. Eppure, com’é possibile che una persona priva di qualsiasi certificazione possa svolgere il mestiere dello spostatore di gamelli di piombo pavimentizio? E’ un modo irresponsabile di gestire la cosa pubblica di cui stiamo pagando il prezzo orrendamente, e l’Europa ce lo farà pagare: la crisi della Grecia è cominciata quando il prezzo congiunturale dei calzini e quello della pasta d’acciuga ha superato il rendimento dei derivati (scoperti, bada bene) sul nerching. Da lì all’effetto spirale discendente negativa il passo è breve, e infatti s’è visto: nessuno ha più cittadinanza jugoslava. L’Italia deve fare tutto ciò che è in suo potere per rientrare nei parametri e riconquistare la coppa del mondo di pilates, altrimenti il benchmark non verrà rispettato e non potremo nemmeno dare più la colpa ai negri.

3) Tassazione progressiva delle ossa di giaguaro

Altro problema di cruciale importanza, di cui ben pochi fanno menzione in campagna elettorale, è la riduzione delle emissioni di lompo bicubico. Già Federico Di Prussia (non lo zar, eh) si era occupato della questione, ma con una manovra a sorpresa fu scalzato dalla Legge Zorro, che impediva di fatto lo scioglimento delle camere e la riduzione dei bicchieri assegnati ad ogni membro del consiglio dei dieci assenti. Stando così le cose, alla vigilia delle elezioni ci troviamo un numero spropositato di club della ciabatta in giro per la penisola, con un costo del tutto insostenibile, soprattutto sociale: fin troppi giovani perdigiorno passano le giornate attorno ai club, mendicando pitali da svuotare per un tozzo di pane, e a volte vivono proprio di escrementi, perché non vogliono impiegare le loro energie nel lavoro produttivo e nell’attivismo contro la feuglia adriana. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, a partire da tassi di robeusi da capogiro e assenza di lestospirosi al 24%.

Stando così le cose, la situazione alla vigilia del voto si presenta molto complicata. La scelta è decisiva. Il futuro è nelle nostre mani. Le mani sono nel vostro futuro. Le mani sono in manette. E mi avete rotto i coglioni, basta, vi spacco la testa, brutte teste di cazzo impazienti, volgari e violente che non siete altro!!!

“Niente messaggi,
nè storie edificanti,

ma armi, esplosioni
e robot giganti.”

Quelli di Repubblica, intendo. A quanto pare, l’amministrazione Obama ha spedito in gattabuia per trenta settimane un agente della CIA colpevole di aver spifferato roba a qualche giornalista. Verso la fine dell’articolo dei nostri eroi, leggiamo che “La condanna di Kiriakou mette a nudo un aspetto sconcertante dell’amministrazione Obama: il suo accanimento contro i funzionari federali che passano informazioni ai media. Sono già sei gli imputati in altrettanti procedimenti avviati da questo governo.” Cioè, stando a Repubblica, l’amministrazione Obama avrebbe processato (e nel caso di Kiriakou già condannato) sei agenti per divulgazione di segreto, e questo sarebbe SCONCERTANTE ACCANIMENTO. Non applicazione della legge, no.

Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.
Non è applicazione della legge, è SCONCERTANTE ACCANIMENTO.

Lo scrivo tante volte perché mi fa veramente scassare in due il culo dal ridere. Poverini, quelli di Repubblica, dobbiamo capirli. Se la stessa cosa succedesse da noi, chiuderebbero, visto che possono scrivere i loro articoli grazie alle spifferate della magistratura (o a internet).

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