Categoria: notiziario


Che cavolo dico?

Jeff Hannemann è morto. Jeff Hannemann era il guitarrista biondo degli Slayer, nonché la mente musicale più avanzata di quella meravigliosa e amatissima band, nonché l’autore di gran parte del loro repertorio migliore – solitamente, gli album che lo vedevano coinvolto in maggior percentuale erano i migliori. Jeff Hannemann io non l’ho mai incontrato di persona, l’ho solo intravisto fuori dal loro tour bus quando io ci stavo entrando per un’intervista con Tom Araya.

Jeff si beccò una fascite necrotizzante in seguito al morso di un ragno, due anni fa. Da allora è scomparso dalle scene per un lungo processo di riabilitazione, sul cui progresso si sapeva poco. Solo pochi aggiornamenti ogni tanto. Sapevamo che era stato in coma, che aveva dovuto riimparare a camminare, che la mobilità delle braccia non gli permetteva di suonare a lungo, e poco altro – del resto, Jeff era sempre stato un tipo riservato e silenzioso pure quando stava bene, figuriamoci in condizione precarie. Un sacco di idioti, in questi due anni, non ha perso occasione per dire “eh, figuriamoci, ‘sta storia del ragno, chissà cosa c’è dietro?!!!!11!”. Bene, cosa c’era dietro? Una salute ancora più compromessa di quel che si pensava, perché la fascite necrotizzante debilita talmente un’organismo che il fegato, alla fine, può cedere. Sempre che non ceda prima qualcos’altro. Voglio ricordarlo così:

E nel frattempo, Morgan è ancora vivo. Che merda la merda.

Il Concertone è la solita occasione per sentire retorica buonista e musica di merda (non Justin Bieber qui sopra, che al confronto MAGARI dio cane). Tra l’altro a me ‘sta cosa della festa del lavoro il primo maggio, lo ripeto, mi sfrancica i coglioni perché per due anni di fila te lo mangiano, cioè quando capita di sabato e domenica. E grazialcazzo, già stavo a casa! Perché non fanno come i vari Labour Day, che capitano sempre di lunedì garantiti al limone?

Ok, detto questo, ci sarebbe il concerto e la musica. Ma non sto a fare un cazzo, semplicemente vi linko il post di Free Fall Jazz e godetevi quello, se il jazz vi garba. Altrimenti potrei postare pure altra sbobba più rocksz… tipo questa:

Sono i Clutch ripresi dal vivo pochi mesi fa. Sono uno dei migliori gruppi dell’orbe. Chi dice il contrario puzza di baccalà e si merita pugni sul cazzo.

Il 25 Aprile è una data importante, una festa da non dissacrare, anche solo perché molti rifiuti umani amano farlo. Solo, le celebrazioni del 25 Aprile in genere coinvolgono musicisti orrendi, noiosi, barbuti e scassacazzo, portasfiga clamorosi come Bobo Rondelli, i 99 Posse, i Modena City Ramblers o la Bandabardò. E quindi io vi do una colonna sonora atta all’uopo, ovvero due ore del magnifico Trombone Shorty.

Perché nelle prossime ore queste parole (Barack Obama, Mitt Romney, democratici, repubblicani, USA, Stati Uniti, Camera, Senato, Casa Bianca, negri) saranno in testa all’hit parade di Google e non mi va di perdermi un boost di popolarità e quindi una bella alimentazione per il mio narcisismo. Ok, detto dello scopo fondamentale di questo post, è comunque d’uopo un minimo di commentino a caldo. E non tanto sul risultato che era, secondo me, abbastanza scontato. Quanto su un effetto collaterale che a molti sarà sfuggito: la fine della (pessima) strategia repubblicana dell’ultima dozzina d’anni, ovvero puntare sulla paura della parte più arretrata della nazione. E’ questo che portò fortuna a George Bush jr: quando, dopo otto anni di presidenza Clinton, gli USA erano un paese avanzatissimo e progredito, ecco arrivare un candidato che rassicurava il reazionariato più retrivo. Votatemi, faceva intendere Bush jr, e l’America non sarà più in mano ai comunisti di merda che vogliono vendere la marijuana in farmacia e fare l’aborto gratis e dare l’assistenza sociale ai negri che poi spendono tutto in crack e poi trafficano coi feti per farci le staminali e i mutanti e poi fanno sposare i finocchi e ci levano i fucili e il governo federale non vuole più il Signore Aggiesuggristo e i costumi e la morale. Si trattava di una massa numerosa di persone che però storicamente non si muoveva quasi mai per votare. George Bush jr e i suoi spaventarono questa massa al punto da spingerla a votare: datemi retta che vi riporto al vostro medioevo preferito. Se per due mandati ha funzionato, poi gli scricchiolii e le crepe hanno mandato tutto a fare in culo. John McCain scelse Sarah Palin come vice, mossa che diede una piccolissima spinta per la prima mezzora galvanizzando gli sciroccati dei Tea Parties, salvo poi trascinare tutto nella merda e nell’imbarazzo. Romney, oltre ad essere molto più mediocre di McCain, ha scelto un randista come Paul Ryan e ha proposto una sorta di randismo misto cristianista. Debacle totale, com’era pure prevedibile – soprattutto se blateri di aborto, gay e immagrazione in termini mongolitici alienandoti donne e latinos e senza dimostrare di avere la minima idea di cosa fare per l’economia e il lavoro del cittadino comune. Anzi, dimostrando con gaffe clamorose di non sapere nemmeno cosa sia, un cittadino comune. Resta fermo il grosso problema degli ultimi anni: una Camera avversa che renderà difficile ogni cosa.

Se in futuro i Repubblicani vorranno di nuovo governare, dovranno davvero liberarsi di tutta questa immondizia, far piazza pulita del reazionariato peso (o meglio, non farci più leva), e puntare su argomenti forti e candidati coi coglioni – per es. Rudy Giuliani, o gente com’era Bush sr o Dwight Eisenhower, che purtroppo mica crescono sugli alberi. Questo sembrerebbe banale da dirsi, ma non lo è: nella terra degli isterismi contrapposti e della politica intossicante, il tutto filtrato da una visione provinciale all’eccesso, cioè l’Italia, Repubblicani vs. Democratici viene visto come l’eterno conflitto Destra vs. Sinistra che si ripete uguale dal 1946, con sigle appena cambiate ma discosi del cazzo sempre uguali. Questo perché l’asse politico USA viene graduato su due cose, libertà individuale e libertà economica: il governo federale interviene su queste due, e Repubblicani e Democratici nella loro storia hanno intepretato quanto lo stato debba o non debba intervenire nella libertà del cittadino di essere esclusivo artefice della sua sorte (lo dico semplificando moltissimo). Un tipo di dibattito che parte da presupposti del tutto alieni dai nostri: usare questi ultimi, come fanno in tanti, porta a risultati del cazzo, come ogni dimostrazione che parta da premesse false.

Cosa succederà, ora, è difficile a dirsi. Gli States hanno un casino di roba da fare, ma spero che riescano a mettersi in carreggiata per bene perché comunque sono fichi (Il Boss Delle Torte è una trasmissione americana, Cortesie Per Gli Ospiti è italiana, questo chiude l’argomento in maniera definitiva), e allo stesso tempo che da noi entrino in gioco le politiche unionistiche in grado di renderci un continente più compatto e difeso dalla finanza e allo stesso tempo più capace di collaborare attivamente, senza andare al traino ogni due per tre. Ritengo sia un passo inevitabile perché il mondo va a suddividersi in aree, in diversi poli: USA, Russia, Cina, più avanti forse l’Europa (comunque alleata atlantica, essenziale in ottica anti-Russia). Multipolarismo di là da venire, eh, perché non è che ‘ste cose arrivino dal giorno alla notte, ma la strada sebbene turbolenta sembra quella. E siccome gli States sono un impero, le turbolenze in corso porteranno cambiamenti di rotta. Alcuni si sono già visti, vedi il non-intervento in posti come Libia o Siria. Suppongo che l’approccio generale verso l’esterno sarà ancora più cauto e difensivo, il che provocherà reazioni balorde negli sbrocconi anti-USA che lamenteranno l’ingerenza americana quando perdono a biliardo. Di altro boh… forse una maggior partecipazione degli alleati, qualora decidano di prendersi qualche responsabilità e creare un esercito comune senza aspettare sempre che Washington gli levi le castagne dal fuoco.

Ancora una volta le forze restaurative remano contro all’Arte e alla Cvltura. E’ successo di nuovo a Caltagruate, dove Ermenio Sbrenna, pittore e performatore, si è visto negato il permesso della sua nuova installazione “Circomene Derelicta” in quanto, a detta degli inquirenti, oltremodo oltraggiosa nei confronti di quella morale del Signore Iddio Gesù (cane, aggiungeremmo in un secondo tempo) che tanto bene ha fatto all’arte, vedasi i dipinti lì di coso, Giotto e Michelangelo, ma tuttavia non possiamo in nessun modo far sì che tutto ciò, lo scembio, diventi un’abitudine, perché ne va della nostra buona nomea, ed dovrebbe essere chiaro a tutti, ma in un paese deficitario di culture e attenzioni, in cui i valori sono in crisi e si mandano in pensione giornalisti preparati come Salvatore Gualla e critici d’arte di fama internazionale come Alybrando Siraghi, ecco, in questo paese per forza poi che scende il PIL, per forza poi che le agenzie di ratingsz declassano tutto e mandano in malora le piccole aziende che lavorano sul chilometro zero mentre arroganti calciatori come Balotelli danno un cattivo messaggio ai giovani, cioè che è bello essere negri e trombare le vedettes, che poi che cultura ci viene fuori se non quella dell’ignoranza e della plebe che non capisce un cazzo, proprio di questa gente qui che sarebbe l’anima del paese insomma il grande processo restaurativo spinge le spinte centrifughe dell’arte a coalizzarsi in un groviglio liquamoso di rizomi e sterco, di incrostazioni del linguaggio e della semantica dell’ovvio per cui al giorno d’oggi

un giovane uscito dal liceo non è in grado di estemporarizzare su due piedi i molteplici dislivelli di lettura della Vita Nova di dantesca memoria, ma allo stesso tempo sa dirvi tutte le formazioni dell’Atalanta dal 1979 a oggi e per di più crede che furbescamente agendo per conto terzi con attività di basso conio morale e intellettuale sia possibile costruirsi non già un futuro, ma quantomeno un presente coincidente con l’acquisto dell’iPhone con cui andare in giro e fare le foto ai negri, oppure da ricaricare mediante l’estrinsecazione di performance sessuali dietro pagamento, che secondo alcuni è pur sempre un’instradazione alla via dell’imprenditoria personale, secondo altri però e io mi ci schiero altro non è che la deriva ultima della corporeità post-meretriciale in cui ormai l’intelletto è totalmente staccato dal corpo e lo utilizza con disinvoltura come mezzo per ottenere qualche osso di gabbiano, qualche enfisema nei kiwi, qualche lavanda gastrica gratis dal reumatologo della mutua

che stando ad alcune voci di corridoio, tuttavia piuttosto affidabili, è pure manfruito e lo acciuffa a chilometri nel tabarén ogni sabato sera per modico prezzo dietro il Mercato Ortofrutticolo, dimmi un po’ te ora se un mestiere onorato come quello del medico oggi dev’essere pure infestato da’ finocchi, sono veramente tempacci di crisi che si rifrangono come un’onda malsana e miasmatica nella vita di tutta la società, al punto che ormai fra un Presidente della Repubblica e uno sbozzascalini non v’è più alcun possibile distinguo, e anzi è ancor più rimarcata l’uguaglianza fra le due parti e si ritiene ormai giusto e scontato asserire che chi dice il contrario sia un negro

che si chiama pure Billi ed è bravo a basket, questa disciplina sportiva che allena i muscoli senza aguzzare l’ingegno e quindi è tutta una deriva entropica questa qui che prende la società dove i tracciati individuali si atomizzano in un brodo primordiale inconcludente reificato dalla pertecipazione agli Europei di Calcio ove si uccidono cani per permettere ai milionari di tirare calci al pallone, tutto questo uccide l’intelletto dei nostri giovani che troveranno più interesse ad andare in giro sulla spiaggia a vendere gli accendini perché è così che ha iniziato Balotelli, che se magari si fosse dedicato ad uno sport di grandi valori morali tipo il rugby avrebbe smesso già in giovane età di essere negro e oggi occuperebbe un palazzo a Milano con le sue installazioni artistiche che mettono in crisi la società dei consumi e basta che mi sono rotto il cazzo dio merda, oh.

(ps: post n. 666!)

E’ finita questa roba degli europei di calcio, finalmente. Ha vinto la Spagna per quattro a zero, e questo significa solo ed esclusivamente che la Spagna era nettamente più forte dell’Italia, senza nessuna possibile replica. No, niente “che sfiga”, “che sculo”, “però noi se…”, “la nostra è stata innanzitutto una vittoria morale” e fregnacce del genere. Mi dispiace solo che l’orrendo Travaglio sarà contento, ma oh, tutto non si può avere. C’è comunque un tipo di retorica che a me dà molto più fastidio di quella che vuole assolvere la nazionale: quella dei calciatori miliardari viziati sbroc sbroc. Retorica che, fra l’altro, viene sospesa non appena la nazionale vince, ma ritorna prepotente e livorosa in caso contrario. Adesso, porca troia, e pensare che a me del calcio non importa una cazzo di nulla, dove sarebbe il problema che i calciatori guadagnano sbombardoni di euri? Ve li rubano dal conto? Non direi. I soldi che arrivano ad un calciatore sono un concentrato di sponsorizzazioni, diritti televisivi etc. Siccome ci gira un monte di soldi attorno al calcio di alto livello, le squadre/società spendono cifre sempre più alte per assicurarsi i servigi dei migliori calciatori – perché dubito che darebbero gli stessi soldi a vostro cuggino o a voi o a me, e giustamente, aggiungo. Fin qui, tutto chiaro. Salta poi fuori che questi calciatori siano buzzurri ignoranti tatuati miliardari che tra l’altro si drogano, vanno a troie e scommettono sul calcio medesimo. E allora, io dico: e quindi?!? Un calciatore deve funzionare bene all’interno della squadra, fare il suo compito, contribuire alla vittoria. Tutto il resto sono cazzate, se non interferiscono con il successo della squadra, l’unica cosa importante quando si parla di calcio.

Si drogano, vanno a troie, sono incoscienti e pericolose teste di cazzo, e allo stesso tempo tremendamente bravi a fare quello che gli chiediamo. Sono i calciatori o i Mötley Crüe? Stessa cosa, stessa premessa, stessa mitologia: il tangheraccio di provincia con un particolare talento che porta lui, al posto di altri n-mila, in cima al mondo, e da quella posizione assume il ruolo di semidio, idolo dei giovani e nemico dei genitori che lo vedono come modello negativo immorale etc. etc. Tutto come da copione. Ma dove sta scritta questa storia del buon esempio? Questa immane gigantesca ridicola stronzata? Se qualcuno facesse uno studio accurata sulla correlazione fra:

- aumento del consumo di cccccccioga fra i ggggiovani
- aumento della prostituzione (lato utente) fra i gggggggggiovani
- aumento dei tatuaggi fra i giovani
- aumento della maleducazione & ignoranza fra i ggggiovani

e

- aumento degli stipendi e dei calciatori

non troverebbe una sega nulla. Tranne forse i tatuaggi, che però sono diffusissimi ovunque, non solo fra i calciatori, e questo per un rilassamento generale di certi costumi. Una volta il tatuaggio era roba da galeotti, ora è moda, in nessun caso è rilevante e in nessun caso c’entrano i soli calciatori. Le abitudini dei gggggiovani, qualora siano peggiorate, sono esclusivamente colpa dei genitori, che trovano semmai comodissimi capri espiatori nei calciatori, nei Mötley Crüe o in Jersey Shore.

A proposito di Jersey Shore, poco tempo fa capita una discussione con una amica di amici che ha un figlio di tredici anni che è simpatico e sveglio, ma pure megavandalo viziatissimo. Insomma, che dice lei? Che se il futuro è Jersey Shore lo vede nero. Io: “eh?” E lei eh sì, mio figlio quando sta in casa lo guarda e poi li imita sbroc sbroc la cultura sbroc sbroc dove finiremo sbroc sbroc. Ora, io dico: il figliolo fra un paio d’anni si sarà già scordato di Jersey Shore, tanto per iniziare. Il figliolo, soprattutto, non è mai stato guardato da suo padre, e sua madre gliele ha sempre date tutte vinte senza quella zoccolata nelle tempie al momento opportuno. Ora è scoppiato alle medie. E’ colpa… dei calciatori? Di Vince Neil? Della PS3? Incredibile a dirsi, stavolta non si può nemmeno incolpare il negro. E quindi, ‘sti moralismi penosi stioccateveli tutti quanti in culo, spero che Balotelli si sniffi quattro kg di coca e segni un triplo goal carpiato saltato con Bastard in cuffia a mille, e poi vada subito a puttane incornando la donna.

BradbuRIP

Se dovessi dire la verità (e lo farò) non sono mai stato un grande estimatore di Ray Bradbury, e non intendo certo cambiare idea ora sull’onda della gommozzzione coccodrillesca. Però mi rendo conto di una cosa: in fin dei conti al vecchio Ray ci ero affezionato. Quando avevo tipo otto anni fu uno dei primi scrittori che affrontai grazie ad un Cronache Marziane regalatomi per compleanno. Poi ho letto altre robe, con discontinuo livello di gradimento. Ma tutto questo non ha importanza. Ray, da allora, c’era sempre, come un vecchio nonno brontolone a cui comunque in fondo vuoi bene. E gli vuoi bene perché è stato uno degli scrittori che più hanno contribuito a farsi rispettare pur scrivendo letteratura fantastica. E’ vero, ce ne sono stati di più bravi, e ce ne sono pure adesso, ma purtroppo il riconoscimento non l’hanno avuto. Bradbury sì, e pure con merito.

E quindi ciao Ray, è stato un piacere.

Dev’essere l’allineamente di Marte e Orione con la strippa di Gaza, o altrimenti non si spiega il tasso di mongoloìdia che infuria nell’aria. Cioè, no, dico, avete letto Montezemolo? In questo articolo si tratteggiano brevemente i connotati di Italia Futura, la formazione polytica fortemente voluta, sponsorizzata, sonunasegaio-ata da Luca Cordero di Montezemolo Serbelloni Mazzanti Viendalmare. Roba da chiodi. Nelle pupille. Sue, intendo. Essenzialmente, LCDM e il suo think tank pensano di sostituire Abberlusconi e di rappresentare una nuova formazione che guardi oltre le vecchie dicotomie dx-sx, intercettando in primo luogo il bacino moderato orfano di rappresentanza, stimato in circa 15 milioni di votanti. Vogliono correre da soli, senza alleanze, forse rappresentati da LCDM, forse da un giovine, chissà. E leggendo l’articolo si arriva al punto forte, la questione ideologica:

“Sì, ideologica. Perché mentre Montezemolo teorizza la fine delle classiche divisioni novecentesche tra la destra e la sinistra (“è di destra o di sinistra chiedere che la scuola funzioni?”), i suoi professori stanno alzando una discriminante proprio ideologica che riguarda il rapporto tra Stato e cittadini.[...] Una riduzione, dunque, del perimetro dell’azione pubblica (scuola, sanità, sicurezza, ricerca) per farla diventare più efficiente. [...] E poi dosi di sussidiarietà per un modello di welfare che ricorda il progetto della “Big society” del primo ministro conservatore inglese David Cameron.”

Capppitttto mi hai? Sotto il tappetino, LCDM ha in mente un progetto che forse qui può risultare esotico e nuovo, visto che non ha mai fatto parte del dibattito politicame nostrano, ma che nel mondo angloamericano è assai noto: il liberismo turbo. Avevo scritto tempo addietro che lo sentivo strisciare nei discorsi in giro, e ora per la prima volta trova una possibile sponda qui da noi. LCDM del resto di mezzi ne ha, e può contare su una bocca di fuoco mediatica fatta di tutto il gruppo editoriale RCS, di La7 e MTV dalla sua parte e certo comparirà pure nel resto del solito dibattitame generalista.

Il riferimento alla Big Society è già un colossale epic fail: David Cameron è uno dei peggiori primi ministri inglesi dai tempi del triceratopo, e la Big Society è un tale fiasco che neppure lui, credo, osa farne il nome. La Big Society è una specie di roba dickensiana: lo stato taglia e ritaglia, e tutto ciò che è welfare resta nel buon cuore dei locali, che comunque devono innanzitutto lavorare come ciuchi dopati per soddisfare i Mercati, che così rivolgono la loro benevolenza gli Imprenditori Creatori di Ricchezza, che quindi danno lavoro al popolo che si deve fidare di loro e se gli va male pace vuol dire che son nati negri. Il fatto che sia una stronzata è evidente: come l’opposto speculare, il comunismo, il liberismo ha fallito e fatto danni. Basta vedere i vari governi Reagan, Thatcher e ora Cameron: un boost nel breve termine, e poi una decina di anni dopo un conto salatissimo e sanguinario. Certo, gli Imprenditori Creatori Di Richezza ne hanno giovato, tutti gli altri sono stati sacrificati ai Mercati, incidenti di percorso che capitano.

LCDM & co., da bravi provinciali, cercano di importare con ritardo colossale una pratica estera la cui merdità è ampiamente documentata. Ci sta anche che il blocco delle PMI lo possa trovare interessante, ma in una nazione dove si cerca il più possibile di pappare a spese dello stato devono giocarsela molto bene per ottenere qualche voto…

Equitalia è un ente che suscita immediata antipatia in chiunque. Un ente primitivo che può solo tartassare i non-pagatori, visto che il nostro sistema di tassazione è dichiarativo e senza alcuna ricerca da parte dello stato – cioè, finché non vi beccano, potete continuare a dichiararvi disoccupati e ad avere Ferrari e case in Sardegna. Anni di non-controlli, malcostume generalizzato etc. hanno portato alla situazione di ora, con Equitalia incaricata di fare gigantesche pesche a strascico in cui finiscono anche persone a cui magari è arrivata la bolletta della rata dell’auto in ritardo e si vedono portate via tutto. Finita la pesca a strascico, se non viene fatto un ingente sforzo di modernizzazione (informatica per esempio) e snellimento statal-burocratica, risaremo da capo e i soldi recuperati finiranno nei forzieri in titanio degli Sradica & Rastrella di turno, per poi essere… spolpati? Ci si augura di no, almeno, ma non è questo il punto. Il punto è una scena da filme. Un uomo entra in una sede Equitalia armato, tiene gente in ostaggio, minaccia di morte etc etc. E succede dopo le numerose notizie di gente che per debiti si è suicidata, non ce l’ha fatta più e storie tristi del genere. E giù bombe alle sedi di Equitalia, e tutti a dire bene dio cane!, e poi questo qui coi fucili e gli ostaggi, e tutti a dire bene dio maiale! Ora, con tutta l’atipatia che si può avere per Equitalia, con tutta l’antipatia che si può avere per un sacco di privati cittadini che non pagano, perché l’italiano per sua natura non vuole pagare un cazzo e crede gli sia tutto dovuto, e scommetto che Equitalia sia partita quando il numero di questi ultimi sia cresciuto oltre il livello di guardia iniziando così la famosa pesca a strascico di cui sopra, ecco, con tutto e ritutto, a me ‘sta cosa non piace per un cazzo. Soprattutto per come viene acclamata. Io sono il primo a dire che uno che uccide il ladro in casa o nel negozio fa bene, sia chiaro. Ma qui è diverso. Si oscilla fra suicidi e atti di intimidazione violenta.

Decenni di inadempienza fiscale (voluta da politici E cittadini) ===> misure drastiche oggi ===> mezzi primitivi per assenza di dati e infrastrutture adeguate ===> pesca a strascico che colpisce in maniera sproporzionata pure i poveracci ===> atti di violenza.

Ho come l’idea che queste cose aumenteranno, perché la pesca a strascico continua e poi la stampa ha sempre bisogno di freak da presentare come eroi o criminali a seconda del momento storico. Il ricorso alla mafia per prestiti e protezioni sarà sempre più forte, così come la stretta familistica su ogni microscopica attività – difendiamoci dallo stato di mmmerda. E sapete, non mi garba una sega. E’ la prova empirica di un fatto: l’Italia, forse piagata da secoli di millenarismo cattolico per cui tanto prima o poi si stiana e risponderemo delle nostre azioni solo davanti a Iddio e quindi che ci si affanna a fare, non costruisce nulla, non migliora nulla, non fa niente a lungo termine e ama berciare nei campi di stasi dove in fin dei conti è colpa di tutti e quindi di nessuno ed è facile accusare il Governo o i Poteri Forti, che sono solo miseri capri espiatori.

Spero solo che non si arrivi di nuovo ad una merda stile anni ’70, a questo punto.

"Antisemitismo? Pffff..."

L’assassino di Tolosa, quello che ha ucciso a sangue freddo una bambina di sette, un insegnante e un uomo coi due figli piccoli, tutti in una scuola ebraica, è stato identificato come lo stesso uomo che, alcuni giorni prima, aveva ucciso tre militari. Il mondo dello sbroc, dalle frange salottiere a quelle dei CSOA, prima dell’identificazione, era percorso da un brivido palpabile. La stampa tirava fuori articoli grondanti retorica sull’orrore del nazismo, i campi di sterminio, le risposte sbagliate ai tempi della crisi, la ricerca del capro espiatorio, l’ebreo capro espiatorio per eccellenza, funziona sempre, non dimentichiamo, c’è un movimento neonazi in giro per l’Europa che rischia di guadagnare terreno, guardate lo sciroccato Casseri di Firenze, dobbiamo stare vigili, stare attenti, non dimenticare! Il che, sia chiaro, è tutto giusto e sacrosanto. Solo che tutta questa tensione, alimentata dalla silenziosa preghiera stile “fa’ che sia stato un biondo neonazi del Front National, fa’ che sia stato un biondo neonazi del Front National, fa che sia…”,  è poi evaportata in un colossale meh, con una certa coda di imbarazzo e di dimentichiamo tutto va’. Perché, come ormai sapete tutti, l’assassino si chiamava Mohammed Merah, non era di fattezze molto ariane, era musulmano, jihadista e ha fatto quel che ha fatto per vendicare i boveri balesdinesi.  Ohibò. Un bel cortocircuito.

Sulla rete, ma vedrai che pure al bar, tu chiedessi a tanti insospettabili...

Mohammed Merah ora è stato freddato dalle teste di cuoio e io. in tutta onestà. me ne rallegro. Intanto ieri su Facebook c’era già una pagina, subito rimossa prima che potessi prendere uno screencap, che inneggiava a lui e invitava a boicottare Israele. Prossimamente si dirà che Merah è innocente ed è stato vittima delle lobby sioniste che hanno inscenato tutto grazie alle scie chimiche. E così, il soggetto unico responsabile di questi omicidi passa rapidamente in secondo piano, di fronte al SIONISMO.

Sì, era un terrorista.
Sì, ha ucciso, ma per vendicare i boveri balesdinesi.
Sì, i terroristi che uccidono gli innocenti sbagliano, ma la causa è giusta.
Sì, la causa è giusta perché se Israele non li opprimesse sarebbero tranquilli.
Sì, Isreale è nostro alleato ed è parte del Ricco Occidente.

E’ COLPA NOSTRA.

L’illogica sequenza di assiomi di cui sopra è impeccabile nella sua demenza assoluta, ma è molto vera ed illustra perfettamente la forma mentis di tutte le numerosissime teste di cazzo a pile che ragionano ancora in termini di “colpe collettive”, come un qualsiasi gruppo di mongoloidi estremisti extraparlamentari degli anni ’70. Dimenticano o ignorano, tutti costoro, la figura di Sayid Qutb, principale ideologo di quell’ammasso di merda di dimetrodonte che va sotto il nome di Fratelli Musulmani, cioè invasati che dichiarano jihad all’occidente senza sè e senza ma da prima che esistesse lo stato di Israele (dal 1928, per la precisione). Allora, perché non si parla di “stragi qutbiane”? Perché non dire chiaro e tondo che si tratta di gente che passa le ferie in Merdistan o in Assghanistan a studiare nelle madrasse, ovvero le scuole islamiche, quelle dove uno va con lo scopo evidente di diventare ancora più ignorante, ottuso e testa di cazzo di prima? Perché posso concedere che sia la loro cultura,eh, ma è un cultura di merda che produce intellettuali come Sayid Qutb, movimenti come i Fratelli Musulmani e partiti come Hamas, nel cui statuto si rifiuta esplicitamente la trattativa e la diplomazia e si invita alla jihad senza tregua fino alla fine dell’odiato Occidente e alla gloria di Allah. E non sono movimenti e ideologie minoritarie, ma largamente diffuse a livello transnazionale.

Prendiamo ora la foto qui sopra. Se qualcuno la postasse su Facebook, dicendo che si tratta di un festino erotico di qualche depravato israeliano che fa frustare bovere donne balesdinesi rapite nottetempo dalla Striscia di Gazzzza per il sollazzo dei presenti, tutti ricchissimi ebrei, cosa succederebbe? Beh, ora questa immagine qui è chiaramente parte di un servizio fotografico molto glamour e quindi si parte male. Ma il senso è: qualsiasi accoppiata “foto cruenta” + “connessione a Israele” viene creduta e ribloggata in maniera automatica e universale. E’ praticamente impossibile, per Israele, difendersi da questo meccanismo, e quando sbaglia il casino aumenta. Perché Israele mirerebbe a bersagli militari, e purtroppo capitano gli errori. Civili blastati etc. I boveri balesdinesi mirano invece a bersagli civili, ma chissà come mai le voci e le fole più assurde su Israele (l’ultima che ho sentito: mira sulle zone a più alta natalità) sono date subito per buone, mentre gli attentati in scuole, autobus, discoteche, mercati e i missili sulle zone civili (mai contro carri armati ed esercito, mi raccomando!) da parte palestinese destano poca attenzione se va bene, approvazione plateale altrimenti. Non dev’essere facile mantenere la calma.

La morale di tutto ciò? Non lo so, ma non si può uscire da un simile ginepraio di discorsi a cazzo senza stabilire chiaramente le responsabilità. E se Israele può essere aggressiva e fare stronzate, ed essere pure stato ricco e con l’appoggio occidentale etc., questo non esime la Bovera Balesdina dalla sua natura: un paese sottosviluppato e arretrato, con un governo dichiaratamente pro-terrorismo, armato e rifornito dal resto del Merdistan in funzione antioccidentale. Personalmente non crederò mai ai progressi della Palestina finché la Palestina non manderà via a calci in culo Hamas e non si alleerà con Israele – sarebbe l’inquivocabile prova che, finalmente, qualcosa è davvero cambiato. Perché la grossa responsabilità del cambio la ascrivo al sottosviluppato, che è innanzitutto colpevole di sottosviluppo. Già. Se per esempio uno arriva qui dal Merdistan, e non arriva a capire che stando in un mondo diverso non può scotennare la figlia perché si mette la minogonna, allora è proprio un ottuso animale senza speranza e alla pena per omicidio dovrebbe aggiungersi l’aggravante del sottosviluppo. E lo stato, in maniera SECOLARE, dovrebbe troncare tutti i tipi di ingerenza religiosa nella vita civile: di qualsiasi religione, cattolica, cristiana, ebraica, merdistana. Non creare regole ad hoc che soddisfino l’uno per cento dell’elettorato post-marxista filocoranico radical-sbroc che compiange i poveri terroristi che poi uccidono sì ma solo perché noi siamo tanto cattivi.

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