Leggo, con grado d’incazzatura montante, i vari reportasgz dalla Val Di Mimportauncazzo presidiata dai NoTAV, ennesima incarnazione del curioso sedicente progressismo italiano. Quello che si oppone strenuamento a qualsiasi cosa, in particolare al progresso di tipo tecnologico, perché comporta ingenti investimenti di capitali, partecipazioni pubbliche e private, modificazione dell’esistenza, rottura delle uova al fine di ottenere, un domani, una frittata. Tutto ciò viene sistematicamente aborrito secondo una logica demenziale che getta un ponte fra pensiero magico e ceneri decomposte dei discorsi di una qualsiasi vecchia assemblea studentesca (o, tanto è uguale, CSOA, o sede locale di partito comunista della libertà maoista della minchia al guaranà).

E’ un po’ una roba di questo tipo:

Progetto ==> investimenti;
investimenti ==> realizzazione;
realizzazione ==> lavoro;
lavoro ==> guadagno;
guadagno ==> MERDA.

Come dire: qualsiasi processo che parta da una pianificazione progettuale, comporti tutta una serie di investimenti, studi, ricerca, una grande pianificazione, lavoro a più livelli (dagli operai agli ingegneri agli informatici a…) che assorbirà gente da ogni settore qualificato e ne formerà almeno altrettanta, collaborazioni internazionali fra aziende e università, il tutto finalizzato ad una grande opera pubblica che si ripagherà nel tempo, snellirà il traffico, e faccia parte di una politica europea… ecco, anziché una miniera d’oro di cui essere contenti, è merda. Non fa una grinza, perché qualcuno ci guadagna anziché farlo gratis, e poi non si tutela la piccola e micragnosa dimensione locale, l’Amarone Paperone del sig. Badalassi e la Ba.Gon.Ghi. (Battelli Gonfiabili in Ghisa) SpA che dà lavoro a ben quattro persone tutte imparentate fra di loro, eh, ma coltiva biologico. Sostenibile. E ripudia il Danaro. E quindi il Capitalismo. E sospetto pure le Scie Chimiche, il Signoraggio e Isdraele.

Un manifesto come questo qui non è molto diverso, nei toni, da quelli della Lega. Per essere NoTAV basta essere onesti, perché se sei a favore della TAV sei un capitalista avido ignorante che vuole papparsi un sgugurbitoni di euri prestati dall’Europa (che va bene solo se spala merda su Abberlusconi) per fare questa TAV che farà parte della tratta Lisbona-Kiev. Un progetto in grande, che però il vero militante anarcoinsurrezionalista sbrocchista DOP deve rifiutare, perché soldi guadagno grandi imprese no piccoli no realtà locali speculazione cantiere sbroc sbroc. Ma vaffanculo.

Non ci credete? Andate al sito del Comitato NoTAV (http://www.notavtorino.org/). In home page si può leggere:

“Sono queste le Grandi Opere che hanno in mente: distruggere, aggredire, violentare. L’illegalità è la loro bandiera, l’impunità è la loro speranza. Parlavano di progetto da realizzare ‘con il consenso della popolazione’: ecco cosa avevano in mente. Con lo sgombero del presidio della Maddalena è iniziata il 27 Giugno 2011 una nuova fase di RESISTENZA per fermare la distruzione, per denunciare l’aggressione e la violenza, per fermare l’illegalità. E’ una lotta di resistenza che riguarda tutti, non solo i valsusini, è una battaglia di civiltà in difesa della democrazia. “

Sono già alla RESISTENZA. Perché l’Europa ha posto dei limiti di tempo, i Valcosesi presidiano e i coglioni resistenti per professione hanno iniziato a tirare pietre, massi etc. sui cantieri e relativi operai – sarebbe interessante vedere quanti di loro protestano giornalmente contro le morti bianche e gli incidenti sul lavoro.

E poi:

Una testimonianza commovente di pacifica democrazia

Non hanno uno straccio di motivazione di merito per quest’opera: solo slogan di un fantomatico sviluppo.
Non hanno risorse da investire nella realizzazione: vogliono solo mettere le mani sui contributi UE
Non hanno remore a procedere usando anche dati fasulli e procedure illegittime.
Non hanno un briciolo di autorevolezza, non avendo più un’etica su cui fondarla.
E allora ricorrono all’autoritarismo, al monopolio della violenza autorizzata e vigliacca: manganelli in mano a uomini che non hanno piena coscienza del contendere e di cui non è dato conoscere l’identità (Venaus 2005 insegna).

Ci picchiano per una questione di democrazia formale: manganelli benedetti dalle lobby europee conniventi, dai ministri e dai parlamentari, dai presidenti regionale e provinciale, dal sindaco di Torino, dalla partitocrazia tutta, dai corrotti e corruttori, dai concussi e concussori, dalla Confindustria e dai maggiori sindacati, dai faccendieri, dai mafiosi in doppio petto e dai loro manovali, dai cittadini disinformati dai media di questo regime.

Un regime che sembra tanto il risultato del “piano di rinascita democratica” del venerabile della P2, ora forse esercitato dalla più attuale P4 che pare essere il vero centro di comando in Italia.”

No, vi picchiano perché siete delle teste di cazzo e perché avete iniziato le ostilità per primi, ed è stato necessario chiamare la pula che (ovviamente) arriva in assetto antisommossa. Speriamo solo che non ci scappi un morto, perché ci manca giusto il Gesù Valsusino.

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa propongono questi qui. Basta andare a questa pagina (http://www.notavtorino.org/chisiamo.htm). 1,2,3, sbroc: sono contro chi calpesta diritti, democrazia e pace. Uh. Più che diritti e democrazia, porci comodi: lo stato vuole fare qualcosa che a te non piace, e se non ti da retta con le buone e ti gonfia di rimando quando lo attacchi con le cattive è stronzo merda fascista sbroc sbroc. Solita roba. Come solita roba è la demonizzazione perché-sì del guadagno di alcuni a fronte di una grande opera pubblica che nel lungo termine fa del bene a tutti.

Le ragioni (http://www.notavtorino.org/le_ragioni.htm) parlano chiaro e sbroccano duro.
La loro proposta alternativa (http://www.notavtorino.org/la_nostra_proposta.htm) scivola nel mongoloidico: localizzazione totale, ridurre la necessità di spostamento, mobilità sostenibile e non inquinante. Ma ci fosse una proposta concreta alternativa, uno studio, una fattibilità, un’analisi di costi e benefici – tutte cose che invece il progetto TAV ha, dio fionda. Almeno rispondi cifra con cifra e progetto con progetto.

Da notare che propongono un utilizzo più intenso della ferrovia già esistente e sottosfruttata. Dal momento che una linea ferroviaria può essere rappresentata come un grafo, il traffico della linea ferroviaria diventa un problema di flusso. Se dalla Francia arriva una ferrovia ad Alta Velocità e Alta Capacità, cosa conviene fare per instradare tutto il surplus di traffico e dirigerlo verso il resto d’Italia/Europa in tempi e costi ragionevoli? Aggiungere un arco di capacità adeguata al grafo è sicuramente la soluzione più rapida e più economica, rispetto all’ottimizzazione del flusso sulla linea preesistente – un problema di flusso massimo dai costi paurosi, visto il cattivo stato dell’infrastruttura ferroviaria. Certo, in realtà il non plus ultra sarebbe tornare alla vita nei campi nelle nostre piccole comunità ecosostenibili, vero?

In altri tempi e luoghi, per risolvere il problema dell’assedio al cantiere, si darebbe questa risposta:

Tranquilli che Ser Gregor Clegane vi calma i bollenti spiriti, dio ogiva.