Si tratta di una questione annosa e difficile da dirimere. Praticamente, no, stando ad uno studio comparato effettuato dall’OPSCA, tutti i possessori di bercellatori, dal 2002 al 2010, hanno dimostrato un tasso di accise sulla disoccupazione pari a 2/3 dell’IRPEF. Tradotto, significa che il reato di bancarotta fraudolenta in usocapione è stato praticato dal 22,5% dei nostri politici che a loro volta trasducevano con funzioni monotone (non monotòne, eh, intendo proprio monòtone, come i Sigur Ros) il PIL in Sexpistols (e giù a ridere). Questo malcostume diffuso è stato ripetutamente sanzionato dalla Merkel e da Silvio Abberlusconi, che però al momento di firmare si è ritirato a vita privata adducendo scuse implausibili come l’osteoporosi di alcuni negri in usocapione che dovevano sistemargli lo spread sui titoli guatemaltechi di comprarietà di Mediaset, Brudersbanke e Peppecrillo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la merda d’ora in avanti sarà venduta in appositi merdatori con un’iva del 75%, e questa sanguinosa mossa serverà per ripagare IL DEBITO PUBBLICO.
2) Welfare per il sostegno dei consorzi storionifici
Stando così le cose, la situazione alla vigilia del voto si presenta molto complicata. La scelta è decisiva. Il futuro è nelle nostre mani. Le mani sono nel vostro futuro. Le mani sono in manette. E mi avete rotto i coglioni, basta, vi spacco la testa, brutte teste di cazzo impazienti, volgari e violente che non siete altro!!!
Quindi, spero che ierisera vi siate ingozzati orrendamente bestemmiando quel manfruito del bambin Gesù e tutti quei finocchiacci dei santi e la madonna troia. Alè.
Non ho ancora voglia di scrivere un cazzo, ma buone abitudini tipo postare Evira ad Halloween sì. Questo per i soliti motivi: Elvira, Halloween, la gozzoviglia, e la festa che fa andare il sangue alla testa a cattolici, musulmani, fascisti e comunisti (insomma, a tutti i rompicoglioni doc) particolarmente osservanti. Chi non vuole divertirsi almeno non scassi il cazzo con le sue lugubri litanie da sfigato e si ascolti Giovanni Lindo Ferretti senza dar noi a noialtri che ci spariamo i Misfits e Wednesday 13.
un giovane uscito dal liceo non è in grado di estemporarizzare su due piedi i molteplici dislivelli di lettura della Vita Nova di dantesca memoria, ma allo stesso tempo sa dirvi tutte le formazioni dell’Atalanta dal 1979 a oggi e per di più crede che furbescamente agendo per conto terzi con attività di basso conio morale e intellettuale sia possibile costruirsi non già un futuro, ma quantomeno un presente coincidente con l’acquisto dell’iPhone con cui andare in giro e fare le foto ai negri, oppure da ricaricare mediante l’estrinsecazione di performance sessuali dietro pagamento, che secondo alcuni è pur sempre un’instradazione alla via dell’imprenditoria personale, secondo altri però e io mi ci schiero altro non è che la deriva ultima della corporeità post-meretriciale in cui ormai l’intelletto è totalmente staccato dal corpo e lo utilizza con disinvoltura come mezzo per ottenere qualche osso di gabbiano, qualche enfisema nei kiwi, qualche lavanda gastrica gratis dal reumatologo della mutua
La line-up originale di Polish Busty, da sx: Aneta Buena, Ewa Sonnet, Ines Cudna, Bea Flora
C’era una volta Polish Busty. In realtà c’è sempre, ma ormai sembra al punto di rottamazione o giù di lì. Non ha saputo tenere il passo. Che aveva di speciale, mi direte? Beh, io odio il retro-ismo e il nostalgismo, all’incirca in ogni manifestazione dell’essere. Mi piacciono cose del passato, anche molto, ma non mi piace quando il presente si rinchiude nella contemplazione idealizzata del passato e sospira e moralisteggia e cerca di riprodurlo in laboratorio. Non mi piace in musica, in letteratura, in niente. Però anch’io conosco l’eccezione, ed è il reparto erotico. Non mi piace molto l’erotismo (e lo intendo come soft-core, nudo femminile e basta) che si fa oggi – troppa seriosità , fisici troppo tirati da palestra e Photoshop, nemmeno un sorriso, pose sempre più vicine al pornoduro. Tutta roba che nell’insieme mi garba poco e solo nell’era dell’interwebsz ha trovato contraltari degni – e con questo intendo il recupero di un certo gusto anni ’60 e ’70, con donne puppone e sorridenti dal fisico meyeriano in foto dal clima simpatico & giocoso. Sito leader del settore è diventato Pinup Files, credo, ma il primo in cui mi sono imbattutto è stato appunto Polish Busty. Che aveva quel sapore tutto casereccio e simpatico, quella grafica nata vecchia, quella webmaster i cui testi mi facevano involontariamente ridere. Io mi immagino che la webmaster abbia trovato queste ragazze puppone e le abbia detto, tipo, “oh bimbe, si mettono le vostre foto nude sull’interwebsz in un bel sito a pagamento così si fa du’ vaini che qui altrimenti siamo sempre nel terzo mondo diocane?” e loro evidentemente le devono aver risposto di sì, e credo pure che qualche anno di Polish Busty abbia aumentato almeno del 2% il turismo polacco. Aspiranti sugar daddy in giro per le strade di… boh, non mi viene il nome di mezza città polacca e non mi scende il culo di aprire Google per scoprirne almeno la capitale, quindi fate voi… insomma, per le strade di una città polacca in cerca di una simil-Bea Flora da portarsi a casa: ce li vedo troppo. Oggi, delle ragazze di Polish Busty, non è rimasto moltissimo. L’unica che è riuscita ad emergere e arrivare più in là è stata Ewa Sonnet, che in patria è diventata una piccola celebrità come fotomodella, cantante. forse presentatrice di eventi (non ho capito bene). Le altre sembrano essersi ritirate, tipo Bea Flora, o aver intrapreso una carriera solista di non troppo successo (la concorrenza è numerosissima e la professionalità paga, cosa che avvantaggia nettamente gli States rispetto alla Polonia).
Foto di Polish Busty...
Tutto questo, naturalmente, ha avuto un prezzo, e cioè che Ewa uscendo dall’underground è diventata commerciale. Il suo fisico è più tonico e asciutto, le sue foto molto più riciucciate e professionali – si è perso insomma quel fascino casereccio, tranne che nei videoclip musicali curiosamente pezzentissimi. Ma siccome per lei è un grande passo avanti, ne siamo felici.
Avete visto? C’hanno schiaffato Ewa Sonnett senza nemmeno chiederle il permesso. Per forza, altrimenti sarebbe andata all’incirca così:
RC: “Ciao Ewa, senti, siamo un gruppo musicale, possiamo usare una tua foto per la copertina?”
ES: “Beh, tanto per inziare chi siete?” RC: “Ehm, sai, i.. come si chiama… hhrrrrrrrmph… Rttngcck cough cough!”
ES: “EH? E il disco?” RC: “Ehrr… in realtà è un ep di sei canzoni pornogrind e…”
ES: “PORNOCOSA?” RC: “Grind, pornogrind (tono sussiegoso, nda), e si chiama My Sister Is Dead And I Fuck Her Corpse Every Day (uff, ce l’ho fatta, l’ho detto, oioi…)”
ES: “PROVATECI E VI MANDO I CONTRAS, PORCA PUTTANA LADRA ASSASSINA!!!!!”
Voglio dire, se Justin Timberlake o i LMFAO avessero voluto Ewa per un video o una copertina, lei molto probabilmente avrebbe acconsentito: sarebbe stato un grande passo avanti dal punto di vista della carriera, per di più di fronte ad un pubblico internazionale. I Rotting Cock ovviamente non sono niente di niente e hanno dovuto ricorrere al bracconaggio. Ma è facile presupporre che già ai tempi di Polish Busty la Sonnett fosse molto più nota dei Rotting Cock. Ed è molto probabile che sia più alta la percentuale di fan di Ewa Sonnett fra i fan dei Rotting Cock che viceversa, per ovvi motivi. In breve, se il mondo è piccolo l’interbwebs è in miniatura ed Ewa ha presto scoperto tutto, minacciando ritorsioni legali pese. E noi, che da sempre sosteniamo i Poteri Forti alla faccia dei boveri balesdinesi, siamo con lei che ha assolutamente ragione, e dio cane, speriamo li riduca sul lastrico, que’ merdosi.
E così, Splinder è stiantato. Io avevo già importato qui gran parte dei post (credo tutti, ma controllare mi fa fatica) e nessun commento (di cui mi frega un cazzo). Splinder era una piattaforma di merda e non mi mancherà , il suo crollo è solo un esempio da manuale di darwinismo applicato. Nel senso che la prima piattaforma bloggistica italiana non è riuscita a tenere il passo con un numero di iscritti sempre crescenti, il che si è riflettutto in impallamenti sempre più frequenti e assistenza sempre minore. Le migrazioni sono state inevitabili. Gli abbandoni, passata la moda del bloggaggio, pure.
Non avete motivi per non farlo, e del resto non ne avete neppure per scrivere i post, quindi… Fidelizzerete il lettore, attirerete navigatori casuali, e allontanerete eventuali rompicoglioni che preferiscono la cultura aspersa dai monologhi di Ascanio Celestini a una bella foto di Bianca Beauchamp, tipo questa:
Spero in futuro di fare qualche altra intervista ganza tipo quella alla gentilissima Wendy. Nel frattempo, ritrovo il bandolo della matassa e dico: gloria a WordPress, fanculo a Splinder!
Ieri sera ho visto, quasi per caso, la trasmissione di Chiambretti. Divertente, come più o meno sempre. Lui mi resta simpatico. Poi c’ha Forest e quindi meglio. Poi c’era anche Bar Rafaeli, il che vuol dire che posso farvi il seguente test:
Cosa pensi di Bar Rafaeli da Chiambretti? a) Bòna. b) Fa caa’. c) Sta a vedere è tutta una manovra della lobby giudeo-pluto-israeliana per enfatizzare il giorno della Memoria e la menzogna dell’Olocausto con cui si giustifica il genocidio dei palestinesi! Chiambretti sionista! Arrigoni è vivo e lotta in mezzo a noi! No pasaran! El pueblo unido!!1!
Se hai risposto a), o equivalenti, tutto ok. Se hai risposto b), o equivalenti, tutto ok uguale, alla fine sono gusti. Se hai risposto c), o equivalenti, beh, sei un coglione ma di quelli duri come le pigne verdi, eh. Estinguiti.
C’è stato, comunque, un gigantesco momento WTF nella trasmissione di Chiambretti. Alla fine c’era ospite (scusate il termine) Mario Borghezio. Di fronte a lui una platea di persone, più la giuria del programma, lì apposta per fare domande scomode ad un personaggio quantomeno controverso. Bene, il livello delle domande e degli interventi di questi idioti era tale che Borghezio è quello che c’è passato meglio; ha fatto una scanagliata solo alla fine, peraltro molto soft rispetto al becero urlare degli altri spastici.
Ah, la tv. Cagione d’ogni male. Essendo una persona priva di buon gusto, tatto, creanza e desiderio di far da modello per il prossimo, nei momenti di zapping in tv mi capita di fermarmi qualora siano in esposizione delle pvppe. Gli autori dei videoclippi lo sanno bene, è infatti per questo che conosco quasi tutti gli hit di Rihanna, Beyoncè, Katy Perry etc. Poi che siano meglio di tantissima roba che si fregia di essere fieramente anticommerciale va da sè: solo un mentecatto può preferire Steven Wilson a Katy Perry, e parlo proprio della musica.